venerdì 31 luglio 2009

Gran Bretagna: Prozac nell’acqua di rubinetto!

La notizia ha veramente dell’incredibile: a Londra, dai rubinetti sgorga acqua al Prozac!».
Questa denuncia, pubblicata dal giornale «The Observer», parte dall’agenzia che si occupa della protezione ambientale: nel corso di normali ispezioni, il «Drinking Water Inspectorate» (Dwi) ha infatti inaspettatamente trovato tracce di Prozac® nell’acqua potabile.
Sulla fluoxetina (il principio attivo del Prozac®) c’è poco da dire: è senza ombra di dubbio l’antidepressivo (prodotto dalla casa farmaceutica statunitense Eli Lilly) più famoso e pericoloso al mondo. Le controindicazioni, gli effetti collaterali e/o indesiderati, potrebbero riempire tranquillamente un intero libreria: si va da convulsioni, aggressioni, deliri, ostilità violenza e psicosi, a sui ci devono aggiungere i rapporti di 1885 tentati suicidi e 1734 morti[1].

Il Prozac fa parte di una schiera di farmaci etichettati come S.S.R.I. (inibitori selettivi risollevamento della serotonina), come Lovox, Zoloft, ecc., che cercano chimicamente di alleviare la depressione modificando i livelli cerebrali di un neurotrasmettitore importantissimo, quale la serotonina. Il Dott. Peter Breggin, eminente psichiatra e divulgatore, nella rubrica del giornale di Arianna Huffington del 9 luglio 1998, ha affermato di non avere dubbi sul fatto «che il Prozac possa causare o contribuire a violenza e suicidi, casi di cui sono stato testimone più volte; in una recente sperimentazione clinica – continua lo psichiatra -, il 6% dei bambini sono diventati psicotici a causa del Prozac®, e la psicosi maniacale può condurre a comportamenti maniacali».[2] Altre interessanti informazioni sugli effetti collaterali sono reperibili nel libro «Prozac and Other Psychiatric Drugs» di Lewis A. Opler. In questo libro si parla di apatia, allucinazioni, ostilità, idee irrazionali, reazioni paranoiche, comportamento antisociale, isteria e pensieri suicidi. Il Prozac quindi viene accusato di trasformare gente sana e tranquilla in persone violente. E se pensate che siano esagerazioni, sentite cos’ha dichiarato il dottor David Healy, Direttore del Dipartimento di Medicina Psicologica del Galles del Nord, dopo aver somministrato il farmaco ad un gruppo di volontari adulti e mentalmente sani: «possiamo trasformare dei volontari sani in persone bellicose, paurose, tendenti al suicidio e persino pericolose per gli altri».[3]

Chiaro il discorso? La medicina e la psichiatria ufficiali curano, la sempre più diffusa depressione, con una sostanza in grado di provocare reazioni violente che possono arrivare al suicidio vero e proprio del paziente! Imbottire una persona depressa, che ha perduto totalmente la voglia di vivere e ha esaurito per così dire l’energia vitale, con una sostanza chimica che la spinge ulteriormente alla violenza e al gesto estremo, non è un po’ assurdo? Sì, è decisamente assurdo: anche perché non è mai stato dimostrato - cioè non esiste alcuna prova scientificamente riconosciuta - che la serotonina sia un fattore scatenante la violenza! Ma nonostante questo si va a interagire incoscientemente e chimicamente, attraverso una sostanza tossica di sintesi, in processi mentali e psichici che non si conoscono per nulla.
Oggi, per tornare al discorso iniziale, in Inghilterra sta sgorgando dai rubinetti acqua addizionata con fluoxetina (Prozac®) e la causa, stando alle dichiarazioni ufficiali, sarebbero gli scarti dei medicinali che la popolazione britannica getterebbe nella spazzatura. Attraverso gli scarichi urbani, questi residui farmacologici, sarebbero finiti nell’acqua dei laghi e fiumi contaminandoli, per giungere alla fine del ciclo, nell’acqua di rubinetto delle case di Londra.
Se scartiamo il tentativo di controllo mentale di massa mirato al condizionamento chimico della popolazione, lo scandalo mette in luce come gli inglesi stiano usando e abusando di una droga legalizzata molto pericolosa per la salute stessa. Questo abuso è dimostrato dall’aumento assurdo del numero di pasticche vendute negli ultimi dieci anni: le ricette per le «pillole della felicità» - come vengono eufemisticamente chiamati gli antidepressivi - sono passate da 9 a 24 milioni all’anno![4] In un solo anno - secondo le statistiche ufficiali – gli esperti della salute britannici, hanno «piazzato» ben 24 milioni di ricette, e questo per la gioia della Eli Lilly…

Note:
[1] «Perceptions», 1994
[2] «Nexus New Times» ed. italiana n°26 anno 2000
[3] «Guardian Weekly» 2-8 marzo 2000, e «The Observer» 12 marzo 2000
[4] Orsini Elena, «Cittadini inglesi sono troppo depressi: il Prozac inquina l’acquedotto di Londra», tratto da «Il Giornale» 9 agosto 2004
Bernabei Alfio, «Londra, dai rubinetti scende acqua al Prozac», tratto da «l’Unità», 9 agosto 2004

mercoledì 29 luglio 2009

IGOR PANARIN INTERVISTATO AL "GRANDE GIOCO"

Programma RAI2 condotto da Pierangelo Buttafuoco

Professore, ci spiega la sua teoria, è veramente la fine dell'impero degli Stati Uniti, così come era stato per quello Romano?

E' molto indovinato parlare di questo proprio in questa bella città, Milano (*). La caduta dell'Impero Romano è stata causata dal fatto che l'élite di Roma non riuscì a proporre un nuovo modello di sviluppo non solo di Roma, ma di tutto l'Impero Romano. Oggi l'America si trova proprio in questa fase, in cui gli Stati Uniti non riescono ad offrire al mondo un nuovo modello, un modello di sviluppo senza conflitti, un modello di sviluppo dell'economia, e loro stessi sono piombati in una crisi di sistema, io credo che ci troviamo sull'orlo dello stesso sconvolgimento che ha portato alla caduta dell'Impero Romano.

Quindi finirà come l'Urss, Obama è come Gorbaciov?

Gli Stati Uniti d'America oggi ricordano molto l'Unione Sovietica ai tempi di Gorbaciov. E il signor Obama, il nuovo Presidente americano, parla, e in modo molto convincente, come l'ultimo Presidente dell'Unione Sovietica, Gorbaciov, però tutte le sue dichiarazioni oggi molto spesso si basano su elementi reali. E sono molto simili, perché il signor Obama potrebbe diventare l'ultimo Presidente degli Stati Uniti d'America.



Ma ci sarà una guerra civile?

E' un'eventualità che esiste, dopo che nell'aprile del 2009 il governatore dello Stato del Texas ha dichiarato che questo Stato potrebbe recedere dalla confederazione. Inoltre ha pronunciato questo discorso durante un enorme meeting, in cui la folla scandiva le parole “Usciamo dalla compagine degli USA!”.
Un altro fattore è che negli ultimi sei mesi la vendita delle armi da fuoco è aumentata del 40%, e anche la stessa quantità degli omicidi all'interno degli Stati Uniti d'America, che avvengono in diversi Stati USA. (Che tipo di omicidi?) Gli omicidi di persone che perdono il lavoro, che uccidono loro congiunti.

Cambiamo argomento. Può chiedere al professore se può darci una definizione breve di Eurasia?

L'Eurasia è uno spazio enorme tra l'Oceano Pacifico e l'Unione europea, che per lungo tempo è stata unita da forze diverse. All'inizio ci furono popolazione turciche, poi i mongoli, e infine i russi hanno unito l'Eurasia in un unico spazio geoeconomico e spirituale.

Quali sono oggi i problemi che attraversa l'Eurasia?

In Eurasia oggi il problema principale è la crisi economica, la crisi spirituale. E' una crisi che può essere superata solo con l'integrazione dell'Eurasia in un unico spazio geoeconomico e spirituale.

Può la Russia portare un'identità culturale, spirituale all'Europa?

Sì, la Russia può e deve apportare una nuova cultura, una nuova spiritualità, inoltre la Russia è una parte dell'Europa e deve, in quanto parte globale dell'Eurasia, unire le proprie forze insieme all'Europa nella lotta per un maggiore sviluppo di tutti i nostri popoli.

Bene, chiederei al professore ancora un attimo di pazienza, se ci fa vedere il libro (**)...gli facciamo le ultime riprese e poi ci salutiamo.

Fonte: www.eurasia-rivista.org
Link: http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkulElAAlAfhybPrFE.shtml
21.07.2009

* Intervista rilasciata a Milano il 16 maggio 2009 ** in realtà si tratta di Eurasia. Rivista di studi geopolitici , numero dedicato alla NATO, a. VI, 1/2009

lunedì 27 luglio 2009

LA CHIQUITA IN AMERICA LATINA

Usa DI NIKOLAS KOZLOFF
counterpunch.org

Quando i militari Honduregni hanno abbattuto il governo democraticamente eletto di Manuel Zelaya 2 settimane orsono, i vertici della multinazionale delle banane "Chiquita" hanno probabilmente tirato un sospiro di sollievo.

All'inizio di quest'anno la grande compagnia ortofrutticola si è unita alla "Dole" nel criticare il governo di Tegucigalpa quando quest'ultimo ha alzato la paga base del 60%. La Chiquita ha fatto presente che la nuova regolamentazione statale avrebbe drasticamente abbassato i loro profitti, imponendo alla ditta di sostenere costi maggiori di quelli ad esempio del Costarica: 0.20$ in piu` per gli ananas e 0.10$ per le banane, per ogni 15 Kg circa, tanto per essere precisi. Chiquita si è dunque lamentata della possibile perdita di milioni di dollari se fosse passata la riforma sindacale di Zelaya, considerando che la produzione complessiva si aggira sugli 8 milioni di quintali di ananas e sui 22 milioni di quintali di banane all'anno.

Nella foto: Una fase della lavorazione della banane in Honduras

Quando il decreto sulla paga minima Ë stato approvato, la Chiquita ha cercato aiuto e si Ë appellata al "Honduras National Business Council" (COHEP in spagnolo) e il COHEP si è mostrato contrario tanto quanto la Chiquita.
AmÌlcar Bulnes, il presidente del gruppo ha argomentato che l'aumento della retribuzione base avrebbe comportato inevitabilmente la perdita di posti di lavoro e l'aumento della disoccupazione. COHEP riunisce in Honduras circa 60 associazioni di industriali e camere di commercio, con una vasta ramificazione in ogni settore dell'economia. Secondo lo stesso sito web della organizzazione la COHEP sarebbe il braccio tecnico e politico del settore privato in Honduras, favorirebbe gli accordi commerciali e fornirebbe "supporto critico" al sistema democratico locale.

Secondo la COHEP, la comunita' internazionale non dovrebbe imporre sanzioni economiche al governo golpista di Tegucigalpa, perchè questo peggiorerebbe i gravi problemi politici del paese. Nel suo "nuovo" ruolo di portavoce del ceto povero honduregno, la COHEP dichiara che l'Honduras ha gia' sofferto abbastanza per i terremoti, le piogge torrenziali e le crisi economica globale.

Prima di punire il nuovo regime, insomma, l' ONU e l'Organizzazione degli Stati Americani dovrebbero mandare osservatori in Honduras per quantificare il danno che le sanzioni porterebbero al 70% degli honduregni che vivono sotto la soglia di povertà. Bulnes nel frattempo ha espresso il suo supporto per il regime golpista di Roberto Micheletti e rileva come le condizioni politiche del paese non siano favorevoli ad un ritorno del presidente legittimo Zelaya.

Chiquita: Da Arbenz al "Bananagate"

Non Ë sorprendente che la Chiquita cerchi alleanze tra le le forze conservatrici dell'Honduras. Colsiba, il sindacato degli operai agricoli honduregni, afferma che la grande corporation americana non abbia nel passato adempiuto all'obbligo di fornire abbigliamento di sicurezza ai lavoratori e abbia puntato i piedi quando costretta a firmare accordi collettivi di lavoro in tutto il centro America.

Cosliba paragona le infernali condizioni di lavoro nelle piantagioni Chiquita a quelle dei campi di concentramento. Un paragone provocatorio che potrebbe contenere degli elementi di verit‡. Lavorando dalle 6.30 del mattino alle 7.00 di sera, le mani degli operai bruciano dentro i guanti di gomma. Alcuni di loro hanno solo 14 anni. Alcuni lavoratori hanno addirittura fatto causa per danni alla multinazionale americana per averli esposti agli effetti del DBCP, un pericoloso pesticida che puo' provocare sterilità, cancro e malformazioni fetali. La Chiquita, gia' conosciuta come "United Fruit Company and United Brands" ha avuto una lunga e poco chiara storia politica nel centro America. Guidata da Sam "Banana Man" Zemurray, la United Fruit si è lanciata nel mercato della frutta tropicale all'inizio del XX secolo. Zemurray una volta ebbe a dire in una frase rimasta celebre: "In Honduras, un mulo costa più di un membro del parlamento." Nel 1920 la United Fruit controllava 650.000 acri della migliore terra dell'Honduras e quasi un quarto della terra arabile della nazione. Inoltre la compagnia controllava importanti strade e autostrade.

In Honduras le compagnie ortofrutticole emanano la loro influenza quasi in ogni settore della vita politica e militare e per la loro strategia "tentacolare" sono state definite delle autentiche "piovre". Coloro che non avevano un atteggiamento compiacente venivano a volte ritrovati a faccia in giù nei campi.

Nel 1904 l'umorista O.Henry coniò il termine "Repubblica delle Banane" proprio per sottolineare il comportamento della United Fruits in Honduras. Nel Guatemala la United Fruit supportò il golpe, spalleggiato dalla CIA, attuato ai danni del presidente Jacobo Arbenz, un riformatore che aveva osato portare avanti un pacchetto di riforme agrarie. La cacciata di Arbenz portò a un trentennio di guerra civile nel Guatemala. Nel 1961 la United Fruit inoltre prestò le proprie navi per il tentativo di sbarco della CIA nella Baia dei Porci a Cuba.

Nel 1972 la United Fruit (ormai United Brands) appoggiò l'ascesa al potere del generale honduregno Oswaldo Lòpez Arellano. Il dittatore comunque fu costretto alle dimissioni dopo il noto scandalo "Bananagate", che mise in luce i legami di corruzione tra la corporation e il presidente Arellano.

Una corte federale accusò la United brands di avere fornito illegalmente 1.25 milioni di dollari con la promessa di altri 1.25 milioni se fossero state abbassate le tasse sull'export di frutta. Durante il Bananagate il presidente della "United" cadde da un grattacielo di New York in quello che fu definito un "suicidio".

Gli Anni di Clinton e la Colombia

La United entrò in affari anche in Colombia e nel 1928 3.000 lavoratori iniziarono uno sciopero per chiedere migliori retribuzioni e condizioni di lavoro. All'inizio la compagnia si rifiutò di trattare e solo successivamente acconsentì ad alcune rivendicazioni minori, bollando le altre richieste come "illegali" o "impossibili". Quando gli scioperanti rifiutarono di disperdersi i militari spararono sugli operai provocando delle vittime.

Magari penserete che la compagnia abbia riconsiderato il suo atteggiamento sindacale dopo questi fatti, ma già nel 1990 la compagnia strinse delle alleanze con gruppi paramilitari della estrema destra. Chiquita si spinse a pagare più di un milione di dollari il personale, sostenendo di averlo fatto solo per ottenere servizi di protezione.

Nel 2007 Chiquita sborsò 25 milioni di dollari per regolare l'inchiesta del Dipartimento di Giustizia Americano su quei pagamenti. La Chiquita ha così avuto l'onore di essere la prima compagnia accusata di stringere accordi finanziari con una organizzazione terroristica.

In un processo intentato contro la Chiquita, le vittime della violenza paramilitare affermarono che l'azienda aveva fomentato reati gravissimi come il terrorismo, i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità. Un avvocato della parte civile affermò che le relazioni della Chiquita con i paramilitari "coinvolgevano quasi ogni apetto della vendita e della distribuzione delle banane grazie ad un autentico regno del terrore".

Tornato a Wahington Charles Lindner, presidente della Chiquita, si interessò a migliorare i suoi rapporti con la Casa Bianca. Lindner era stato un importante sostenitore del Partito Repubblicano ma saltò dall'altra parte e cominciò a finanziare la campagna di Bill Clinton e dei Democratici. Clinton ripagò Lindner diventando un accanito sostenitore del governo di Andreas Pastrana, responsabile della proliferazione degli squadroni della morte di estrema destra. In quegli anni gli USA stavano seguendo una politica di libero commercio in America Latina, una strategia portata avanti dal un vecchio amico d'infanzia di Clinton, Thomas "Mack" McLarty. Nella Casa Bianca McLarty lavorarava come inviato speciale in America Latina: si tratta di un personaggio dal profilo interessante su cui torneremo a breve.

La Holder-Chiquita "Connection"

Considerando la politica di alleanze sottobanco della Chiquita in America Centrale e in Colombia, non appare sorprendente che la compagnia abbia in seguito cercato l'appoggio del COHEP in Honduras. In aggiunta al lavoro di lobbing locale, Chiquita non trascurò neppure di stringere forti relazioni con importanti uffici legali di Washington. Secondo il "Center for Responsive Politics", la Chiquita ha pagato oltre 70.000 dollari in finanziamenti alla Covington e Burling negli ultimi tre anni.

La Covington è una importante azienda che fornisce consulenza a svariate corporation multinazionali. Eric Holder, l'attuale procuratore generale, assistente per la campagna di Obama ed ex vice procuratore generale sotto Bill Clinton, ha difeso la Chiquita come capo dei consulenti nella causa intentatale dal Dipartimento di Giustizia. Dal suo ufficio nell'elegante quartier generale della Covington a Manhattan, Holder ascoltò Fernando Aguirre, presidente della Chiquita, per una colloquio di sessanta minuti sugli squadroni della morte colombiani.

Holder apprese che la compagnia era stata accusata di "collusione con una organizzazione considerata ufficialmente terroristica". L'avvocato che già percepiva un sostanzioso salario dalla Covington (oltre 2 milioni di dollari) negoziò una transazione bonaria in cui la Chiquita pagò soltanto 25 milioni di dollari in 5 anni. Scandalosamente nessuno dei 6 dirigenti della compagnia che avevano approvato i finanziamenti fu mai arrestato.

Il Curioso Caso della Covington

Guardando un poco più in profondità scoprirete che non solo la Covington rappresenta la Chiquita, ma si fa carico di spingere il governo verso una politica aspramente conservatrice in America Latina. Covington ha cercato e ottenuto una alleanza strategica con Kissinger (Chile, 1973) e con la "McLarty e Associati" (lo stesso "Mack" McLarty dell'era Clinton), affermato studio di consulenza strategica.

Dal 1974 al 1981 John Bolton lavorò come associato alla Covington. Come ambasciatore degli USA sotto George Bush, Bolton fu un duro avversario della sinistra in America Latina, in particolare di Hugo Chavez. Inoltre John Negroponte è da poco diventato vicepresidente della Covington. Negroponte Ë un ex Vice Segretario di Stato, direttore della "National Intelligence" ["N.I.S.", ndt] e rappresentante degli USA alle Nazioni Unite.

Come ambasciatore in Honduras dal 1981 al 1985, Negroponte ebbe un ruolo chiave nell'assistere i ribelli Contras, spalleggiati dagli USA, nel tentativo di abbattere il regime Sandinista in Nicaragua. Gruppi per la difesa dei diritti umani hanno duramente criticato Negroponte per avere ignorato le violazioni dei diritti umani compiute in Honduras dagli squadroni della morte, terroristi sostenuti e parzialmente addestrati dalla CIA. Inoltre quando Negroponte servì come ambasciatore nella capitale Tegucigalpa, il suo ufficio divenne uno dei centri nevralgici della CIA in America Latina, grazie ad un cospicuo aumento degli addetti.

Seppure non vi siano evidenti legami tra la Chiquita e il recente colpo di stato in Honduras, esiste un sospetta confluenza di personaggi ambigui e pezzi grossi della politica, tale da far sperare in nuove e più accurate indagini. Dalla COHEP alla Covington a Holder a Negroponte a McLarty, la Chiquita ha sempre cercato le sue amicizie nelle alte sfere, amicizie che non hanno alcuna simpatia per il progetto politico di Zelaya a Tegucigalpa.

Nikolas Kozloff (senorchichero.blogspot.com), è autore di: "Revolution South America and the Rise of the New Left" (Palgrave-Macmillan, 2008)
Fonte: www.counterpunch.org
Link: http://www.counterpunch.org/kozloff07172009.html
17/19.07.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SEBADIMA

sabato 25 luglio 2009

LO SPAVENTAPASSERI E LA VERA CATASTROFE

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Angelino Alfano e Joseph Cassano. Ovvero: lo spaventapasseri e la catastrofe, oppure, il fantasma degli idioti e la concretezza del vero male. Poi ci sono Giorgio e Laura. Parto da questi ultimi. Sono due lavoratori italiani (storie vere), licenziato il primo e cassintegrata con azienda in fallimento la seconda, padre separato lui e fidanzata lei. Laura è incinta di due settimane, lo avevano pianificato, ma ora il problema è duplice: manca il reddito sicuro e all’orizzonte sale lo spettro di una vita co.co.pro o peggio, visto che anche il compagno è precario. Questo getta su di lei l’ombra della decisione più tremenda: abortire? La depressione le sta annebbiando l’esistenza, nonostante i suoi 29 anni. Laura affronta oggi un naufragio di speranze prima ancora di averci potuto provare. Giorgio ha guai ancor più seri: un affitto e mezzo da pagare che non può più permettersi, e dunque la scelta forzata è la riunione sotto un unico tetto con l’ex moglie e la figlia. Ma ciò significa il ritorno nella stessa gabbia di due persone che si erano sbranate fino alla rottura, e già allora le conseguenze sulla piccola erano state pesantissime, fa pipì a letto e non parla più. Lo spettro di ulteriori traumi sull’innocente lo angoscia, così come assilla l’ex consorte. Vi si aggiunge la madre di lei che è allettata e necessita della badante, ora impossibile da mantenere. Ogni mattina Giorgio preferirebbe non svegliarsi più, ma a 42 anni è difficile che la natura gli doni quella via d’uscita. Vita e disperazione ordinarie in Italia oggi, sofferenze che scardinano vite umane, rispettivamente a Vicenza e a Rimini.



Angelino Alfano è l’uomo che ha tenuto Berlusconi fuori dalle corti di giustizia, finora. Male, bene, dipende dalle opinioni. Poi c’è Joseph Cassano. E’ l’uomo che ha distrutto la vita di Giorgio e di Laura, del vostro vicino di casa, o di un vostro ex compagno di scuola e dell’azienda in cui lavorava con altri 80 operai, oppure dell’artigiano sotto casa, della famiglia sfrattata ieri nel vostro palazzo, di vostro padre, la vostra forse, quella di moltissimi altri italiani, dei loro figli nel futuro, e assieme a queste vite ne ha distrutte altre che ancora persino devono nascere e che per decenni a venire pagheranno per colpa sua, qui, in Italia, nella vostra città, nella vostra borgata. Poi ci sono i centinaia di milioni di altri disperati, sparsi per il mondo, distrutti da Cassano, ma qui non ci interessano.

Antonio Di Pietro non sa neppure chi sia Joseph Cassano. Marco Travaglio meno che meno. Grillo? Zero, buio. Michele Santoro? Idem. Voi lo sapete? Di Pietro, Travaglio, Grillo e Santoro sanno però alla perfezione chi è Angelino Alfano, ve ne parlano a tamburo battente, strillano che è colui per colpa del quale “La Democrazia è in Pericolo in Italia”, e chiamano all’azione migliaia di italiani per fermarlo. Ora veniamo a Joseph.

Parto dal semplice per andare man mano verso il complesso. Joseph Cassano era il dipendente del gigante assicurativo americano AIG che da solo e in poco tempo ha innescato la più grave catastrofe finanziaria dal 1929, che oggi soffoca il mondo economico globale. Dal suo ufficio di Londra, costui ha orchestrato una truffa finanziaria di tale entità e di tale gravità da aver lacerato, con i suoi contraccolpi in crescita esponenziale, l’intero mantello produttivo del pianeta. Giorgio e Laura ne sanno qualcosa ora.

Cassano dirigeva un ufficio della AIG chiamato AIG Financial Products, sede londinese, con 377 dipendenti. Una inezia d’ufficio, se si pensa che AIG contava 150.000 assunti prima del crack. Ma a Joseph venne l’idea di scommettere qualcosa come 500 miliardi di dollari che non aveva, né li aveva la AIG, vendendo polizze assicurative sostanzialmente scoperte, cioè senza possedere il denaro per poterle eventualmente onorare. Tali polizze assicuravano le banche internazionali contro il rischio che i loro prestiti/mutui potessero rimanere scoperti, cosa che può accadere quando i titolari dei mutui/prestiti per svariati motivi dicono “non abbiamo più una lira da darvi”. In termini tecnici quelle polizze si chiamavano Credit Default Swaps. Cassano pensava: “Vuoi che tutte ste banche vengano tutte insieme a incassare le polizze tutte nello stesso periodo? Impossibile, per cui io intasco i loro soldi e se va male ne dovrò liquidare due o tre al massimo, cioè gli scoperti ordinari”. Joseph Cassano non fece a tempo a finire di pensare quella frase che praticamente tutte le banche del mondo da lui assicurate gli si presentarono in ufficio e gli dissero: “C’è stato un crack in America, qui i debitori non ci danno più un soldo, possiamo incassare le polizze signor Cassano?”. Panico. La AIG scopre così di avere un buco di 500 miliardi di dollari, le banche si ritrovano con scoperti per trilioni di dollari che nessuno gli ripagherà (1 trilione = mille miliardi di $), e cosa fanno? Chiudono i rubinetti del credito. Senza credito le aziende colano a picco, i mercati si fermano, l’economia crolla e i lavoratori pagano col 'sangue'. Ecco come Giorgio e Laura, a Vicenza e a Rimini, piangono oggi sulla rovina della loro vita e sul naufragio dei loro sogni. Tutto ciò avviene negli ultimi 2 anni.

Torniamo dall’inizio, e fate attenzione, perché la storia che segue vi mostra come lavorano i veri Padroni del Mondo, i veri attentatori alle vostre vite e i veri padroni di Silvio Berlusconi, cioè coloro che nessuno dei ‘paladini’ dell’Antisistema italiano si sogna di combattere, mentre vi fanno perdere tempo dietro a minuzie.

La catastrofe di cui sopra monta, esattamente come monta una tempesta tropicale, in anni non troppo lontani, cioè durante l’era Clinton (1993-2001), quando in America qualcuno pensa che la speculazione finanziaria può rendere molto di più se i governi la piantano di mettere i bastoni fra le ruote degli investitori. Ed è così che un drappello di politici sia repubblicani che democratici ottengono l’approvazione di una legge chiamata Gramm-Leach-Bliley Act, che liberalizza le transazioni finanziarie a scopo speculativo. Gli sponsor della legge sono il repubblicano Phil Gramm e i democratici Robert Rubin e Larry Summers, oggi consiglieri di Obama (sic), nonché Joe Biden, oggi vice-presidente (sic). Clinton la firmò nel 1999. Essa tagliava le ali a un’altra legge USA, la Glass-Steagall, che anni prima aveva voluto mettere un freno alla finanza selvaggia. Dietro le quinte, il lavoro delle lobbies bancarie e assicurative che avevano speso 350 milioni di dollari in finanziamenti ai politici giusti. A quel punto gli uomini di Wall St. e della City di Londra avevano briglia sciolta. Con l’aiuto dei migliori giovani matematici neolaureati, si misero a creare dei prodotti finanziari diabolici, astrusi, ma micidiali, che gli facevano guadagnare milioni di dollari in un battibaleno. Tali prodotti erano, e sono, così complessi che il Financial Times di Londra dovette incaricare Jillian Tet e il suo team di economisti di studiarli, cosa che li impegnò per anni prima di capirci qualcosa. Nel 2006 il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Calude Trichet, aveva già detto anch’egli testualmente “…non li riesco a capire”. Si trattava in maggioranza dei famosi Derivati, cioè prodotti finanziari il cui valore ‘deriva’, o meglio è garantito, dal valore di qualcos’altro. Esempio: vendono un prodotto finanziario a te in Italia dicendoti che ti renderà tot % all’anno. Tu gli dai i soldi, loro incassano, ma non ti dicono che quel prodotto è garantito dal mutuo di un altro tizio che sta a Chicago o a Bangkok, per esempio. Se il tizio di Chicago o di Bangkok paga le rate in regola tutto fila liscio, ma se per disgrazia smette di pagarle? I Derivati sono anche mille altre cose (come i Credit Default Swaps di cui sopra), ma sono sempre scommesse sul valore di qualcos’altro. Sono azzardi scellerati che oggi si sono sparsi per il mondo per un valore totale di… rullo di tamburi… 525.000 miliardi di dollari, tre volte il PIL mondiale, e questo grazie soprattutto al Gramm-Leach-Bliley Act di cui sopra.

Fra questi azzardi finanziari c’erano anche una colossale montagna di mutui dati agli americani senza tanti controlli, chiamati ‘sub-prime’, dati cioè a gente la cui posizione finanziaria era incerta ma che pensava di poter pagare le rate grazie al fatto che in America c’era una bolla immobiliare stupefacente in continua crescita. Cosa vuol dire? Vuol dire che John Smith lavoratore precario comprava una casa con un mutuo ‘sub-prime’ per 250.000 dollari, ma la casa nel giro di sei mesi aumentava di valore (bolla immobiliare) di 30.000 dollari, nel giro di un anno di 80.000, e via dicendo. Mr Smith poteva così sentirsi sicuro di poter ripagare il mutuo con facilità. Riassumendo: le banche USA davano via mutui come noccioline a chicchessia, i signori chicchessia sfruttavano la bolla immobiliare per ripagare i mutui e, attenzione ora, sapete cosa hanno pensato di fare le banche? Hanno pensato di impacchettare tutti questi mutui faciloni (sub-prime) e di vederli in giro per il mondo sotto forma di prodotti finanziari, cioè proprio quei prodotti Derivati di cui sopra (l’esempio di Chicago o Bangkok). Ma come tutte la bolle speculative, anche quella immobiliare americana scoppiò di colpo. Il mercato dell’immobile in America perse vertiginosamente 7 trilioni di dollari, di cui 1 trilione era stato sborsato dalle banche sotto forma di questi mutui scellerati. Eccoci all’AIG. Moltissimi debitori americani smisero di pagare le rate, la banche si trovarono con miliardi di dollari di scoperto, chi nel mondo (cittadini e banche come Unicredit) aveva comprato i derivati garantiti da quei mutui americani si trovò fregato, e quando le banche si rivolsero all’AIG per riscuotere le polizze fasulle di Joseph Cassano tutto andò in pezzi. Inclusa la vita di Giorgio e Laura.

Questa spirale disastrosa, pensate, sta costando all’intero sistema bancario americano e inglese la bancarotta. Cioè, in parole povere, con un buco che supera i 3.600 miliardi di dollari si può dire che i sistemi bancari di USA e GB siano in effetti falliti. Nella sola Inghilterra, una singola banca aveva uno scoperto per un ammontare superiore all’intero PIL nazionale. Le conseguenze nel mondo sono sotto gli occhi di tutti, e dritto in casa vostra oggi. Va fatta qui una prima riflessione: vi rendete conto che i giochi di una manciata di individui che distano dall’Italia migliaia di chilometri possono lacerare le vite degli italiani con una distruttività mille volte superiore a qualsiasi Lodo o processo berlusconiani? C’è qualcuno qui che vi sta mobilitando per difendervi? Nessuno. Perché? Perché a Di Pietro e a Travaglio non gliene frega un accidenti delle famiglie italiane vere, e del pericolo democratico che proviene da disastri del genere. Gli importa solo di quel nugolo di borghesi col deretano parato (dai genitori, spesso) che vanno a formare la maggioranza dei loro elettori/fans, e che fanno la loro fortuna politica/economica. Giorgio e Laura neppure li considerano.

Torniamo ai giochi finanziari scellerati. Gli istituti finanziari internazionali protagonisti di questi crimini facevano anche di peggio. Per esempio il cosiddetto ‘Banner Swapping’. La banca Tizio e la banca Caio si scambiavano 1 miliardo di dollari di Derivati, che come sappiamo avevano valore di carta straccia. Ma entrambe le banche scrivevano sui libri contabili che quello scambio era invece un incasso. Con un ‘incasso’ di 1 miliardo di dollari le azioni di quelle banche schizzavano in alto, e i manager si intascavano dei premi personali favolosi (i bonus). Il fatto poi che tutto questo fosse fasullo, veniva lasciato al futuro, chi se ne importa. Ma nel futuro ci sono le nostre vite di lavoratori, di cittadini, ci sono gente come Giorgio e Laura.

I bonus sono centrali per capire la filosofia politica che sta alla base non solo di questa catastrofe globale, ma anche di tutto il pensiero del Libero Mercato. Essa si riassume così: se io banca/investitore vinco intasco i profitti (i bonus ecc.), se perdo pagano i cittadini (gli Stati). E infatti oggi in tutto il mondo sono i contribuenti che stanno sborsando trilioni di dollari per salvare banche, banchieri, investitori e soci. Un dato: Obama sta elargendo quasi 3.000 miliardi di dollari al mondo finanziario in bancarotta, cioè ai Cassano d’America. Confrontate questo con i miseri 19 miliardi di dollari che il presidente USA ha garantito contro il fallimento della General Motors, dove chi lavora non sono yuppies rampanti con lo yacht a Malibù, ma gente vera con famiglie vere come Giorgio e Laura. Una logica scandalosa. Di fatto, essa si traduce in quelli che l’economista premio Nobel Joseph Stiglitz ha chiamato “gli incentivi perversi” a scommettere col destino di milioni di lavoratori e di cittadini, poiché, ribadisce Stiglitz, i ricchi “intascano enormi profitti se le cose gli vanno bene, ma non pagano nulla se gli vanno male”, infatti chi paga siamo noi tutti. Un altro Nobel dell’economia, Paul Krugman, ha definito tale filosofia “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”. E sapete come hanno fatto gli squali di Wall St. a ottenere questi indecenti favoritismi che noi tutti paghiamo? In due modi: primo, hanno elargito al buon presidente ‘progressista’ Barack Obama 38,6 milioni di dollari in campagna elettorale nel 2008; secondo gli hanno detto “poiché in questo disastro di Derivati nessuno ci capisce nulla a parte noi che li abbiamo creati, è meglio che non ci affondi, se no affondate tutti con noi”. Italiani inclusi.

E in Italia stanno accadendo cose simili. Perché anche da noi i vostri soldi stanno finendo nelle tasche degli scellerati, o di coloro che, per causa di questi criminali Padroni del Mondo, stanno oggi fallendo nella disperazione di migliaia di famiglie. Nel solo marzo del 2009, il governo di Roma ha stanziato 12,8 miliardi di euro per salvare il settore bancario e quello auto/elettrodomestici. Per darvi le proporzioni, è una cifra quasi identica a quella della finanziaria di quest’anno (13,1 miliardi), con la quale si sarebbe potuto aiutare tutt’Italia, incluso quel 38% delle famiglie italiane in difficoltà nella cui vita il lodo Alfano conta come un peto, e la cui capacità di partecipare alla vita democratica è distrutta quotidianamente dal perenne affanno per arrivare a fine mese.

Ma al peggio non c’è mai fine. Si è appena descritto in termini concreti uno degli agghiaccianti pericoli per le democrazie mondiali (già verificatosi) e per il welfare di milioni di cittadini, che costituisce, assieme a molto altro ahimè, la vera minaccia democratica a noi persone comuni, Italia inclusa, e di fronte a cui gli scandali strombazzati dai ‘paladini’ dell’Antisistema italiano sono minuzie. Viene dunque da chiedersi: cosa si sta facendo per combattere tali pericoli? Casa si è fatto? La risposta è disperante, e di nuovo è materia nascosta a quasi tutti voi e su cui i vostri ‘paladini’ tacciono. Durante l’ultimo G8 all’Aquila, sono state annunciate misure per ridare ordine alla finanza internazionale. Sono palliativi cosmetici. Nella realtà accade questo: il governo americano, che è quello che conta, ha chiamato per ripulire i disastri di questa crisi globale gli stessi personaggi infami che l’hanno creata. Invece di punire gli scellerati investitori, invece di fargli perdere ciò che avevano scommesso sulla nostra pelle, invece di farli fallire e di impiegare il denaro pubblico per la gente in difficoltà, Obama e il suo ministro del Tesoro Timothy Geithner hanno offerto agli Hedge Funds (il peggio degli scellerati di Wall St.) e ad altri gruppi di investitori selvaggi una montagna di denaro facile affinché comprino i debiti delle banche fallite, e cioè quei famosi Derivati carta straccia che anche noi abbiamo comprato. E’ l’ennesima truffa che ci distruggerà il futuro, a New York come a Teramo. Funziona così, e cerco di farla semplice: questi investitori hanno ricevuto da Washington l’85% del denaro necessario per comprare quei debiti, mentre loro ne metteranno solo il 15%. Se i Derivati che comprano dalle banche asfissiate ritorneranno a guadagnare, gli investitori sopraccitati si intascheranno i profitti; se invece rimarranno carta straccia, essi ci rimetteranno solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo USA (cioè i contribuenti) e non è da restituire (i fondi così regalati si chiamano Non-Recourse Loans). Forse è difficile da capire, ma fidatevi, è così, è il solito “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”.

Ciò che più importa, però, è che in tale modo si è ricreata una vera Cupola mondiale di investitori privati collusi col governo più potente del mondo, di fatto una colossale impresa zeppa all’inverosimile di questi prodotti finanziari esplosivi, che se esplode di nuovo ci trascinerà tutti in un abisso mai visto nella Storia dell’economia. Di nuovo, al timone di questo ordigno nucleare della finanza impazzita ci sono gli stessi personaggi che hanno causato il presente disastro economico planetario (Summers, Rubin, Liddy ecc.), perché sono gli unici che ne capiscono qualcosa. Noi, i cittadini, e pure i nostri politici, ne siamo esclusi del tutto, anche se le conseguenze di un eventuale nuovo crack, lo ripeto, le pagheremo noi, i nostri figli, il nostro futuro, in ogni singolo atto della nostra vita di comunità, e col ‘sangue’. Per tali motivi, quanto è già accaduto e qui descritto, e quanto sta accadendo, sono la vera minaccia alla democrazia che pende sui nostri capi oggi. Una minaccia agghiacciante, poiché la Storia ci insegna che nulla indebolisce la democrazia dei cittadini come il terrore economico, di cui i Padroni del Mondo sempre approfittano per ledere i nostri diritti. Ne capite la gravità? Capite perché la Società Civile Organizzata italiana, oggi ipnotizzata dai nostri falsi ‘paladini’, dovrebbe accantonare Alfano e occuparsi con ogni sua forza di Cassano? Quando la democrazia è alla fase terminale, esistono priorità urgenti, e gli sbraiti di Grillo, i libri fotocopia di Travaglio e le idiozie per mezzo stampa di Di Pietro non lo sono. L’ossessione contro Berlusconi oggi non lo è. Anzi, ci distraggono dal salvarci la vita.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=122
15.07.2009

FONTI

Gabriel Kolko, Factors in Our Colossal Mess, CounterPunch, 26/11/2006
William Greider, Goldman Sachs Socialism, The Nation, 23/09/2008
Matt Taibbi, Intervista, 25/3/2009, Democracy Now.org
Joseph Stiglitz, A Better Bailout, The Nation, 01/10/2008
New York Times Magazine, Italy Plans Fashion-Industry Bailout, 02-0-2009
Frobes.com, Italian Banking Bailout Kicks Off, 10-03-2009
John Cavanagh, The Rich and the Rest of Us, The Nation, 11/06/2008
Paul Krugman, intervista, Democracy Now.org, 23/03/2009
Jeremy Warner, The Week the Economy Turned Nasty, The Independent, 19/01/2008
Indagine Ipsos, Gli italiani e il risparmio, 06/12/2007
A.K. Gupta, Market Madness, ZMagazine, 14/06/2008
Dominic Lawson, Democrat Fingerprints are all over the Financial Crisis, The Independent, 03/10/ 2008
Robert Sheer, Financial Fascism, The Nation, 24/09/2008
Robert Kuttner & Michael Hudson, intervista, Democracy Now.org, 13/02/2009
The Wall Street Journal, The London Review of Books, The Financial Times, Alternet.org et al.

venerdì 24 luglio 2009

L'OMS PROCEDE IN SEGRETO PER ATTUARE UN PROGRAMMA DI VACCINAZIONI OBBLIGATO E DI RIDUZIONE DEMOGRAFICA

DI JANE BURGERMEISTER
globalresearch.ca/

L’OMS si è rifiutata di rendere noto il verbale di una riunione decisiva di un gruppo di esperti sui vaccini – piena di dirigenti della Baxter, della Novartis e della Sanofi – che hanno raccomandato l’obbligo di vaccinazione contro il virus artificiale dell’ “influenza suina” H1N1 negli USA, in Europa e in altri paesi per il prossimo autunno.

Stamattina un portavoce dell’OMS ha dichiarato in una e-mail che non esisteva un verbale della riunione che ha avuto luogo il 7 luglio 2009 a cui hanno partecipato i dirigenti esecutivi della Baxter e di altri gruppi farmaceutici e in cui sono state formulate le linee guida adottate dall’OMS lunedì scorso, sulla necessità di vaccinazioni su scala mondiale.

Secondo le International Health Regulations, le linee guida dell’OMS hanno carattere vincolante su tutti i 194 paesi firmatari dell’OMS nell’evento di un’emergenza pandemica del tipo atteso il prossimo autunno, quando emergerà la seconda ondata, più aggressiva, del virus H1N1 – che è stato bioingegnerizzato in modo tale da assomigliare al virus influenzale spagnolo.



In breve: l’OMS ha il potere di costringere chiunque in quei 194 paesi a farsi vaccinare con il fucile puntato addosso, ad imporre quarantene e a limitare la possibilità di viaggio.


Ci sono prove verificabili, chiare e non ambigue che l’OMS ha fornito alla sussidiaria della Baxter in Austria il virus vivo dell’influenza aviaria, che è stato usato dalla Baxter per produrre 72 chili di materiale vaccinico a febbraio.

La Baxter ha successivamente inviato questo materiale a 16 laboratori in quattro paesi diversi con una falsa etichetta che designava il prodotto contaminato come materiale vaccinico, rischiando quindi la pandemia globale.

Poiché la Baxter deve rispettare i rigorosi regolamenti di biosicurezza livello 3 quando ha a che fare con un virus pericoloso come quello dell’influenza aviaria, la produzione, nonché la distribuzione di materiale di tale [potenziale] pandemico non possono essere state frutto di un errore, ma devono essere state fatte dalla Baxter con intento criminale.

La polizia austriaca sta ora indagando in seguito delle denuncie da me presentate lo scorso aprile.

È sempre più chiaro che l’OMS e la Baxter sono solo elementi di un’organizzazione criminale molto più grande che sta andando avanti in modo coordinato e sincronizzato per realizzare l’ordine del giorno dell’ “elite” di riduzione demografica globale nei mesi e negli anni a venire, instaurando al contempo un governo globale di cui l’OMS sarà un braccio.

L’OMS, un’agenzia dell’ONU, sembra avere un ruolo chiave nel coordinamento delle attività dei laboratori, delle società produttrici dei vaccini e dei governi per raggiungere l’obiettivo della riduzione della popolazione e per impossessarsi del controllo politico ed economico nel Nordamerica e in Europa:

- in primo luogo è l’OMS che dà i finanziamenti, il sostegno e la copertura ai laboratori come il CDC per la ricerca di patogeni, per bioingegnerizzarli al fine di renderli più letali, e anche per brevettarli.
- In secondo luogo, l’OMS fornisce gli stessi patogeni bioingegnerizzati a società come la Baxter in Austria, in modo tale che la Baxter possa usare quei virus per contaminare deliberatamente e sistematicamente i materiali vaccinici.
- In terzo luogo, nell’evento di una pandemia, l’OMS ordina la vaccinazione obbligatoria per tutti i 194 stati, a seguito di “raccomandazioni” di un gruppo di esperti sui vaccini, di cui fanno parte anche i dirigenti della Baxter.
- In quarta istanza,l’OMS stipula contratti vantaggiosi con la Baxter, la Novartis, la Sanofi ed altre società per la fornitura di tali vaccini.

Inoltre l’OMS acquisisce una nuova autorità globale su scala mai vista prima nell’evento di una pandemia.

Secondo piani speciali in caso di pandemie approvati in tutto il mondo compresi gli USA, nel 2005, i governi nazionali dovranno essere sciolti in caso di emergenza pandemica per essere sostituiti da speciali comitati di crisi, che si facciano carico della salute e sicurezza dell’infrastruttura di ciascun paese, e che siano responsabili di fronte all’OMS e all’UE in Europa e all’OMS e all’ONU nel Nordamerica.

Se verrà implementato il Model Emergency Health Powers Act dietro istruzioni dell’OMS, diventerà un reato per gli Americani di rifiutare la vaccinazione. La polizia può usare la forza mortale contro i “criminali” sospetti.


Attraverso il controllo di questi speciali comitati di crisi da essere costituiti che avranno il potere di approvare le leggi, la maggior parte dei paesi, l’OMS, l’ONU e l’UE diverranno governi de facto di gran parte del mondo.

Lo sterminio di massa e la morte porteranno anche al crollo economico e alla corruzione, alla fame e alle guerre – e questi eventi contribuiranno ad un’ulteriore riduzione demografica.

In sostanza: l’OMS contribuisce a creare, distribuire e poi far diffondere il virus pandemico letale, e tale virus pandemico aiuta l’OMS a prendere il controllo dei governi nel Nordamerica e in Europa, oltre ad ordinare la vaccinazione obbligatoria sulla popolazione, proprio ad opera delle stesse società che hanno distribuito e rilasciato i virus in primis, tutto ciò con il pretesto di proteggere la popolazione da una pandemia che loro stesse hanno creato.

I media principali che sono di proprietà della stessa “elite” che finanzia l’OMS nascondono sistematicamente al pubblico la natura del reale pericolo di queste iniezioni di H1N1, omettendo informazioni importanti sulle attività correlate di questo gruppo di organizzazioni per il loro reciproco profitto.

Ne consegue che molte persone credono ancora che l’H1N1 sia il virus naturale dell’influenza suina, mentre persino l’OMS ha abbandonato ufficialmente il termine “suina”, una conferma tattica della sua origine artificiale.

La maggior parte della gente crede ancora che le società produttrici di vaccini possano mettere a disposizione una cura, mentre queste stanno preparando una serie letale di iniezioni contenenti il virus vivo attenuato, metalli tossici ed altri veleni.

Le due dosi del vaccino H1N1 sono pensate per indebolire il sistema immunitario per poi sovraccaricarlo con un virus vivo, in un processo che rispecchia quello descritto in due memoranda del 1972 dell’OMS, dove vengono illustrati i mezzi tecnici per trasformare i vaccini in sostanze killer.

Il “Strecker memorandum” rivela anche che l’OMS ha cercato attivamente dei modi per indebolire il sistema immunitario.

La migliore protezione contro il virus H1N1 che è ora in circolazione e che è destinato a diventare più letale quando muterà in autunno, sono l’argento colloidale e anche le vitamine per rinforzare il sistema immunitario, poi le mascherine ed altre misure simili.

Tuttavia, nessuno dei governi nel Nordamerica o in Europa ha fatto scorte di argento colloidale, né ha annunciato misure sanitarie sagge per circoscrivere l’ondata letale a venire.

Al contrario, ci sono sempre più indicazioni che useranno il panico per terrorizzare la gente al fine di farla vaccinare con vaccini tossici, che certamente provocheranno lesioni o danni anche per la sola presenza di metalli pesanti.

Questa vaccinazione di massa consentirà inoltre che emergano ceppi più letali e fornisce anche una copertura per la diffusione del virus dell’influenza aviaria o di altri patogeni.

È per questo che è necessario prendere provvedimenti adesso per fermare le vaccinazioni di massa anticipate per l’autunno, seguendo le vie legali per bloccare la distribuzione di vaccini e/o le leggi che consentono ai governi di obbligare la gente a farsi vaccinare.
Deve essere condotta un’indagine su questo sindacato criminale internazionale in ogni paese, perché ha i suoi tentacoli in tutti i paesi, e per cercare di iniziare questo negli USA ho presentato denuncia presso l’FBI contro l’OMS e l’ONU ed altri lo scorso giugno. Ho incluso il presidente Obama tra gli accusati perché credo che sia arrivato il momento di identificare ed isolare i membri al centro di questo gruppo criminale aziendale internazionale, che si è impossessato di alte cariche governative negli USA, e di metterli in carcere una volta per tutte, ed è stato riportato che Obama ha dei legami finanziari diretti con la Baxter che devono essere indagati dalle forze dell’ordine.

Ci sono le prove che il ministro della sanità austriaco ed altri funzionari hanno aiutato la Baxter a coprire le sue tracce.

Ci sono inoltre chiare prove che degli elementi dei media austriaci sono attivamente coinvolti nella diffusione di menzogne e di informazioni fuorvianti, per dare alla gente un falso senso di sicurezza in merito alla produzione e alla distribuzione in Austria da parte della Baxter di materiale pandemico lo scorso febbraio.

È vitale per gli individui e per le autorità locali la necessità di prendere provvedimenti efficaci per proteggere [la popolazione] dalla prossima ondata letale del virus H1N1 al fine di minimizzarne l’impatto.

Per saperne di più in merito alle denunce che ho finora presentato in tedesco e in inglese in Austria anche con l’FBI, visitate il sito web wakenews.
http://wakenews.net/html/jane_burgermeister.html


Jane Burgemeister (janeburgermeister@gmx.at)
Fonte: www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=14475
21.07.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

giovedì 23 luglio 2009

Il Vaccino

E vaccino sarà. Non per tutti, ma quasi. L’influenza “porcina” non smette di stupire. E nemmeno il governo numero 3 del Cavaliere Berlusconi Silvio da Arcore. Che oggi, per bocca del ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, ha annunciato una maxi campagna da 48 milioni – leggere due volte: quarantotto milioni – di vaccini che potrebbe abbattersi su chiappe e avambracci degli italiani.

Una raffica di (potenziali) punturine e punturone che lascia un po’ perplessi. Non per altro. E’ che qualche giorno fa il sottosegretario alla Sanità, Ferruccio Fazio aveva adombrato – salvo poi autosmentirsi con lo stile tipico della “casa (delle libertà)” – la possibilità, causa influenza straordinaria, di rimandare addirittura l’apertura delle scuole. E il suo capo – insomma il ministro Sacconi – , non ci aveva pensato due volte a dargli una tirata di orecchie. Niente rinvio dell’inizio dell’anno scolastico, aveva puntualizzato Sacconi. Che a scanso di equivoci aveva spiegato che “preoccupazioni eccessive, non hanno ragione d’ esistere. E’ tutto sotto controllo, monitoriamo con attenzione. Non bisogna sopravvalutare e neppure sottovalutare”.

E infatti: senza sottovalutare e neppure sopravvalutare l’influenza “porcina”, il ministro a tutto tondo – che dall’alto della poltrona dell’intraducibile Welfare si occupa tanto di Sanità che di pensioni – oggi ha annunciato che il Belpaese, nel dubbio, comprerà 48 milioni di dosi di vaccino. Che 8,6 milioni di italiani – i soggetti a rischio (cardiopatici, diabetici e quant’altro) e i lavoratori della Sanità e di altri servizi pubblici essenziali – verranno vaccinati entro la fine dell’anno. Ma soprattutto – udite udite – “si sta considerando di vaccinare contro la nuova influenza anche la fascia di popolazione pari a 15,4 milioni di soggetti tra i 2 e i 27 anni, da gennaio 2010“, ha detto senza perdere l’aplomb e senza tanto scomporsi, il solito ineffabile Sacconi.
Certo, un infettivologo esperto come Mauro Moroni, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, aveva spiegato – giusto lunedì scorso, dalle colonne di “Repubblica” - che sì “c’era stata una iniziale preoccupazione”, ma “oggi, dopo centinaia di migliaia di casi, si può dire che questo non è più cattivo di alcuni virus stagionali influenzali che ci hanno colpito negli ultimi 30 anni”. E aveva pure aggiunto che questa sì è “un’influenza severa”, però di norma dura 3-4 giorni e “poi guarisce, anche senza farmaci”; Poi – come se non bastasse – anche Fabrizio Pregliasco, esperto di virus influenzali dell’università di Milano, aveva liquidato tutto così sulle pagine del “Corriere della Sera”: “La nuova influenza non lascia intendere caratteristiche peggiori di quella cui siamo abituati”. Ma alla fine, evidentemente, si è deciso che la corsa al vaccino – già partita in molti altri Paesi europei e non – fosse inevitabile.

Un’ottima notizia. Soprattutto per le grandi case farmaceutiche. Che, secondo i calcoli della banca americana JPMorgan, dall’influenza di quest’anno dovrebbe guadagnare – tra vaccini e quant’altro – una decina di miliardi di dollari (circa 7 miliardi di euro). Vendite che, secondo il “Financial Times” (e “The Guardian”) rappresentano per alcuni big di Big Pharma una vera e propria boccata di ossigeno. Scrive infatti il quotidiano britannico che GlaxoSmithKline, da aprile a giugno di quest’anno, ha visto i suoi profitti (pre-tasse) calare di un 6%. Colpa della crisi. E anche della concorrenza dei farmaci generici (quelli per cui il brevetto è scaduto e che può produrre chiunque). Ma questo non ha impedito alla società di aumentare i dividendi per i proprio azionisti. Anche perchè, come ha spiegato oggi l’amministratore delegato Andrew Witty, Glaxo ha già ricevuto ordini per 195 milioni di vaccini. E conta di produrre enormi quantità di Relenza, un farmaco antivirale che – come il Tamiflu della Roche – serve appunto a combattere i ceppi più pericolosi di influenza. E per coincidenza anche quella “porcina”. Che – però e per fortuna – a discapito degli allarmi, per ora non ha fatto grandi sfracelli.

Scrive oggi il “Corriere” che: “In Europa, in 30 Paesi finora sono stati diagnosticati 17.189 casi di influenza A/H1N1 con 29 decessi nel Regno Unito e quattro in Spagna. I casi diagnosticati extra-Europa sono stati 149.364 con 810 decessi“. E allora? E allora, “L’aspetto positivo”, ha detto la commissaria Ue alla Sanità Andorula Vassiliou sempre dalle colonne del Corriere, “è che il tasso di mortalità resta relativamente debole, ma nessuno sa come il virus evolverà”.

Ambeh. Se è per questo: è ipotizzabile che esistano in natura altri (migliaia? Milioni?) di virus che è difficile sapere come si comporteranno. E non per questo si vaccinano centinaia di milioni di individui. Ma poco importa. Perchè, evidentemente, prevenire è meglio che curare. E spendere (soldi pubblici), è meglio che risparmiare. Un copione che ricorda tanto quello della fantomatica “aviaria (chi sa che fine ha fatto, alzi la mano). E che il Belpaese – come la Gran Bretagna, gli Usa, la Francia e l’Europa un po’ tutta – hanno deciso di ripercorrere “paro paro”.

Unica nota di colore: da noi il ministro del Welfare di cui sopra è anche – per coincidenza - il marito del direttore generale di Farmindustria, la lobby nostrana dei produttori di farmaci, al secolo Enrica Giorgetti. Ma si sa che gli italiani sono sempre un po’ più folkloristici e – verrebbe da dire – attaccati dalla famiglia degli altri. Chissà se un giorno i ricercatori di Big Pharma troveranno un vaccino anche per i conflitti di interessi. Sarebbe sempre a pagamento. Ma quelli sì che sarebbero soldi spesi bene.

mercoledì 22 luglio 2009

Acusan a la OMS y a Obama de Bioterrorismo por la gripe porcina (I)

Según la denuncia, los gobiernos y multitud de organismos internacionales implicados en una trama de reducir la población mundial. Una periodista de investigación de Austria alerta al mundo de que el mayor crimen en la historia de la humanidad está en marcha.

Bárbara Minton, editora del popular sitio de información sobre la salud, Natural News, presenta una investigación efectuada por una periodista austríaca, Jane Bürgermeister, que denuncia a grandes laboratorios, la OMS y hasta al presidente de USA, Barack Obama, de ser parte de un plan de vacunación masiva contra la gripe porcina que tendría como fin real reducir la población mundial significativamente.

Jane Bürgermeister ha presentado al FBI cargos criminales contra de la Organización Mundial de la Salud (OMS), las Naciones Unidas (ONU), y funcionarios de Gobiernos y empresas en relación con el bioterrorismo e intentos de cometer asesinatos en masa. En julio del 2009 se espera que esté lista la vacuna de Baxter contra la gripe A/H1N1 que piensa ser empleada como “arma de destrucción masiva”.

La denunciante también ha preparado un mandamiento judicial contra la vacunación que se está presentado en América. Se presentan cargos contra Baxter AG y Avir Green Hills Biotechnology de Austria por producir vacunas contra la gripe empleando para ello aves contaminadas, alegando que se trataba de un acto deliberado de provocar y sacar provecho de una pandemia.

Resumen de las reclamaciones y denuncias presentadas ante el FBI en Austria el 10 de junio, 2009

En su acusación, Bürgermeister presenta pruebas de los actos de bioterrorismo en violación de la ley de EE.UU, por un grupo que opera en los EE.UU bajo la dirección de los banqueros internacionales que controlan la Reserva Federal, así como la OMS, la ONU y la OTAN con el fin de llevar a cabo un genocidio en masa contra la población de los EE.UU. mediante el uso de la ingeniería genética una pandemia de gripe de virus con la intención de causar la muerte. Este grupo ha elevado anexo de las oficinas gubernamentales en los EE.UU.

Cargos penales relativos a actos Bioterrorismo y el asesinato en masa.

Enviado a: FBI OFICIAL

EMBAJADA DE LOS ESTADOS UNIDOS

Boltzmanngasse 16 A-1090 Viena Austria

Fecha: 10 de junio de 2009

Índice

I. Introducción: Resumen de las reivindicaciones

II. Antecedentes de hecho

III. Prueba de la gripe porcina, las vacunas son armas biológicas

IV. Pruebas científicas el virus de la gripe porcina es artificial (ingeniería genética) del virus.

V. Las pruebas científicas de que la gripe porcina se asemeja genéticamente al de la gripe española de 1918, el virus asesino.

VI. Secuencia del genoma de la gripe porcina

VII. Pruebas de liberación del virus de la gripe porcina en México

VIII. Pruebas de la participación del Presidente Obama

IX. Pruebas de la función de Baxter y la OMS en la producción y liberación de la pandemia del virus de material en Austria.

X. Prueba de que Baxter es un elemento encubierto de armas biológicas que opera en una red.

XI. Prueba de que Baxter ha contaminado deliberadamente las drogas.

XII. Prueba de que las vacunas de Novartis están siendo utilizadas como armas biológicas.

XIII. Pruebas de la función de la OMS en el programa de armas biológicas: proveedor de los virus de la gripe aviar a Baxter

XIV. Pruebas de que la OMS está manipulando los datos de la enfermedad con el fin de justificar la declaración de una pandemia Nivel 6 con el fin de tomar el control de los EE.UU..

XV. Pruebas de la función de la FDA en la cobertura de programa de armas biológicas

XVI. Pruebas de la Nacional de Microbiología de Canadá de los laboratorios en el programa de armas biológicas

XVI. Pruebas de la participación de los científicos que trabajan para el Reino Unido de NIBSC, y el CDC en la ingeniería de la gripe porcina.

XVII. Prueba de que las vacunas asesinas causaron la gripe española de 1918.

XVIII. Precedentes: la gripe porcina y el programa de vacunación masiva de 1976

XIX. Resultados insuficientes del gobierno para detener la propagación de la gripe porcina como cobertura para la difusión de una pandemia

XX. Pruebas de la manipulación del marco jurídico para permitir el asesinato en masa con total impunidad

XXII. Cuestiones constitucionales: la necesidad de actuar desde la legalidad para poner punto y final a la ilegalidad de poner en peligro la vida, la salud y el bien público en un sistema de vacunaciones en masa

XXI. El tema de la inmunidad y la indemnización como prueba de la intención de cometer un delito

XXII. Pruebas de la utilización de la reducción de la población por medio de Chemtrails

XXIII. Pruebas de la existencia de un sindicato internacional de delincuencia empresarial a nivel global.

XXIV. Pruebas de la existencia de la organización llamada Illuminati

XXV. Pruebas de la participación de los Illuminati en el actual colapso del sistema financiero mundial

XXVI. Pruebas del objetivo en la agenda Illuminati de depoblación a nivel mundial; El Club Bilderberg y su participación en la ingeniería y la liberación de virus artificial de la gripe porcina.

XXVII. Pruebas de la Agenda de genocidio por medio de la gripe en armas que se debate en la reunión anual de Bilderberg en Atenas a partir de mayo (en los días del 14 al 17) de 2009

XXXVIII. Conclusión

XXX Acusados. Adjuntos – Cargos penales presentadas contra Baxter y la OMS, entre otras cosas, en Austria – Cargos penales presentados contra Baxter y la OMS, entre otras cosas, en Suiza – respuestas de Baxter al incidente- Extracto: sobre las armas biológicas, la Ley contra terrorismo de 1989

I. Introducción:

Presento las pruebas de las alegaciones de los actos de bioterrorismo en violación de la legislación penal de los Estados Unidos, llevados a cabo por un grupo que opera en los Estados Unidos, bajo la dirección de un grupo de banqueros internacionales que controlan, entre otras cosas, las instituciones financieras, la Reserva Federal, así como las organizaciones gubernamentales internacionales, en particular la Organización Mundial de la Salud, las Naciones Unidas y la OTAN.

Aquí se presentan las pruebas con objeto de demostrar que un sindicato internacional dedicado al crimen, que opera por medio de estas empresas, tiene la intención de llevar a cabo un genocidio en masa contra la población de los Estados Unidos mediante el uso de un producto biológico creado por medio de ingeniería genética.

Específicamente, se presentan pruebas contra los siguientes Demandados :

Presidente Barack Obama, Presidente de los Estados Unidos,

David Nabarro, Coordinador del Sistema de las Naciones Unidas para la Gripe,

Margaret Chan, Directora General de la Organización Mundial de la Salud,

Kathleen Sibelius, Secretario del Departamento de Salud y Servicios Humanos (HHS ), Secretario,

Janet Napolitano, el Departamento de Seguridad Interior,

David de Rothschild, banquero,

David Rockefeller, banquero,

George Soros, el banquero,

Werner Faymann, Canciller de Austria,

Alois Stöger, Ministro de Salud de Austria

Todas estas personas son parte de una organización criminal de empresas que ha desarrollado, producido, almacenado y empleado armas biológicas para eliminar la población de los Estados Unidos y de otros países con objeto de obtener beneficios políticos y financieros.

Se presentan pruebas de que los acusados conspiran entre sí , y con otros para diseñar, financiar y participar en la fase final de la ejecución de un programa encubierto de armas biológicas a nivel internacional que implica, entre otras entidades, a las empresas farmacéuticas Baxter y Novartis, quienes, por medio de bioingeniería y posterior liberación de agentes biológicos letales, en primer lugar, el llamado virus de la gripe aviar y, en segundo lugar, el llamado virus de la gripe porcina, pretenden poner en marcha un programa de vacunación masiva forzada, que será el medio para la administración de un agente biológico tóxico.

Dicho agente causará muerte y lesiones a la población de los Estados Unidos al entrar en el organismo por medio de inyecciones; todo ello en un acto de violación de las Armas Biológicas Ley Antiterrorista de 1989 (BWATA), aprobada en 1990, que amplió el ámbito de los bio- materiales de guerra a fin de incluir en dicha regulación a particulares y organizaciones no estatales, incluidas las empresas del sector farmacéutico.

El expediente aportado presenta pruebas de que Baxter AG, filial austriaca de Baxter Internacional, con sede en Deerfield, Ill, deliberadamente, a sabiendas y voluntariamente, envió 72 kilos de virus de la gripe de aves vivas, suministrados por la Organización Mundial de la Salud, Ginebra, Suiza en el invierno de 2009 a 16 laboratorios en cuatro países. Estas pruebas ofrecen una prueba clara de que las empresas farmacéuticas internacionales y los organismos gubernamentales están participando activamente en la elaboración, desarrollo, fabricación y distribución de agentes biológicos como el más mortal arma biológica en el planeta con el fin de desencadenar una pandemia y causar muertes en masa.

El Anexo (A) es una copia de los cargos penales presentados contra Baxter y otros acusados en la ciudad de Viena Fiscalía 8t de abril de 2009. La policía austríaca están investigando el incidente de la liberación de 72 kilos de aves vivas del virus de la gripe de Baxter laboratorio Orth an der Donau este invierno.

La pandemia de la gripe porcina se basa en una gran mentira que asegura que el virus es de origen natural y que representa una amenaza para la población. Se ofrece clara prueba y evidencia científica de que el virus de la gripe aviar y el virus de la gripe porcina, de hecho, han sido diseñados por bioingeniería en laboratorios, utilizando fondos suministrados por la OMS y otros organismos gubernamentales, entre otros. Este virus de la gripe porcina es un híbrido, de gripe porcina, y de de gripe aviar, algo que sólo puede provenir de un laboratorio, según los propios expertos.

La OMS afirma que la gripe porcina se está extendiendo y declara una pandemia haciendo caso omiso de las causas que la producen. Los virus que fueron puestos en libertad fueron creados y puestos en libertad con la ayuda de la OMS y la OMS es responsable de la abrumadora pandemia, en primer lugar, por no introducir medidas para limitar la propagación del virus con rapidez. Por otro lado, los síntomas de la gripe porcina son indistinguibles de los periódicos de la gripe o resfriado común.

El virus, que se supone causante de la gripe, no causa muerte con mayor intensidad que la gripe ordinaria. Las cifras de muertes registradas por la gripe porcina son incompatibles con la alarma levantada y no hay claridad en cuanto a la forma en que el número de muertes se está documentando.

Sin embargo, hay motivos razonables para creer que en las vacunas obligatorias se introducen sustancias contaminadas que están específicamente diseñadas para causar la muerte. Una licencia de vacuna de la empresa farmacéutica Novartis contra la gripe aviar mató, al menos, a 21 personas sin techo en Polonia durante el verano de 2008 y tuvo como principal resultado una alta tasa de efectos adversos, cumpliendo así con la propia definición de arma biológica (una agente biológico destinado a causar una alta tasa de eventos adversos, es decir, la muerte o lesiones), mediante un sistema de prestación de servicios (inyecciones de vacunas).

La misma red de compañías farmacéuticas internacionales y los organismos gubernamentales que han desarrollado y liberado los materiales relacionados con esta pandemia se han posicionado en el mercado para beneficiarse económicamente tras desencadenar la pandemia, sellando previamente contratos de suministro de dicha vacuna y su financiación. La pandemia traerá enormes beneficios económicos para la industria farmacéutica, relacionados con la posible venta de vacunas contra la gripe porcina, por medio de subvenciones y financiación.

Los diferentes grupos de medios de comunicación están controlados por el mismo grupo que se encarga de esta gripe porcina alimentando por medio de desinformación a los ciudadanos con objeto de que sean destinatarios de la peligrosa vacuna.

En resumen, el expediente presenta pruebas de que el pueblo de los Estados Unidos va a sufrir un perjuicio considerable e irreparable si los ciudadanos se ven obligados a recibir esta vacuna sin su consentimiento informado de acuerdo con el modelo de Estado de Emergencia de Salud Ley de poderes, la Ley de Emergencia Nacional, la seguridad nacional la Directiva Presidencial / NSPD 51 y SEGURIDAD PRESIDENCIAL DIRECTIVE/HSPD-20, y la Alianza Internacional sobre la Gripe Aviar y Pandémica.

Los acusados han planeado el asesinato en masa de la población de los EE.UU por medio de la administración de vacunas, pero también mediante la instalación de una amplia red de campos de concentración del FEMA y la identificación de fosas comunes. Los acusados han participado en la elaboración y aplicación de un plan de golpe de Estado contra los Estados Unidos de América, utilizando la peste porcina o la gripe pandémica como pretexto. Dicho sindicato del crimen emplea la delincuencia internacional, utilizando a las Naciones Unidas y la Organización Mundial de la Salud como frente, en violación de todas las leyes sobre alta traición.

Se presentan pruebas de que el complejo de las empresas farmacéuticas de Baxter, Novartis y Sanofi Aventis, son parte de una organización que opera de fuera de Estados Unidos en base a un doble propósito de armas biológicas, programa financiado por el sindicato penal internacional y diseñado para la aplicación de los asesinatos en masa para reducir la población del mundo en los próximos diez años, a sembrar el terror, para justificar la obligación de que los ciudadanos renuncien voluntariamente a sus derechos y se sometan a las normas de cuarentena en los campos de FEMA.

Asimismo, los activos patrimoniales, las casas, empresas, granjas, de los que morirán por culpa de este plan de este sindicato de la delincuencia internacional quedarán a la disposición de ellos. Al eliminar la población de América del Norte, la élite internacional tendrá acceso a los recursos naturales de la región y mediante la eliminación de los Estados Unidos y su constitución democrática al unificar, bajo la entidad de un superestado en America del Norte, con una moneda internacional, el grupo de delincuencia tendrá el control total de América del Norte.

La pandemia también ha sido diseñada por el mismo grupo de delincuencia internacional con objeto de distraer la atención del mundo de la devastadora crisis económica mundial, marcada por la pobreza, el colapso económico, la guerra, la pérdida de los derechos civiles y la desaparición de programas sociales del Estado.

En la denuncia se presentan:

El modelo de Estado de Emergencia de Salud Ley de poderes, el Consejo Nacional de Seguridad DIRECTIVA PRESIDENCIAL / NSPD 51 y SEGURIDAD PRESIDENCIAL DIRECTIVE/HSPD-20 y otras leyes de emergencia, cuarentena, indemnizaciones en caso de muerte o lesiones por vacuna, vacunación de emergencia, obligatoriedad de vacunas, ley marcial, emergencia nacional, suspensión de gobierno, obligatoriedad de los médicos de vacunar, eliminación de obligación de indemnización de los Estados en caso de muerte o lesión por vacuna, militarización de la gestión de emergencias sanitarias, se priman las decisiones de las organizaciones mundiales en la salud (como la OMS) frente a las del Gobierno de los Estados Unidos, ejercicios de preparación de Northcom frente a la pandemia, aprobación de legislación para facultar el estado de vigilancia y control de sus ciudadanos en caso de pandemia, aprobación de directivas que otorgan plenos poderes para el presidente en caso de evento catastrófico, entre otras leyes aprobadas.

http://www.publicealthlaw.net/MSEHPA/MSEHPA% 20Surveillance.pdf (Modelo de Estado de Emergencia de Salud Ley de poderes)

http://www.pandemicflu.gov/plan/states/stateplans.html

http://www.ncsl.org/programs/health/modelact.pdf

http://www.seguingazette.com/story.lasso?ewcd=7067c6003405a409

http://news.bostonherald.com/news/politics/view/2009_04_28_Mass__Senate_approves_pandemic_flu_prep_bill/

http://www.dhs.gov/xabout/laws/gc_1219263961449.shtm # 1

http://www.hhs.gov/pandemicflu/plan/appendixh.html

Otros hechos presentados

En septiembre de 2005, el Dr. David Nabarro fue nombrado el primer coordinador de la gripe del sistema de la ONU. El 29 de septiembre de 2005, en una conferencia de prensa en las Naciones Unidas, Nabarro dejó claro que su trabajo consistía en preparar para el virus H5N1, conocido como la gripe aviar. Se cuantificó la mortalidad que se esperaba de la siguiente manera:

”No estoy, en el momento, en la libertad de darle una predicción sobre el número, pero sólo quiero hacer hincapié en que, digamos, la serie de muertes podría ser cualquier cosa desde 5 a 150 millones de personas. “

Varios organismos dentro del Departamento de Salud y Servicios Humanos (DHHS), entre ellas la Oficina del Secretario, la Food and Drug Administration (FDA), los CDC y el Instituto Nacional de Alergias y Enfermedades Infecciosas (NIAID), están en el proceso de trabajo con los fabricantes de vacunas a fin de facilitar la producción de los lotes de vacunas experimentales para los dos cepas H5N1 y H9N2, así como la contratación de la fabricación de 2 millones de dosis de una vacuna contra el H5N1.

El 27 de octubre de 2005, el Departamento de Salud y Servicios Humanos otorgó un contrato de $ 62.5 millones a Chiron Corporation para la fabricación de una vacuna contra la gripe aviar destinada a proteger contra la cepa H5N1 del virus de la gripe. Esto siguió a una anterior otorgó $ 100 millones del contrato-a Sanofi Pasteur, el negocio de las vacunas Sanofi-Aventis Group, para la vacuna contra la gripe aviar.

Según The New York Times en marzo de 2006, “los gobiernos de todo el mundo han gastado miles de millones de planificación para una posible pandemia de influenza: la compra de medicamentos, ejecutando simulacros de desastres, [y] el desarrollo de estrategias para reforzar los controles en las fronteras”, debido a la amenaza que el virus H5N1. [83]

El 1 de noviembre de 2005 el Presidente Bush presentó una solicitud al Congreso por valor de:

$ 7.1 millones para iniciar la aplicación de la Estrategia Nacional de salvaguardia contra el peligro de pandemia de gripe. La solicitud incluye $ 251 millones para detectar y contener brotes antes de que se extiendan en todo el mundo;

$ 2,8 millones para acelerar el desarrollo de la cultura de la tecnología celular, $ 800 millones para el desarrollo de nuevos tratamientos y vacunas,

$ 1,519 millones para los departamentos de Salud y Servicios Humanos (HHS ) y de Defensa para la compra de las vacunas contra la gripe,

$ 1.029 millones para almacenar medicamentos antivirales, y

$ 644 millones para garantizar que todos los niveles de gobierno están preparados para responder a un brote pandémico. [96]

Más sobre la denuncia presentada al FBI de la Embajada de los Estados Unidos en próximos posts:

enlace a denuncia completa en pdf

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martedì 21 luglio 2009

IL DEBITO USA AL MASSIMO STORICO

Economia DI TITO PULSINELLI
selvasorg.blogspot.com

Intervista ad Attilio Folliero (*)

Lo scorso 30 giugno, il debito pubblico USA, nel silenzio generale dei media ufficiali, ha raggiunto la cifra record di 11.545 miliardi di dollari, il suo massimo storico in termini assoluti. Per saperne di più e dissotterrare da sotto le ceneri del silenzio questa questione scottante –per molti un autentico tabù- abbiamo intervistato l’internazionalista Attilio Folliero.

Tito Pulsinelli: Lo scorso 30 giugno, secondo fonti ufficiali del Tesoro statunitense (1), il debito pubblico USA ha raggiunto la cifra record di 11.545 miliardi di dollari. In valore assoluto rappresenta il massimo storico. Quali considerazioni si possono fare?

Attilio Folliero: Il debito pubblico USA il 30 giugno ha raggiunto la cifra record di 11.545 miliardi di dollari. In realtà tale cifra è già stata superata! Infatti, al 16 luglio, ultimo dato disponibile, il debito pubblico USA è già salito a 11.579 miliardi di dollari. Al momento è questo il vero record. Per quanto le cifre in valore assoluto siano importanti, vanno considerati i valori percentuale rispetto al PIL, al fine di avere un punto di riferimento e valutare il reale andamento.

A seguito, "Il costo del 'bailout' raggiunge la cifra impensabile di 24 trilioni di dollari - 80 mila per ogni americano -" (Paul Joseph Watson, Prison Planet.com);

TP: Rispetto al Prodotto Interno Lordo, dunque, cosa rappresentano queste cifre?

AF: Al momento non è ancora stato diramato il dato del PIL relativo al secondo trimestre del 2009, al 30 giugno appunto; sarà diffuso alla fine di luglio. Sappiamo che alla fine del primo trimestre il PIL USA, su basi annuali, ammontava a 14.097 miliardi.
Nella più ottimistica delle ipotesi, se tale dato dovesse confermarsi, il debito pubblico USA sarebbe attorno all’82%; in realtà, anche per questo secondo trimestre del 2009, ci si aspetta una diminuzione, dell’ordine dell’1%, o dell’1,3%, il che porterebbe il debito pubblico al di sopra dell’82%. In ogni caso, il debito pubblico USA, al momento è assestato ad oltre l’80% del PIL.

TP: Che evoluzione ha avuto il debito pubblico statunitense nell’ultimo anno? E’ diminuito?

AF: Nell’ultimo anno (30 giugno 2008 – 30 giugno 2009) il debito pubblico USA è cresciuto di oltre 2.000 miliardi di dollari, per la precisione 2.053 miliardi, ossia di circa il 22%. Nel corso dei primi sei mesi del 2009 è cresciuto di 845 miliardi e nell’ultimo trimestre di 418 miliardi di dollari. E’ aumentatoto e continuerà così perchè è previsto dal piano economico presentato dal presidente Obama. Il suo piano economico prevede di stimolare l’economia attraverso l’inieziezione di ingenti quantità di denaro pubblico.

TP: Finora ha avuto riflessi positivi il piano di Obama?

AF: Francamente non mi pare! L’economia USA (e mondiale) continua in recessione ed il futuro (immediato) non sembra certo migliore del presente. Per l’autunno, autorevoli studi prevedono un peggioramento della situazione economica; il Laboratorio Europeo di Anticipazioni Politiche (LEAP/E2020), che collabora anche con la Università “Sorbona” di Parigi, prevede che gli USA (e la Gran Bretagna) non saranno più in grado di pagare i debiti e le conseguenze – riporta il LEAP - per l’economia mondiale saranno catastrofiche, a partire dalla sparizione del dollaro (2).

Il destino del dollaro è certamente segnato e chi ci conosce sa che ne abbiamo parlato spesso (3).
L’unico effetto certo sortito dagli interventi di Barack Obama, già iniziati dalla precedente amministrazione Bush, è di aver fatto crescere il debito pubblico. Continuando in questa direzione, tra 3 o 4 trimestri il debito pubblico USA sarà pari ad un anno di produzione: 100% del PIL.

TP: Parliamo del debito pubblico statunitense da un punto di vista storico. Sicuramente durante la crisi del 1929, con la ben nota politica del New Deal, dei massicci interventi statali il debito pubblico USA deve essere aumentato. E’ così?

AF: Nel decennio succesivo alla crisi del 1929, il debito pubblico USA aumenta, ma non raggiuge cifre come quelle attuali: nel 1929 era attorno al 17% ed ovviamente cresce negli anni successivi, proprio a causa delle politiche statali: arriva al 40% nel 1934 ed al 43% circa nel biennio 1938-1939. Cresce, dunque, ma senza mai raggiungere i livelli attuali.

TP: Quindi adesso il debito pubblico è al suo livello più alto, sia in valore assoluto che in valore percentuale?

AF: No, c’è stato un periodo in cui il debito pubblico USA è stato più alto rispetto ad oggi. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946, il debito pubblico USA arriva ad oltre il 120% del PIL. Il debito USA inizia a crescere enormemente per finanziare la seconda guerra mondiale e cresce ancora di più dopo la guerra, sia per finanziare la riconversione interna, sia per finanziare la ripresa dei paesi europei (Piano Marshall).
Nel 1941 il debito pubblico era al 38% del PIL, nel 1942 salta al 45%, nel 1943 a poco meno del 70%, nel 1944 al 90%, nel 1945 al 115% e nel 1946 raggiunge il massimo storico al 121%. Dopo di che inizia a scendere.

TP: Il periodo relativo alla seconda guerra mondiale è dunque l’unico momento in cui il debito USA risulta più alto rispetto ad oggi?

AF: Si, esatto. Solamente nei sette anni fra il 1944 ed il 1950 gli USA hanno avuto un debito pubblico più alto rispetto a quello odierno. In tutta la storia economica (4), dal 1790 in poi, a parte quel periodo, gli USA non hanno mai avuto un debito come quello odierno, anzi, possiamo affermare che a parte il periodo della seconda guerra mondiale ed i giorni nostri, gli USA non hanno mai avuto problemi di debito pubblico.

Il bilancio del 1790 riportava un debito pubblico pari al 39% del PIL; tale dato rimarrà il più alto nella storia economica USA, fino appunto al periodo della grande crisi del 1929 e della seconda guerra mondiale. Dopo il 1790 il debito scende costantemente fin quasi ad azzerarsi a metà degli anni trenta, del secolo XIX; praticamente per circa mezzo secolo gli USA non hanno debito pubblico, essendo attorno all’1/2%.

Durante il periodo della guerra di secessione il debito sale fino ad un valore massimo del 32% del PIL (1867-1869), appunto in virtù della necessità per Washington di finanziare le operazioni belliche. Successivamente alla guerra di secessione il debito scende progressivamente, fino ad attestarsi al di sotto del 10% verso la fine del secolo.

Per tutto il primo decennio del XX secolo e fino all’entrata in guerra, nella prima guerra mondiale, il debito pubblico USA è inferiore al 10%. Nel 1916 era al 7%, ma nel 1918 sale al 19% e nel 1919 è al 34%. Dopo aver raggiunto questo valore massimo, nuovamente torna a scendere. Come visto, alla vigilia della grande crisi il debito pubblico era attorno al 17%.

TP: Com’è l’andamento del debito in questi ultimi 60 anni?

AF: Dopo aver raggiunto il massimo assoluto nel 1946, ad oltre il 120%, scende velocemente. Negli anni 50 si attesta attorno al 60%; negli anni sessanta continua la sua corsa alla diminuzione e nel 1967 è nuovamente sotto il 40%. Durante gli anni settanta si stabilizza attorno al 33%.

Nel corso degli anni ottanta torna a crescere e velocemente: nel 1981 è al 31%; nel 1988 è già oltre il 50%; tre anni dopo, nel 1991 è oltre il 60%. Durante gli anni novanta si stabilizza attorno al 63/66%. Nel triennio 2000-2002 è al di sotto del 60%, sia pure di poco. Tutti conosciamo la storia recente: la cosiddetta guerra al terrorismo, l’invasione dell’Afghanistan, l’invasione dell’Iraq ed il debito pubblico ovviamente ne risente.

Alla fine dell’anno fiscale 2008 (al 30 settembre), il debito pubblico USA è al 69,55%. Con l’autunno, arriva anche la nuova grande crisi e il tentativo di stimolare l’economia con grandi iniezioni di capitali pubblici. Alla fine di dicembre il debito arriva al 75,35%; alla fine del primo trimestre del 2009 è al 78.93% ed al 30 giugno è sicuramente oltre l’80%, anzi attorno all’82%. Per il dato esatto bisogna aspettare il dato del PIL, alla fine di luglio.

TP: In conclusione, il debito pubblico statunitense può arrivare alla cifra toccata nel secondo dopo guerra? Quali sono le differenze del periodo attuale con il secondo dopo guerra? Gli USA potranno riprendersi velocemente come successo appunto negli anni cinquanta?

AF: Indubbiamente il debito continuerà a salire perchè è previsto dalla strategia messa a punto da Barack Obama e potrebbe arrivare a toccare e superare quello raggiunto nel 1946.
I due periodi (1944-1950 ed oggi) sono caratterizzati da un grande indebitamente pubblico, ma vi sono delle differenze sostanziali: nel dopo guerra gli USA erano una potenza in ascesa, dominavano i mercali mondiali, la produzione era al massimo, così come pure le entrate fiscali, per cui è stato possibile ripianare quel debito.

Oggi le cose sono notevolmente cambiate: il debito aumenta; le entrate fiscali diminuiscono; aumentano i disoccupati; crollano le esportazioni; le imprese USA -a parte quella bellica- non sono in grado di competere con le imprese dei nuovi paesi emergenti, dove i salari sono bassissimi ed a volte rasentano la schiavitù.

Gli USA sono in declino. Ovviamente dire che gli USA sono in declino, non significa che il capitale USA è in declino. Il capitale non ha mai conosciuto confini e quando il profitto non risponde più alle aspettative, semplicemente si trasferisce altrove, dove sono garantiti profitti più alti.
Gli USA e paesi del capitalismo maturo sono in declino per la caduta del saggio di profitto e infatti in questi ultimi anni c’è stato un forte spostamento di capitali dagli USA e dai paesi del capitalismo maturo ai paesi in via di sviluppo. La crisi non è altro che una ristrutturazione del capitalismo.

TP: Gli USA si riprenderanno? Ci sarà la “seconda opportunità” che sogna Z.Brzezniski? O è un sogno ad occhi aperti?

AF: Gli USA sono al tramonto e probabilmente non si riprenderanno più, almeno nella misura in cui siamo abituati a considerarli. Gli USA e suoi alleati (Europa occidentale, Canada e Giappone, in sostanza il G7, cui aggiungo l’Australia) avranno un ruolo economico, a livello mondiale, sempre meno importante. Anzi, fin da adesso, possiamo dare per morto e seppellito il cosiddetto G7, almeno nella conformazione attuale.

Già si parla della necessità di un avvicendamento del’Italia, del Canadà e dell'Inghilterra, destinate a fuoriuscire da questo consesso, ma non saranno certo sostituite dalla Spagna - come si ipotizza - altro paese in forte crisi. Nuovi paesi, nuovi capitalisti stanno per irrompere sulla scena mondiale o avranno un ruolo decisamente maggiore: Cina, Russia, Brasile e India, primi fra tutti.
Ovviamente l’egemonia degli USA e paesi occidentali non scomparirà nel breve e medio tempo; continueranno ad avere un ruolo sulla scena mondiale, ma saranno fortemente ridimensionati. Per ora, c'è la perdita dell'egemonia assoluta ed il riallineamento a quella reativa. Basta vedere l'affollamento di Paesi e leader a L'Aquila -la ressa davanti ai fotografi- in quello che fino a poco fa era un esclusivo Club7, con un indiscusso potere reale maggiore.

TP: Possiamo comparare il debito pubblico dei vari Paesi? Quali sono gli Stati più indebitati?

AF: Gli Stati con il debito pubblico più alto al mondo sono lo Zimbabwe con oltre il 200% del PIL ed il Giappone con poco meno del 200%; l’Italia è attorno al sesto posto con circa il 105%; gli USA sono attorno al dodicesimo posto con l’82% circa.
Bisogna subito dire che c’è un problema di cifre, dovuto al fatto che gli organismi internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale FMI (5), riportano dati certi e recenti solo per i sette grandi.
La CIA (6) riporta i dati di quasi tutti i paesi del mondo, ma tali dati per molti stati non sono proprio recenti. In ogni caso, indipendentemente dalle graduatorie è certo che i paesi del capitalismo maturo hanno tutti un grandissimo livello di indebitamento.

TP: Com’è la situazione del debito pubblico nei paesi in ascesa come Russia, Cina, Brasile e India?

AF: Dei paesi citati, a parte l’India che ha un indebitamento pubblico del 78% ed il Brasile al 40%, comunque basso, gli altri hanno un grado di indebitamento bassissimo: l’Iran al 25%, il Venezuela al 17%, la Cina al 15% e la Russia al 6%.

TP: Oltre al debito pubblico, qual’è il grado di indebitamento dei privati nei vari paesi?

AF: Oltre al debito pubblico è importante considerare anche altri fattori, quali il debito delle famiglie, delle imprese e le riserve internazionali. Riguardo l’indebitamento privato (di famiglie ed imprese), la Gran Bretagna e gli USA hanno livelli altissimi ed infatti, il debito complessivo, debito pubblico, delle famiglie e delle imprese in questi due stati è attorno al 400% del PIL. Gli altri stati del capitalismo avanzato hanno livelli di indebitamento complessivo più basso; paesi come l’Italia ed il Giappone a fronte di debiti pubblici più alti, hanno debiti privati più bassi.

Analizzando le riserve internazionali, infine, ci rendiamo veramente conto di quanto sia grave la situazione negli Stati Uniti e nella Gran Bretagna. Un Paese come il Giappone che ha un debito pubblico molto alto, il secondo al mondo, ha però debiti privati molto bassi e soprattutto riserve internazionali per oltre 1.000 miliardi di dollari, equivalenti a circa un quarto del proprio PIL. Il Giappone è il secondo paese al mondo per riserve internazionali, subito dopo la Cina.

Anche Italia, Germania e Francia che hanno buone riserve internazionali, dell’ordine del 10% del PIL stanno decisamente meglio degli USA. Le riserve della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, che ammontano a circa la metà di quelle italiane o tedesche rappresentano di fatto una goccia, nell’oceano sterminato dei suoi debiti. La situazione è particolarmente diffícile per gli USA che hanno un debito pubblico di oltre l’82% del PIL, debiti complessivi dell'ordine del 400% e riserve internazionali che coprono a malapena lo 0,7% del debito pubblico. In conclusione gli USA, molto presto cesseranno di essere la superpotenza economica cui siamo abituati dall'inizio del secolo scorso.

Intervista raccolta a Caracas il 17/07/2009

Note
(1) E’ possibile seguire l’aggiornamento giornaliero del debito pubblico USA nel sito ufficiale del Ministero del Tesoro USA, a questo indirizzo Web: http://www.treasurydirect.gov/NP/BPDLogin?application=np

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(
2) Il sito del Laboratorio Europeo di Anticipazioni Politiche è a questo indirizzo URL: http://www.europe2020.org/; il rapporto citato è leggibile in italiano al sito: http://informazionescorretta.blogspot.com/2009/06/tre-onde-anomale-convergenti-geab-36.html

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(
3) Sul dollaro vedasi “Il destino del dollaro”, URL: www.lapatriagrande.net/destino_dolar_pib_pil_gdp_angus_maddison.htm; vedasi anche “Segnali di una imminente fine del dollaro”, URL: www.lapatriagrande.net/nuove_monete_segnali_fine_dollaro.htm

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(
4) i dati storici del debito pubblico USA sono reperibili all’URL: http://www.folliero.it/08_dati_economici/dati_economici.htm

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(
5) il data base del Fondo Monetario Internazionale è consultabile a questo URL: http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2008/02/weodata/index.aspx

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(
6) I dati della CIA riguardanti il debito pubblico della maggior parte dei paesi del mondo sono a questo URL: https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/rankorder/2186rank.html

Tornare all’articolo Tito Pulsinelli
Fonte: http://selvasorg.blogspot.com
Link: http://selvasorg.blogspot.com/2009/07/il-debito-usa-al-massimo-storico.html#links
20.07.2009

(*) Attilio Folliero è un politologo italiano, nato a Lucera in provincia di Foggia, attualmente in Venezuela. Scrittore, poeta, autore di numerosi articoli, ripresi da media di varie parti del mondo, oltre a dirigere il sito de La Patria Grande ed il CESEIV; più volte invitato come opinionista in vari programmi radiofonici e televisivi.