Sono stato tentato di scrivere prima dell'estate una nota sullo stress test delle banche europee, l'evento mediatico-finanziario che ci ha tragettato più sereni verso le vacanze, ma ho preferito non annoiare i lettori di questo blog con fastidiosi dettagli tecnici.
Sta di fatto che il test si è rivelato un non-evento a conferma che non si possono impensierire i vancazieri con noiose note pessimistiche per di più su quella "trieste scienza" che è la finanza bancaria.
A tal fine, poichè i conti non si potevano truccare più di tanto, si è lavorato sulle premesse: si è identificato lo scenario di stress con una nuova recessione (double dip) ma a questa si sono associati parametri tutt'altro che catastrofici: - 0,6% il Prodotto interno per l'Europa e -2% per la Grecia. Per avere una misura, basti pensare che quello dell'Italia, paese forse meno critico del gruppo del mediterraneo, è calato del 4,9% nel 2009. Uno scenario avverso piuttosto benevolo quindi. Questo test non solo non rappresenta gli eventi possibili, ma nemmeno i più probabili.
Lo stress è poi stato applicato solo ad una parte minoritaria del portafoglio delle banche, il portafoglio di trading.
Non si è infatti previsto il default di nessuno degli stati europei, che avrebbe comportato l'estensione del test anche al resto del portafoglio e, per essere certi di avere azzeccato la previsione, è stato istituito,ma solo all'utimo momento, dopo infinite discussioni e ripensamenti, un fondo da 750 miliardi di euro (istituito ma ancora il "contante" non è giunto) a supporto dei paesi in difficoltà.
Speriamo che basti.
Non so quanti soldi siano 750 miliardi, ma so che la banca centrale indiana ha recentemente effettuato il più grande acquisto di oro della storia ed ha speso "solo" 6 miliardi di dollari.
Insomma il test ha fornito l'immagine del sistema bancario che ci aspettavamo: qualche acciacco ma, tutto sommato, solido; le banche più graciline saranno sostenute con un pò di ricostituente (alias capitale, statale per lo più) e a tutte sarà data la possibilità di fare il massimo dei profitti mantenendo il costo del denaro basso, anzi bassissimo.
Speriamo che basti.
Potevano dare un immagine diversa? Potevano forse dire che dopo l'evento greco siamo al limite della catastrofe, cioè del default governativo a catena di diversi paesi?
No, non potevano.
La politica però ha la pretesa di controllare solo la percezione della realtà, ma la realtà ha una sua indipendenza che a volte non può essere trattenuta: la Grecia ha adottato un estremo rigore che gli ha consentito di ridurre le spese (soprattuto stipendi) del 10% con pesanti effetti sulla capacità di spesa e notevoli incrementi della disoccupazione. Gli scioperi e le proteste fanno il resto per tenere ridotti la produttività ed il flusso dei turisti, con il conseguente calo delle entrate fiscali.
A me non sembra la fotografia di un paese fuori dai guai e non capisco in nessun modo come il "salvataggio europeo" l'abbia salvato.
Quanto può durare?
Non lo so e forse non è nemmeno la domanda più importante.
Una domanda più utile potrebbe essere "quanto ci vuole prima che questo contagi anche altri paesi del club-med?"
Il punto è che diverse banche dei paesi più solidi (Francia, Germania ma non solo) hanno fatto investimenti (comprato titoli di stato) di paesi come Grecia, Spagna, Italia, ecc, incuranti del rischio, per assicurarsi maggiori profitti e, ora che il rischio si è manifestato, non ne vogliono sapere di affrontare le relative perdite. Con la forza della loro posizione, ora chiedono che queste siano pagate dagli stessi paesi in crisi e soprattutto dalle classi più deboli invece da chi ha intascato ed evaso.
Non posso evitare di sorprendermi davanti all'incapacità dei politici europeei di comprendere la complessità della crisi che hanno di fronte e, ogni volta, invece di trovare velocemente un accordo, si uniscono in un accorato lamento contro i mercati adottando un populismo anti-finanziario e soluzioni di facciata, come vietare lo short-selling.
Questa operazione non è più speculativa delle altre, è solo l'attesa di futuri scenari negativi, un segnale di allarme di alcune cassandre (corretto o errato che sia).
Speriamo che basti vietare.
Ma non è mai bastato. Sparare al messaggero non cambia nulla dei fatti che narra se non ritardare la loro evidenza a quando sarà veramente troppo tardi.
Articolo di Sultan
mercoledì 25 agosto 2010
mercoledì 18 agosto 2010
Il Daily Mail espone i legami dell'OMS con le aziende farmaceutiche: cinque esperti dell'OMS legati ai produttori di vaccini
Un altro articolo sui mass media denuncia i legami tra i consiglieri che l'OMS si è scelta per analizzare la questione dell'influenza suina, ed i produttori di vaccini. Si tratta di un articolo scritto da Sophie Borland e pubblicato sul Daily Mail del 13 agosto 2010.Il titolo dell'articolo, qui sotto tradotto, è Swine flu advisers' ties to drug firms: Five WHO experts linked with vaccine producers, ovvero I legami dei consiglieri dell'OMS con le aziende farmaceutiche: cinque esperti dell'OMS legati ai produttori di vaccini.
L'articolo appare (notevole coincidenza) all'indomani della prima udienza del processo con cui le autorità austriache vorrebbero interdire Jane Burgermeister, la giornalista che ha denunciato la truffa dell'influenza suina, la pericolosità e l'inutilità dei vaccini che i governi di tutto il mondo hanno acquistato in milioni di dosi (rimaste in gran parte inutilizzate per lo scetticismo dei medici e dei cittadini che hanno subito subodorato l'artificialità di quella "emergenza sanitaria ").
I legami dei consiglieri dell'OMS con le aziende farmaceutiche: cinque esperti dell'OMS legati ai produttori di vaccini.
E' emerso che un terzo degli esperti che fungono da consiglieri per l'Organizzazione Mondiale della Sanità riguardo alla pandemia dell'influenza suina hanno legami con le aziende farmaceutiche.
Cinque dei quindici specialisti che siedono al comitato di emergenza [sull'influenza suina] hanno ricevuto finanziamenti dai giganti farmaceutici [le grandi multinazionali farmaceutiche - N.d.T.] o erano legati ad essi per via delle loro ricerche.
La rivelazione farà nascere il sospetto che la 'pandemia' sia stata ampiamente soprastimata e largamente alimentata dall'industria del farmaco che ne ha approfittato beneficiando del panico.
Lo scorso mese è emerso che il Governo ha speso più di 1,2 miliardi di sterline per fare fronte all'influenza suina - la maggior parte dei quali utilizzati per i vaccini, perché si è dato ascolto alle fosche previsioni degli "esperti" che sarebbero morti almeno 65.000 cittadini britannici.

In realtà il virus si è preso appena 457 vite - un terzo di quelle uccise ogni anno dalla normale influenza stagionale.
Ma è emerso adesso che molti scienziati del panel di emergenza dell'OMS hanno legami con aziende fra le quali la GlaxoSmithKline, che ha guadagnato milioni producendo vaccini per l'influenza suina.
Questa notizia si collega alle rivelazioni fatte alcuni mesi fa dal Daily Mail che metà degli scienziati che c onsigliano la taskforce sulla pandemia del Governo Birtannico avevano legami con i giganti farmaceutici.
Uno dei 15 scienziati consiglieri dell'OMS era il britannico professor Neil Ferguson - che l'anno scorso aveva avvertito che la pandemia sarebbe stata così pericolosa che sarebbe stato necessario chiudere tutte le scuole.
Da allora è emerso che il Professor Ferguson è stato consulente per la Roche, che produce il Tamiflu, così come per la GlaxoSmithKline Biologicals fino al 2007.La professoressa Maria Zambon, del Centro Britannico per le Infezioni della Protezione Sanitaria [UK Health Protection Agency Centre for Infection], che faceva pure parte del comitato, ha affermato di avere ricevuto dei fondi da diversi produttori di vaccini, fra i quali la Sanofi, la Novartis, la CSL, la Baxter e la GlaxoSmithKline.
Durante l'epidemia l'anno scorso la professoressa Zambon aveva affermato che fino ad un terzo dei bambini in età scolare in Gran Bretagna avevano il virus senza saperlo, dal momento che non avevano nessuna manifestazione sintomatica.
Nel frattempo il professore statunitense US Arnold Monto ha ammesso di avere fatto ricerche per la GlaxoSmithKline, per la Baxter, le due aziende che hanno siglato contratti per la fabbricazione dei vaccini [per l'influenza suina - N.d.T.] così come per la Roche, che produce il Tamiflu.
Egli ha lavorato per due altre grandi aziende, la Novartis e la Sanofi Pasteur.
Alcune critiche si erano levate per avvisare che c'erano seri conflitti di interesse fra questi esperti, i cui consigli hanno portato allo spreco di vaste somme di denaro preso dalle tasse dei cittadini.
Il parlamentare laborista Paul Flynn ha detto:
"Un anno fa, questi esperti ci hanno detto che il mondo stava per affrontare una grave emergenza sanitaria.
In questa occasione, reprorevolmtne, si sono sbagliati: i loro consigli hanno portato l'OMS, l'Unione Europea ed i governi nazionali a sovrastimare notevolmente la pericolosità dell'epidemia di H1N1, sprecando grandi somme di denaro pubblico e spaventando il mondo inutilmente.
Con tali pressioni conflittuali, abbiamo bisogno di essere assolutamente certi che i consigli di tali esperti sian basati su solide evidenze scientifiche e siano motivati solo dalla necessità di proteggere la salute pubblica. La sola maniera per realizzare questo è la totale trasparenza.
Quando viene dichiarato l'avvento di una pandemia, i cittadini hanno il diritto di sapere, sin dall'inizio, chi sta raccomandando una certa drastica decisione – e di sapere al tempo stesso quanti legami hanno queste persone con l'industria farmaceutica, che potrebbe trarre profitto da una tale raccomandazione."
Un altra esperta, Nancy Cox, dello statunitense Centro per il Controllo delle Malattie [CDC - Center for Disease Control], ha ammesso di avere ricevuto finanziamenti da un gruppo di delle industrie farmaceutiche, la Federazione Internazionale dei Manifattori e della Associazioni Farmaceutiche [International Pharmaceutical Manufacturers and Associations - IFPMA] per ricerche sui vaccini anti-influenzali e lavori sui virus.
Lo scienziato Britannico John Wood ha ammessp che la sua unità di ricerca all'Istituto Nazionale Britannico per gli Standard biologici e per il Controllo [Britain's National Institute for Biological Standards and Control - NIBSC], ha eseguito dei lavori per Sanofi Pasteur, CSL, IFPMA, Novartis e Powdermed sul vaccino anti-influenzale.
Il Comitato ha avuto una funzione chiave, a giugno dell'anno scorso, nel consigliare l'OMS a dichiarare ufficialmente l'influenza suina la prima pandemia in 40 anni.
Già quest'anno era emerso che 11 dei 20 membri del Gruppo Consultivo Scientifico per le Emergenze [Scientific Advisory Group for Emergencies], che consigliava il Governo Britannico riguardo all'influenza suina, aveva lavorato per l'industria farmaceutica o era legata ad essa attraverso le proprie università [i dipartimenti universitari dove lavoravano ricevevano finanziamenti dalle aziende farmaceutiche - N.d.T.].
Un portavoce dell'OMS ha negato che il lavoro degli esperti dava origine ad un conflitto di interessi.
fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/08/il-daily-mail-espone-i-legami-delloms.html
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