domenica 29 novembre 2009

GO, JOHNNY FRANKY, GO !

DI ALBERTO SIGNORINI
blogghete.blog.dada.net/

È Gianfranco Fini la nuova carta degli USA

Una volta costretto a ritirarsi dalla scena politica, Berlusconi potrà intitolare le sue memorie Come covarsi una serpe in seno, inserire il libro nella nuova collana Mondadori “Chi è causa del suo mal...”, e dedicarlo a Gianfranco Fini. Il 25/11 scorso, infatti, con una significativa coincidenza, l’editoriale del Corriere della Sera celebrava il tramonto del quindicennio berlusconiano, mentre La Stampa titolava in prima pagina: «E ora gli americani puntano su Gianfranco», preannunciando che a febbraio il Presidente della Camera è atteso negli USA «da interlocutore privilegiato». Siamo dunque alla resa dei conti, e stavolta neanche un chirurgo riuscirebbe a ricomporre una frattura ormai esposta alla luce del sole.



Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel dicembre ’93, quando l’allora segretario missino sfidò Rutelli per la carica di sindaco di Roma e Sua Emittenza dichiarò la propria preferenza per il primo. Lo “sdoganamento” era iniziato, e al delfino di Almirante si offriva un’occasione insperata. Il 40enne che aveva appena teorizzato il “Fascismo del 2000” fu lestissimo a fiutare il mutar dei venti e a capire che, per sfruttarne la spinta, il vecchio veliero erede della RSI – i cui marinai si chiamavano ancora camerati e si salutavano romanamente – necessitava di un profondo restyling. La metamorfosi fu talmente rapida che nel giro di un anno l’antifascismo divenne un valore fondante per gli ex fascisti riverginati in AN. Le acque passate a Fiuggi (gennaio ’95) furono attentamente esaminate a Washington, Londra e Gerusalemme, che certificarono la perfetta riuscita dell’operazione: anziché l’antica ostilità all’imperialismo anglo-americano, un atlantismo a prova di bomba; niente più destra sociale, e avanti tutta col liberismo imposto da Wall Strett e dalla City; condanna dell’antigiudaismo mussoliniano e virata di 180° verso il fascismo sionista (l’antisemitismo rimaneva, virato però contro i palestinesi e gli arabi in genere). L’ex nostalgico di Salò aveva insomma creato una destra “per bene”, e il plauso dei perbenisti fu entusiastico. Miracolati dopo 50 anni di ghetto, ai suoi non parve vero che si spalancassero le porte del potere e del sottopotere.

Grazie al Cavaliere, che l’ha insediato prima come ministro degli Esteri, poi come vicepresidente del Consiglio e infine come terza carica dello Stato, l’ambiguo e ambiziosisimo numero 2 è arrivato là dove forse puntava fin dall’inizio. Ma il parricidio dev’essere inscritto nel suo destino come qualcosa d’ineluttabile. E dunque, dopo l’abiura dell’eredità ducesca e almirantiana, ecco giunta l’ora di detronizzare il sovrano di Arcore caduto in disgrazia. Da qui l’accelerazione degli ultimi mesi, che vede mister Arrogance prendere ogni giorno le distanze dal suo stesso governo, dal partito di cui pure è co-fondatore, e soprattutto dal leader cui deve tutto.

Poco importa che l’uomo sia sfuggente come un’anguilla e rotante come una banderuola: è abilissimo a recitare le ultime banalità del politically correct. Non per nulla, ai tempi del Fronte della Gioventù, i suoi camerati l’avevano soprannominato «dietro gli occhiali niente», e di lui Craxi diceva che è «un vuoto incartato: dentro, non c’è il regalo». Un bluff ambulante, insomma, uno zero ben confezionato. Ma, proprio per questo è quel che ci vuole per eseguire fedelmente i desiderata d’Oltreoceano: uno che si può tenere saldamente al guinzaglio facendogli pendere sul capo la spada di Damocle del suo passato. I politici ricattabili sono infatti i più “fungibili”: il padrone che li ha gratificati assumendoli come camerieri, nel caso si prendano troppe confidenze può sempre rimetterli al loro posto. Cosa divenuta assai più difficile con un soggetto anomalo come Berlusconi: straricco di suo, senza trascorsi politici da farsi perdonare e con un seguito popolare tuttora vastissimo, non è ricattabile, e dunque risulta inaffidabile.

L’assalto finale al Cavaliere, del resto, è stato candidamente preannunciato da Paolo Guzzanti, che ha rotto col premier accusandolo di aver tradito Washington per vendersi a Mosca. Sul suo blog, l’11/9 scorso, il senatore fuoriuscito dal Pdl scriveva testualmente: «L’ordine è arrivato dagli USA: Berlusconi va eliminato. (...) A me già lo disse chiaro e tondo l’ambasciatore Spogli, che andai a salutare quando lasciò l’ambasciata di via Veneto: “Vogliamo un’Italia che non dipenda dalla Russia come una colonia e non vogliamo che la Russia incassi una somma di denaro di dimensioni mostruose, che poi Mosca converte direttamente in armamenti militari”. Da allora, un fatto nuovo di enorme gravità si è aggiunto: l’Italia ha silurato il gasdotto Nabucco (che eliminava la fornitura russa passando per Georgia e Turchia) facendo trionfare South Stream, cioè l’oro di Putin. Contemporaneamente Berlusconi organizzava la triangolazione Roma-Tripoli-Mosca associando Gheddafi nell’affare. (...) L’operazione è stata preparata con cura attraverso una campagna mediatica di lavoro al corpo di Berlusconi, basato sulle vicende sessuali, sulle inchieste di mafia e sulla formazione, nell’area moderata, di un’alternativa politica a tre punte: Luca Cordero di Montezemolo, Perferdinando Casini e Gianfranco Fini, ciascuno a suo modo e con le sue vie, ma in una sintonia trasparente. (...) Lo scontro è ravvicinato e mortale. La grande manovra è cominciata, le artiglierie già battono il campo». Il giorno dopo, per i duri di comprendonio, Guzzanti aggiungeva due particolari illuminanti: «Le grandi inchieste Mani Pulite sono nate dalla polizia USA (non dalla Cia, ma dall’FBI)» e «Il nuovo ambasciatore USA David Thorne, che davanti al Senato USA ha spiegato di essere consapevole dei problemi che dividono USA e Italia (oltre al bla-bla-bla dell’amicizia sempiterna), ieri ha reso visita per mezzora a Montecitorio a Gianfranco Fini» (www.paologuzzanti.it ).

E infatti, puntuale come la morte, ecco avvicinarsi il botto definitivo: il 4 dicembre, ossia 17 anni dopo i fatti, il mafioso pentito Gaspare Spatuzza testimonierà che Berlusconi è il mandante degli omicidi di Falcone e Borsellino, nonché delle stragi del ’93 (degli assassinî del mostro di Firenze per ora no, ma non si sa mai).

Ecco perché, algido come un blocco di ghiaccio, impettito come un tacchino, sprezzante e pieno di sé come non mai, Fini è oggi sulla rampa di lancio per una nuova e ben più importante investitura. Piace alla destra laicista e tecnocratica, piace a una sinistra ormai incapace di distinguere una patacca da una pepita, ma soprattutto piace agli USA, decisi a sbarazzarsi d’un miliardario ch’è uscito dal seminato ed è diventato una pietra d’inciampo. E allora fiato alle parolacce demagogicamente proferite di fronte ai giovani immigrati contro chi osa definirli “diversi”, tanto non c’è nessuno a ricordargli che la legge tuttora in vigore contro gli stessi si chiama Bossi-Fini.

Quando avrà fatto fuori il Cavaliere, Fini potrà coronare il suo sogno di gioventù. Se infatti la sua scelta missina fu causata dai sessantottini bolognesi che gli impedivano l’ingresso a un cinema dove si proiettava Berretti verdi, avrà presto di che consolarsi: accolto a braccia aperte dai guerrafondai yankee, per i quali John Wayne è sempre un mito, verrà forse ricevuto alla Casa Bianca, dove siede uno zio Tom che raddoppia l’impegno militare in Afghanistan, apre un nuovo fronte in Pakistan, non chiude Guantanamo e riceve perfino il Nobel per la Pace. Campioni di coerenza, i due sono fatti per intendersi.

Alberto Signorini
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
Link;: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-11-28

venerdì 27 novembre 2009

DUBAI: LASCIAMOLI FALLIRE, SE LO MERITANO

DI LUCA CIARROCCA
wallstreetitalia.com

Non ci dispiace affatto se gli speculatori di mezzo mondo (da Bill Clinton a Naomi Campbell a Beckham) hanno "preso un bagno" comprando grattacieli nel deserto che oggi valgono la meta'. Ma attenzione: e' il peggior crack dopo l'Argentina.

Stavamo a fatica uscendo dalla Grande Recessione mondiale del 2008-2009 ed ecco che la sorpresa arriva proprio dai veri ricchi, quegli arabi che i soldi dovrebbero averli davvero, col greggio che si ritrovano sotto la sabbia (anche se Dubai non ha petrolio). Ma come, se fanno crack gli sceicchi, allora che succedera' a noi poveri mortali?

Otto anni fa l'Argentina fece un default da 95 miliardi di dollari ma il mondo era diverso e meno pericoloso, si viveva in un'era moderatamente avida, prima delle bolle comandate e accettate. Il crack di Dubai e' in verita' una goccia di indebitamento nell'oceano dei trilioni della finanza mondiale. Quella monarchia ha un "buffo" complessivo di 80 miliardi di dollari, inferiore alla somma che noi cittadini italiani collettivamente paghiamo ogni anno al Governo solo in interessi (il debito pubblico dell'Italia nel 2009 e' salito di 90 miliardi a 1.750 miliardi di euro).

Dubai pero' ci ha ricordato all'improvviso che sul mercato ci sono tante altre situazioni esplosive nascoste mentre l'establishment politico e le banche centrali ci ingannano tutti i giorni cercando di far finta di nulla, minimizzando, spargendo ottimismo e alimentando il sistema con le vecchie droghe di sempre. Lehman Brothers, Bear Stearns o Dubai, in effetti pari sono. Mica e' questione di nomi, di banche, stati, mega-aziende decotte che falliranno anche in futuro. Ce ne saranno molte altre di bancarotte nel 2010 e oltre, perche' il capitalismo mondiale (che noi rispettiamo e di cui viviamo, chiamandoci Wall Street Italia...) e' affetto ormai da un virus pericoloso che muta di continuo e non si capisce dove vada a parare.

Nonostante la crisi paurosa dell'anno scorso, con il mega salvataggio globale che ha evitato il collasso sistemico un minuto prima che avvenisse (il 10 ottobre 2008) il capitalismo e' identico a prima, non e' stato riformato, le banche sono le medesime, i poteri pure, gli attori hanno gli stessi posti sul palcoscenico. Che stavolta sia la finanza islamica a tracollare nella Penisola Arabica e' irrilevante, se domani facesse crack lo Ior del Vaticano sarebbe lo stesso.

Comunque diciamola tutta: noi di WSI siamo di fatto contenti del default di Dubai World, la holding d'investimento dell'Emirato (purche' non tocchi i nostri portafogli e non abbia il temuto "effetto domino"). Cosa ce ne puo' importare infatti, di un paese (una monarchia medievale, 87 chilometri quadrati, popolazione inferiore a quella di Roma) che in un raptus prolungato da manie di grandezza ha speso decine di miliardi per costruire inutili isole finte a forma di palma, campi da sci con neve fasulla in una bolla di vetro nel deserto (dove gli sceicchi sciano in tunica), alberghi di stralusso a 7 stelle, metropolitane senza passeggeri, eccetera eccetera? Nulla, non ce ne importa proprio nulla.

Noi la pensiamo cosi: che se la cavino da soli ad uscire dal loro guaio finanziario, questi arabi. E le banche che gli hanno prestato impunemente soldi sulla base di business model falsi e pretenziosi, s'arrangino e facciano semmai crack anche esse. Insomma e' venuto il momento di rivendicare la sana pratica del fallimento in larga scala come avveniva un tempo e come oggi provano sulle loro spalle solo le piccole imprese e gli individui. Ma dobbiamo davvero buttare la ciambella a tutti i peggiori speculatori mondiali mentre noi comuni cittadini sfacchiniamo per far quadrare i conti? Ma che affoghino e crepino! Questo signor sceicco, certamente educato ad Oxford e con MBA negli Stati Uniti, Sheikh Mohammed Bin Rashid al-Maktoum, se ne faccia una ragione e dica addio alla sua posizione nella parte alta della classifica Forbes dei miliardari. Cartellino rosso, espulso! Tutt'al piu', se proprio ci tiene, che si faccia organizzare un bel salvataggio ad hoc dai vicini di duna, i colleghi principi e sceicchi di Abu Dhabi, capitale confinante degli Emirati Arabi Uniti.

(Tra parentesi: non ci interessa assolutamente nulla nemmeno di questi bond Islamici conosciuti come "sukuks" e sui quali non si dovrebbero pagare interessi perche' il pagamento degli interessi e' vietato da Allah; tra l'altro perche' mai fare default, tanto gli interessi non li pagano in ogni caso? E dato che ci siamo, per quale motivo Dubai World e' anche azionista di un casino' di Las Vegas come MGM Mirage? Cronache da Dolce Vita in stile islamico: morigeratezza solo di facciata).

E' altamente improbabile comunque che il caso Dubai metta a repentaglio l'economia mondiale o le borse. Ci pensera' la grande Wall Street (ieri chiusa per Thanksgiving e oggi semi-aperta) a ristabilire le misure ridando le dovute proporzioni al "buco". Per cui: lasciamoli pure fallire senza preoccupazioni. Lasciamoli nelle peste con le loro cattedrali nel deserto senz'anima ne' cultura. Che si tengano le sedi lussuose in vetro-cemento per banche e finanzierie come gusci vuoti. Lasciamoli crogiolare con gli sfiniti marchi del lusso venduti in mall all'americana dai pavimenti marmorei, specchi e ori ovunque. Lasciamoli con le gru ferme e i cantieri bloccati. Gia', un bel patatrack da $40, 59 o anche 80 miliardi di dollari. Sono comunque bruscolini se pensate che sul valutario si scambiano ogni giorno 4 trilioni di dollari alla velocita' di un blip sullo schermo dei computer. Ogni giorno.

Non molti di voi saranno dispiaciuti perche' l'appartamento comprato dagli speculatori all'Albergo della Vela o la villa a Palm Jumeirah hanno perso il 50% del valore nei 2 anni dall'acquisto. David Beckham, il presidente dell'Afghanistan Hamid Karzai, oligarchi russi, indiani e iraniani, Naomi Campbell e Bill Clinton, Brad Pitt e Denzel Washington, e centinaia di altri arricchiti planetari: benvenuti, vi presentiamo le dure repliche della storia e le mini-implosioni del capitalismo.

Wall Street Italia fu tra i primi ad accorgersi della crisi in Dubai esattamente un anno fa, l'articolo raccontava di Mercedes e Bmw abbandonate all'aeroporto da bancarottieri in fuga dall'Emirato. Folklore ormai noto a chi segue i mercati finanziari con disincanto e senza indulgere al tifo da curva sud (comunque non pubblichiamo i nomi degli italiani che hanno investito in Dubai per non scatenare la caccia, tanto lo fara' qualcun altro tra quelli che scoprono tutto 1 minuto dopo che il fatto e' accaduto, gente che sa il prezzo di ogni cosa senza conoscere il valore di nulla).

Detto questo, a parte le simpatie o antipatie per l'Emirato e i suoi confinanti, bisogna stare davvero con gli occhi ben aperti, per chi investe istituzionalmente sui mercati: non sono tempi per vedove ed orfani, questi. Attenti all'effetto domino. Attenti a chi specula al ribasso. Attenti ai colpi di coda delle mafie finanziarie perdenti e all'arroganza miope di quelle vincenti. Attenti perche' la subdola politica di chi guida i mercati finanziari globali (governi, banche, banche centrali, multinazionali) facendo passare le economie da una bolla ad un crack ad un'altra bolla ad un altro crack, con l'1% della popolazione che si arricchisce in tutti i cicli e il 99% che invece ci rimette le penne senza capir nulla, questa politica, stradominante nell'ultimo decennio, continuera'. A oltranza.

Dubai e' un inconveniente sgradevole, uno starnuto. Ma con i tassi bassi oggi come lo erano alla fine della Seconda Guerra Mondiale, con il denaro che non vale la carta su cui e' stampato, con i maggiori istituti di credito mondiali indebitati per oltre 5 trilioni di dollari, in questo scenario speculazioni colossali sono in corso sempre, tutti i giorni, proprio adesso mentre leggete queste righe. Pensate che alcuni grandi fondi americani d'investimento offrono un rendimento effettivo sul capitale depositato dello 0.01% annuo. Di questo passo ad un investitore servirebbero 6.932 anni per raddoppiare la cifra iniziale. La finanza e' ridotta a questo? Il peggio, se ne deduce, deve ancora arrivare. Nuove bolle sono in vista. L'avidita' di pochi avra' conseguenze imprevedibili per tutti finche' qualcuno (che goda di credibilita', e saranno un paio...) non chiedera' agli altri di sedersi attorno a un tavolo per trovare una soluzione globale e condivisa. Non succedera' tanto presto, voi che dite?

Luca Ciarrocca (direttore e fondatore di Wall Street Italia)
Fonte: www.wallstreetitalia.com
Link. www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=822895

giovedì 26 novembre 2009

Malattia e libertà di scelta terapeutica

Marcello Pamio – 25 settembre 2007

Oggi in Italia esiste la libertà di scelta terapeutica?
Una persona è libera di intraprendere una strada terapeutica piuttosto che un’altra, e soprattutto un medico, in scienza e coscienza può - per aiutare il suo assistito - decidere la cura migliore, anche se non riconosciuta e se va contro gli interessi delle lobbies del farmaco?
La risposta a tutte queste domande purtroppo è NO!

A cosa serve allora riempirsi la bocca di belle parole come: libertà, costituzione, diritti, se e quando una persona malata di tumore, per esempio, può solamente ‘scegliere’ tra chemioterapia, radioterapia e chirurgia?
Un medico del terzo millennio, nonostante il giuramento di Ippocrate (“primo non nuocere”: la chemio è non è un veleno mortale?) e nonostante la Dichiarazione di Helsinki del 1964 (dell’Associazione medici mondiale), NON può scegliere una strada terapeutica, ma DEVE stare ai protocolli ufficiali.

Quando dico che un medico NON può scegliere intendo dire che se non si adegua, non si piega ai dettami della medicina ortodossa (al paradigma vigente) rischia prima di tutto la professione (radiazione dall’albo professionale) e poi anche la galera! Sono numerosissimi i medici che hanno toccato con mano la pesante scure dell’inquisizione moderna, che è passata dalla croce con gli abiti neri, al caduceo con il camice bianco!

Personaggi come Geerd Ryke Hamer (radiato e incarcerato), Tullio Simoncini (radiato), Liborio Bonifacio, Aldo Alessiani, Rudolf Breuss, Luigi Di Bella, Gianfranco Valsé Pantellini, Romano Zago, Giuseppe Zora, e moltissimi altri, hanno avuto il coraggio o l’incoscienza di mettere davanti agli interessi economici, la salute delle persone. Cosa questa estremamente pericolosa per l’establishment medico-scientifico, che mette invece il dio-denaro dinnanzi ai pellegrini-malati.

L’ultimo in termini di tempo è il dottor Paolo Rossaro di Padova, indagato addirittura per “omicidio colposo”, perché avrebbe utilizzato metodologie non convenzionali, oltre a quelle ufficiali, in cure oncologiche e nonostante il paziente purtroppo deceduto (uno su migliaia di casi) avesse firmato il consenso informato (quindi era pienamente consapevole)!
Sarebbe molto interessante se tale metro di giudizio, usato indiscriminatamente nei confronti del dottor Rossaro, venisse adoperato anche per tutte le centinaia di migliaia di morti ogni anno in Italia: tutti gli oncologi finirebbero in galera!
Oggi se una persona muore dopo (o a causa della) chemioterapia è tutto ok, ma se muore perché non ha voluto farla (in libertà di coscienza) non va bene e bisogna indagare il medico.
L’attuale paradigma nel caso del cancro, anche se si può estendere a tutta la medicina allopatica, impone come cura: la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia. Null’altro.

Si potrebbe pensare a questo punto che i risultati di queste terapie siano così straordinari, da imporli per legge! Ma non è così: basta leggere i dati sulla mortalità per tumore - previa cura ufficiale ovviamente - per comprendere che queste terapie sono un fallimento su tutta la linea: centinaia di migliaia di persone ogni anno in Italia muoiono nonostante i protocolli scientifici e nonostante le belle e incoraggianti parole dei luminari della scienza (gli stessi che poi fatturano nello loro cliniche private migliaia di euro per una visita e una pseudo-cura).
D’altronde è risaputo che la guerra al cancro iniziata da Nixon negli anni ’70, e che ha prosciugato investimenti per centinaia di miliardi di dollari, è un fallimento globale su tutta la linea!

Eppure si continua perseverando su quella strada. Come mai?
La risposta può essere di tipo culturale ed economico, anche se la seconda comprende e condiziona la prima.

1) l’uomo viene considerato dalla medicina ortodossa come una semplice macchina proteica composta da cellule, ormoni e organi e altro materiale biologico (anche di scarto, vedi DNA spazzatura)
In questa semplicistica e molto riduttiva visione il cancro è una incontrollata proliferazione cellulare che porta alla morte prima l’organo o l’apparato e poi l’organismo umano! La cura si basa sull’estirpazione mediante bisturi, sul bombardamento con radiazioni o con la chimica di sintesi, di quella massa anomala che si è formata ‘casualmente’ o per ‘difetti’ genetici.
Possiamo chiamare questa scienza? Una persona col tumore è sfortunata (casualità), oppure è difettosa dalla nascita (errori genetici)!

2) la medicina moderna è tutta nelle mani delle corporation chimico-farmaceutiche, dalla ricerca vera e propria, alla produzione di medicine: quindi dallo studio delle malattie alla cura fisica delle stesse.
Se una multinazionale – società per azioni non certo filantropa - spende milioni di dollari e anni di lavoro in un prodotto, questi soldi devono tornare indietro eccome, e con gli interessi: è una legge economica.
Sempre in un’ottica economica: non può esistere un rimedio definitivo, perché se esistesse, le persone finirebbero per curarsi, e non produrrebbero più utili? Chiuderebbero in pratica tutte le società SpM, cioè le Società per la Malattia. Come la mettiamo?

Ecco perché vengono scoperte e/o rispolverate malattie, oppure inventate di sana pianta, il tutto per allargare il bacino di pazienti che inconsciamente e spesso ignorantemente (ignorare significa non conoscere) cadono nelle maglie economiche di queste corporations.
La pistola fumante che conferma questo, apparentemente cinico discorso, sono le malattie rare. Appunto perché toccano una percentuale bassissima della popolazione, nessuno investe denari! Se la medicina fosse PER l’uomo e NON per il dio-denaro, non dovrebbe esserci alcuna differenza tra una malattia che colpisce 5 persone su 10mila (definizione ufficiale di malattia rara) e quella che invece colpisce il 30% della popolazione!

Avete mai sentito parlare di Antrasferrinemia congenita, Agammaglobulinemia, Disfagocitosi erpetiforme, Xantinuria? Queste 4 delle 581 “malattie rare” elencate nel sito dell’Istituto Sanitario italiano sono totalmente sconosciute, mentre tutti conosciamo bene il “cancro”, le “malattie cardiovascolari”, il “diabete”, ecc.
Se una malattia è mortale il discorso cambia eccome, perché più una malattia ha una percentuale bassa di guarigione più soldi pubblici e privati vengono investiti e quindi fagocitati dalle lobbies, ma non con l’obiettivo della cura definitiva, altrimenti come ho spiegato prima, chiuderebbero i battenti. Infatti nonostante tutte le ricerche, si continua a morire di cancro, di problemi cardiovascolari, per fare due esempi, più di prima.

Tornando invece al primo punto di tipo culturale: vogliamo veramente credere che l’essere umano sia un piccolo ammasso sanguinolento formato da miliardi di cellule, e il tumore una massa informe che cresce e si sviluppa dentro per un motivo sconosciuto o casuale?
L’essere umano certamente ha un corpo fisico (cellule, organi, ecc.) ma è anche dell’altro.
Si tratta infatti di un essere spirituale incarnato la cui anima funge da ponte di comunicazione tra il mondo materiale e quello immateriale. Si può affermare che l’essenza spirituale ‘indossa’ un corpo fisico per fare esperienza, cioè conoscenza (quindi coscienza), e l’anima ne permette tale scambio!
Cosa fa funzionare il cuore con tutta la sua circolazione sanguigna, se non la scintilla divina? Possiamo pensare che siano le correnti elettriche cardiache a mettere in moto un meccanismo così perfetto e altrettanto delicato? E se fosse così: cosa attiva queste correnti elettriche: il caso, una pila o dell’altro?

Quale magico impulso dona la vita ad un ammasso di cellule?
In questa visione molto più completa (e responsabile), il cancro assume un aspetto decisamente differente: da massa che cresce caoticamente e casualmente, diventa una parte di noi che si ‘ribella‘ all’ordinamento assumendo una forma e una sua vita autonoma.
Ha senso allora distruggere con la chimica o con le radiazioni una parte di noi, se tutto poi è collegato? Bombardando con radiazioni o con chemioterapici un fegato canceroso, uccido anche tutte le altre cellule che non c’entrano nulla, debilito fortemente l’organismo e distruggo quel fondamentale terreno biologico del corpo umano, nel quale avvengono tutte le reazioni e trasformazioni cellulari di vitale importanza, predisponendo (il corpo) alle infezioni, e ad altre malattie.

Estirpando un tumore con la chirurgia, ad eccezione di alcune situazioni, viene certamente tolta la parte cosiddetta malata, ma vado all’origine del problema?
La matrice che ha originato e/o innescato tale crescita cellulare viene eliminata con la rimozione delle cellule oncologiche?
Assolutamente NO, e i dati ufficiali delle recidive e della mortalità parlano da soli.
La sopravvivenza a 5 anni dalla chemioterapia è intorno al 2%.
Significa che gli strumenti riconosciuti come validi e adoperati dalla medicina allopatica tutta, sono pericolosi per la salute stessa dei malati.
Ma se anche la chemio funzionasse (cosa che non è), non potrebbe mai e poi mai risolvere o portare alla cosiddetta guarigione, perché la guarigione non può avvenire dall’esterno, ma solo dall’interno.

Dall’esterno è possibile soltanto aiutare l’organismo a ripristinare alcune funzioni, a proteggere e rinforzare il corpo fisico, ma MAI guarire, perché la guarigione contempla l’equilibrio della triarticolazione dell’essere umano: corpo, anima e spirito.
La medicina ufficiale, come anche parte di quella alternativa, invece contempla SOLO l’aspetto fisico (sintomatologico, allopatico), tralasciando le altre due importantissime parti: l’aspetto emozionale e quello spirituale!
Basandosi solo sulla materia, (a cosa le lobbie mirano se non alla cosa più materiale che esista: il denaro?) e abbandonando gli aspetti sottili dell’essere, la medicina smembra e separa l’Uomo.
Come può allora curare una medicina materialista che crea solo separazione?

Da quando il filosofo matematico francese René Descartes (XVII° secolo) meglio conosciuto come Cartesio, ha spinto l’uomo occidentale a identificarsi con la propria mente invece che con l’intero organismo (Cogito Ergo Sum) possiamo dire che ha dato origine alla “separazione”, alla “divisione” dell’uomo che nel corso dei secoli ha portato alle specializzazioni mediche.
Prima il Medico era UNO e sapeva tutto o quasi (rispetto ai tempi ovviamente), poi è diventato specialista (cardiologo, urologo, ginecologo, pneumologo, ecc.) perdendo la visione totale. Tale frammentazione cartesiana assieme alla concezione meccanicistica ha portato a quello che oggi possiamo assistere ogni giorno in ogni ambulatorio: il cardiologo che non sa nulla della prostata e l’urologo che non sa nulla del cuore; il dermatologo che conosce solo la pelle e il ginecologo solo gli organi sessuali.

Possiamo chiamarla scienza?
Se allora in un contesto più ampio e globale, si tiene in seria considerazione oltre alla parte fisica (certamente importante) soprattutto la parte emozionale (corpo animico) e quella spirituale (l’essenza divina) potremo seriamente “rischiare” di guarire, mettendo in crisi le lobbies del farmaco.
Il tumore (ad eccezione dei bambini, che tocca aspetti molto più esoterici ed occulti) è una parte di noi che ci sta segnalando - anche a rischio della propria vita - attraverso il corpo fisico, un qualcosa che abbiamo perduto (equilibrio) o che ci siamo dimenticati, o che non vogliamo vedere e affrontare.
Ma non ci sono alterative: quando fa la sua comparsa una massa cellulare dobbiamo CAMBIARE qualcosa (l’aspetto emozionale, lo stile di vita, i rapporti famigliari e interpersonali, l’alimentazione, ecc.). La guarigione è sempre e solo cambiamento, mentre la stasi è la morte!

La malattia in generale ci da l’opportunità di cambiare qualcosa di noi, dentro di noi ed esternamente nei rapporti con l’altro (il fuori). Sta a noi comprenderlo oppure no.
Certamente è più facile seguire i dettami dell’‘esperto’ di turno, cioè il medico, ma purtroppo o per fortuna, non è il medico che sta vivendo la malattia, non è il medico che rischia di morire, come non è il medico che DEVE capire qualcosa e cambiare.
La funzione principale del medico dovrebbe essere quella di accompagnare l’assistito aiutandolo nella maniera più congeniale e consona al suo essere: dare una dieta sana, aiutare a rinforzare il sistema immunitario, ovviamente assistere in caso di pericolo, e se all’occorrenza prescrivere una cura di emergenza, ecc.

Oggi tutto questo rappresenta un’utopia: il medico è quello che prescrive farmaci (spesso pure sbagliando) da mattina a sera, parla con gli informatori medici (i très d’union con le lobbies) più che con le persone che ne avrebbero veramente bisogno, ascoltando i loro problemi come un vero e proprio confessore, e manda infine dallo specialista per quello o per quell’altro problema, perché non rientra nel suo campo di azione.
In una simile situazione di separazione e di totale assenza di Amore, pretendiamo veramente di guarire?
Certamente no, e infatti la malattia (questo disagio dell’anima) è sempre più presente nella nostra società moderna.

Cosa fare allora? Ovviamente non può esistere un decalogo che vada bene per tutti, questo perché ognuno di noi è una individualità (essenza spirituale) unica e irripetibile, eppure ci sono delle cose che certamente possono aiutare, sia nella prevenzione che nel miglioramento dello stato generale dell’organismo.

Partendo dal fisico, è di fondamentale importanza l’alimentazione.
Essendo fatti da ciò che mangiamo, il cibo assume un ruolo di vitale importanza: alimenti sani, vivi (cioè con tutta l’energia della pianta), biologici o meglio ancora biodinamici, privi di additivi e sostanze chimiche di sintesi.
L’acqua è la fonte primaria di vita, assieme alla luce e al calore, che permette tutte le reazioni organiche, per cui è necessario bere molta acqua pura (non di bottiglia) ogni giorno e lontano dai pasti. Secondo le ricerche dell’ingegner francese Louis-Claude Vincent un’acqua ottima dev’essere leggermente acida (più o meno pH 6) e con pochissimi sali minerali sciolti. Se qualcuno pensa che i sali minerali dell’acqua siano utili sta sbagliando di grosso, perché l’organismo non è in grado di assimilare se non l’1% dei minerali, il resto si deposita nelle articolazioni, nel fegato, reni, ecc.
Gli unici sali minerali organici (cioè biocompatibili) assimilabili dall’uomo, sono quelli che sono stati prima vegetalizzati, cioè sono passati attraverso le radici di una pianta (frutta, verdura, ecc).
Un’acqua pura bevuta spesso nell’arco della giornata permette lo scambio e le reazioni cellulari, agevolando l’emissione delle tossine che si depositano.

Il corpo animico invece, altrettanto importante di quello fisico, riguarda l’aspetto emozionale.
Una emozione negativa mal vissuta o vissuta fortemente e nell’isolamento è causa di notevoli e gravissime (alle volte mortali) problematiche.
Ecco perché è di notevole importanza come noi esprimiamo e viviamo le esperienze che ci vengono incontro (dalle più banali agli shock più intensi).
Le conoscenze iniziatiche del passato possono essere d’aiuto: liberare le emozioni, pensare fino in fondo e mantenere in equilibrio pensare, sentire e volere (i tre aspetti dell’anima), e soprattutto da non sottovalutare, la potenza della ‘benedizione’.
La liberazione emozionale può avvenire attraverso l’arte, sotto ogni forma (arte, pittura, musica, recitazione, ecc.), il cambiare il modo di pensare è invece un passaggio lento e comporta esercizi costanti che poi divengono automatici, come pure l’equilibrio della triarticolazione animica.

Per la benedizione si possono citare le ricerche scientifiche moderne che hanno dimostrato come il DNA e le cellule umane sono in diretta comunicazione con le emozioni che proviamo: per ogni emozione (non fisica), il corpo (fisico) crea una risposta chimica corrispondente: se l’emozione è negativa la risposta chimica sarà negativa e viceversa.
La benedizione (benedire
à bene-dire, dire-bene) è una qualità di pensiero/emozione/sentimento che permette di ridefinire (dare il giusto valore) quello che proviamo rispetto a qualcosa che ci sta facendo soffrire o che ci ha fatto soffrire.
La vera benedizione apre un canale attraverso il quale le influenze del Cielo possono scendere sulla terra, cioè l’invisibile si fa visibile! Si tratta di conoscenze gnostiche, di magia bianca, e l’efficacia in questo caso è tanto più forte quanto l’essere umano che la compie è disinteressato e puro, padrone di sé stesso.
Per rilasciare le nostre emozioni, per farle perdere di forza, dobbiamo riconoscere (bene-dire) tutti gli aspetti della sofferenza (chi la genera e chi la subisce, per esempio noi stessi in caso di malattia). Il suo ruolo centrale è di liberare le esperienze dolorose, qualsiasi esse siano, e soprattutto di assumere il potere (responsabilità) di lasciare andare le ferite più profonde e i sentimenti non risolti.

Io benedico______________________
(nome della persona, della causa della sofferenza, di noi stessi, ecc.)

Troppo semplice? Forse, ma come dice Gregg Braden nel suo libro “La scienza perduta della preghiera”: «uno strumento può essere facile o difficile a seconda di come noi lo concepiamo», e come lo realizziamo.
Quando nella nostra esperienza di vita riusciamo ad andare oltre il concetto di giusto o sbagliato, di bene e male, ritroveremo il nostro massimo potere di elevarci al di sopra di ciò che ci ha feriti!

«Se porterete alla luce quello che è dentro di voi, quello che porterete alla luce vi salverà. Se non porterete alla luce quello che è dentro di voi, quello che non porterete alla luce vi distruggerà». Vangelo di Tommaso

Il corpo spirituale, l’essenza divina, è ovviamente inattaccabile dall’esterno, ma certamente può essere accarezzato, coccolato da pensieri, comportamenti e azioni di tipo spirituale.
Sta quindi a noi, nel caso di una malattia, rifiutarla facendo finta di non vederla, curarla con le metodologia della medicina allopatica (eliminando il sintomo) o prendere in mano la nostra vita effettuando un CAMBIAMENTO interiore.

www.disinformazione.it

martedì 24 novembre 2009

El cambio climático con el culo al aire. Lee tú mismo los correos

El ya llamado caso “Climategate”, que explotó el pasado 20 de noviembre, ha saltado a los medios de comunicación de masa porque sus proporciones son sísmicas.

El 20 de noviembre de 2009, emails y documentos de la Unidad de Investigación sobre el Clima en la Universidad de East Anglia descubren la falsedad de la teoría del calentamiento global causado por el hombre dejando claras algunas cosas:

  1. Que existen acuerdos secretos para manipular los datos de forma que la tendencia al calentamiento aparezca como una conclusión inapelable
  2. Se ocultan datos que no encajan con la teoría del calentamiento global
  3. Se desvelan acuerdos secretos para eliminar del proceso científico a los críticos del la teoría por medio de apartarles de procesos y publicaciones
  4. Se ocultación el Período Cálido Medieval para que el calentamiento actual aparezca como algo preeminente y único
  5. Algunos correos muestran la alegría de algunos investigadores por la muerte de John Daly, un conocido escéptico australiano
  6. Muchos de los científicos que escriben los e-mails dudan de parte de lo que postulan, pero ocultan al público sus dudas tras alcanzar acuerdos de no divulgación de otra verdad que no sea la oficial

Unos ejemplos:

Phil Jones escribe a la Universidad de Hull para intentar detener a su colega escéptica Sonia Boehmer Christiansen;

Michael Mann explica cómo destruir una revista que ha publicado documentos científicos sobre el clima elaborados por escépticos;

El propio Mann en otra carta dice que se pondrá en contacto con la cadena británica BBC para averiguar por qué permitió la publicación de un artículo vagamente escéptico;

Otro correo desvela que una carta de defensores del calentamiento global provocado por el hombre enviada a The Times fue redactada con la inestimable ayuda de Greenpeace…


Enlaces a libertad digital
Enlace a CNN

El País

Enlace a Fox News
The Guardian

¿Quieres leer tú mismo esos correos? Haz clic aquí y aplica el google traductor. Tendrás una entretenida sesión y creerás que esa película ya la has visto pero resulta que no es una película. En Diciembre, en Copenhagen, “la elite” se reunirá para decidir nuestro futuro con toda la justicia “climática” que les caracteriza.

Il Riscaldamento Globale è una truffa? Gli hackers fanno luce su retroscena sconosciuti

Scritto da Corrado Fronte
Monday 23 November 2009
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Il Dr. Patrick J. Michaels
Gli hackers hanno sottratto centinaia di e-mail e documenti da un computer server della British University. Secondo il The New York Times essi dimostrerebbero che climatologi inglesi ed americani hanno cospirato per manipolare i dati climatici ed esagerare l’influenza dell’uomo. L’accusa riguarda in particolare il Dr. Michael Mann, famoso per aver inventato il grafico a “mazza da hockey” (riscaldamento improvviso incontrollabile incombente), il quale ammette di aver usato dei trucchi (tricks) per manipolare i dati. Eppure questo argomento è tuttora il cavallo di battaglia dei sostenitori del protocollo di Kyoto.

L’articolo è scritto da Andrew C. Revkin e pubblicato il 20 novembre da The New York Times, e qui ne diamo un ampio resoconto.

Secondo l’articolo, nei messaggi e-mail sottratti ed attribuiti ad importanti ricercatori inglesi ed americani, si discute sull’ opportunità di divulgare o meno certi dati scientifici, si scambiano opinioni su come meglio combattere gli argomenti degli scettici, aggiungendo commenti casuali, in qualche caso derisori, su specifiche persone conosciute per il loro punto di vista scettico. Ad esempio in un messaggio e-mail uno scienziato scrive di aver usato un trucco statistico in un grafico che illustra un recente marcato riscaldamento tendenziale. In un altro messaggio uno scienziato definisce gli scettici sul clima degli “idioti”.

Alcuni “scettici” asseriscono che la corrispondenza rivela uno sforzo per nascondere informazioni scientifiche. «Questa non è una pistola fumante; questo è un fungo atomico», ha dichiarato Patrick J. Michaels, un climatologo molto criticato nei documenti sottratti perché ha a lungo smentito le affermazioni che indicano l’uomo come responsabile del riscaldamento globale. Questi scienziati si sentirebbero assediati dagli scettici, e preoccupati che qualche commento o qualche dato imprevisto possa essergli rivolto contro.

In diversi scambi di e-mail il Dr. Kevin Trenberth, climatologo del National Center for Atmospheric Research, ed altri scienziati, tutti schierati con l’IPCC, discutono sulla incapacità di comprendere le recenti variazioni di temperatura. Il Dr. Trenberth ha scritto: «Il fatto è che non possiamo dare spiegazione della attuale mancanza di riscaldamento globale.» E di fronte alla divulgazione delle e-mail ha dichiarato di essere rimasto sconvolto. Ma, ha aggiunto, le rivelazioni potrebbero ritorcersi contro gli scettici. Secondo lui i messaggi mostrerebbero l’integrità degli scienziati, anche se certi commenti si prestano ad una interpretazione sfavorevole.

Le rivelazioni sono destinate a gonfiare il pubblico dibattito in quanto centinaia di negoziatori si preparano a definire un accordo internazionale sul clima nel meeting di Copenaghen, il prossimo mese, e secondo alcuni la coincidenza non sarebbe casuale. Ma, secondo l’autore dell’articolo, la teoria che postula un crescente contributo umano al riscaldamento globale è così ampiamente accettata da far ritenere difficile che il materiale sottratto dagli hackers possa eroderne le basi. Comunque il documento certamente solleverà dubbi sulla qualità della ricerca, su alcuni problemi specifici e sui comportamenti di certi scienziati.

Molti scienziati contattati da The New York Times hanno confermato di aver scritto o ricevuto certe e-mail dell’archivio sottratto. In uno scambio di e-mai del 1999 riguardante grafici che mostravano configurazioni climatiche nei due passati millenni, Phil Jones, da lungo tempo dedito alla ricerca climatica alla East Anglia Climate Research Unit, disse di aver usato un “trick” (trucco), già impiegato da un altro scienziato, Michael Mann, per nascondere il declino delle temperature. Il Dr. Michael Mann, professore alla Pensilvania State University, ha confermato in una intervista che il messaggio e-mail è autentico. Ma che la scelta delle parole del suo collega era stata infelice; infatti gli scienziati spesso usano la parola “trick” per indicare una buona strada per risolvere un problema, «e non qualcosa di segreto». La questione riguardava due serie di dati impiegati da entrambi in due studi. Un set di dati mostrava gli effetti a lungo termine della temperatura sugli anelli degli alberi; l’altro le letture termometriche degli ultimi 100 anni. Nell’ultimo secolo gli anelli degli alberi e l’aumento di temperatura vanno di pari passo, fino al 1960 quando alcuni anelli degli alberi, per ragioni sconosciute, non mostrano più un aumento mentre i termometri continuano a registrarlo. Ma il Dr. Mann ha ribattuto che l’affidabilità degli anelli degli alberi era già stata messa in dubbio, tanto che essi non furono più messi in relazione con le fluttuazioni di temperatura. Inoltre precisò che l’abbandono dell’uso degli anelli degli alberi non era mai stato nascosto tanto che è presente nella letteratura scientifica da più di 10 anni. «Sembra una cosa compromettente, ma se ti rendi conto di cosa si tratta, vedi che in realtà è una cosa da nulla». In aggiunta studi indipendenti su altre misure indirette delle fluttuazioni di temperatura si accordano ampiamente con i dati termometrici che ne mostrano un aumento. Il dott. Phil Jones, autore del messaggio e-mail, ha invece rifiutato di essere intervistato.

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Ma noi non possiamo non sottolineare che le elucubrazioni sugli anelli degli alberi, ora screditate, sono state la base per il grafico a “mazza da hockey” adottato dall’IPCC per la campagna di terrorismo climatico. Secondo il Dr. David Evans, una previsione più ragionevole è un aumento molto più contenuto, rappresentato nel grafico dalla curva ondulata.

Molti scienziati il cui nome compare nei messaggi e-mail hanno commentato che questi rivelano solamente che anche gli scienziati sono esseri umani; però non hanno fatto nulla per minare la sostanza della ricerca sul riscaldamento globale. «La scienza non funziona grazie al fatto che siamo tutti delle care persone» ha detto Gavin A. Shmidt, climatologo della NASA, autore di molte delle e-mail sottratte. «Newton sarebbe potuto essere un asino, ma la teoria della gravità ancora funziona».

Il Dr. P.J. Michaels, il climatologo critico nei confronti del IPCC, ha detto che inizialmente il suo impulso era stato di ignorare la corrispondenza, classificandola «semplicemente come il modo con cui gli scienziati conversano tra loro». Ma dopo aver letto con più attenzione, ha avuto l’impressione che parte della corrispondenza rifletteva uno sforzo per bloccare la diffusione di dati ed impedirne una valutazione indipendente. Ha aggiunto che alcuni messaggi miravano screditarlo, contestando la veridicità delle sue dissertazioni all’Università del Wisconsin. «Questo dimostra che questa gente vuole distorcere le regole, e compromettere seriamente la reputazione di altre persone».

Patrick J. Michaels, Ph.D. Climatology, (born February 15, 1950) is a Senior Fellow at the Cato Institute and a retired Research Professor of Environmental Sciences from the University of Virginia. He is a former state climatologist for Virginia, a position he was appointed to in 1980 and resigned from in 2007 amid uncertainty over whether he still officially retained the position

Come riferimento vedi pure i seguenti articoli

http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=26037

http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=25137

lunedì 23 novembre 2009

IL PERICOLO BIODEGRADABILE DEI FESSI


DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info/

Dov’è l’attentato alla democrazia in Italia? Dove? Qualcuno me lo spiega? L’assioma del partito Antonio Di Pietro-editoriale l’Espresso è che l’operato di Silvio Berlusconi lo sia. Ma come può essere un attentato alla democrazia qualcosa che nell’arco di una singola legislatura può essere cancellato dalla Storia del Paese? Basta cambiare governo, avere una maggioranza discreta in parlamento, e sostanzialmente non c’è atto dell’odiato Cavaliere che non possa essere consegnato ai brutti ricordi. Come può essere un “pericolo per la democrazia” qualcosa che la democrazia può curare in pochi mesi?

Gli attentati, quelli veri, non si cancellano. Provate a resuscitare i torturati a morte di Pinochet, o a far risorgere le Torri Gemelle con le sue 3000 vite.

Provate a cancellare il vero attentato alla democrazia italiana e di tutto il mondo che ho divulgato in ‘Il Trattato di Lisbona’, ‘Ecco come morimmo’ e ‘Questo è il Potere’. Provate a fermare la privatizzazione dell’acqua – che è come se ci privatizzassero i globuli bianchi, poiché in assenza sia della prima che dei secondi il corpo umano semplicemente muore – quando passerà l’accordo GATS in sede Organizzazione Mondiale del Commercio, che ammanetta qualsiasi governo al mondo. Provate a reclamare contro una legge sovranazionale vincolante promulgata dalla Commissione Europea che nessun cittadino elegge (e come la cambi?), ma che è oggi il nostro vero governo, e che risponde solo alle lobby che ho descritto. Provate a bloccare la mano di un Sovereign Fund straniero che decida di sfilare dalla nostra economia una ventina di miliardi di euro in un attimo, fermando nella polvere aziende, posti di lavoro, il futuro di esseri umani come me e voi. Provate a resuscitare 34 anni di morte della democrazia partecipativa decisi dalla Commissione Trilaterale in privato.

E allora, di cosa si va blaterando su una marea di blog, video, serate coi ‘paladini’, e dirette Tv del giovedì? Attentato a che? Alla nostra intelligenza… ecco, quello sì.

Se Silvio Berlusconi attacca la democrazia, è però biodegradabile dalla democrazia. Il vero Potere no. Quello no!

Non possiamo continuare a essere dei fessi che sbraitano contro gli spaventapasseri per pompare a dismisura i conti in banca e gli ego di Grillo, Travaglio, Di Pietro e soci. Ma vi volete svegliare?

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info/
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=155
23.11.2009

Virus che mutano, tra realtà e finzione

Cosa succede in Norvegia? Il virus è mutato? E che succede al nostro vice ministro per la salute Fazio, è diventato schizofrenico affermando che c'è il pericolo che il virus muti e che bisogna per questo portare avanti la campagna di vaccinazione?

Vaccinarsi contro un virus per evitare che una sua nuova forma più aggressiva faccia vittime? Ma contro un nuovo virus bisognerebbe creare un altro vaccino, testarlo, sperimentarlo, verificarne l'efficacia in tempi rapidissimi, non certo utilizzare il vecchio vaccino. Sarebbe un po' come utilizzare il vaccino messo a punto l'anno scorso per prevenire l'infezione causata dal ceppo influenzale che circola quest'anno.

A chi vogliamo prendere in giro?

Siamo vicini al picco, con circa 2 milioni e 300 mila casi di infettati, ma l’influenza A H1N1 ha un tasso di mortalità 40 volte inferiore a quella stagionale” ha infatti affermato Ferruccio Fazio fornendoci così un ottimo motivo per non vaccinarci.

Ma poi ha affermato anche che “bisogna fare in modo che il virus H1N1 non si trasformi, incontrando quello dell’aviaria, in un virus ancora più pericoloso. Per questo bisogna immunizzare anche i bambini”, insistendo quindi con questo assoluto non senso biologico: un vaccino contro un virus che verrebbe somministrato per difendere la gente da un altro virus la cui eventuale comparsa è al momento una pura ipotesi e la cui esatta tipologia è assolutamente incognita.

Ma scusate, dico io, dove dovrebbe capitare questo incontro dei due virus: in una piazza, al mercato, alla stazione dei treni? No di certo, caso mai dovrebbe succedere che un essere umano contagiato dall'influenza suina si trovi in allevamento di volatili, e giocando e sguazzando nella cacca degli uccelli si becchi anche il virus dell'aviaria.

Il fatidico incontro tra i due virus (il primo molto contagioso ed il secondo molto pericoloso) dovrebbe infatti avvenire in qualche essere animato all'interno del quale la ricombinazione genetica potrebbe verificarsi, ma i pochi casi di contagio umano col virus dell'aviaria (virus pericoloso ma poco contagioso) si sono verificati in quei paesi in cui c'è un'assoluta promiscuità di volatili di allevamento e uomini, ed in cui sono poco rispettate certe elementari norme igieniche. Diciamo pure che nel corso degli ultimi lustri nessuno dei nostri allevatori di galline è stato contagiato dall'aviaria e quindi vorrei capire di che pericolo si stia parlando.

Eppure non è il primo il nostro vice ministro Fazio, ad esprimere questa preoccupazione riguardo alla ricombinazione dei due virus, e la cosa dà molto da pensare per tutta una serie di motivi.

Il primo è che proprio nel marzo del 2009 c'è stata una contaminazione col virus dell'influenza aviaria di 72 kg di materiale per i vaccini contro la normale influenza stagionale, e la contaminazione non può essere stata accidentale. Che anche questa volta alcuni lotti di vaccini siano stati appositamente contaminati con un agente molto pericoloso (magari una ricombinazione suino-aviaria creata in laboratorio) non è quindi da escludere.

Il secondo è che diverse persone denunciano che questa ricombinazione potrebbe essere innescata dai vaccini, e che anzi i vaccini sarebbero stati studiati appositamente a questo scopo. Del resto il fatto che il vaccino Pandemrix sia un vaccino anche contro l'influenza aviaria è una cosa molto sospetta (anche se la giustificazione ufficiale ovviamente sarà che "prevedendo l'eventuale e pericolosa ricombinazione genetica dei due virus l'azienda farmaceutica ha provvidenzialmente provveduto in anticipo a studiare un tipo di immunizzazione che ..." ).

Il terzo è che proprio Fazio ha recentemente confuso (lapsus freudiano?) la parola virus con la parola vaccini e che ci sono altri indizi che potrebbero confermare l'ipotesi della possibile presenza di un agente biologico nei vaccini. Anche J. Moshe, biologo israelo statunitense, lo ha denunciato. Del resto, anche se ciò non fosse, agenti infettivi creati in laboratorio potrebbero essere diffusi anche con altri mezzi.

Il quarto è che lo studio di un agente di guerra biologica basato sul virus dell'aviaria sembra sia una realtà (e non una pura fantasia) all'interno dei progetti di guerra biologica dei laboratori militari statunitensi. E che dire del fatto che l'azienda Sanofi Pasteur abbia realizzato un vaccino contro un nuovo ceppo di influenza aviaria? E che abbia un contratto miliardario col ministero della salute statunitense per la realizzazione di un enorme stock di tali vaccini (comunicato stampa della Sanofi Pasteur, 28 aprile 2008)? E che abbia per giunta regalato 60 milioni di dosi all'ONU da tenere come scorta nel caso scoppiasse un'epidemia nei paesi sottosviluppati (comunicato stampa della Sanofi Pasteur, 16 giugno 2008)?

Chissà poi se era quello il vaccino testato sui barboni polacchi in cambio di una "ricompensa" di 3 euro e che ha causato la morte di alcuni di loro, probabilmente no lo sapremo mai.

Se non avete ancora compreso di cosa stiamo parlando occorrono alcune spiegazioni. Come già detto l'aviaria è poco contagiosa, ed una riserva di vaccini dell'ordine delle decine di milioni di dosi non ha alcun senso: un'epidemia di aviaria, del ceppo attulamente circolante e del quale da molto tempo non si sono osservate mutazioni, non può materialmente verificarsi per la scarsa contagiosità (almeno tra gli uomin) di questo virus.

E quindi questo vaccino dovrebbe per logica essere un vaccino contro una forma ben differente (ovvero molto contagiosa, capace di creare una reale pandemia) di influenza aviaria. Ma siccome non si può fabbricare un vaccino se non esiste già il virus (i vaccini non si possono creare andando per ipotesi e supposizioni) ciò vuol dire che molto probabilmente la forma mutata del virus dell'aviaria è stata già creata, in qualche laboratorio militare si presume. E come si può creare una variazione altamente contagiosa dell'aviaria? Semplice, utilizzando una parte del materiale genetico della suina, che è molto contagiosa!

Sono solo supposizioni, lo so, ricostruzioni indiziarie, lo so, però come spiegare altrimenti tutte queste stranezze?

Insomma, negli anni scorsi nessuno ha mai posto il problema della variazione letale del virus influenzale, nessuno ha mai lanciato allarmi per il riscontro di una qualche mutazione nel corso di un'epidemia, probabilmente nessuna istituzione sanitaria ha mai monitorato con tale preoccupazione l'evolversi della diffusione di una banale influenza.

E adesso tutto d'un tratto si paventa il peggio, anche se le mutazioni NEL CORSO DI UN'EPIDEMIA sono benigne (il virus è "furbo" e sa bene che per sopravvivere non può diventare ancora più virulento ed uccidere le persone delle quali si nutre e si serve per riprodursi).

Come afferma infatti Rony Brauman, medico di fama mondiale ed ex direttore dell'organizzazione Medici senza Frontiere:

"Vi ricordo che decenni dopo decenni se vi è mutazione, questa mutazione è stata di una virulenza di ordine decrescente! Dunque io non ho paura di questa influenza e trovo che vi sono delle strategie della paura che sono, sicuramente sincere, ma precipitate. Io non mi vaccinerò e non incoraggerò i miei figli, che sono maggiorenni, a farlo."

Fazio afferma anche quanto segue: “Nel 1918, la Spagnola uccise nel secondo anno e nel ‘68 accadde la stessa cosa perché questi virus possono mutare. Per questo motivo andiamo avanti con la campagna di vaccinazione che interesserà anche i bambini sani”. Affermazione da prendere con le pinze sia perchè quella del 1918 fu una "epidemia" molto strana, diffusasi in seguito ad una campagna di vaccinazione a livello globale (guarda un po', la storia che si ripete?), sia perchè negli stati (come la Grecia) dove non avvenne la campagna di vaccinazione non ci fu nemmeno l'epidemia di "spagnola".

E l'epidemia del 1968 (asiatica)? Bene, sul primo sito che ho consultato (wikipedia) ho trovato quanto segue

Fu causata dal virus H2N2 (influenza di tipo A), isolato per la prima volta in Cina nel 1954. Nello stesso anno fu preparato un vaccino che riuscì a contenere l'epidemia. Più tardi mutò nel virus H3N2, che causò una pandemia più leggera negli anni 1968-1969.

Toh guarda, una mutazione che causa una pandemia più leggera! I conti non tornano?! ...

E guarda un poco cosa è successo col virus dell'asiatica:

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha diffuso un allarme mondiale: 3747 laboratori di tutti i continenti (c’è anche l’Italia) hanno ricevuto per errore campioni del virus H2N2, responsabile tra il 1957 ed il 1968 della terribile epidemia di influenza asiatica che causò la morte di 4 milioni di persone. Rimettere in circolo il virus potrebbe scatenare una nuova pandemia. Per scongiurare il pericolo, le autorità sanitarie degli Stati Uniti hanno ordinato ai 18 laboratori che hanno ricevuto i campioni di distruggerli immediatamente.

Guarda guarda ...

A questo punto è lecito supporre che se mutazione aggressiva ci sarà, essa sarà artificalmente creata, a prescindere dal fatto che sia diffusa tramite i vaccini o tramite irrorazioni aeree (che in ogni caso contribuiscono a deprimere il nostro sistema immunitario esponendoci così al pericolo delle infezioni). D'altronde anche il virus A/H1N1 è (a detta di molti esperti e della dottoressa Forcades) un virus creato in laboratorio.



Continuiamo adesso a discutere di questa storia del virus mutato e di quanto sta avvenendo in Norvegia con la traduzione (leggermente adattata) dell'articolo bild newspaper spreads fear with "mutated-virus" in Norway.

Bild, il famoso giornale tedesco, sta esagerando il pericolo di un virus mutato in Norvegia che sembra abbia ucciso due persone.

Simili mutazioni sono state riscontrate in Brasile, Cina, Messico, Ucraina e Stati Uniti, riporta il quotidiano Bild, ma nessuna di esse fino adesso si è dimostrata letale, e questo è un fatto che Bild omette di dire.

La notizia riportata da Bild sembra che si inquadri in un a nuova campagna coordinata dei media di regime europei per impaurire la gente e spingerla a richiedere i vaccini non testati per l'influenza suina, sebbene tali vaccini non possono offrire alcuna protezione se il virus è mutato.



... e terminiamo con articolo tratto dal blog Alice oltre lo specchio

Influenza A: virus mutato, più pericoloso?


E' da mesi che si parla della possibilità che il virus dell' Influenza Suina possa mutare, diventando più pericoloso.

Si diceva la stessa cosa pure del Virus dell' Influenza Aviaria ... e sappiamo tutti com'è finita la faccenda: migliaia di allevamenti di pollame (in gran parte piccoli allevamenti e soprattutto con polli allevati a terra) sul lastrico, tanta paura e spese dei governi per…nulla!

Spesso viene ripetuto che ci si debba vaccinare per l'Influenza Suina, anche se la malattia è meno grave della comune influenza mentre il vaccino è poco testato ed ha importanti effetti collaterali, per proteggersi da eventuali mutazioni del virus che lo renderebbero più aggressivo, ma ciò NON HA SENSO, poiché:

* da un lato i virus influenzali hanno la caratteristica di mutare di continuo (per questo ogni anno ci si ammala di influenza),

* d'all'altro i vaccini NON funzionano se il virus è mutato (per questo ogni anno vengono prodotti e somministrati NUOVI vaccini per l'influenza stagionale, nonostante comunque i vaccini per l'influenza stagionale siano meno efficaci di una corretta igiene unita a buone dosi di vitamina C e D..).

Allora per quale motivo l'OMS ( e quindi anche gli organi delle varie nazioni) continuano su questa falsa riga?

Che siano così ignoranti da non conoscere le basi della medicina, dell'infettivologia e del funzionamento del sistema immunitario (e quindi dei vaccini che promuovono)?

Oppure è un tentativo di utilizzare lo stesso quelle centinaia di migliaia di confezioni di vaccino, fatte comprare a caro prezzo agli stati, e che i medici si ostinano a sconsigliare ai pazienti (in Italia sembra che gran parte dei medici sconsigli la vaccinazione ai pazienti, e anche nel resto del mondo la situazione è simile)?

Oppure dietro ci sono interessi ancor più grossi ed inquientanti? Come si suol dire: "a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca".

Ora vi lascio ad un articolo giornalistico su questa "mutazione del virus"; in coda commenterò tale articolo facendo notare le incongruenze e metterò ulteriori link di approfondimento su Influenza Suina, Vaccinazioni ecc..

Influenza A: casi di mutazione del virus rilevati in Norvegia (enfasi aggiunta)

Le autorità sanitarie norvegesi hanno reso noto oggi di aver individuato una mutazione potenzialmente rilevante del virus H1N1, che potrebbe essere associata a sintomi più gravi della malattia nei soggetti colpiti.

"La mutazione potrebbe avere effetti sulla capacità del virus di penetrare più in profondità nel sistema respiratorio, causando perciò una malattia più grave", si legge in una nota dell'Istituto di Sanità Pubblica norvegese.

Secondo le autorità, però, non c'è ragione per temere che la mutazione abbia effetti sull'efficacia dei vaccini o dei farmaci antivirali prodotti da società farmaceutiche come Roche, GlaxoSmithKline, Novartis e AstraZeneca.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha spiegato che la mutazione non sembra essere diffusa in Norvegia e che il virus, nella sua forma mutata, rimane comunque sensibile ad antivirali e vaccini.

Una mutazione simile, ha aggiunto l'Oms, è stata rilevata nel virus H1N1 che circola in altri Paesi, come Cina e Stati Uniti, sia in casi gravi che in casi non gravi.

"Anche se le indagini sono tuttora in corso, al momento non c'è nessuna evidenza che le mutazioni porteranno ad un aumento dei casi di infezione... o dei decessi", si legge in una nota dell'Oms.

Nel mondo le vittime del virus H1N1 sono almeno 6.770.
In Italia, i decessi correlati all'influenza A sono 68, in base ai dati resi noti oggi dal ministero della Salute in una nota, mentre le persone vaccinate sono quasi 170.000.

Nell'articolo giornalistico riportato qui sopra ho sottolineato i punti da analizzare:

Prima si parla di una "mutazione potenzialmente rilevante del virus H1N1" e si dice che "potrebbe essere associata a sintomi più gravi della malattia" (con ciò si vuole richiamare alla mente del lettore la massa di annunci riguardo alla possibilità, del tutto ipotetica ma paventata come fortemente possibile, che il virus muti e diventi estremamente pericoloso), e nella riga seguente si rincara la dose riguardo ai pericoli di questa mutazione…

Subito dopo si dice che però "non c'è ragione di temere che la mutazione abbia effetti sull'efficacia dei vaccini o degli antivirali" (e si fa una lista delle Case Farmaceutiche produttrici: quasi come a suggerire che solo i vaccini prodotti da loro siano ancora efficaci...ricordiamoci che le case farmaceutiche sono aziende e un po' di pubblicità non guasta mai..) e nella riga seguente si dice che l'OMS rassicura anch'essa sul fato che, nonostante la mutazione, vaccini e antivirali funzionano lo stesso (non si capisce se è appena stata scoperta quando e dove abbiano avuto il tempo di accertarlo con i dovuti test! Poi ho già detto che i vaccini nella gran parte dei casi sono inefficaci se il virus muta e ancor più spesso ciò capita con vaccini composti con frammenti virali e non virus intero inattivato, e i vaccini per la suina che vengono somministrati alla popolazione sono di questo tipo).

Poi l'articolo continua dicendo che "non c'è nessuna evidenza che le mutazioni porteranno ad un aumento dei casi di infezione..o dei decessi", cosa molto sensata visto che appunto è una caratteristica di TUTTI i virus influenzali mutare, e generalmente tali mutazioni non rendono però il virus più pericoloso…

Peccato che poche righe più su è stato fatto capire che la mutazione potrebbe rendere la malattia più grave! DECIDETEVI!
Questa è una comunicazione schizofrenica e insensata, e ci viene propinata da mesi in TV e sui giornali.

Da un lato si fomenta il panico e dall'altro, spesso nella stessa notizia, si rassicura!
Prima si dice che il virus è blando e poi che è letale!
Cos'è, una nuova tattica o semplice incompetenza?
Sarà pure dietrologia ma io tendo a pensar male...

La verità, che i medici di famiglia sanno e dicono ai loro pazienti, è che il virus dell'Influenza Suina è meno letale dell'influenza stagionale ma più contagioso soprattutto fra i giovani, e che non c'è ragione di temere una mutazione naturale che lo renda una nuova spagnola, come non c'è ragione di credere che il vaccino disponibile ad oggi sia efficace su un virus mutato.

Entrambi i casi potrebbero anche capitare, ma sono decisamente improbabili e non certo prevedibili, poi qualsiasi virus influenzale ha la stessa remota possibilità di mutare in un virus letale ...

Per questo (e non solo) i medici stanno sconsigliando il vaccino!

L'articolo si conclude con la consueta conta dei morti in Italia (68) e nel mondo (6770), omettendo di dire che solo in Italia muoiono ogni anno circa 8000 persone di Influenza Stagionale e che sia per la Suina che per la comune Influenza chi muore generalmente ha già patologie gravissime in atto.

Spero di essere riuscita a mettere in luce il grado di manipolazione che i media hanno quando espongono le notizie, oltre ad aver fatto chiarezza su alcune questioni inerenti alla Suina.

Il tema dell'Influenza Suina e di cosa ci sta dietro è stato trattato sotto vari aspetti da altri meglio di me, quindi mi limiterò a inserire qui un po' di link utili per approfondire l'argomento e permettervi di formare da soli una vostra opinione (quindi segnalerò link che propendono per teorie diverse, alcune ampiamente provate ed altre per cui ci sono più che altro indizi); da parte mia credo che sia logico supporre come minimo che dietro questa gigantesca opeazione di Terrorismo Psicologico Globale ci siano enormi interessi finanziari delle case famaceutiche, che con i loro introiti multimiliardari hanno tutto il potere di far dire all'OMS praticamente ciò che gli fa comodo.. Così si è trasformata una banale influenza in una pandemia letale e si consiglia di vaccinare migliaia di persone con vaccini tossici e probabilmente inefficaci...

Ma non nego che dietro questa colossale operazione ci possano essere anche altri interessi e altri piani ancor peggiori: questa gente non fa mai le cose per un unico motivo, ed inoltre hanno un'innata tendenza al sadismo distruttivo e alla psicopatia....




Link di approfondimento sull'Influenza Suina:

- "Influenza A: idee confuse nei media",

- Dossier sull'Influenza Suina del Blog "La Scienza Marcia e la Menzogna Globale:
Link versione da leggere online
Link versione scaricabile

(molti altri articoli sull'Influenza Suina sono presenti sul blog scienzamarcia)

- Dossier sul Vaccino (per l'Influenza Suina), della dottoressa Forcades Vila:
Link: italianoInfluenzaAForcades.pdf

- Dossier sull' Influenza Suina, di Jean Jacques Crèvecoeur:
Link: InfluenzaSuina.pdf

- Dal sito http://www.disinformazione.it/
Link "Pagina malasanità"
Link "Pagina Vaccinazioni"

Vi lascio con un'amletico dilemma:
Suina o Bufala?
Questo è il problema..

fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com

domenica 22 novembre 2009

L'attacco chimico-biologico sull'Austria meridionale del 15 novembre 2009





Qui di seguito la traduzione delle note ai video "Flu attack" di Silberhorter, correlati a quanto già denunciato in un precedente articolo.

Questo video mostra una pesante irrorazione avvenuta il 15.11.2009 sull'Austria meridionale che potrebbe essere un atto terroristico per scatenare una pandemia in Austria, come è successo in Ucraina. In Ucraina pesanti irrorazioni notturne e diurne sono state immediatamente precedenti alla diffusione di una nuova malattia che colpisce pesantemente il sistema respiratorio.


Avendo seguito le "normali" attività di rilascio di scie chimiche nel cielo dell'Austria per almeno 6 mesi mi sono reso conto che questo attacco è stato differente dal solito perchè:

1) a differenza della usuali scie chimche questa volta le scie si dissolvevano abbastanza rapidamente e producevano un enorme massa di di bianca foschia chimica;

2) sono stati impiegati ogni sorta di aerei con scie di ogni tipo, e lo scenario sembrava quello di un'invasione militare realizzata con tutte le forze aeree disponibili

A parte l'osservazione delle solite scie interrotte ho anche notato scie che iniziavano appena prima dell'aria dove era stata precedentemente spruzzata la nebbia chimica; il che indica che hanno irrorato qualcosa di proposito sopra un'area già intossicata (colpendo di nuovo lo stesso bersaglio).

Alcuni link in inglese per approfondire la questione:

Polonia e Austria sotto un attacco di guerra biologica?

Testimonianze di Attività inusuali di irrorazione sulla Polonia e sulla Gran Bretagna

Ancora sulle inusuali attività di irrorazione in Polonia




Questa è la seconda parte del video "Flu Attack" del 15.11.09.

Da notare che in Austria ci sono in questo momento rivolte sociali molto estese, soprattutto quella degli studenti delle università, che potrebbero essere così fermate
dallo scoppio di un'epidemia.

Ricordo che il Dr. Horrowitz in un trasmissione dell'Alex Jones show aveva predetto che per la fine di ottobre avrebbero spruzzato qualcosa per creare una mutazione del virus, e conosciamo bnene la storia di J. Moshe (arrestato e forse ucciso come molti altri biologi "pericolosi" perchè sapevano troppo?)


Recentissime sono altre segnalazioni di attività inusuali di irrorazione nei cieli della Polonia, simili a quelle che hanno preceduto il diffondersi della nuova malattia infettiva in Ucraina. Ad esempio a Elk, nel Nord Est della Polonia, dove l'aeroporto più vicino è a 200km di distanza, e a Varsavia.

Ci sono anche testimonianze dalla zona di
Okecie (dove c'è un aeroporto) di aerei che volano in cerchio a bassa quota per 25 minuti di seguito.

fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/11/lattacco-chimico-biologico-sullaustria.html

Qui di seguito un link di approfondimento in inglese:
Testimonianze della diffusione in Polonia della terribile malattia "ucraina"

Articoli correlati (in italiano)

Nuove pesanti irrorazioni diffondono nuovi agenti infettivi

L'Ucraina verso la dittatura col pretesto dell'epidemia sanitaria - si paventano a breve vaccinazioni forzate

In Ucraina si sta conducendo il primo test sul campo della "operazione pandemia"?



Leggi il dossier sull'influenza suina ed i vaccini tossici; scaricalo sul tuo Pc e diffondilo.

Leggi e diffondi il dossier della dottoressa Forcades Vila.

Leggi e diffondi il dossier di J. J. Crèvecoeur oppure scaricalo da mediafire, e soprattutto metti in opera quanto da egli suggerito come piano di azione.