mercoledì 30 settembre 2009

L’inganno dell’Informazione

di

Matteo Simonetti

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Il telegiornale è sottrazione di ogni informazione pregnante e sua sostituzione con una non-notizia

Matteo Simonetti, già giornalista del Secolo d’Italia, dell’Indipendente, di Liberal e La Destra, attualmente collaboratore de Il Borghese -unica pubblicazione cartacea che gli consente di esprimersi senza censure- ha scritto per Movimento Zero questo articolo e si è detto gentilmente disponibile a scrivere per mz anche in futuro.

Non è una funzione liturgica, ma le assomiglia molto. Ne condivide la ritualità e la regolarità nella cadenza, dà la stessa sensazione rassicurante di partecipazione alla comunità, ne ricalca perfino il linguaggio, codificato e standardizzato. Si tratta della visione quotidiana del telegiornale, pratica che unisce milioni di italiani, i quali la subiscono passivamente senza alcun senso critico, accettandola come espressione del “Verbo”, inteso come fonte di verità e informazione, legittimato ed unico suggerimento di condotta per tutte le novità che esulano dalla sfera più strettamente privata.

Il tema dell’informazione e della cosiddetta disinformazione è uno dei più importanti in queste pagine e in generale nella rete, luogo che quasi per definizione si contrappone alla genuflessione davanti ad un sapere controllato e uniformato, a vantaggio di una personale ricerca delle informazioni e della conseguente formazione di un proprio punto di vista sui fatti.

Nonostante ciò la consapevolezza di quanto succede in occasione del più importante momento di trasmissione di informazioni – purtroppo la televisione è ancora padrona della comunicazione – è scarsa anche tra i navigatori.
La sensazione più forte di fronte alla visione di un telegiornale è quella di un vuoto sapientemente creato.
TV_Terror_by_s_carusoIl telegiornale è ipoinformazione, cioè sottrazione di ogni informazione pregnante e sua sostituzione con una non-notizia. Pensate all’importanza che, in termini di tempo e di evidenza, viene data quotidianamente alla meteorologia. Fatti tanto banali come la successione di giorni di pioggia e bel tempo, l’alternanza di temperature e pressioni basse e alte e via dicendo, riempiono lo spazio che potrebbe essere riservato a riflessioni importanti su vicende di politica estera, alla spiegazione di nuove leggi… Tale vuoto però va mascherato, per evitare la sempre possibile catastrofe del “Re nudo” scoperto da un bambino. Ecco allora che compare una vera e propria risemantizzazione dell’evento meteorologico, costruita con sapienti quanto costruiti agganci a fenomeni più “pratici” come il traffico, i danni alle colture o al turismo. Ecco i collegamenti dalle città con interviste tipo: “Ha visto come è stato caldo oggi? – Sì, molto più di ieri! Speriamo che domani rinfreschi…”, collegamenti che hanno la funzione di testimoniare la presunta eccezionalità dell’evento, come se si trattasse di testimonianze oculari di un omicidio di un capo di stato.
Si tratta di falsa informazione, non nel senso di informazione bugiarda, ma in quello di non-informazione. Questo inganno nei confronti di tutti noi poggia sul fatto che per decenni il telegiornale fu quello delle reti Rai, cioè in un certo senso espressione dello Stato. Era quindi normale per il telespettatore ritenere che se ci fosse stato qualcosa di importante da sapere il servizio pubblico ne avrebbe parlato. Questa sedimentata fiducia del cittadino nel notiziario è oggi sfruttata per mantenerlo in uno stato di non pericolosa (per i governanti) ignoranza, di tranquilla inoperosità dal punto di vista del coinvolgimento in attività politiche e di aggregazione sociale. Il telegiornale come strumento del potere economico (inutile dire politico perché oggi il secondo si scioglie nel primo) ha interesse nel mantenere il cittadino quanto più distante possibile dai luoghi di decisione. Lo fa celando vicende per le quali, adirandosi, potrebbe essere spinto a decisioni drastiche, e costruendo un approccio passivo e acritico, tipicamente televisivo, verso la politica. Tale approccio porterà a sempre più astensione e disinteresse, permettendo l’autoperpetuarsi del sistema.

isla-fisher_i-love-shopping

La mentalità consumistica ormai inculcata fa si che il godimento oggi per la massa si identifichi con il materialistico acquisto di beni (non con il possesso né tanto meno con l’utilizzo!) e con lo spreco in articoli di lusso, vacanze o simili

Lo stesso scopo delle previsioni meteo hanno all’interno dei telegiornali i vari rotocalchi di moda, di motori, di gastronomia, i quali per la loro natura commerciale di reclame ci consentono di introdurre un’altra parte del nostro discorso sui telegiornali: la tecnica del Fear Marketing.
Ci sono recenti studi che lo testimoniano, ma d’altronde si tratta di una semplice riflessione che anche i non esperti possono fare, il comportamento compulsivo del consumatore accelera quando viene messo a contatto con situazioni molto negative. Si tratta di una reazione comprensibile: di fronte alla vicinanza della morte o della sofferenza, gli uomini sono più avidi di piacere e tendono a spendere e assicurarsi residui momenti di godimento. La mentalità consumistica ormai inculcata fa si che il godimento oggi per la massa si identifichi con il materialistico acquisto di beni (non con il possesso né tanto meno con l’utilizzo!) e con lo spreco in articoli di lusso, vacanze o simili. Marshall Mcluhan dice che “gli avvisi pubblicitari sono notizie, il loro guaio è di essere sempre notizie buone. Per equilibrare l’effetto e per vendere i prodotti è necessario avere un mucchio di notizie cattive”. Per questo motivo i telegiornali sembrano essere sempre di più archivi di catastrofi, incidenti stradali, stupri e racconti di omicidi in famiglia. Ma se tutto ciò dagli studiosi di linguaggio è stato messo in relazione alla capacità di convincimento all’aquisto degli spot che precedono e seguono i telegiornali, con l’inserimento di messaggi commerciali di tipo publiredazionale all’interno degli stessi si ha un ulteriore potenziamento del sistema, sia per la vicinanza temporale, sia per il mascheramento ulteriore dello spot che si traveste da notizia, azzerando le residue difese critiche del telespettatore medio.
D’altra parte la paura genera stress e tutti noi sappiamo che lo stress è una forte spinta al consumo. Per averne una prova inconfutabile basterebbe mettere una studentessa alla vigilia di un difficile esame nella stessa stanza con un pacco da un chilo di noccioline.
Ritornando alla mancanza di informazioni all’interno dei telegiornali non vale la pena spendere qui troppe parole, basta farsi un giro in questo sito in quelli linkati ed osservare quanti dei temi trattati hanno mai trovato spazio in televisione. Si potrebbe partire dal signoraggio bancario per finire con l’immagine distorta della situazione iraniana.
L’ultimo aspetto che vorrei sottolineare è inerente alla “forma” del linguaggio del telegiornale, piuttosto che sul contenuto. Avete mai fatto caso al modo di parlare degli speakers, sia quelli in studio che quelli in collegamento? In questi ultimi anni è stata sviluppata una intonazione del tutto artificiale, riconoscibile ad esempio da un cantilenare quasi automatico (si ritrova nella voce registrata di un casello autostradale o in quella dei primi navigatori satellitari, ad esempio) e da una chiusura del periodo in uno strano crescendo. Tale linguaggio era all’inizio ad appannaggio di pochi telegiornali ma ora tutti si sono adeguati e tale omologazione deve avere un qualche fondamento di tipo manageriale, tecnico, strategico. La mia opinione è che sviluppando un linguaggio particolare e riconoscibile si potenzi l’aspetto liturgico del telegiornale, proprio come avviene nel linguaggio del prete in una chiesa, e che si attiri l’attenzione sulla forma per distoglierla ancor più dal contenuto.
Vorrei fare una previsione un po’ orwelliana: verrà un tempo in cui nelle case arriveranno telegiornali in cui il mezzobusto, volgendo continuamente lo sguardo verso innumerevoli telecamere per ipnotizzare lo spettatore, reciterà nenie senza senso: “piripero tarattara, para, parappero parappò – re”. Alla fine tutti avranno avuto la sensazione di aver compiuto il loro diritto-dovere di cittadini e ritorneranno a brucare in mezzo al gregge.

Link

martedì 29 settembre 2009

Discovery Salud publica demoledor informe sobre las vacunas

“Cuatrocientos niños españoles van a arriesgar esta semana su salud y su vida para que dos multinacionales se enriquezcan con una vacuna absolutamente innecesaria. Y eso sólo es posible porque a los padres no se les ha contado la verdad ya que de lo contrario jamás habrían accedido a que sus hijos hagan de cobayas humanas”.

Quien de forma tan contundente se expresa es José Antonio Campoy, director de la revista Discovery DSALUD (www.dsalud.com) y actual presidente de la World Association for Cancer Research (WACR)- en declaraciones hechas esta misma mañana a MEDNEWS cuando le localizamos para comentar el sorprendente monográfico que esa publicación acaba de sacar a la venta hoy lunes.

“Hay numerosos trabajos científicos, algunos de los cuales los citamos en el informe que acabamos de publicar, según los cuales las vacunas, a causa fundamentalmente de las sustancias adyuvantes que llevan, pueden provocar autismo, síndrome de Guillain-Barré, lupus eritematoso sistémico, esclerosis múltiple, esclerosis lateral amiotrófica, artritis, fibromialgia, fatiga crónica, úlceras, mareos, debilidad, pérdida de memoria, convulsiones, cambios de humor, problemas neuropsiquiátricos, diarrea crónica, sudoración nocturna, adenopatías, erupciones, dolores de cabeza crónicos y muchas otras patologías, Pero de eso nadie habla. ¿Se lo han explicado las autoridades sanitarias y médicos a los padres de esos niños a los que van a usar de cobayas”, pregunta José Antonio Campoy.

“Nadie habla de ello –seguiría diciéndonos- pero resulta que la cepa del virus A-N1H1 produce entre un 30% y un 50% menos ingrediente activo del esperado así que para resolver la falta de materia prima, dados los cientos de millones de vacunas que quieren vender los laboratorios, están usando sustancias que aumenten la respuesta inmune del organismo obviando que muchas son altamente tóxicas. En suma, para producir más y reducir costes usan adyuvantes y así necesitan diez veces menos cantidad de antígeno por dosis. Solo que las mismas pueden causar fuertes reacciones adversas”.

“La sociedad tiene derecho a saber que lo que está pasando en España con la gripe A -agregaría Campoy a MEDNEWS- es posible porque hace tres años nuestro Ministerio de Sanidad aprobó una norma, la Ley 29/2006, de 26 de julio, de garantías y uso racional de los medicamentos y productos sanitarios, que en su artículo 24, punto 5, establece que “la Agencia Española de Medicamentos y Productos Sanitarios podrá autorizar temporalmente la distribución de medicamentos no autorizados, en respuesta a la propagación supuesta o confirmada de un agente patógeno o químico, toxina o radiación nuclear capaz de causar daños. En estas circunstancias, si se hubiere recomendado o impuesto por la autoridad competente el uso de medicamentos en indicaciones no autorizadas o de medicamentos no autorizados, los titulares de la autorización y demás profesionales que intervengan en el proceso estarían exentos de responsabilidad civil o administrativa por todas las consecuencias derivadas de la utilización del medicamento salvo por los daños causados por productos defectuosos”. Es decir, se han autoconcedido patente de corso a nivel jurídico. Algo inconcebible en una democracia. Por eso proponen con tanta tranquilidad que la gente se vacune y tome antivirales a pesar de su inutilidad y de sus potenciales peligros. Saben que no les pasará nada. Ni a ellos, ni a los laboratorios, ni a los profesionales sanitarios que les hagan el juego. Y alguien debe transmitir este hecho a los padres de esos niños”.

MEDNEWS ha podido comprobar que el informe especial de Discovery DSALUD –de decenas de páginas- viene apoyado con numerosos trabajos científicos que ponen en entredicho todo lo que se ha estado contando sobre la presunta necesidad, eficacia y seguridad tanto de las vacunas como de los antivirales.

“Si la credibilidad de la Organización Mundial de la Salud (OMS), la Administración de Alimentos y Fármacos (FDA) estadounidense, la Agencia Europea de Medicamentos (EMEA), los ministerios de Sanidad y las grandes multinacionales farmacéuticas sigue intacta tras el esperpento de la gripe A es que el grado de alienación de la sociedad ha alcanzado límites inauditos. Porque lo que está sucediendo con la presunta pandemia que se achaca al A-N1H1 es sencillamente nauseabundo”, afirma Campoy en el Editorial de este número especial.

“La propia Organización Mundial de la Salud (OMS) ha reconocido públicamente que la mayoría de los enfermos infectados por el virus de la gripe A se recuperan por completo al cabo de una semana sin recibir tratamiento médico y que las personas sanas que contraen la gripe no necesitan ser tratadas con antivirales… luego ¿a cuento de qué el estado de infopánico generado de forma tan irresponsable”, agregaría José Antonio Campoy.

El informe de Discovery DSALUD explica asimismo que la OMS ha dejado claro que los antivirales sólo deben ingerirlos personas con gripe A “que se encuentren graves” así como “aquellas con riesgo de complicaciones” añadiendo que “no necesitan administrare a personas sanas con síntomas leves de gripe”.

“El Tamiflu –asegura Campoy- es un antiviral que no previene ni cura nada. Está pues muy lejos de ser un medicamento eficaz como se ha hecho creer. Ni siquiera ha demostrado que sea seguro. Y de hecho a los niños sanos no se les debe dar antivirales para la gripe A porque los daños potenciales son superiores a los beneficios. Así lo afirman entre otros científicos, como explicamos en el informe que aparece en la revista, Mathew Thompson y Carl Heneghan, prestigiosos investigadores de la Universidad de Oxford. Hay que decirlo sin subterfugios: ni el Tamiflu de Roche ni el Relenza de GlaxoSmithKline previenen la infección de la gripe. Es más, ingerirlos estando sanos es un error porque no sirven como preventivos”.

En cuanto a las muertes que se dice el virus de la gripe A ha provocado en personas sanas Campoy es contundente: “Que personas con muy distintas patologías graves hayan muerto estando infectadas por el virus de la gripe A no implica que éste haya sido la causa de la muerte como gratuitamente se intenta hacer creer. La posibilidad de que el A-N1H1 provoque la muerte de alguien sano es nula. Así pues nos están mintiendo”

MEDNEWS debe decir que las referencias a estudios científicos e investigadores de prestigio internacional es una constante en todo el informe que publica Discovery DSALUD. Se trata sin duda de un trabajo sobre el que se podrá pues discrepar pero ciertamente constituye una investigación seria, rigurosa y documentada.

“Hace tres años -explica Campoy- denunciamos que la gripe aviar era un montaje y el tiempo nos daría la razón. Ahora llevamos tres meses haciendo lo mismo en solitario y parece que por fin los demás medios de comunicación se han empezado a informar y a entender la verdad. Tarde pero nos congratula. Aunque nadie mencione nuestra labor”.

Cabe agregar que en su informe Discovery DSALUD no sólo denuncia que la OMS ha mentido al afirmar desde el principio que se trataba de una pandemia que podría provocar cientos de millones de afectados y millones de muertos sino que está claramente implicada en una operación que no duda en calificar de conspiración cuyo único objetivo es vender millones de vacunas y antivirales.

“Todo esto–asevera Campoy- es fruto de una conspiración para que unos cuantos individuos y empresas carentes de escrúpulos se enriquezcan. Porque si la gripe A fuera una pandemia tan terrible y a la Organización Mundial de la Salud (OMS) le preocupa tanto, ¿por qué no la declaró un problema de salud pública mundial autorizando la fabricación de medicamentos genéricos para combatirla? Porque les hunde el negocio a los que lo han montado. Y es que la OMS no es una organización independiente. Está completamente controlada por la gran industria farmacéutica”.

Discovery Salud www.dsalud.com

fonte: http://trinityatierra.wordpress.com

lunedì 28 settembre 2009

Contenuto in fluoro delle acque minerali

Per contenuto di ione fluoro

Per ordine alfabetico

Nome commerciale

Ione F (mg/l)

Nome commerciale

Ione F (mg/l)

VERA

assente

ACETOSELLA

0,22

S.BENEDETTO

tracce

ACQUA DELLA MADONNA

0,60

GAIA

tracce

ACQUA DI NEPI

1,90

ROCCHETTA

tracce

ACQUA SACRA

1,00

FIUGGI

tracce

ANTICA FONTE BOARIO

0,58

AQUA

0,08

APPIA

1,20

PARAVITA

0,10

AQUA

0,08

LETE

0,10

ARGENTINA

0,44

TINNEA

0,16

BOARIO TERME

0,45

SOVRANA FEJA

0,17

CAPANNELLE

0,86

TESORINO

0,19

CLAUDIA

2,10

FAITO

0,20

EGERIA

1,60

ACETOSELLA

0,22

FAITO

0,20

SANGEMINI

0,26

FAUSTA BOARIO

0,70

S.CARLO SPINONE

0,28

FERRARELLE

0,70

LEVISSIMA

0,30

FIUGGI

tracce

FLAMINIA NOCERA UMBRA

0,35

FLAMINIA NOCERA UMBRA

0,35

LEVICO TERME

0,40

FONTE CHIARA

0,42

FONTE DI PALME

0,40

FONTE DI PALME

0,40

PETRA PERTUSA

0,40

FONTE LIDIA

1,85

FONTE CHIARA

0,42

FUCOLI

1,90

ARGENTINA

0,44

GAIA

tracce

BOARIO TERME

0,45

IDREA

0,72

TRAFICANTE

0,50

IRNO

0,73

S.ANDREA

0,57

ITALIA

0,60

ANTICA FONTE BOARIO

0,58

LETE

0,10

S.ELENA CHIANCIANO

0,60

LEVICO TERME

0,40

ACQUA DELLA MADONNA

0,60

LEVISSIMA

0,30

ITALIA

0,60

MAXIMA

0,83

FERRARELLE

0,70

MONTECATINI TERME

1,40

TOKA

0,70

MONTICCHIO

0,80

FAUSTA BOARIO

0,70

PANNA

0,98

S.PELLEGRINO

0,70

PARAVITA

0,10

IDREA

0,72

PETRA PERTUSA

0,40

IRNO

0,73

REGINA

0,92

MONTICCHIO

0,80

ROCCHETTA

tracce

MAXIMA

0,83

S.ACQUA CHIANCIANO

2,00

CAPANNELLE

0,86

S.ANDREA

0,57

REGINA

0,92

S.BENEDETTO

tracce

PANNA

0,98

S.CARLO SPINONE

0,28

SANTAGATA

0,99

S.ELENA CHIANCIANO

0,60

ACQUA SACRA

1,00

S.LUCIA

1,65

APPIA

1,20

S.PAOLO

2,40

ULIVETO

1,40

S.PELLEGRINO

0,70

MONTECATINI TERME

1,40

SANGEMINI

0,26

EGERIA

1,60

SANTAGATA

0,99

S.LUCIA

1,65

SOVRANA FEJA

0,17

FONTE LIDIA

1,85

TESORINO

0,19

FUCOLI

1,90

TINNEA

0,16

ACQUA DI NEPI

1,90

TOKA

0,70

S.ACQUA CHIANCIANO

2,00

TRAFICANTE

0,50

CLAUDIA

2,10

ULIVETO

1,40

S.PAOLO

2,40

VERA

assente

domenica 27 settembre 2009

Attenti al fluoro

Fluoroprofilassi e fluorizzazione delle acque
di Massimiliano Benevene

“Sono spaventato dalla prospettiva di utilizzo dell’acqua come veicolo di farmaci. I fluoruri sono corrosivi veleni che produrranno seri effetti a lungo termine. Ogni tentativo di utilizzare l’acqua a questo scopo è deplorevole.” - Dr. Charles Gordon Heyd, ex Presidente della American Medical Association. [1]
Asserzioni forti come questa sono solo un esempio di quanto numerosi ed autorevoli ricercatori, odontoiatri, associazioni mediche, sostengono da tempo contro la controversa pratica della fluorizzazione delle acque ad uso domestico.
Il fluoro è un alogeno (come il cloro), ed è il più elettronegativo degli elementi, reagisce perciò facilmente con la maggior parte di essi; è un gas biatomico tossico, corrosivo e di odore penetrante. Si trova in natura nei minerali fluorite, criolite e apatite; inoltre, sotto forma di fluoruri, si trova nelle acque, negli organismi vegetali, e nello scheletro e nei denti degli animali [2]. E’ alla base di gas nervini come il Soman ed il Sarin.
Dal 1945, quando venne sperimentata l’addizione di fluoro nelle acque potabili di Newburgh (stato di New York) [3], si è progressivamente diffusa questa pratica il cui scopo dichiarato è quello di prevenzione delle carie nella popolazione. Oggi è praticata in numerosi Paesi, tra cui USA, Australia ed alcune zone in Gran Bretagna. E’ proibita in Belgio, Danimarca, Olanda e Francia, in Spagna e Germania ogni decisione è rimessa alle autorità locali, in Italia non esiste una legge specifica a riguardo. [4]
Queste poche informazioni già permettono di capire quanto si tratti di una questione complessa, e interessante a quanto pare. Cerchiamo di capire meglio.
Il beneficio della fluoroprofilassi, ossia dell’uso di dentifrici contenenti fluoruri (tipicamente fluoruro di sodio, monofluorofosfato di sodio o fluoruro stannoso) o nel caso dei bambini nell’assunzione di fluoro via tavolette o gocce, consistono essenzialmente nella formazione di uno smalto più resistente agli attacchi acidi demineralizzanti. Ma la distinzione tra uso locale, come nel caso dei dentifrici (purché non ingeriti!), ed uso sistemico, come nel caso delle tavolette o dell’acqua “fluorizzata” non è banale. L’assorbimento complessivo è infatti ben diverso nei due casi. Perché un eccessivo assorbimento di fluoro è tanto dannoso da spingere Belgio ed India a bandire non solo la fluorizzazione delle acque, ma anche chewing-gum , compresse e gocce?
Perché esso provoca fluorosi, che si manifesta con denti screziati, decolorati, macchiati fino a significative erosioni dello smalto stesso (vedi http://www.fluoride.org.uk/picture_gallery/fluorosis.html ). Ma non solo.
Ecco un estratto delle conclusioni del Rapporto Natick, città del Massachusetts, USA:
1) Il fluoruro ha effetti negativi sul sistema nervoso centrale, determina alterazioni comportamentali e deficit cognitivi. Questi effetti sono stati osservati a dosi di assunzione effettivamente riscontrate in alcuni cittadini negli USA. C’è buona evidenza (scientifica) che il fluoruro è un neurotossico dello sviluppo, ad indicare che ha effetti sul sistema nervoso del feto in sviluppo a dosi che non sono tossiche invece per la madre. Tale neurotossicità si manifesterà come ridotto quoziente intellettivo ed alterazioni comportamentali.
2) La fluorizzazione dell’acqua è chiaramente correlata all’aumento delle fratture all’anca in persone oltre i 65 anni, sulla base di due recenti studi epidemiologici.
3) Alcuni adulti sono ipersensibili anche a ridotte quantità di fluoruro, inclusa quella contenuta nell’acqua fluorizzata.
4) L’impatto del fluoruro sulla riproduzione umana alle dosi ricevute dalla semplice esposizione ambientale è fonte di seria preoccupazione: un recente studio epidemiologico mostra una correlazione tra la diminuzione annuale del tasso di fertilità negli esseri umani ed aumento di fluoruri nell’acqua da bere.
5) Bioanalisi sugli animali suggeriscono che il fluoruro è carcinogeno, specialmente per tessuti quali ossa (osteosarcoma) e fegato. Il potenziale carcinogenetico è supportato dalla geno-tossicità e della proprietà farmacocinetiche del fluoruro. Studi epidemiologici sugli esseri umani a riguardo sono ad oggi (il rapporto è del 1997) non decisivi, ma nessun appropriato studio su larga scala è stato condotto.
6) Il fluoruro inibisce o altera l’azione di una lunga lista di enzimi importanti per il metabolismo, la crescita, la regolazione cellulare.
Questa commissione ha raggiunto la ferma conclusione che i rischi di sovraesposizione al fluoruro superano di gran lunga ogni attuale beneficio della fluorizzazione dell’acqua.” [5]
Determinare il quantitativo di fluoruri assunti attraverso cibi e bevande, o la semplice esposizione ambientale non è cosa semplice, ma due fatti sono indubitabili: l’aumento della presenza di composti tossici del fluoro sulla crosta terrestre quali residui di numerosi processi industriali; ed il fatto che il fluoro viene accumulato nel tessuto osseo nel corso dell’intera vita di ciascuno di noi. [6]
Tant’è che è l’UNICEF stessa a dichiarare “per decenni abbiamo creduto che il fluoro in piccole dosi non avesse effetti collaterali sulla salute. Ma sempre più scienziati stanno seriamente mettendo in discussione i benefici del fluoro, anche in piccole quantità” [7]
Per giunta i prodotti chimici utilizzati per la fluorizzazione dell’acqua non sono ad elevata purezza, come i prodotti farmaceutici di qualità, piuttosto sono sottoprodotti delle lavorazioni dell’alluminio e dei fertilizzanti perciò contenenti elevate concentrazioni di tossine e metalli pesanti quali arsenico piombo e cromo. Tutti notoriamente carcinogeni. [8]
Ricapitolando: gli effetti negativi dell’eccessivo assorbimento di fluoro sono sconcertanti, molteplici ed a lungo termine; non sembra sia possibile stabilire un “dosaggio di sicurezza” viste le numerose fonti di esposizione al medesimo, la correlazione con numerosi altri fattori (ad esempio in persone con carenze nutrizionali, specialmente di calcio e vitamina C, i rischi sono più alti anche per piccole assunzioni [9]) , e l’eventuale ipersensibilità di alcuni; tuttavia in numerosi paesi si aggiunge fluoro alle acque potabili [10], per giunta da fonti chimiche impure, in quantità inferiore ad 1,5 mg/litro come stabilito dall’OMS.
Meraviglioso.
Credo a questo punto sia superfluo far notare che se anche non esistessero tanti rischi in relazione alla fluoroprofilassi, pensare di veicolare un medicamento attraverso l’acqua potabile, di cui ognuno peraltro utilizza quantitativi differenti, sarebbe comunque una pratica indecente. Non trovate anche voi?
Si intuisce anche la vastità degli interessi economici insiti nella fluorizzazione: anziché spendere denaro nel costoso smaltimento di rifiuti altamente tossici come i fluoruri, industrie quali le produttrici di fertilizzanti vengono pagate per fornirlo ai gestori delle acque delle aree in cui è praticata. Un efficiente riciclaggio direi…
Va da sé che per alcuni tra gli scienziati che si sono opposti presentando evidenti prove sperimentali non sono mancate le ritorsioni. Un ottimo esempio è quello della dott.ssa Mullenix [Ph.D. alla Harvard University] che condusse ricerche altamente rivelatrici sulla neurotossicità dei fluoruri: “[…] nel 1994, dopo aver perfezionato la sua ricerca e le sue scoperte il Dr. Mullenix presentò i suoi risultati al Journal of Neurotoxicology and Teratology (Giornale di Neurotossicologia e Teratologia (studio delle malformazioni congenite)), considerata forse la più autorevole pubblicazione al mondo in questo campo. Tre giorni dopo che essa annunciò felicemente al Forsyth Institute (istituzione statunitense per la ricerca e l’educazione orale presso cui lavorava e che le aveva commissionato lo studio, NdT) che il suo lavoro era stato accettato per la pubblicazione su tale giornale, venne licenziata. Ciò che seguì fu la completa eliminazione di tutte le borse di studio ed i fondi per tutte le ricerche della Mullenix. Ciò che questo significa nel mondo ‘a cervello sinistro’ della ricerca scientifica, alimentato da borse di studio governative e capitali delle corporazioni, è l’equivalente di una sepoltura accademica. La sua lettera di licenziamento dal Forsyth Institute asserisce quale motivazione che il lavoro della Mullenix non era ‘correlato ai denti’ [La ricerca sui fluoruri non correlata ai denti??]. Il direttore dell’istituto affermò, a detta della Mullenix, che ‘essi non consideravano la sicurezza o la tossicità del fluoruro come il loro tipo di scienza’. Certamente, una logica domanda si pone da sé a quest’ultima affermazione: perché allora alla Dr. Mullenix venne assegnato lo studio sulla tossicità del fluoruro se questo non era il ‘loro tipo di scienza’ ?.
Successivamente fu continuamente incitata sia dal Forsyth che dall’NIH (Istituto Nazionale per la Salute, USA) circa l’identità del giornale che era in procinto di pubblicare le sue ricerche. Lei disse al WINDS (il sito World Internet News Distributary Source, da cui è estratto questo brano, NdT) che si rifiutò di rivelare tale informazione perché sapeva che lo scopo delle continue interrogazioni era di permetter loro di tentare di impedirne la pubblicazione.
Quasi immediatamente dopo il suo licenziamento, disse la Dr. Mullenix, il Forsyth Institute ricevette fondi per un quarto di milione di dollari dalla Colgate. Coincidenza o compenso?
Le sue ricerche dettagliavano chiaramente gli effetti del fluoruro sullo sviluppo pre- e post natale. Dosi somministrate prima della nascita davano luogo a marcata iperattività nella prole. La somministrazione post nascita determinava nei topi infanti quella che la Dr. Mullenix chiama ‘sindrome da teledipendente’ – un malessere o assenza di iniziativa ed attività (si noti che a parità di concentrazione di fluoruri nel plasma sanguigno i topi sono più resistenti ai medesimi degli esseri umani, NdT). E’ più che sufficiente osservare il numero di bambini cui viene somministrato il Ritalin (vedi http://www.disinformazione.it/adhd3.htm) come trattamento per la loro iperattività per trarre le logiche correlazioni.
In seguito al suo licenziamento la strumentazione e i computer della scienziata, progettati espressamente per i suoi studi, vennero misteriosamente danneggiati e distrutti da una perdita d’acqua prima che lei potesse rimuoverli dal Forsyth Institute. Coincidenza?
E’ divenuto chiaro a persone come la Dr. Mullenix ed altri, che il denaro, non la verità, guida la scienza – anche a spese della salute e delle vite dei cittadini della nazione.” [11]
Tornando in Italia per quanto riguarda le acque minerali non c’è ancora un limite fissato al contenuto in fluoro, al più acque che ne contengono oltre 1 mg/litro ‘possono’ riportare sull’etichetta l’indicazione ‘fluorata’. Vedi http://www.odontopage.it/File-zip/Fluoro.htm per un elenco del contenuto in fluoro di alcune acque minerali. Per le acque potabili il limite superiore da rispettare è quello raccomandato dall’OMS, 1,5 mg/litro.
Non so voi, ma personalmente mi sento fortemente motivato a non usare dentifrici al fluoro, ad evitare acque minerali fluorate, né ho la benché minima intenzione di dare ai miei eventuali futuri figli gomme o tavolette al fluoro. E naturalmente auspico una decisione legislativa chiara in merito anche per l’Italia.
Per completezza aggiungerei, per chi si chiedesse se è possibile eliminare il fluoro contenuto nell’acqua del rubinetto, che la risposta è si: applicando un filtro ad osmosi inversa, reperibile in commercio nella categoria filtri per la purificazione dell’acqua; generalmente abbattono il fluoro fino al 90% del contenuto originale, ma attenzione, alcuni di questi filtri, invece, sono progettati appositamente per lasciar passare inalterato il fluoro, a beneficio dei nostri denti…
Questo articolo non pretende certo di essere esaustivo dell’annosa questione trattata. Ci sono molti altri, interessantissimi aspetti storici che non ho nemmeno citato. Per chi volesse approfondire suggerisco questa lettura: http://www.dentrolanotizia.com/n/n38.php.

Massimiliano Benevene.

Fonti:
[1] – da www.nofluoride.com
[2] – da http://web.romascuola.net/itaer/vaula/chimica/fluoro.htm
[3] – da http://www.nofluoride.com/a_bomb_%26teeth.htm
[4] – da Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee (1999/C 370/173)
[5] – The Natick Report. Findings, Conclusion, and Recommendations of the Natick Fluoridation Study Committee, 27 September, 1997
[6] - The significance of age-dependent fluoride accumulation in bone in relation to daily intake of fluoride, P. Wix and S.M. Mohamedally, London, England. From Polytechnic of the South Bank, Dept. of Biology and Food Science, 103 Borough Road, London SEI OAA. Presented at the Tenth Conference of the I.S.F.R. in Oxford, England, Sept. 16 - 19, 1979.
[7] – da www.nofluoride.com
[8] – ibidem
[9] - Marier JR.
(1977). Some current aspects of environmental fluoride. Sci Total Environ 8(3):253-65.
[10] – The "Fuzzy Math" of Fluoride Promotion, Paul Connett, PhD, co-fondatore de
Fluoride Action Network e professore di Chimica, St. Lawrence University, Canton, NY.
[11] – da http://www.fluoride.org.uk/infodocs/f10.html