mercoledì 31 marzo 2010

Il gioco delle tre carte

Sarà che ho buona memoria.
Sarà che trovo insopportabile il falso vittimismo.
Sarà che sono sempre stata insofferente nei confronti di chi vuole impormi il proprio codice morale sentendosi però esentato dal rispettarlo.
Ma gli articoli comparsi sui vari giornali cattolici, le smentite, le accuse di complottismo, i tentativi di arrampicarsi sugli specchi, rasentano il ridicolo.
Fanno leva sulla credulità di quegli italiani che, pur professandosi cattolici, non hanno assolutamente idea di come sia strutturata gerarchicamente la Chiesa, di quali siano i poteri, come sono distribuiti e chi li esercita.

Sono quegli italiani che permettono che sia un governo assolutista, e il Vaticano è governato da un monarca assoluto che detiene i "tre poteri", a pretendere di insegnarci la democrazia.
Sono quegli italiani che consentono che a spiegarci il matrimonio, i rapporti e i delicati equilibri di una unione d'amore, siano uomini che non solo col matrimonio non hanno mai avuto niente a che fare, ma che ignorano totalmente cosa sia la quotidianità di una famiglia.
Sono quegli italiani che trovano lecito, in uno stato sovrano, che i ministri di un altro stato sovrano mettano continuamente in atto ingerenze intollerabili nella legiferazione in materia di vita e di morte, le sole due cose che appartengono alla coscienza privatissima di ogni uomo e sulle quali a nessuno, a nessuno è dato decidere a priori.
Sono quegli italiani assolutamente inconsapevoli del fatto che la scuola statale, che i loro figli frequentano o frequenteranno, è stata devastata da continui tagli ai fondi, mentre le scuole cattoliche hanno mantenuto inalterate le sovvenzioni statali.
Sono quegli italiani che lasciano che siano i prelati del Vaticano ad imporci i limiti della ricerca medica, della fecondazione assistita, della possibilità di una dignitosa fine della vita.
Sono quegli italiani che non sanno che potrebbero pagare la metà dalle tasse che pagano, se venissero aboliti tutti i privilegi fiscali alla Chiesa.
Sono quegli italiani infarciti di "teoria del perdono" che si lasciano ancora infinocchiare dall'idea che la giustizia debba farla Dio, e gli uomini che dicono di agire in suo nome, che hanno l'inumana pretesa che un uomo cui hanno ammazzato la moglie, un figlio, debba perdonare l'assassino. Io mi vergogno ogni volta che un giornalista decerebrato, di fronte ad un uomo cui hanno ammazzato la moglie, un figlio, pone l'inqualificabile domanda "Lei lo perdona?" e vedo lo smarrimento negli occhi di quell'uomo, lo smarrimento perchè sa che se dirà quel no che gli brucia in gola, quel no che gli urla negli occhi, quel no che gli devasta l'anima, una manica di stupidi imbecilli dal cervello disabitato penserà che sia un gesto ignobile non perdonare i propri nemici.
Io mi vergogno per quegli italiani che mettono la tonaca prima della bandiera, per quegli italiani che mettono le omelie prima della costituzione, per quegli italiani che mettono i vescovi prima della magistratura, per quegli italiani che prima di sentirsi italiani si sentono cattolici.
Mi vergogno per quegli italiani che si scandalizzano perchè un uomo abbraccia un altro uomo in un letto e poi scelgono a rappresentarli affaristi, corrotti e puttanieri. Mi vergogno perchè la loro morale è un elastico e se la accomodano come vogliono mentre quella che vorrebbero imporre agli altri è di piombo.
Mi vergogno per chi si è lasciato convincere che il "relativismo" sia un male, per chi crede che la disubbidienza sia un peccato, per chi s'illude che la sofferenza sia un dono di cui esser grati, per chi vuole ostinatamente, ottusamente, continuare a fingere che questa chiesa sia veramente quella che Cristo avrebbe voluto.

Nulla, nulla mai, può giustificare l'ignobile prassi, in uso nella gerarchia vaticana, di proteggere sacerdoti che hanno abusato di decine, centinaia, migliaia di bambini, trasferendoli di parrocchia in parrocchia, mettendo in pericolo ogni volta nuove creature, e sperando di riuscire a "guarirli" con la preghiera.
Non me ne vogliano i soliti difensori delle cause perse, quelli a cui piace immaginare la Chiesa sempre come perseguitata e oggetto di complotti, la stessa Chiesa che nei secoli ha fatto le crociate, l'inquisizione, i genocidi, la chiesa che non s'è fatta scrupolo di perseguitare Galileo Galilei, Giordano Bruno, gli illuministi, e chiunque nei secoli abbia mai messo in discussione il suo potere assoluto, la sua pretesa di essere proprietaria delle vite altrui, fino al punto da imporre cosa leggere, chi amare, cosa pensare.

Guardiamola da vicino, questa Chiesa, e giudichiamola dalle opere, come vuole il Vangelo. Senza risalire alle crociate, ai roghi, alle persecuzioni. Ci vuole davvero poco, basta prendere i fatti e confrontarli con le parole. E guardiamo da vicino anche i suoi difensori. Tanto per farci un'idea di chi siano e di cosa ci raccontano.

Nel 2007 pubblicai sul web Sex crimes and Vatican, un documentario della BBC sui preti pedofili e sulla loro costante copertura da parte delle gerarchie vaticane. Sono passati tre anni e ne è passata un bel po' di acqua (e di marciume) sotto i ponti. Però ho buona memoria. E un grande archivio. Credo sia il momento di ricordare cosa scrissero all'epoca, tra gli altri, sulle pagine di Avvenire, Andrea Galli prima e Massimo Introvigne poi:

"[...]Insomma, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali. E che il testo Crimen Sollicitationis non fosse pensato per tale fine lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica. Misura che semmai dà l'idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono [...]

“Senza contare che Joseph Ratzinger, più tardi diventato sì prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe firmato - ma siamo nel maggio 2001 - una Lettera ai Vescovi e altri Ordinari e Gerarchi della Chiesa Cattolica, pubblicata anche negli Acta Apostolicae Sedis, dove si prevede espressamente che "il delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni", sia di competenza diretta della Congregazione stessa. Segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare, ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati, riservandone il giudizio non a realtà "locali", potenzialmente condizionabili, ma ad uno dei massimi organi della Santa Sede." (Infame calunnia via internet, Andrea Galli, Avvenire, 19 maggio 2007)

Certo Andrea Galli dimentica di dire che, se è vero che l'art. 15 del Crimen obbliga "a denunciare il tutto", l'art. 16 esplicita "a chi" deve essere fatta la denuncia: all'ordinario del posto o alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Delle autorità civili non se ne parla neppure. Non solo. Resta inspiegabile come possa un cattolico, a cui è stato imposto il vincolo della segretezza, pena la scomunica, denunciare alle autorità civili l'abuso subito senza infrangere quel vincolo e incorrere nella scomunica.
Inoltre, Andrea Galli sbaglia di grosso nel tradurre il testo del De delictis gravioribus, perché nel documento non si parla affatto di un "delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni" ma di “delictum contra sextum Decalogi praeceptum cum minore infra aetatem duodeviginti annorum a clerico commissum”, cioè di un delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico CON un minore di diciotto anni”. Com’è prassi, la vittima del prete pedofilo è considerata dalla Chiesa un complice del suo abusatore. Tanto per aggiungere un po’ di fango e di vergogna agli abomini che ha già dovuto subire.

Massimo Introvigne, invece, pose a presupposto del mio rendere noto il video una presunta "rabbia laicista". Ma io non ero arrabbiata per niente! Disgustata, semmai, sconvolta, nauseata. E, per farsi un'idea del tipo di "smentite" cui è aduso Introvigne, basta leggere quanto pubblicato su Avvenire:

"Il documentario al riguardo afferma tre volte il falso:

(a) presenta come segreto un documento del tutto pubblico e palese:

(b) dal momento che il "cattivo" del documentario dev'essere l'attuale Pontefice, Benedetto XVI (per i laicisti il Papa "buono" è sempre quello morto), non spiega che la De delictis gravioribus firmata dall'allora cardinale Joseph Ratzinger come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede il 18 maggio 2001 ha l'unico scopo di dare esecuzione pratica alle norme promulgate con la lettera apostolica Sacramentorum sanctitatis tutela, del precedente 30 aprile, che è di Giovanni Paolo II;

(c) lascia intendere al telespettatore sprovveduto che quando la Chiesa afferma che i processi relativi a certi delicta graviora («crimini più gravi»), tra cui alcuni di natura sessuale, sono riservati alla giurisdizione della Congregazione per la dottrina della fede, intende con questo dare istruzione ai vescovi di sottrarli alla giurisdizione dello Stato e tenerli nascosti." (Preti pedofili, le falsità del video Bbc, Massimo Introvigne, Avvenire, 30 maggio 2007)

Ecco cosa c'è scritto nel documento che Introvigne vuole spacciare per "pubblico e palese": "Da conservare con cura negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziale. Da non pubblicare, né da integrare con alcun commento." Certo, deve trattarsi di una formula arcana per intendere: sbandierate ai quattro venti il contenuto di questo documento.
La lettera De delictis gravioribus, come Introvigne non dice, poneva sui procedimenti a carico dei preti pedofili il segreto pontificio, come se non bastassero le imposizioni di segretezza del Crimen. Il segreto pontificio viene fatto giurare con la seguente formula:
"[...]prometto di custodire fedelmente il segreto pontificio nelle cause e negli affari che devono essere trattati sotto tale segreto, cosicché in nessun modo, sotto pretesto alcuno, sia di bene maggiore, sia di causa urgentissima e gravissima, mi sarà lecito violare il predetto segreto. Prometto di custodire il segreto, come sopra, anche dopo la conclusione delle cause e degli affari, per i quali fosse imposto espressamente tale segreto."

Silenzio perpetuo: non si può parlare neppure per un bene maggiore, per cause urgentissime o gravissime. Dunque chi afferma il falso, il documentario della BBC o Introvigne? Non credo ci possano essere molti dubbi, anche perchè, se la Chiesa avesse voluto consentire la denuncia alle autorità civili, lo avrebbe scritto, visto che scrive tutto, sempre, anche i dettagli, e questo non lo è di certo, e prevede i più svariati casi, anche quelli più improbabili.
I fautori delle "interpretazioni" hanno stancato chi li legge. Possibile che si creda ancora che una vergognosa menzogna possa essere spacciata per verità solo perchè viene dal pulpito?

La nuova ondata di pseudointellettuali cattolici che accusano di complottismo e falsità il New York Times sono grosso modo gli stessi che si stracciarono le vesti anche tre anni fa. E come se vivessero nel Paese delle Meraviglie, o peggio, come se vedessero in noi delle sprovvedute Alice, gridano ai quattro venti che i documenti pubblicati dalla testata americana non provano nulla. Vediamo.

Le denunce piovono su Murphy nel 1974, una ventina di testimonianze giurate vengono consegnate al vescovo Cousins, che in un incontro con le vittime e padre Murphy ammette di essere a conoscenza del problema. Il sacerdote viene trasferito e nei suoi confronti non viene preso alcun provvedimento.
Il vescovo Weakland, che succede a Cousins, continua a ricevere denunce a carico di Murphy e scrive al cardinale Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, chiedendo lumi su quali procedure seguire. Risponde il cardinale Bertone: seguite il Crimen!
Si istruisce un processo canonico contro Murphy, che scrive, anche lui, al cardinale Ratzinger, chiedendo che il processo venga fermato. Il cardinale Bertone scrive al vescovo Weakland, chiedendogli di essere cauto nell'applicazione del canone. In un incontro avvenuto poco dopo a Roma, tra il cardinale Bertone e il vescovo Weakland, la Congregazione decide che la "pena" per Murphy è una ammonizione a pentirsi e il divieto di celebrare messa nella diocesi di Milwaukee. E tutto finisce lì.

Credo sia naturale che sorgano domande: il cardinale Bertone ha sempre tenuto nascosto al proprio superiore quanto stava accadendo nel Wisconsin? il cardinale Bertone leggeva di nascosto la posta del cardinale Ratzinger o non lo informava del contenuto delle lettere a lui indirizzate? Mi pare improbabile, soprattutto per chi conosce i meccanismi della gerarchia cattolica. Nessuno si assumerebbe la responsabilità di una tale decisione senza consultare il proprio superiore, soprattutto se ci sono già stati, per quel caso, due risarcimenti, uno da centomila dollari, l'altro da duecentomila.
Resta il fatto, comunque, che la Congregazione di Ratzinger nulla ha fatto.

Stessa faccenda in Germania, quando l'attuale pontefice era vescovo di Monaco. Un sacerdote pedofilo prima allontanato viene poi reintegrato senza che il vescovo Ratzinger ne sapesse nulla. Possibile? Improbabile, come nel caso precedente.

Possibile che il povero futuro papa fosse circondato, in Germania come a Roma, da personaggi che gli hanno tenuto nascosto cosa avveniva in casa sua, sotto i suoi occhi? Oppure, più semplicemente, è quello che la Chiesa pretende di farci credere? Perché anche la decenza impone dei limiti.
E non glielo avevano mai detto, a Benedetto XVI, che i tre cardinali con i quali si accompagnò nel suo viaggio negli Stati Uniti erano noti urbi et orbi per aver coperto preti pedofili? Né gli avevano fatto sapere che il cardinale Law, arciprete nella Basilica di S. Maria Maggiore a Roma, ha lottato con le unghie e con i denti prima per coprire i sacerdoti come padre John Geogan, che abusò di almeno 130 bambini, e poi per non risarcire le vittime? Perché la tanto sbandierata pulizia non comincia a farla da qui?

Se questi particolari episodi, poi, si inseriscono nel contesto più ampio dell'operato del Vaticano, risulta ancora più inverosimile la favola che vogliono per forza raccontarci.

Richiamo due casi eclatanti, ma sono dei puri esempi, se ne possono citare centinaia. Nel caso di don Lelio Cantini, quanti anni ha impiegato la Congregazione di Ratzinger per arrivare ad almeno una parvenza di condanna? Più di venti. E se le vittime non si fossero rivolte ai giornali don Cantini sarebbe ancora, indisturbato, nella sua parrocchia. La condanna, poi, è un esempio di severità: recitare le litanie alla Madonna.

E nel caso del fondatore dei Legionari di Cristo? Le prime denunce sono del 1952, possibile che siano occorsi più di cinquant'anni per comminargli la pesantissima "pena" di una vita ritirata?

E poi, per dirle tutte, quanti sacerdoti pedofili condannati all'estero e ricercati dalle polizie dei paesi d'origine hanno trovato rifugio a Roma coperti dalla complicità del Vaticano? Padre Henn, per esempio. Ma perchè limitarci solo ai preti condannati per pedofilia? Sono stati nascosti in Italia anche preti genocidiari: padre Seromba, per dirne uno, o padre Emmanuel Uwayezu. I tribunali internazionali hanno dovuto trattare con il Vaticano per avere l'estradizione di criminali che non erano nascosti in Vaticano ma in Italia!
E che fine hanno fatto i sacerdoti pedofili italiani condannati dai tribunali italiani? Quali provvedimenti ha preso la Chiesa nei loro confronti? Sono sempre lì, magari solo spostati di parrocchia, come nel caso del sacerdote campano condannato dai tribunali civili per atti di libidine violenta nei confronti di due bambine e attualmente consigliere dell’Istituto interdiocesano per il sostentamento del clero e membro del collegio presbiterale, nominato direttamente dall’arcivescovo. Sedici anni fa, al momento del reato contestato, insegnava religione in una scuola media di Pontecagnano Faiano e ha continuato a farlo anche dopo la denuncia inoltrata dai genitori delle vittime. Prima al preside dell’istituto e poi alla Procura di Salerno.
Condannato nel 1996 in primo grado, nel 1999 in appello e nel 2000 in Cassazione, per fortuna non fa più l’insegnate, ma siede tra i banchi dell’Istituto per il sostentamento del clero e del consiglio presbiterale.

E’ inaccettabile, è vergognoso, è immorale che si consenta ancora di parlare di attacchi senza fondamento, è scandaloso che non ci sia un’inchiesta seria su quello che accade nei seminari, nei collegi cattolici, nelle sagrestie. E’ oltraggioso che questi uomini senza morale si ergano a giudici della morale altrui.
Ed è mortificante constatare che c’è chi umilia la propria intelligenza credendo alle loro scuse.

http://viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it/

martedì 30 marzo 2010

E’ TUTTA COLPA DI GRILLO (MA ANCHE NO)

DI ANDREA SCANZI
scanzi-micromega

Che spettacolo. Che spettacolo. Che spettacolo. Queste elezioni mi hanno caricato come una molla dopata (?). Il Pd ha toccato nuovi abissi di inutilità colpevole. L’Unità ha detto che è colpa di Grillo (e Luttazzi è uguale a Berlusconi). Bersani ha detto che il vento è cambiato (ma non si sa in che senso). E la Finocchiaro ha detto che nel Lazio tutto sommato è andata bene, perché ha comunque vinto una donna.
A me queste cose mi caricano, agli italiani gli caricano (cit).
Altre considerazioni.

7 a 6 (ma ha vinto chi giocava in trasferta). Cinque anni fa (nel mezzo è passata un’era geologica) finì 11 a 2. Un 8 a 4 sarebbe stato il minimo sindacale per la sinistra (ahahahahahah). Invece è stata mattanza, 7 a 6 risibile. Tutte le regioni in bilico a Berlusconi. L’ennesimo disastro del peggiore centrosinistra d’Europa, che ha coerentemente (almeno in questo) generato il peggior centrodestra d’Europa.



“Berlusconi è in crisi”. Il mantra di molti, troppi ottimisti. Che evidentemente vivono su Plutone. Oppure leggono solo Repubblica (per cui le elezioni del 2008 dovevano finire in parità). “Berlusconi è in crisi” non è una elaborazione politica: è una speranza. Gli italiani (la loro maggioranza) amano l’uomo forte, furbo, che si è fatto da sé (e Gaber sapeva bene di cosa fosse fatto). Berlusconi rappresenta al meglio il peggio degli italiani (cit). Berlusconi finirà solo con la sua dipartita terrena (sempre che non sia immortale). O – nel caso migliore – con il processo Mills, su cui però pesa il rischio (certezza) della prescrizione. Continuerà comunque il berlusconismo. Per sempre. Montanelli parlava di vaccino. Io parlerei, piuttosto, di Ebola.

Pd, acronimo di una bestemmia sprecata. Il Partito Disastro ha realizzato ieri l’ennesimo capolavoro. Ha vinto dove non poteva non vincere e l’unico miracolo (Vendola) è accaduto malgrado il Pd (fosse stato per il Dalailema, addio). Opinionisti e tromboni si interrogano da anni sui motivi della crisi del Pd. Sbagliando alla radice. E’ il Pd stesso la crisi.

E’ colpa di Grillo. Il grande capolavoro di questa tornata elettorale. I polli di allevamento piddini, con tanto di editoriali tronfi e parole buttate là a casaccio, ha individuato nei 30mila voti del Movimento 5 Stelle in Piemonte la causa della crisi. Lo ha scritto perfino Concita De Gregorio, in quel giornale così aperto e notoriamente libero che è L’Unità. Questa analisi, la cui miopia dimostra da sola quanto il Pd sia irrecuperabile (oltre che correo), è meravigliosa. Al di là del fatto che in Piemonte ci sono stati un milione di astenuti, che numericamente valgono un po’ più dei 70mila voti grillisti, il punto è lo sbarazzino rovesciamento della realtà fatto dal Pd. Non è che loro debbano conquistarsi la fiducia. No: il voto gli spetta per diritto regio. Lo esigono. In nome del meno peggio, si presume. Mercedes Bresso, pasionaria di sinistra come Aznar, ha detto (più o meno) che quelli che hanno dato il voto a Grillo sono dei cialtroni che hanno consegnato il Piemonte a una destra razzista. Certo: come quelli che, quando perdono, è colpa dell’arbitro (e non mi risulta che in Piemonte si fosse candidato Ovrebo). Riassumiamo: la Bresso ha detto cose allucinanti su Tav, nucleare e quant’altro. Ha cercato di convincere i moderati ricalcando pedissequamente modi e mosse (e programmi) berlusconiani (Sveltroni non ha insegnato nulla). Ha trattato, come tutto il centrosinistra “che conta”, Grillo e i grillini come paria, denigrandoli e sottovalutandoli. Poi, dopo che ha perso, non poco stupita dal loro exploit (non avendo minimamente il polso del reale, altrimenti non sarebbe del piddì), si è ricordata che esistevano e ha dato loro la colpa. Idolo. Sarebbe come se io, dopo avere insultato e dileggiato una donna per anni, la offendessi perché lei poi non me l’ha data. Lady Mercedes, come i suoi esegeti, si metta bene in testa una piccola cosa: ha perso perché ha governato male. Perché il Pd è una sciagura. Perché non se ne può più di questa unica motivazione del turarsi il naso. Chi è causa del suo male pianga se stesso (cit). E magari dica addio alla politica.

Sì, ma aritmeticamente la colpa è di Grillo. No, anche aritmeticamente è colpa di chi non si è messo nella situazione di farsi votare. Il Pd perde perché l’indulto, perché il conflitto d’interessi, perché il Dalailema, perché Bassolino, perché Bersani, eccetera eccetera. Il Pd è la polizza sulla vita (eterna) di Berlusconi. Silvio è Federer e il Pd sono la pletora di vassalli che si accontentano di perdere in finale (quando va bene) 7-5 al quinto. Fossi uno del centrodestra, vorrei sempre gareggiare contro Loiero (su cui Lombroso avrebbe scritto più di un trattato) e Penati. Per poco non perdevano pure la Liguria.

Il Pd non dice solo no (troppo facile essere disfattisti). Più che altro, non dice mai no. Si dirà: eh, ma loro pensano a governare. Vero: infatti l’exploit di De Luca in Campania è la dimostrazione del loro genio.

La tivù è stata decisiva. Vero e non vero. Nell’ultima settimana Berlusconi è stato ovunque, facendo passare il messaggio della “sinistra che sa solo odiare” e attivando quelli che intendevano astenersi. Tale meticolosa campagna mediatica è stata decisiva. Dall’altra parte c’è però il fenomeno Grillo. Il suo Movimento non è mai andato in tivù, stava sugli zebedei a tutti e subiva lo zimbellamento preventivo di grandi e piccini. Ebbene, al Nord è andato sempre oltre il 3 percento e in Emilia Romagna ha superato il sette (il sette!). E’ il vero dato nuovo: una moltitudine di giovani, attiva e informata, non crede più nei vecchi sistemi di comunicazione, ha bypassato la censura e dimostrato quanto il centrosinistra sia vecchio, superato e totalmente avulso dalla realtà. Per molti è un rischio democratico. Per me è solo un virus insinuato in un sistema marcio e schifoso.

Sì, ma tu sei amico di Luttazzi e Grillo. Vero. Ma sono anche amico di Costanzo e non per questo parlo bene del Cangurotto.

La fotografia dell’Italia. L’ha data Mario Monicelli, semper fidelis, giovedì scorso a Raiperunanotte. Riascoltatelo: è la carta d’identità di un paese che nessuno potrò mai salvare da se stesso. Ah: Monicelli e Gillo Dorfles, che ha parlato subito dopo, insieme fanno quasi duecento anni. E hanno ancora tanto da insegnarci.

Il caso Luttazzi. Emblematico anche quello. Uno dei massimi momenti televisivi degli ultimi dieci anni. Quindici minuti di monologo, semplicemente, perfetto. Qualsiasi politico e politologo, con un minimo di intelligenza e libertà di pensiero, avrebbe capito – dagli applausi scroscianti – che era quella l’aria che tirava nell’opposizione. Che c’era bisogno di qualcuno che cavalcasse la protesta, l’indignazione, il dolore per sedici anni di berlusconismo che stanno minando dalle fondamenta il paese (consegnandolo alla famosa e inedita “guerra civile fredda”). Qual è stata invece la reazione dell’intellighenzia, del micheleserrismo e dell’eugenioscalfarismo? La scomunica, l’ennesima. Da una parte si è accentuata la portata volgare della metafora dell’inculata (dimenticandosi che “buco del culo” lo diceva anche De André) e dall’altra si è deliberatamente frainteso (come sempre si è fatto pure con Grillo, vedi i due V-Day) il significato del monologo. Ripensate all’intervento di Luttazzi: qual è stato il momento che più ha ricevuto applausi? Quello della seconda fase anale, laddove (?) Luttazzi stigmatizzava l’assenza di opposizione. Una dura critica al Pd, accolta con il boato del Paladozza (e di chi guardava il programma). Tale messaggio “eversivo” non poteva passare. Ecco quindi, puntuale, la mitraglia degli opinionisti veltronisti e bersanisti. Lidia Ravera ha straparlato di femminismo, Francesco Piccolo (che sarebbe anche bravo) ha accomunato Luttazzi a Berlusconi (sì, e io sono il nuovo Galeazzo Ciano). C’è stato perfino chi ha parlato di “elogio dello stupro” (??) e “inneggiamento all’odio”. Sì, buonanotte. Badate bene: non sono piccoli segnali. La volgarità luttazziana è un pretesto così scontato che ci sono arrivati perfino Facci e Gasparri. E’ un altro il dato saliente: la puntuale mitraglia, in difesa del fortino piddino, della sempiterna intellighenzia salottiera, che continua a volerci spiegare cosa pensiamo dall’alto di una miopia connivente e interessata. Con questi leader non vinceremo mai. Ma neanche con questi “intellettuali”.

Però Luttazzi è volgare. Luttazzi è volgare per chi ha così tanto guardato Zelig e Dandini da arrivare a credere che la satira sia quella di Checco Zalone e Neri Marcorè. Ecco: Neri Marcorè è il comico perfetto per il Pd. Così bravo che, quando lo guardi, te lo dimentichi subito.

Zaia RuleZ. Credevo che Carlotto fosse esagerato nei suoi libri. In realtà Massimo era solo realista. Zaia è uno che fa politica come una volta: stando sul territorio, coi banchetti, mostrandosi vicino e promettendo l’impossibile. Non esiste ristoratore, imprenditore, operaio (?) che non lo incensi. Il voto di protesta è cosa della Lega (l’elettorato più veccho), Di Pietro e Grillo (elettorato più giovane e internauta). Se a Bersani, il Dalailema, Ferrero e Mussi parrà cosa elettrizzante che la sinistra “vera” abbia del tutto smarrito il gusto di essere incazzati (cit), lasciandolo ad altri che di sinistra non sono (e rendendo orfani milioni di elettori), ne prendiamo atto. Certificando una volta di più la loro devastante inappropriatezza.


Renzo Bossi candidato Lega Nord regionali Lombardia ( Le iene)


Renzo Bossi RuleZ. La sua vittoria è la chiara dimostrazione che il suffragio universale ha troppi bug.

Minzolini RuleZ. Ieri era ospite di se stesso da Giorgino. L’Istituto Luce a colori. Vamos.

Concludendo
. Berlusconi vive e lotta in mezzo a loro. La Russa glorifica, Formigoni divelge, Bondi tiranneggia. La Lega domina. Fini non fa breccia a Porta Pia. Casini è decisivo solo nei suoi sogni. La sinistra alternativa è ben rappresentata da Sansonetti. Di Pietro tiene, Grillo stupisce, il Piddì perisce: a stazioni, al rallentatore, con sublime quanto ingiustificata arroganza. Era meglio morire da piccoli. O anche solo senza aver davanti queste brutte facce.

Andrea Scanzi
Fonte: http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it
Link: http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/03/30/e-tutta-colpa-di-grillo-lennesimo-disastro-del-piddi/

lunedì 29 marzo 2010

GLI IMPOSTORI "ALTERNATIVI"

di Enrico Galoppini

DALLA TRAGEDIA ALLA FARSA
Note intorno all’”Aventino mediatico” di Santoro e soci

Alla vigilia delle elezioni regionali, tutta la canea sui “talk show vietati” è servita anche per destare interesse verso consultazioni elettorali che non ne hanno affatto. Che cosa cambierà per la cosiddetta “gente normale” se al governo ci sarà il PdL, il PD o la Lega? Nulla. Ma a dar retta alle tv e ai giornali, sembra che in Italia non vi sia altro problema che quello della “censura a Santoro”.

Eppure, alla censura su tutto ciò che il popolo non deve sapere questo sistema fa ricorso in maniera sistematica, ma questi paladini della “libertà di espressione” sembrano non accorgersene, perché l’unica censura che dà loro fastidio è quella che li tocca da vicino.
Ma vogliamo o no parlare del fatto che l’Italia, come Stato, Governo, Parlamento, Banca, Industria eccetera è una pura finzione? Vogliamo o no parlare delle oltre 100 basi ed installazioni Usa/Nato su quello che, fino a prova contraria, è il territorio dello Stato italiano, ovvero della nostra Patria? Vogliamo o no parlare della truffa monetaria operata ai nostri danni da istituti bancari che sono completamente in mani private? Vogliamo o no parlare della fine che hanno fatto i milioni di euro spesi per i vaccini contro una “influenza” che doveva falcidiarci?
Di tutto questo non se ne parla affatto. Non ne tratta Santoro, né i suoi amici, tutti presi a far la guerra a Berlusconi. Quindi, tutta questa preoccupazione per la “libertà di espressione” è un’impostura bella e buona.

Se, invece, questi paladini della “libertà d’espressione” cominciassero a svolgere serie e puntuali inchieste sui suddetti temi, dimostrando che la “Repubblica Italiana” è un puro artificio retorico, o meglio un aborto nato male (la cosiddetta “Liberazione”) e finito peggio (l’Unione Europea), ci si potrebbe anche ricredere. Ma non lo fanno. Ci torturano con le veline, le intercettazioni, le ‘escort’, i “conflitti d’interessi’ (loro sono i maestri nel piazzare i parenti in Rai) di Berlusconi, come in un delirio monotematico da cui non riescono a rinvenirsi.

La fissazione su Berlusconi certamente ha dato una ‘ragion d’essere’ ad una “sinistra” azzerata idealmente, senza alcun progetto alternativo, ma oggi è arrivata al capolinea. E’ evidente infatti che a livello politico essa non è, o meglio non può, proporre alcunché di diverso su tutto ciò che riguarda la vita concreta del popolo. E non lo può fare neppure a livello informativo, cosicché anche la sua “informazione” di riferimento si è ficcata nel vicolo cieco dell’anti-berlusconite cronica.

Chi ha chiamato a raccolta a Bologna e nelle “100 piazze d’Italia”, oltre che in quelle virtuali di internet, dà forse conto del quotidiano stillicidio di morti, feriti, demolizioni di case, arresti, pene d’ogni tipo per l’embargo di cui soffrono i Palestinesi? Che cosa pensano poi del corrispondente della tv iraniana arrestato in Italia con una ridicola scusa di “traffico d’armi”? Dov’è in quel caso la “solidarietà di categoria”? E perché non c’informano del terrorismo che colpisce lo stesso Iran con la stessa enfasi che mettono per descriverci quello che ci minaccerebbe? Niente di niente, appiattiti completamente sull’Occidente e i suoi cosiddetti “valori”, rappresentandone anzi forse il volto più inquietante.

Questi signori sono dunque “schierati” come quelli che essi contestano, e forse anche peggio, e questo è un fatto. Sono schierati a difesa dell’Occidente e schierati per fare la guerra, una volta dal “governo”, l’altra dalla “opposizione”, contro l’altra parte politica a cui il padrone d’Oltreoceano concede di esistere per abbindolare gli italiani con la cosiddetta “alternanza democratica”. Ma soprattutto sono schierati su questioni fasulle, d’importanza marginale rispetto alle cose che veramente interessano agli italiani. Smettano di perdere tempo dietro ai “gay”, ai “preti pedofili” (già, perché sono così schierati contro la Chiesa?) e altre stupidaggini. Si battano per un’Italia libera, sovrana, indipendente, e allora si distingueranno per davvero dall’inutile ed inconcludente teatrino destra-sinistra di una Repubblica delle banane colonia degli Usa. Ma non c’è pericolo che lo facciano, perché sono troppo compromessi.

La situazione dell’Italia odierna potrebbe intitolarsi “dalla tragedia alla farsa”. La tragedia è che abbiamo perso una guerra, con la conseguenza che siamo stati occupati prima militarmente, poi politicamente, economicamente e, infine, coi disastri valoriali che sono sotto gli occhi di tutti, culturalmente (anche, ma non solo!, per la spazzatura diffusa dalle tv private).

La religione civile per l’Italia post-1945 dettata dall’estero, dai vincitori, assunta con entusiasmo oppure obtorto collo dalle nuove élite ‘italiane’ e diffusa tra la massa, la quale l’ha in parte recepita in parte no, è stata ed è l’antifascismo. E lo sarà fintanto che durerà la sudditanza dell’Italia.

L’antifascismo, tra l’altro, nacque col sorgere del movimento fascista, non dopo il 1945 come si tende a credere. All’epoca, chi non voleva il Fascismo al potere fece di tutto per opporvisi, prima con le violenze (ma tutti sanno solo dello “squadrismo fascista”), infine giungendo ad architettare un’accusa rivolta niente meno che a Mussolini, già Presidente del Consiglio, di essere il mandante dell’omicidio Matteotti (che oggi sappiamo essere maturato negli ambienti, legati a Casa Savoia, che trafficavano nel settore energetico). Accuse che in seguito si sarebbero dimostrate fasulle, tant’è che uno dei suoi principali accusatori, onestamente, dopo la guerra (quando avrebbe potuto cavalcare tranquillamente l’onda antifascista vittoriosa) ritrattò la sua versione precedente, difendendo Mussolini da quell’infamante accusa nel nuovo processo riaperto sull’omicidio Matteotti. Vi è inoltre da ricordare, che lo stesso antifascismo, sin dagli anni Venti, era eterodiretto da parte di quei soggetti, in primis la Gran Bretagna, che non volevano un’Italia forte, in grado di svolgere la sua naturale funzione geopolitica.
Poi, la guerra persa, di certo non voluta dall’Italia, ed una sola versione ufficiale – l’antifascismo – è stata assunta dai governanti e fatta credere al popolo.

Sin qui la tragedia. La farsa si consuma oggi con un ‘Aventino mediatico’ inscenato da soggetti, anche stavolta imbeccati dall’esterno (forse Berlusconi ha compiuto qualche mossa sgradita in politica estera ed energetica? non liberalizza abbastanza?), che coerentemente con lo spirito dell’epoca (l’homo videns ha soppiantato l’homo politicus) inscenano un presidio di ‘dissidenza mediatica’. L’appoggio esterno è anch’esso mediatico, oltre che politico: non a caso la catena Sky, di Murdoch, appoggia il nuovo ‘Aventino’. La farsa e l’impostura non potrebbero essere più smaccate.

Dopo oltre sessant’anni, si agita ancora strumentalmente e in malafede la polemica fascismo/antifascismo, da una parte accusando, dall’altra atteggiandosi a ducetto con la cravatta (e che dire di quei “camerati” che aspettano le briciole dalla mensa di Berlusconi?), per non prendere atto che il nostro Paese ha bisogno di una élite che lo riconduca alla posizione che gli compete nel consesso delle nazioni, soprattutto per rispetto di noi stessi.La verità è che l’antifascismo, rinfocolato anche dà chi si pone in atteggiamenti equivoci senza avere la stoffa di chi vorrebbe imitare, fa comodo a tutti, perché mantiene lo status quo di colonia occidentale (ovvero anglo-americana, coi sionisti liberi di fare i loro comodi): condiziona la psicologia sociale e le mentalità collettive, creando le premesse per una politica ed un’economia a beneficio di chi ci ha “liberato” per condannarci ad una servitù che non sembra finire mai.

dal sito CPEurasia

venerdì 26 marzo 2010

La CARNE sul banco degli imputati

l pollo non è più il pollo di una volta. - Si chiama COBB 500 ed è stato brevettato dalla The Cobb Breeding Company LTD.
I link sull'argomento non mancano: basta digitare la famigerata parolina: BROILER = http://snipurl.com/1xz2r
Carne e Vegetali OGM + Mangiare crudo = Crudismo

MILANO, 2000 - Da trenta anni l’oncologia mondiale studia il rapporto tra cibo e cancro.
I dati confermano che il 30-40 % dei tumori si potrebbero evitare se uomini e donne nei paesi ricchi si nutrissero in modo diverso. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità i casi di cancro potrebbero aumentare del 50 % con 15 milioni di nuovi casi entro il 2020.
Sul banco degl’imputati il consumo esagerato di carne e proteine animali e una dieta troppo ricca di calorie, di zuccheri semplici, insieme al fumo e alle infezioni.

Nei paesi occidentali ricchi, nel corso dell’ultimo secolo ci si è progressivamente discostati dalla dieta tradizionale: cibi che un tempo erano mangiati soltanto occasionalmente, come molti alimenti di origine animale, a cominciare della carne ma anche dal latte, oppure non erano conosciuti, come lo zucchero e le farine molto raffinate, sono diventate un nutrimento quotidiano” afferma Franco Berrino, direttore del dipartimento di medicina preventiva e predittiva nonché responsabile del Servizio di Epidemiologia dell’Istituto dei Tumori di Milano. “Questo modo di mangiare ha contribuito grandemente allo sviluppo di malattie quali l’obesità, il diabete, l’ipertensione, l’aterosclerosi, l’infarto, l’osteoporosi, e molti tipi di tumori tra cui quello dell’intestino, della mammella e della prostata”.

La strategia della prevenzione dei tumori passa quindi anche da una “buona dieta”.
Già nel 1997 il
World Cancer Research Fund e l’American Institute for Cancer Research avevano dettato le proprie raccomandazioni per uno stile nutrizionale ‘anticancro’.

Al primo posto, con rammarico per i carnivori più ostinati, si raccomandava si scegliere alimenti prevalentemente di origine vegetale, con un’ampia varietà di verdure e frutta, di legumi e di cereali in chicchi o sotto forma di pane, pasta o polenta integrale.

L’uso abituale della carne rossa è invece fortemente sconsigliato. Da evitare anche il consumo di carni o pesci cotti a elevate temperature, alla griglia o affumicati.

Il problema” spiega Berrino “non è tanto convincere la popolazione a cambiare modo di mangiare, il problema è il cambiamento di tutto quello che ruota attorno al pianeta cibo, a cominciare dagli interessi economici della produzione e della distribuzione”. Certo è che secondo i diversi studi è altissima la percentuale di tumori che potrebbe essere evitata attraverso una buona alimentazione.

Si parla di una percentuale superiore del 50 % per i casi di tumore al colon e retto, stomaco e esofago, mentre nei casi di mammella e cavo orale le indagini più ottimistiche ipotizzano una riduzione del 50 % con una alimentazione più “naturale”.

Cancro al Colon con carne e carni lavorate
Mangiare una salsiccia al giorno o una porzione di prosciutto, pancetta, salame o hot dog, fa salire del 20% il rischio del cancro al colon. E' quanto affermano gli scienziati del World Cancer Research Fund (Wcrf) secondo i quali i britannici, grandi consumatori di salsicce e bacon (pancetta), sarebbero tra i piu' esposti,con 16.000 decessi all'anno per questo tumore.'
Mangiare carni lavorate aumenta sensibilmente il rischio di contrarre un cancro all'intestino:per questo il Wcrf consiglia di non mangiarne.
Fonte : Scienze - 31 mar 2008



mercoledì 24 marzo 2010

ITE PARGOLI, ITE

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.com/

“Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alla prossima generazione.”
Alcide de Gasperi

Premessa

La sorpresa giunge a metà Febbraio, quando – nello statino dello stipendio – compaiono conguagli ed addizionali: pazienza per i conguagli, ma tutte quelle addizionali, ad occhio e croce, sembra che crescano in percentuale più dello stipendio stesso. Ecco cosa leggo:

11/2010 Addizionale regionale IRPEF 45,99
11/2010 Addizionale comunale – saldo 15,29
11/2010 Addizionale comunale – acconto 6,41

Le date nella colonna a sinistra indicano che pagherò quei soldi, in busta paga, fino a Novembre del 2010: sommando le varie voci, e moltiplicando per 10 mesi, significa che i bei consiglieri regionali e comunali si prenderanno, solo da me, la bella cifra di 676,9 euro.
E le Province?
Le Province non compaiono perché s’approvvigionano mediante altre fonti: ad esempio, sulle tasse automobilistiche che paghiamo per i passaggi di proprietà. In Italia, circolano circa 30 milioni d’automezzi, il mercato dell’usato è quindi un mercato di milioni d’autoveicoli l’anno: si tratta dunque, anche lì, di un bel salasso.

Nella foto: lavoratori ex-Getronics sui tetti della sede di Roma

Quanto ci rubano?


Uno degli assiomi imperanti, che per tanto tempo ci hanno ammansito, è che i costi della politica non siano significativi rispetto al bilancio dello Stato: passiamo per vero quanto affermano (ma è falso), però nel bilancio di una famiglia quei soldi iniziano a pesare.
Per la mia famiglia, ad esempio, rappresentano circa metà della cifra che spendiamo per il riscaldamento: poco “significativo”?!?
Oppure, se volete metterla in altro modo, significa che potrei acquistare un’utilitaria nuova ogni dieci anni. Non è niente?
Allora, quanto ci rubano?
Quanti sono i lavoratori dipendenti in Italia?

Più di 19 milioni [1]. Quanto pagheranno per le loro Regioni e per i loro Comuni? All’incirca quello che pago io (lo stipendio di un insegnante non fa certo parte della fascia “alta”, anzi…) moltiplicato per 19 milioni, ossia 12,8 miliardi di euro. Bella cifra, vero?
Poi, ci sono i pensionati: anch’essi pagano le addizionali. Non so sotto quale forma paghino i lavoratori autonomi, ma il salasso “federale” ci sarà anche per loro.
Chi più e chi meno, partecipiamo tutti alla costruzione di questo bel castello di soldi che acchiappano. Qualcuno ribatterà: già, ma ci sono anche i dipendenti, non solo i politici. Risposta: ci sono anche altre gabelle, come l’IRAP, con la quale finanziano la Sanità.
“Stornando” la Sanità dal bilancio regionale, il resto delle “competenze” tanto strombazzate dalle Regioni smagrisce, e parecchio.

Ad una domanda in merito, sulla mancata soppressione delle Province, Tremonti rispose che si possono abolire gli enti, ma non le competenze.
Risposta: le competenze possono anche essere accorpate. Di più: ciò a cui assistiamo nel campo della Pubblica Amministrazione, non è la ripartizione delle competenze, bensì la loro sovrapposizione.
Un solo esempio: prima delle varie riforme (regionale, Titolo V, ecc) la competenza sul fiume Po era di un solo ente, il Magistrato del Po. Oggi, sono 28 diverse amministrazioni, con il risultato che ogni decisione deve essere mediata e discussa in 28, le delibere rimpallano da un TAR all’altro, vanno e vengono dal Consiglio di Stato alla Magistratura ordinaria, poi al Governo…arbitrati, accordi, poi cambia amministrazione o governo e…si torna da capo.
Il vero risultato, è che il Po è il fiume più abbandonato d’Europa: chi ha viaggiato ed ha visto con i suoi occhi come vengono curati fiumi come il Reno, il Danubio, il Rodano, il Tamigi, il Guadalquivir…non potrà che confermare.

Il problema non sono dunque le competenze, bensì un esercito di gente che pensa a tutt’altro (ossia ad utilizzare quei posti come rendite di posizione), e complica ancor più le cose poiché, per ogni “complicazione”, serve la relativa tangente per sbloccarla: è un “percorso” che ogni piccolo imprenditore ben conosce.

A quanto ammonta il bottino?

Senza aver la pretesa di spaccare il capello in quattro, cercheremo di capire – almeno – qual è l’ordine di grandezza del fiume di soldi che ingoia direttamente la politica italiana. Iniziamo col fare i conti in tasca ad uno dei tanti che s’insedieranno nei consigli regionali, quelli che vengono spesso scoperti a prender mazzette.
Quanto guadagna, ad esempio, un consigliere regionale?

Lasciamo perdere le astronomiche cifre della Regione Sicilia, ed accontentiamoci della “normalità”: poco meno che un parlamentare, circa 15.000 euro netti mensili.
Un consigliere regionale, in un quinquennio, mette da parte la bella cifra di 975.000 euro, poco meno di un milione. Poi, c’è l’indennità di fine rapporto: quanto fa?
Non è come per i comuni mortali, che accantonano pressappoco una mensilità netta per anno, ma il doppio: eh, che ci volete fare, sono “speciali” anche in questo.
Perciò, a 30.000 euro l’anno per cinque anni, aggiungeranno altri 150.000 euro, che porteranno il tutto alla considerevole cifra di 1.125.000 euro per un mandato. Una discreta vincita ad una lotteria.
Per questa ragione, non lesinano soldi per stampare quei bei volumetti in carta patinata – la pubblicità elettorale – poiché si tratta del loro biglietto per la, politicissima e riservatissima, “Lotteria Italia”. Biglietti stampati, oltretutto, a nostre spese.
A quanto ammonta il monte premi della vera Lotteria Italia, quella dei politici [2]?

Le Regioni

Le Regioni italiane sono 20: il numero dei consiglieri regionali per Regione è 60, che porta il numero dei consiglieri regionali italiani alla bella cifra di 1.200.
Lo stipendio medio di un consigliere regionale è di circa 15.000 euro mensili, ovvero 195.000 euro netti l’anno. I 1.200 consiglieri regionali ci costano quindi, annualmente, 234 milioni di euro l’anno.
Aggiungendo, annualmente, le due mensilità accantonate come liquidazione, sono altri 36 milioni di euro, che portano a 270 milioni di euro il totale.

Le Province

Le Province italiane sono 110 (alla faccia dell’eliminazione, erano 100!) e ciascuna ha un numero di consiglieri che varia da 12 a 60, secondo la popolazione.
Voliamo bassi, e consideriamo una media ragionata di 35 consiglieri per ogni Provincia: voilà, 3.850 consiglieri. Quanto guadagnano?
Un consigliere provinciale guadagna un’inezia rispetto ai fratelli maggiori: “solo” 6.300 euro. Poveracci.
Il che, per la Nazione, significa sborsare ogni mese 24.255.000 euro, che in una anno (13 mensilità) fanno altri 315 milioni di euro. Più delle Regioni? Sembrerebbe così.
Non siamo a conoscenza d’eventuali trattamenti di fine rapporto: perciò, ci asteniamo.

I Comuni

I Comuni italiani sono 8.100, ed hanno un numero di consiglieri che varia in una “forbice” che va da 12 a 60. Siccome la maggior parte sono piccoli Comuni, ipotizziamo una media ragionata di 20 consiglieri.
La “zuppa” diventa consistente, poiché si tratta di 162.000 consiglieri comunali: più dei dipendenti FIAT!
Quanto guadagnano?
Qui c’è gran disparità fra il popoloso Comune ed il piccolo centro: si va da niente a 1.700 euro, ma nei Comuni sono molto importanti i gettoni di presenza – che abbiamo tralasciato per le altre amministrazioni locali – e, voci di corridoio, affermano che 1.000 euro a cranio non siano molto distanti dalla realtà.
Perciò, 162 milioni di euro.

Il totale di queste prebende inizia a far cifra, numeri da Finanziaria, poiché siamo intorno ai 750 milioni di euro (stipendi netti: e il lordo?). Il nostro calcolo non tiene però conto di una serie di “variabili” che sono molto difficili da valutare, giacché le tengono ben nascoste nelle pieghe dei bilanci.
Ad esempio: le indennità dei Sindaci e dei Presidenti, degli assessori, di missione, i rimborsi-viaggio, spese telefoniche, “gettoni” vari, auto “blu”, ecc.
E, nemmeno, abbiamo preso in considerazione le circoscrizioni e le Comunità Montane: a quanto si giunge?
Difficile dirlo, però saremo ben oltre il miliardo di euro: ad essere molto, moooolto prudenti.
E i parlamentari?
I nostri “dipendenti” a Roma sono 630 deputati e 315 senatori, ossia 945 parlamentari, i quali percepiscono 20.600 euro mensili. Ogni mese, saranno 19.467.000, ogni anno 253 milioni di euro.

Avevamo premesso di non poter fornire cifre precise in merito, ma solo indicative, poiché sono tali e tanti i benefit che ci si perde in una palude: dai contributi per i “trombati” (ufficialmente, per riprendere l’attività lavorativa precedente la nomina), all’infinità di viaggi, telefoni, computer portatili, ecc. Un oceano.
Riflettiamo, poi, che il loro trattamento previdenziale è scandaloso in un Paese che non è in grado di concedere nemmeno 300 euro mensili ad un (vero) invalido al 100%. Maturano il diritto alla pensione in 36 mesi: ai comuni mortali non bastano 36 anni.
Se ci limitiamo a questi dati, potremmo concludere che è sì scandaloso pagare così profumatamente la classe politica (la più costosa del Pianeta), ma che le cifre in gioco – qualche miliardo di euro l’anno – sono sopportabili per il bilancio dello Stato.
L’impressione che si ricava è che siano tutte cifre sottostimate, poiché i benefit e le prebende fanno la parte del leone in questi conteggi ma, loro stessi – nonostante la strombazzata “trasparenza” – sono più bravi del miglior prestigiatore a farle sparire. Ma, aspettate: il bello, viene dopo.

Il saccheggio

La Corte dei Conti ha stimato [3] che, ogni anno, la corruzione “strappi” illegalmente agli italiani una cifra variabile fra i 50 ed i 60 miliardi di euro: sono una quantità di soldi paragonabile alle Finanziarie che più hanno succhiato il sangue agli italiani.
Non lo ha detto l’Arcivescovo di Costantinopoli, non sono illazioni di qualche centro sociale: sono cifre ufficiali, comunicate dalla più elevata autorità della Magistratura contabile, che i politici conoscono benissimo.
La cifra è coerente, oltretutto, con il famoso “teorema di Craxi”, ossia che un terzo dei trasferimenti di denaro dallo Stato alla periferia, oppure degli appalti sulle opere pubbliche, sia trasformato in tangenti. Considerando la quota di denaro che lo Stato trasferisce o spende direttamente in appalti, la cifra è coerente.
Siamo poveri, ci tocca lavorare “a singhiozzo” ed andare in pensione il giorno prima del funerale per mantenere questa pletora di delinquenti! Poiché, chi corrompe e chi si fa corrompere, è inequivocabilmente un delinquente, tale e quale a chi va a rubare negli appartamenti. Oltretutto, sono ladri che, per rubare i nostri soldi, si fanno pagare profumatamente! Ladri di Stato: non c’è miglior definizione.

Da un’inchiesta de “L’Espresso”, s’evince che – da quando Berlusconi è a Palazzo Chigi, ossia negli ultimi due anni – le spese della Presidenza del Consiglio sono “lievitate” di un miliardo di euro, solo per la Presidenza del Consiglio!
Ci sono addirittura i filmati – come quello del consigliere regionale Mirko Pennisi, che incassa 5.000 euro in un pacchetto di sigarette [4] – oppure le confessioni di un ex vicepresidente regionale (Frisullo), il quale ammette: sì, è vero, favorivo negli appalti Tarantini…ma quelle donnine “disinibite”, che mi faceva conoscere, m’inebriavano al punto di perdere la testa…
Eh, come cambiano i tempi…un paio di secoli or sono, quel “perdere la testa” non sarebbe stato soltanto metaforico.

Quando parlano di “risparmi” da attuare tagliando la spesa sociale, intervenendo sulle pensioni o sulla “flessibilità” del lavoro, raccontano quindi una storiella che solo dei gonzi possono bere: la vera idrovora di denaro pubblico sono loro. Se, ogni anno, risparmiassimo una cifra intorno ai 60-70 miliardi di euro (tangenti più stipendi), non avremmo bisogno delle “lacrime e sangue” che ad ogni Finanziaria ci propinano. E, attenzione: non stiamo parlando dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, ma solo dei politici!
Giunge allora il dilemma di cosa fare alle elezioni.

Ma…votare chi?

L’attuale governo – il sultanato Chigi/Grazioli – è così squalificato che non merita nemmeno d’esser preso in considerazione: comprendiamo chi lo sostiene perché consente ai ceti più abbienti d’imboscare ricchezze nei paradisi fiscali e poi, con il solito trucco di Trecarte detto il Ministro dell’Economia, riportarli in Italia pagando il 5% invece del 40%. Per, alla prossima occasione, riportarli ai Caraibi e quindi farli tornare una seconda volta: una partita di giro col 5% di tasse! Per lor signori, ovvio: per noi, quasi 700 euro da pagare ogni anno in busta paga.
Non comprendiamo gli elettori (e lavoratori) di destra (ossia, chi crede nei valori sociali di destra, nei riferimenti economici di destra: De Benoist, ad esempio): riteniamo che sia giunto il giorno nel quale debbano rendersi finalmente conto che non votano una persona di destra, bensì per un affarista milanese che pensa soltanto ai suoi interessi. Un ex socialista, craxiano di ferro per giunta.

Anche le persone più abbienti, che si credono al riparo dalle crisi economiche, dovrebbe valutare con attenzione cosa sta accadendo alle finanze italiane, poiché quando arrivano i “crack”, modello Islanda o Grecia, nessuno è più al sicuro.
Forse poco attenti al bilancio dello Stato, non avranno meditato che il debito pubblico italiano viene valutato oramai attorno (per alcune fonti oltre) il 120% del PIL: siamo oramai in “zona Cesarini”, ad un passo dal baratro. La cosiddetta “strategia” di Berlusconi è semplicemente quella d’indebitare il futuro per glorificare se stesso oggi: questa è la politica economica del Governo, nient’altro.
Gioverà sapere che, nella Finanziaria per il 2010, sono stati “stornati” 3,5 miliardi di euro dal fondo INPS dei TFR per metterli alla voce della spesa corrente. Avete capito la gravità dell’atto? Non nelle spese in conto capitale per gli investimenti, alla spesa corrente! Argent de poche per affari e relative tangenti!

Sulla Lega che difende gli interessi del Nord, basti pensare che è stato rimorchiato fuori del bacino di carenaggio un vecchio bastimento, che là arrugginiva da anni: si chiamava “Cassa del Mezzogiorno”. Al prossimo varo – si dice – sarà ribattezzato “Banca del Mezzogiorno”: c’è da aggiungere qualcosa?
E, per chi l’avesse dimenticato, Umberto Bossi fu condannato esattamente come Craxi, nello stesso processo di Milano, per una tangente di 100 milioni di lire (dell’epoca) ricevuta da Montedison [5]. Celaduro, certo, per metterlo nello stoppino a noi.

Il cosiddetto “centro” di Casini – che s’allea di qua e di là – è soltanto una ruota di scorta a noleggio chilometrico: tutte le leggi, che proteggono il premier per le sue malefatte, sono prima concordate con Casini.
Il quale, non dimentichiamolo, è molto interessato agli appalti per le grandi opere: il fatto d’essere il genero del costruttore Caltagirone, non avrà importanza? E chi manovra il “rubinetto” delle grandi opere? Quello che, in Parlamento, ha bisogno dei voti di Casini per approvare le sue “mazzate” alla Costituzione. La prova? I deputati UDC, quando serve, “s’assentano” – nel miglior stile democristo, “la destra non sappia ciò che fa la sinistra” – com’è avvenuto in più occasioni. [6]

Il PD è, tuttora, un partito senza una linea politica che non sia il bieco appoggio ai potentati economici che ci stanno strangolando: si nutrono dalla stessa melma di Berlusconi. Quando furono al governo, fecero pressappoco le stesse cose: ricordiamo la riforma delle pensioni Damiano, quella che – col meccanismo dell’aumento ogni anno dell’età pensionabile – funziona come una carota appesa di fronte all’asino, per farci lavorare fino al giorno prima del funerale. Oppure dobbiamo ricordare che i CO.CO.CO li hanno inventati loro?
Inoltre, prima di parlare del PD come partito, dovrebbero trovarlo: ciò che è accaduto in Puglia insegna.
Infine, il centro-sinistra italiano ha mancato troppi “appuntamenti” con il suo elettorato quando era al governo (per sette anni!): ricordiamo che la “cedolare secca” sui redditi da capitale è tuttora del 12,5%.
E’ inutile parlare di “lavoro”, se non s’esplicita chiaramente che bisogna tassare di più i capitali e le rendite e meno il lavoro (dipendente ed autonomo).
Potranno anche rosicchiare qualche punto percentuale, ma il destino politico del partito voluto da Veltroni è soltanto un’interminabile agonia: la gente che ancora crede nei veri valori di sinistra – giustizia sociale, eguaglianza di fronte alla legge, solidarietà, protezione sociale dei più deboli, pace, ecc – non “se li fila” più.

Antonio di Pietro è bravissimo nel ruolo di capopopolo, un po’ meno quando deve scegliere le persone: non crederete mica che, aver condotto al Senato un uomo squalificato come De Gregorio, sia stato uno “sbaglio”? Di questo passo, potrete credere anche a Cappuccetto Rosso.
Non c’era proprio nessuno, nella cosiddetta “società civile”, da far sedere in Parlamento al posto di uno squalificato giornalista proveniente dalla destra, per giunta infilato in una squallida storia di finanziamenti ed assegni scoperti [7]? Conosciamo personalmente parecchie persone dell’IDV le quali – per onestà e capacità – sarebbero state degnissime per rappresentare l’IDV in Parlamento, invece “toccò” ad un ex giornalista de “Il Giornale”, per giunta già rifiutato da Forza Italia.
Oppure, vogliamo parlare della proposta di legge per depenalizzare il reato di bracconaggio (sì, il bracconaggio!), proposta dall’IDV e firmata dagli onorevoli Cimadoro, Di Giuseppe, Messina, Mura, Piffari e Rota [8]? Ma dove li va a scovare, Pietruzzo, elementi del genere da mettere in lista? Nei ruoli dei bruciabaracche?
Fuori dai denti, queste sono cose che avvengono nel sottobosco della politica, dove tutti cercano sempre d’avere “pedine di scambio” con l’uno o con l’altro: se non vi basta, chiedetevi perché s’alleò – quand’era Ministro – con il governatore del Molise del PdL – Iorio – per bloccare il primo “campo” d’aerogeneratori in mare [9]. Strana alleanza, vero? ENI ed Enel ancora ringraziano.

Le altre formazioni non meritano nemmeno d’esser prese in considerazione, perché insignificanti, compresa la litigiosa ed inconcludente sinistra “estrema” ed il penoso ambientalismo italiano, frantumato in mille sigle, in perpetua lotta fra di loro. In realtà, l’ambientalismo italiano non medita sull’ecologia e sulla tecnologia per risolvere i problemi, bensì sul manuale Cencelli.
Se vogliamo sorridere, visualizziamo personaggi come Rutelli – radicale, verde, margherito, PiDieddino, quasi UDC… – oppure un campione del salto della staccionata come Capezzone: nato l’8 Settembre, buon sangue non mente. E un tipetto un po’ fegatoso come Adornato? Cos’è, oggi, Adornato? Almeno lui, lo sa?

Fra i partiti “tradizionali”, vince la palma della comicità la Destra di Storace, la quale diffonde materiale elettorale dove afferma d’esser in lotta contro la Casta, per l’affermazione di valori come socialità, solidarietà, ecc. In fondo, scritto piccolo, c’è un “Con Berlusconi”: penosi. E appoggiano Cota, un secessionista: cosa risponde “la Patria”?

Rimane il “fenomeno Grillo” il quale – due anni or sono, al primo V-day – pareva aver l’Italia in tasca: se Beppe Grillo, all’epoca, avesse fondato un vero partito ed avesse chiesto il voto agli italiani, avrebbe ricevuto un consenso a due cifre.
Lo affermiamo perché l’elettorato “senza casa” – come conferma un sondaggio di SWG [10] – è principalmente quello giovanile (18-34 anni), il quale considera – per il 51%! – l’astensione come un mezzo di protesta. Proprio i giovani, i più informatizzati, quelli che più navigano sul web.
Invece, che fa Grillo?
Se lo mena per due anni, finché la gente capisce che ha solo a cuore i suoi interessi editoriali. Infine, presenta le sue liste in qualche circoscrizione alle elezioni regionali, tanto per dire che lo “ha fatto”: sarebbe questa l’alternativa?
Non discutiamo le proposte di Grillo – per buona parte condivisibili – ma poniamo una domanda: perché non ha fondato, allora, un partito a livello nazionale? Perché non lo fa oggi? Cosa ha guadagnato a non farlo?

La vera soluzione

Chi propaganda l’astensionismo potrebbe apparire nichilista: così non è.
Perché, piccoli partiti con buoni programmi, che si sono presentati a varie tornate elettorali, non hanno avuto successo? Poiché gli italiani sono affezionati, in modo ossessivo, ai loro carnefici: sembra quasi di rivedere, ogni giorno, “Portiere di notte”.
Blaterano, s’arrabbiano, urlano, ma il giorno delle elezioni si mettono ordinatamente in fila davanti al seggio.
Nessun nuovo partito potrà mai affermarsi, fin quando l’astensione consapevole non giungerà a cifre “bulgare”!
Soltanto la disaffezione degli italiani potrà condurre ad un nuovo percorso di speranza: da un lato renderà la partitocrazia più fragile – quando sa che la metà degli elettori non vota più né lui, e né il suo apparente avversario, il politico carrierista comincia a pensare: e se arriva un terzo incomodo? E se questo non si fa incantare dalle tangenti e dalle escort? – dall’altra renderà consapevoli le nuove, potenziali forze politiche che lo spazio per agire esiste. Altrimenti è inutile partire: già si sa di finire con lo 0, qualcosa %.

La principale obiezione, che i “votazionisti” oppongono agli “astensionisti”, è che il voto è partecipazione civile alla vita sociale, strumento mediante il quale funziona la democrazia.
Passiamo per buoni i principi (ci sarebbero parecchi “distinguo”, ma lasciamo perdere) e andiamo alla domanda: quali sono stati gli argomenti di questa (e d’altre) campagne elettorali?
Sfatiamo subito il mito che queste siano semplicemente delle elezioni locali: non si vota per eleggere il miglior Presidente di Regione, bensì per appartenenza di tipo calcistico.
Curiosa poi l’ennesima diatriba sull’aborto: si tratta di un tema da approfondire per dei programmi regionali? Significa forse che s’approssima uno scenario nel quale avremo varie “competenze” in questo settore? Forse una legge regionale che in Lazio concede l’aborto, in Calabria lo nega, a Milano solo per le milanesi, a Torino solo per le over-40, a Venezia solo per le nate sotto il segno dell’Acquario? Oppure, stiamo giocando all’eterna “partita” fra Peppone e Don Camillo? Sinceramente, ci siamo stufati.
E i programmi elettorali?

A nostro avviso, li fotocopiano da un anno all’altro: in alcuni casi, addirittura, hanno inaugurato il “refuso freudiano”. Sulla pubblicità elettorale de “La Destra”, il “mutuo sociale” è diventato il “muto sociale” (pag. 3, rigo 25, “La Destra Cuneese): sappiamo d’esser muti, senza che ce lo venga a dire Storace o chissà chi altro.
La maggior parte delle persone che si presentano alle elezioni, manco conoscono il programma, al punto d’esser perfettamente intercambiabili: è il caso della candidata Fiorella Bilancio la quale, dopo aver tappezzato Napoli con i suoi manifesti elettorali (dove appare con il logo del PdL), non ha trovato chissà quale “accordo” con i berluscones e correrà per l’UDC [11]. I manifesti sono sempre là, con il PdL in prima vista: e il programma? E’ quello dell’UDC? Sono la stessa cosa?

Lo scopo di queste campagne elettorali (destra o sinistra, poco cambia) è quello di farci dimenticare quelli che dovrebbero essere i temi di una vera campagna elettorale. Non basta, come fa Bersani, affermare che è “per il lavoro”: cosa significa? Vale quanto il “contro il cancro” di Berlusconi pronunciato a San Giovanni.
Gli argomenti per una vera campagna elettorale ci sarebbero, ma li evitano accuratamente.

Se la crisi economica finisse, e si dovesse tornare ai livelli d’anni fa, molti economisti hanno avvertito che sarebbe impossibile tornare a quei livelli d’occupazione. Perché? Poiché, almeno qui in Europa, la competitività si raggiunge mediante l’automazione e la standardizzazione dei sistemi produttivi: ergo, con meno occupati.
Difatti, anche nei periodi di “vacche grasse”, l’occupazione nelle grandi imprese cala regolarmente dell’1% l’anno circa.

Un buon argomento da campagna elettorale sarebbe quindi non la carità del misero assegno di disoccupazione (per chi riesce a prenderlo!), bensì un serio dibattito sul reddito di cittadinanza.
Signori: l’automazione libera l’uomo dal lavoro ripetitivo e dalla fatica, vogliamo prenderne atto? Oppure continueremo ad osservare i processi produttivi inforcando gli occhiali della prima rivoluzione industriale?
E la Pubblica Amministrazione – della quale si parla solo più per le “sparate” di Brunetta – non è forse quella che più dovrebbe avvalersi della rivoluzione informatica, per svolgere meglio i suoi compiti, con meno occupati?
Ancora ricordo – sarà stato il 2004 – un sorridente Berlusconi, con a fianco l’allora Ministro per l’Innovazione Stanca, che presentava la carta d’identità elettronica: dov’è finita?
Il dibattito sul reddito di cittadinanza non è più la discussione sul sesso degli Angeli: mantenere gente al lavoro quando non ce ne sarebbe bisogno, è la politica degli struzzi. Dove trovare i soldi? Evitare la rapina seriale della classe politica – 60/70 miliardi di euro l’anno – sarebbe già un buon inizio.

Da lavoro all’energia, ma senza cadere nel tranello delle sole pazzie nucleari berlusconiane: la gestione dell’energia (e delle risorse, in primis l’acqua) viene data ai privati soltanto per rinsaldare i legami fra la classe imprenditoriale (i corruttori) e quella politica (i corrotti). Dove arriva il privato, i costi lievitano ed il servizio decade: sono gli stessi utenti ad accorgersene. Come stanno, per l’acqua, a Latina?
La vera “piazza” politica di Sabato 20 Marzo a Roma – giacché poneva un problema politico, non degli slogan – era quella del corteo per la pubblicità dell’acqua e delle risorse.

Se cerchiamo argomenti “politici” ne troviamo a bizzeffe: quali scelte operare riguardo all’inurbamento della popolazione? E’ preferibile continuare ad inurbare, oppure promuovere iniziative per ripopolare il territorio, che sta diventando un dormitorio per pensionati? Già, ma le risorse (agricole, energia, materie prime, ecc) sono nel territorio – laddove la “filiera” produzione/consumo s’accorcia – e, allora, chi lucrerebbe sulle reti di distribuzione?
Da qui si giunge ai trasporti: andiamo avanti nel costruire TAV, autostrade, raddoppi, corsie, tangenziali…oppure scegliamo d’usare l’acqua (fluviale e marina) che consente d’impiegare, a parità di tonnellata trasportata, il 30% del carburante rispetto al mezzo gommato, ed il 60% rispetto alla pur “risparmiosa” ferrovia?

Ci sarebbero tantissimi argomenti dei quali parlare, e ci limitiamo per sole questioni di spazio: la forma di Stato e le autonomie, l’istruzione, l’immigrazione, la sanità…

E la socialità? Il nostro vivere quotidiano? Non dovrebbe essere un argomento da campagna elettorale?
La società italiana ha retto abbastanza bene fin quando i giovani entravano presto nel mondo del lavoro e gli anziani andavano in pensione ad un’età accettabile, diciamo fra i 50 ed i 60 anni. Perché?
Poiché gli anziani sono anche nonni, e quindi sollevano i genitori dalla frenesia asilo/lavoro/asilo, vissuta come una corsa ad ostacoli. Inoltre, i pensionati ancora in forze non hanno mai vissuto con le mani in mano: quante case hanno ristrutturato? Quanti orti hanno coltivato? In definitiva, quanta ricchezza hanno prodotto? Le famiglie italiane hanno retto per tanto tempo grazie a questo equilibrio: distruggerlo, è da folli.

E proprio qui viene il punto che più fa male.
La realtà è che questa classe politica non desidera affatto promuovere la prosperità degli italiani, bensì proprio l’opposto, poiché questi sono i desideri delle banche.
La questione del denaro e delle banche non si limita alla sola proprietà pubblica della Banca d’Italia: il problema più scottante è che, grazie alla sempre minor ricchezza a disposizione, gli italiani sono costretti, sempre di più, a vivere “a debito”, ossia ad acquistare a rate oppure “in rosso”.
Comprare a debito è nettare per le orecchie dei banchieri i quali, su ogni piccola transazione a debito, incassano la loro tangente. Difatti, le retribuzioni sono scese – negli ultimi 20 anni – di circa il 30% in termini reali, e l’ammontare degli acquisti “a debito” è parallelamente cresciuto.

Conclusioni

Dopo queste riflessioni, ha ancora senso recarsi in un seggio, per far finta di credere che lì decideremo il nostro futuro?
Perciò, per una volta, cerchiamo d’esser europei: facciamo nostro l’esempio francese! Hanno votato contro la trappola della Costituzione Europea: l’Europa ha risposto con il Trattato di Lisbona e con Sarkozy.
I francesi, dapprima, ci sono cascati con la falsa contrapposizione fra gollisti e socialisti, ed oggi si sono stufati: come potrà, domani la Francia, far finta che non sia successo niente? Con il 60% d’astensione?!? Dov’è finita la democrazia in Francia, in quel 40% che ancora appoggia le élites di governo? Ah…la Francia…ha ottime tradizioni in tal senso: impariamo.
Al signor Bruni – per quel che si sa in giro – girano talmente i cosiddetti che, se lo buttassero in mare, finirebbe direttamente in Corsica come un aliscafo: e, attenzione, non per la scontata vittoria dei socialisti, ma per aver preso coscienza che l’elettorato francese è diventato fluido e non più controllabile. Insomma, i suoi padroni potrebbero chiedergli conto del guaio che sta combinando: il più grave, per le élites economiche che ci controllano.

In buona sostanza, siamo come i Nativi Americani che venivano privati delle loro terre, del loro modo di vivere e della loro cultura. E, nelle memorie dei filosofi (sì, filosofi!) di quella civiltà dimenticata – pensate o scritte oramai 150 anni fa – troviamo tutte le radici del nostro disgusto, del nostro fallimento come cultura egemone del Pianeta.
Quei poveretti – con la scusa della “civiltà” che avanzava – dovevano fuggire cercando d’indovinare, prima, quale direzione avrebbero preso le famose “Giacche Blu”. Per salvare la pelle.

Nel teatrino della democrazia addomesticata, invece, ci consentono di scegliere: preferisci essere inseguito da Capelli Lunghi Custer oppure da Cappotto d’Orso Miles? Scegli, suvvia: facci sapere se preferisci essere massacrato dalla cavalleria dell’uno o dell’altro.
Per quel che mi riguarda, inizierò col risparmiare la benzina che consumerei recandomi al seggio: rimarrò ad osservare se il sole, che sale ogni giorno più in alto nel cielo, inonderà il mio studio di luce, oppure se dovrò scendere in strada per incontrarlo.
Un’attività senz’altro più onorevole, piuttosto che andare a scegliere i miei futuri carnefici.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2010/03/ite-pargoli-ite.html
23.03.2010

[1] Fonte: http://www.ancot.it/cms/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=1065
[2] Tutte le cifre sono state tratte da Wikipedia.
[3] Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/06/corte-conti-corruzione-rendiconto-generale-stato.shtml
[4] Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/italia/2010/02/13/AMlplQND-beccato_consigliere_mazzetta.shtml
[5] Fonte: http://indiano1983.blogspot.com/2008/05/parlamento-pulito-umberto-bossi.html
[6] Soltanto alcune “assenze strategiche” dell’UDC (ci sarebbe da riempire una pagina di collegamenti): http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2344728&yy=2009&mm=09&dd=30&title=camera_pd_e_udc_assenti_salvan e http://ilnichilista.wordpress.com/2010/03/16/il-messaggio-devastante-delludc/
[7] Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2006/12/011206gatti_degregorio.shtml?uuid=06807776-810f-11db-88d7-00000e251029&DocRulesView=Libero
[8] Vedi: http://magazine.quotidianonet.ilsole24ore.com/ecquo/ecquo/2010/02/12/proposta-di-legge-idv-per-depenalizzare-il-bracconaggio-insorgono-gli-ambientalisti/
[9] Vedi: http://carlobertani.blogspot.com/2009/03/venti-nucleari.html
[10] Vedi: http://www.italiafutura.it/dettaglio/110405/gli_italiani_e_l_astensione_motivata
[11] Vedi: http://www.napolinord.info/index.php?option=com_content&task=view&id=3954&Itemid=2

fonte: carlobertani.blogspot.com/

martedì 23 marzo 2010

Edulcorante aspartamo (E-951) ¡¡¡¡Dulce Veneno!!!

Si eres consumidor de bebidas light, diet, sin azúcar, o tienes a alguien en tu familia que lo sea. Si tienes un compañero de trabajo que cree que mejora su dieta cuando las compra y consume; si tienes a un amigo que está enganchado a todo esto, no para de consumir chicles (todos lo contienen) y parece aidto a ellos, por favor, te ruego que veas esto hasta el final y consideres la posibilidad de enviarle la información a otras personas. Estarás contribuyendo a sanar este planeta y a ayudarnos a todos, sin excepción. Gracias de todo corazón.

venerdì 19 marzo 2010

L’Agricoltura Biodinamica: una valida alternativa all'uso degli O.G.M.

A cura di Michele Baio, responsabile regione Lombardia, Agribio e Associazione per l'Agricoltura Biodinamica

Esiste da più di novant'anni una metodica agricola chiamata agricoltura biodinamica.
La base di questa metodica agricola è l'uso di sostanze e materiali che Madre Natura mette da sempre a disposizione dell’essere umano.
Occorrono, oltre all’amore per la terra, due parole chiave per comprendere le fondamenta del metodo biodinamico: mettersi al servizio della natura e imparare dalla sua infinita saggezza che si rivela infinitamente superiore a quella degli esseri umani.

Mettersi al suo servizio significa non violare le leggi della vita che da moltissimo tempo permettono a noi uomini di vivere su questo pianeta assieme agli altri esseri della natura, piante, animali e minerali.
Imparare dalla natura vuol dire saper andare oltre le apparenze di ciò che, tramite la materia, si mostra ad un primo sguardo superficiale. Basti riflettere su un fatto molto semplice: una mela non può essere solo la somma degli elementi biochimici in essa contenuta, c'è qualcosa d'altro oltre alla grezza materia che la forma, che l’aggrega, che la fa nascere, metamorfosare, che ne fa un nostro nutrimento. C’è in ogni semplice mela qualcosa che l’uomo deve imparare a saper cogliere e che va al di là dell’apparenza: c'è la vita.

L’essere umano non comprende appieno non solo il mistero della vita ma neppure come sia possibile che un fiore si apra la mattina e si chiuda la sera.
Si é davvero convinti che siano solo processi fisiologici? Si é veramente convinti che tali processi siano solo il frutto di un'evoluzione che per puro caso ha prodotto ciò che ci circonda, compresi noi stessi?

Albert Einstein diceva a proposito del caso:
Attribuire i processi della natura, o addirittura la creazione del mondo al caso è un'enorme errore di pensiero. Sarebbe come dire che un fulmine colpisce una collina contenente materiale ferroso e ne esce una locomotiva..... In realtà non siamo coscienti appieno di ciò che è necessario per far crescere anche solo un filo d'erba.”

Poiché noi esseri umani non possiamo creare dal nulla la vita, non abbiamo allora neppure il diritto di alterarla, tenendo presente che la razza umana, al contrario, non si é rivelata molto capace di proteggerla. Da un certo punto di vista anzi si è rivelata addirittura dannosa e sarebbe già estinta da tempo se fosse dipeso solamente dalle scelte compiute nei confronti del pianeta Terra, specialmente nell’arco degli ultimi secoli.

* * *

Da oltre 90 anni si è indiscutibilmente dimostrato che può esistere una agricoltura sana se non ci si fermi alla sola apparenza delle cose ma si vada oltre gli aspetti che appaiono in superficie e si approfondiscano la conoscenza delle leggi che regolano la vita. Poi non ci sarà bisogno che di devoto rispetto per la Natura e lavoro, tanto lavoro.
L'agricoltura biodinamica dunque, pur ottenendo ottimi risultati, non usa né prodotti di sintesi chimica e neppure sementi ibride, figuriamoci del mais con scorpione incorporato.....
L’essenza del lavorare la terra biodinamicamente consiste nel rendere sano il terreno e quando un terreno è sano ospiterà piante sane capaci di difendersi contro i vari attacchi.
All’occorrenza si aiutano le piante con prodotti omeopatici nei quali il principio attivo - l’essenziale forza vitale di piante o animali o l’elemento costruttivo dei minerali - per poter agire deve essere potenziato tramite la dinamizzazione, liberandone la forza vitale. Quest’ultima non è assolutamente rilevabile, neppure usando gli attuali sofisticati strumenti di indagine tecnico-scientifici.
Con i prodotti omeopatici non vi é nessun effetto collaterale: è un’agricoltura quella biodinamica senza veleni poiché questi ultimi nulla hanno a che vedere con la vita: ne sono anzi l'antitesi.

* * *

Nello scorso anno presso la Scuola di Biodinamica di Cascina Galbusera Bianca, in Lombardia, si sono sperimentati, e messi a punto, nuovi prodotti che permettono di controllare in modo diretto e immediato qualsiasi tipo di avversità possano colpire le coltivazioni.
Tali nuovi prodotti, oramai lavorati a livello industriale, sono stati testati anche su allevamenti e coltivazioni convenzionali, e quindi né biologici né biodinamici, dimostrando la loro funzionalità anche in questi ambiti.
Si è ottenuta con un primo prodotto la scomparsa dei pidocchi dei polli in allevamenti dove il parassita provoca la perdita media del 30% del bestiame e, con un secondo prodotto, si é ottenuto, in aziende di apicoltura, la scomparsa dell'acaro Varroa.
Come ben sanno gli apicoltori e i coltivatori, la Varroa e il pidocchio dei polli sono il problema maggiore da superare e per essi non esiste nessun prodotto chimico capace di combatterli senza uccidere polli o api.

* * *

Una logica, conseguente domanda quindi è la seguente: se è possibile con pochissimi mezzi economici avere simili risultati in brevissimo tempo, perché mai si debbono investire milioni di euro in ricerche e sperimentazioni, come avviene ad esempio per gli O.G.M., che non solo non portano da nessuna parte ma che addirittura creano problemi che dovranno essere risolti e che provocheranno alti costi economici?
Quando l’essere umano capirà che non è sufficiente mettere una pezza sopra i vari problemi, che bisogna risolvere i problemi letteralmente alla radice?
Non basta più curare il sintomo aggredendolo, occorre invece comprenderne, conoscere le vere cause ed allora non ci saranno i disastrosi effetti collaterali.
Per la cura della terra vale lo stesso principio per cui ci si dovrebbe chiedere quale senso abbia curare un fegato ammalato con un prodotto che però danneggia lo stomaco e le reni?
Solo con una visione organica, con una visione che comprenda non solo le leggi degli elementi chimici ma anche quelle della vita è possibile rapportarsi correttamente con Madre Natura.
E’ assolutamente illogico intervenire sul fenomeno vita, che gli esseri umani non comprendono ancora completamente, con metodi che uccidono la vita stessa.

L'agricoltura biodinamica, correttamente applicata permette di risolvere i vari problemi ed ottenere cibo sano, a misura d'uomo ricordando che
“ Non di solo pane vive l'uomo…”.

Michele Baio, responsabile regione Lombardia, Agribio e Associazione per l'Agricoltura Biodinamica
Per maggiori informazioni: michelebaio@email.it.


www.disinformazione.it

giovedì 18 marzo 2010

LA PLATA COLOIDAL ANIQUILA MÁS DE 650 ESPECIES DE MICROBIOS PATÓGENOS EN MINUTOS

Desde principios del pasado siglo XX se sabe que ninguna bacteria, virus, hongo, levadura o microbio puede vivir en un líquido en el que haya una sola partícula de plata. Dicho metal los aniquila al contacto en sólo minutos. De ahí que la plata coloidal obtenida por electrolisis de plata pura en agua destilada se considere uno de los más potentes y eficaces germicidas naturales conocidos y se le otorgue la denominación de superantibiótico. Sin efectos secundarios adversos a las dosis adecuadas, sin interaccionar con otros medicamentos y sin provocar reacciones de rechazo o alérgicas. De ahí que por su gran eficacia, por la rapidez con la que actúa y por su inocuidad se considere hoy a este antiguo remedio una especie de segundo sistema inmune del que puede disponer el cuerpo humano.

A pesar de la capacidad de investigación y especialización de la industria farmacéutica la experiencia demuestra que los microorganismos acaban desarrollando resistencia a sus sofisticados y carísimos antibióticos lo que reduce o incluso anula su eficacia. Y ante esta realidad un número creciente de expertos aboga por la vuelta a un germicida considerado infalible, a un clásico de la Medicina natural cuyo uso se fue abandonando progresivamente a mediados del siglo pasado por el empuje de los antibióticos modernos, económicamente más lucrativos pero de cuestionable eficacia en muchos casos. Hablamos de la plata coloidal que tras décadas de olvido está siendo rescatada como remedio increíblemente eficaz en la prevención y tratamiento de enfermedades infecciosas. ¿Sus avales? Su inigualable capacidad germicida frente a más de 650 especies de microorganismos patógenos y el hecho contrastado de que ante su presencia cualquier microbio es eliminado de forma tan rápida que le es imposible generar mecanismos de resistencia. Se trata, en suma, de un remedio eficaz, natural, sin efectos secundarios a las dosis adecuadas y asequible que puede ayudarnos a prevenir numerosas enfermedades infecciosas y a recobrar la salud.

UN REMEDIO ANTIQUÍSIMO
El uso antibiótico de la plata data de civilizaciones tan antiguas como la griega y la romana que también utilizaban este metal para elaborar utensilios de cocina o recipientes donde almacenar y servir el agua. Así lo recoge el historiador y geógrafo griego Heródoto (484-425 a.C.) -considerado "el padre de la Historia"- quien en sus escritos narra que, donde quiera que fuera, el rey Ciro de Persia llevaba consigo una mula que transportaba recipientes de plata llenos de agua hervida y que sólo bebía de ellos. Y es que, según parece, ya entonces sabían que la plata inhibe el crecimiento de los microorganismos que estropean los alimentos, las bebidas... y el cuerpo de humanos y animales. Ésa es, asimismo, la explicación de la costumbre de los primeros pobladores del Oeste americano que introducían un dólar de plata en los recipientes con leche para facilitar su conservación y evitar el crecimiento de hongos y bacterias. De hecho en la actualidad se sigue confiando en la capacidad de la plata coloidal para eliminar una amplísima gama de organismos patógenos lo que la hace única para añadirla a los alimentos y mejorar su conservación-. Incluso para potabilizar el agua. Una propiedad que la ha convertido en herramienta de -permítasenos la licencia- utilidad extraterrestre ya que los rusos la utilizan para esterilizar el agua reciclada a bordo de las estaciones espaciales y la NASA eligió un sistema de tratamiento de aguas a base de plata coloidal para el puente aéreo espacial.
En cuanto a su uso terapéutico se tiene constancia de que tanto la Medicina Tradicional China como la Medicina Ayurvédica han usado la plata -bien sola, bien combinada con otras sustancias- como remedio para prevenir y tratar infecciones y como tónico rejuvenecedor para pacientes debilitados por alguna dolencia o, simplemente, por la edad. Para esta última tradición médica la plata es muy eficaz en el tratamiento de afecciones hepáticas y la usan también para "refrescar mente, emociones y cuerpo en padecimientos tales como neuritis y neuralgia, inflamaciones de las membranas mucosas, enfermedades del sistema reproductor y mentales. Es asimismo afrodisíaca y útil en casos de debilidad".
Por lo que respecta a Occidente hasta la década de los años 40 del siglo pasado era común entre los médicos el uso de la plata coloidal para el tratamiento de decenas de enfermedades cuyo origen fueran virus, bacterias u hongos (vea las Indicaciones de la plata coloidal en el recuadro aparte) así como para ayudar a cicatrizar heridas y quemaduras. Sin embargo, el aumento del precio de la plata y los costes de producción así como el desarrollo de otro tipo de antibióticos más rentables llevarían a este germicida natural a un rincón olvidado del que desde hace aproximadamente cuarenta años intentan rescatarlo médicos y profesionales de la salud de todo el mundo. Y gracias a ellos la plata coloidal empieza a ocupar de nuevo el lugar que nunca debió perder como antibiótico de referencia. Ahora bien, el camino no es fácil pues su vuelta se enfrenta al todopoderoso establishment de la industria farmacéutica, nada interesado en que un producto tan económico, eficaz y fácil de utilizar esté al alcance de todos.

PARTÍCULAS EN SUSPENSIÓN
Las investigaciones realizadas en las últimas décadas han revelado que mientras antiguamente el cuerpo humano obtenía una cantidad elemental -y necesaria- de plata a través de la ingesta de frutas y verduras frescas en la actualidad la sobreexplotación de los suelos y la degradación de sus minerales -en porcentajes que incluso superan el 80%- ha hecho que carezcamos de este metal esencial. Pero, ojo, porque no se trata de la mera carencia de un nutriente: los expertos señalan que la deficiencia de plata es uno de los factores que han hecho aumentar drásticamente los desórdenes del sistema inmune humano en los últimos años. De ahí que se postule la necesidad de tomar plata en su forma coloidal para suplir ese déficit y prevenir numerosas dolencias, especialmente las causadas por microorganismos patógenos.
Pero, ¿qué es la plata coloidal? Pues, en pocas palabras, plata y agua. Más concretamente, minúsculas partículas de plata cargadas eléctricamente que se encuentran en suspensión (recordamos en este punto al lector que los líquidos más importante del cuerpo humano son coloidales, es decir, compuestos por partículas ultrafinas en suspensión) y se obtienen por electrolisis de plata pura en agua destilada (es imprescindible que la plata sea 100% pura y el agua destilada pues si no es así la mezcla podría dar lugar a efectos adversos como úlceras o coloración de la piel). De esa forma se desprenden partículas microscópicas de plata que se mantienen en suspensión gracias a la diminuta carga eléctrica de cada una de ellas. Afirman los expertos que este minúsculo tamaño aumenta considerablemente la reactividad de la plata con los organismos unicelulares con los que entra en contacto de tal forma que éstos -ya sean bacterias, virus, etc.- se "tragan" las partículas de plata, algo que -como explicamos más adelante- acaba propiciando su eliminación en apenas unos minutos. Y también a su tamaño extremadamente pequeño (entre 0,01 y 0,001 micrones de diámetro) se debe que puedan penetrar más fácilmente en cualquier tejido y viajar a lo largo del cuerpo multiplicando su eficacia terapéutica.
Eso sí, quede claro -también para los médicos que aún los confunden- que en todo momento hablamos del coloide de la plata (obtenido por un método fisicoquímico) y no del oligoelemento plata (que se obtiene por métodos químicos). Este último es el que, por sobredosificación, puede provocar argiria o manchas de color gris oscuro que tiñen de forma permanente la piel y las membranas mucosas. En cuanto a la plata coloidal no se conocen efectos secundarios cuando ésta se elabora en la concentración oportuna, no se han descrito casos de interacción con otras sustancias, no produce adicción ni intolerancia y los estudios demuestran que no se deposita bajo la piel sino que pasa a través del tracto digestivo hasta eliminarse por completo a través de las heces. Lo único que se deberá tener en cuenta -además de otras indicaciones que pueda darle el profesional de la salud al que consulte antes de iniciar el tratamiento- es que el consumo de plata coloidal puede inducir una deficiencia de selenio que, en todo caso, será fácil de corregir introduciendo en la dieta alimentos ricos en este mineral como el trigo, las nueces o las pipas de girasol. Por lo demás, la plata coloidal es insípida, inodora, no tóxica, segura durante el embarazo y la lactancia e, incluso, se puede utilizar de forma tópica para lavar los ojos o las fosas nasales de los bebés.

UN AUTÉNTICO "SUPERANTIBIÓTICO"
Investigaciones recientes llevadas a cabo en universidades y centros de investigación de todo el mundo han podido confirmar los hallazgos de nuestros ancestros e, incluso, ampliar el listado de sus bondades e indicaciones. Y así, hoy se considera que la plata coloidal:
-Es un potente germicida de amplio espectro.
Ya en 1914 la revista The Lancet publicó los resultados de un estudio llevado a cabo por el doctor Henry Crookes con plata coloidal que demostró que es altamente germicida e inofensiva para el cuerpo humano. En aquel artículo el investigador norteamericano afirmaba: "No conozco ningún microbio que no haya podido ser eliminado en laboratorio con plata coloidal en un lapso de 6 minutos. Sin efectos secundarios negativos aun utilizando las concentraciones más altas". Pues bien, recientes investigaciones realizadas en la Universidad de California de Los Ángeles (UCLA, Estados Unidos) confirman que bastan esos 6 minutos -a veces menos- desde el contacto con la plata coloidal para que el germen muera. Lo que hace la plata coloidal es inactivar las enzimas que las bacterias, hongos, virus, levaduras y otros microorganismos usan para su metabolismo del oxígeno; es decir, consigue inutilizar el pulmón químico de dichos parásitos y de sus formas pleomórficas o mutantes y eliminarlas incluso en su etapa de huevos. Por ese motivo, al contrario de lo que ocurre con los antibióticos sintéticos, el microorganismo no puede desarrollar mecanismos de resistencia ni ningún tipo de mutación que le permita escapar de la acción germicida de la plata.
Luego las células del sistema reticuloendotelial -que es parte del sistema inmune- logran expulsar del cuerpo los gérmenes ya muertos. Por tanto, la plata coloidal funciona como un catalizador ya que su sola presencia hace que muchos microorganismos causantes de enfermedades infecciosas no puedan respirar y mueran asfixiados. Y lo hace con unos ¡650 tipos diferentes de gérmenes! Entre ellos, como demostró en 1988 el doctor Larry C. Ford -investigador de la Escuela de Medicina de la citada universidad californiana-, los streptococcus pyogenes, staphylococcus aureus, neisseria gonorrea, garnerella vaginalis, salmonella typhi y otros microbios patógenos entéricos así como la candida albicans, la candida globata y la malassezia furfur por citar sólo algunos. De ahí que el doctor Harry Margraf -bioquímico e investigador de la Universidad de Saint Louis (Estados Unidos), colaborador de la Universidad de Washington y pionero en la investigación de la plata- llegara a afirmar: "La plata coloidal es, sin duda, el mejor y más versátil combatiente de gérmenes que tenemos".
Además, al contrario que los antibióticos sintéticos -que destruyen las enzimas y bacterias benéficas-, la plata coloidal no provoca daño alguno ni a las enzimas ni a ningún otro componente del organismo humano. Y es así porque sólo ataca las enzimas de formas de vida unicelulares que son radicalmente diferentes a las de los organismos pluricelulares. Sin olvidar que dentro del cuerpo humano la plata coloidal no forma compuestos tóxicos ni reacciona con otra cosa que no sea la enzima metabolizadora de oxígeno de un germen unicelular. Por tanto, no puede causar rechazos o alergias de ningún tipo.
-Constituye un segundo sistema de defensas.
La plata coloidal no sólo elimina los virus, bacterias y demás gérmenes capaces de hacernos enfermar sino que además fortalece nuestro sistema inmune y nos ayuda a prevenir numerosas dolencias, especialmente las de tipo infeccioso. Así lo afirmaba ya a finales de la década de los 70 del siglo pasado el doctor Robert O. Becker -cirujano ortopédico investigador en Medicina durante más de 30 años y considerado uno de los padres de la Electromedicina y la Electroquímica así como uno de los pioneros en el resurgir de la plata en aplicaciones médicas- que constató una correlación entre los valores bajos de plata en el cuerpo y los estados de enfermedad y fue el primero en afirmar que "la deficiencia de plata es responsable del funcionamiento incorrecto del sistema inmune". En 1978 Becker publicaría un estudio en el que se podía leer: "Gracias a la investigación de 'mente abierta' la plata coloidal está emergiendo como una maravilla de la medicina moderna. Un antibiótico puede matar quizás a una docena de organismos patógenos diversos pero la plata mata alrededor de 650 y sin que se generen mutaciones resistentes. Es más, además de acabar con los microorganismos causantes de decenas de enfermedades la plata coloidal estimula de forma notable el sistema de defensas del cuerpo humano". Y es que, como han corroborado investigaciones posteriores, tomada diariamente la plata coloidal proporciona, por su gran efectividad y por la rapidez con la que actúa, un verdadero "segundo sistema de defensas" que produce energía, vitalidad y vigor, reduce las toxinas del cuerpo (al aumentar el fluido y drenaje linfático lo que mejora la oxigenación, la regeneración de las células y el flujo de energía en el cuerpo), provoca una significativa elevación de glóbulos blancos en la sangre y genera una rápida sensación de alivio. Además se ha constatado que no afecta a las bacterias benéficas del intestino grueso porque la plata coloidal -en dosis normales- se absorbe en los primeros metros del intestino delgado. Y como no interactúa con ninguna sustancia del cuerpo no puede causar alergia o rechazo. Es más, según investigaciones de la Brigham Young University (Utah, EEUU) la plata coloidal elimina el VIH, presunto virus causante del Sida. Y aunque la FDA norteamericana no permite aún el uso del coloide de plata para tratar esta enfermedad ha autorizado ya su uso en las derivadas de un VIH activo.
-Ayuda a eliminar las células tumorales.
El doctor Bjorn Nordestrom -del Instituto Karolinska de Estocolmo (Suecia)- viene utilizando desde hace décadas la plata coloidal para el tratamiento del cáncer con resultados sorprendentes. De hecho ha publicado varios casos de rápida remisión en pacientes desahuciados. Peor suerte corrió el intento del ya citado doctor Becker que a principios de la década de los 80 del pasado siglo XX empezó a investigar la posible capacidad de la plata coloidal para inhibir la mutación de células cancerosas y dejó de inmediato de recibir subvenciones públicas hasta que, finalmente, se vio obligado a cerrar su laboratorio sin concluir sus investigaciones. Otros, como el doctor Gary Smith -pionero en la investigación del cáncer-, llegó a afirmar tras años de estudio que "cuando la plata está presente las células cancerosas son diferenciadas y el cuerpo restablecido. De ahí que posiblemente una deficiencia de plata sea una de las muchas razones de que exista el cáncer y de que aumente tan rápidamente ".
-Promueve la curación de heridas y quemaduras.

De hecho se usa en las unidades de quemados de los principales hospitales por ser considerado como un potente antiséptico y un efectivo reparador de los tejidos. Y es que se ha contrastado que evita la infección, acelera el proceso de cicatrización y atenúa las cicatrices o marcas posteriores a las heridas o quemaduras.
-Estimula el crecimiento de los huesos.
A finales de los años 70 del siglo pasado el ya mencionado doctor Robert O. Becker descubrió, mientras estudiaba la capacidad de regeneración de los tejidos humanos, que la plata coloidal promueve el crecimiento del hueso. Y observó que además eliminaba las infecciones circundantes sin dañar los tejidos sanos y reducía en un 50% el tiempo de convalecencia en casos de fracturas.
-Supone una ayuda durante el embarazo y para el feto.
Se ha comprobado que la plata coloidal favorece el crecimiento y la salud del feto y hace que el parto y la recuperación de la madre sean más fáciles y rápidos.
A todo lo dicho hay que añadir que ayuda a aliviar la inflamación, mejora la digestión y es un reconstituyente general del organismo. De hecho muchas personas que la toman a diario afirman sentirse más jóvenes. La explicación está, según los expertos, en que el cuerpo, gracias a las propiedades preventivas e inmunopotenciadoras de la plata coloidal, puede utilizar sus energías para otras tareas distintas a luchar constantemente contra la enfermedad.
En suma, la plata coloidal es una alternativa totalmente natural, segura, barata, eficaz y sin efectos secundarios; y además es efectiva contra las cepas microbianas que son resistentes a los antibióticos convencionales.

MÚLTIPLES USOS
En cuanto a las posibilidades de aplicación la plata coloidal resulta especialmente versátil. Así, se puede ingerir, emplear para hacer enjuagues (a fin de prevenir o tratar infecciones bucales) o gargarismos, para limpiar heridas o quemaduras (al contrario que otros antisépticos no produce dolor al ser aplicada sobre cortes o abrasiones), para tratar tópicamente la piel en caso de acné, verrugas, pie de atleta, etc., o para lavar los ojos (incluso los de los bebés) en casos de conjuntivitis y otras formas de inflamación e infección ocular. También se puede usar vaginal o analmente, atomizada por la nariz (así la plata coloidal llega más rápidamente al foco infeccioso cuando se padece bronquitis o infecciones pulmonares), vaporizada o como desodorante puesto que la mayor parte del mal olor de pies o axilas es causado por las bacterias que metabolizan las sustancias excretadas por las glándulas sudoríparas y la plata coloidal las elimina por completo.
En cuanto a la dosis lo más adecuado es que la establezca un profesional de la salud atendiendo a las particularidades de la persona y discriminando si el uso es como preventivo o para el tratamiento de alguna dolencia específica. En todo caso, lo aconsejado en un adulto es coger 10 gotas con un cuentagotas -es imprescindible que tanto éste como el envase que la contenga sean de cristal pues el plástico no conserva la plata en suspensión al anular con su carga electrostática la de la plata coloidal- y dejarlas actuar debajo de la lengua durante un minuto. Se recomienda hacerlo por la mañana -en ayunas- y esperar 5 minutos antes de ingerir alimentos o bebidas.
Como ya hemos mencionado no se conocen efectos secundarios o casos de rechazo o alergia al uso de los coloides de plata pero sí es normal que durante los primeros días de tratamiento se produzca cansancio, dolor de cabeza o diarrea que son reacciones propias del proceso de desintoxicación que se pone en marcha al seguir el tratamiento.
Y una última recomendación: si se decide a tomar plata coloidal sepa que varios libros y numerosas páginas de Internet explican cómo fabricarla en casa de modo sencillo. Pero tenga presente que no se trata de un simple "juego de química": hay que saber hacerlo bien, en la concentración adecuada y usando sólo plata pura y agua destilada para que el preparado únicamente produzca los efectos positivos que mencionamos en el texto. Eso sí, tanto si fabrica la plata coloidal en casa como si la adquiere en un herbolario o tienda especializada almacénela en un lugar fresco y oscuro -pero no dentro del frigorífico- y consúmala antes de 6 meses.
En fin, que si a su eficacia terapéutica le sumamos la sencillez de su uso, la versatilidad de sus aplicaciones, el hecho de que lo pueden usar hasta las embarazadas y los bebés y lo asequible de su precio auguramos un prometedor renacer de este excepcional germicida natural que, según sus defensores, esta vez -y a pesar de las zancadillas de la industria del fármaco sintético- "vuelve para quedarse".


L.J.




Indicaciones
La plata coloidal, según diversos estudios llevados a cabo principalmente durante el siglo pasado, es útil en el tratamiento de más de 650 afecciones diferentes entre las que se cuentan:
Acné.
Alergias.
Amigdalitis.
Apendicitis.
Artritis.
Bursitis.
Cáncer.
Candidiasis.
Cistitis.
Cólera.
Colitis.
Infecciones de ojos, oídos, boca y garganta.
Congestión nasal.
Conjuntivitis.
Dermatitis.
Diabetes causada por una infección.
Diarrea.
Disentería.
Eczemas.
Envenenamiento de la sangre.
Erupciones.
Escarlatina.
Fatiga crónica.
Fibrosis.
Fiebre en general. -Forúnculos.
Gastritis (incluso las causadas por la Helicobacter Pylori).
Gingivitis.
Gonorrea.
Gripe estomacal.
Heridas abiertas.
Herpes simple.
Herpes zoster.
Indigestión.
Infecciones en general.
Inflamación de la vejiga.
Irritación de la garganta.
Lepra.
Leucemia.
Lupus.
Malaria.
Melanoma.
Meningitis.
Mononucleosis.
Neumonía.
Neurastenia.
Oftalmia purulenta.
Parásitos en la sangre.
Pie de atleta.
Piorrea.
Pleuritis.
Problemas de tiroides.
Problemas por estreptococos y estafilococos.
Prostatitis.
Prurito anal.
Psoriasis.
Pulmonía (viral, fúngica o bacteriana).
Quemaduras.
Queratitis.
Resfriado común.
Reumatismo.
Rinitis.
Seborrea.
Septicemia.
Sida.
Sífilis.
Sinusitis.
Tiña.
Tos.
Toxemia.
Tuberculosis.
Úlceras de estómago.
Verrugas.



Propiedades de la plata coloidal
La plata coloidal...
...es un poderoso germicida frente a virus, bacterias, hongos, levaduras y otros parásitos patógenos.
...protege de forma natural contra las infecciones.
...alivia rápidamente las inflamaciones.
...es un antiséptico muy potente.
...se emplea con éxito en el tratamiento de más de 650 dolencias diferentes.
...mejora la digestión.
...reduce las toxinas del cuerpo.
...estimula el drenaje linfático.
...mejora la oxigenación de las células.
...aumenta el flujo de energía en el cuerpo.
...fortalece el sistema inmune y supone una especie de segundo sistema de defensas para el organismo.
...ayuda a eliminar las células tumorales.
...estimula el crecimiento de los huesos.
...favorece la curación de heridas y quemaduras.
...acelera los procesos de cicatrización.
...regenera los tejidos de forma rápida y efectiva.
...es beneficiosa durante el embarazo y para el feto.
...es un reconstituyente general del organismo.
Además es atóxica, no provoca efectos secundarios adversos, no interactúa o reacciona con otros medicamentos y puede consumirla cualquier persona.

fuente: Discovery Salud
http://www.dsalud.com/numero102_2.htm