sabato 28 febbraio 2009

Hillari Clinton ha venduto tutto il portafoglio azionario prima del crack!

La divulgazione finanziaria di Hillary Clinton, per l’anno 2007, mostra che l’ex first lady ha liquidato l’intero suo portafoglio d’azioni, circa 20 milioni di dollari, nel maggio del 2007.

Un tempismo quasi perfetto, poiché ha venduto tutti i suoi stock a soli 500 punti, e 5 mesi prima della "punta" del mercato (cioè prima che il mercato cominci a scendere).
Il senatore Clinton è un investitore eccellente o ha avuto qualche dritta?

In passato sospetti di Insider Trading.
Già in passato Hillary Clinton è stata stranamente fortunata. Nel 1979, l’allora First Lady dell’Arkansas, fece un enorme guadagno piazzando $ 1000 in un contratto a termine di bovini, che fruttarono 100000 $ solo pochi mesi più tardi. L’operazione l’ha messa al centro di notevoli controversie, accusata di “Insider Trading” (speculazioni di borsa operate da soggetti che dispongono di informazioni non conosciute dagli altri operatori del mercato).

Marshall Magazine, una pubblicazione della "Marshall School of Business", aveva fatto uno studio per quanto riguarda la probabilità del suo successo commerciale e aveva detto:
"Questi risultati sono piuttosto notevoli. Due terzi del suo investimento hanno evidenziato un utile entro la fine della giornata dell’80 per cento. Molti dei suoi traffici si sono svolti al momento dei migliori prezzi del giorno."

Ma bisogna aggiungere che la signora Clinton ha sempre negato qualsiasi malversazione, e non è mai stata accusata di un crimine simile.

2007: Una lista delle transazioni della signora Clinton QUI (gentile concessione di www.opensecret.org).

Da notare le 170 transazioni che sono state vendute. Le transazioni di qualche obbligazioni, ma il 90% vendute in stock. Attenzione:nessuna operazione di acquisto!

Questa informazione è disponibile. Tutti gli eletti negli USA sono obbligati a divulgare i loro averi finanziari, ogni anno. Se le domandaste cosa ha fatto con il prodotto della vendita, la sua risposta sarà che lo ha trasformato in liquidità: 50 milioni di dollari in fondi in deposito, e qualche centinaia di migliaia di dollari in obbligazioni.

Ma perché una persona con un talento così eccezionale per il commercio, perde il suo tempo con la politica?

Traduzione di Giuditta.

Fonte: http://tuttouno.blogspot.com

Titolo originale: OH Hillary..You’ve Got Some Splanin’ To Do

Intervista a Gioacchino Genchi (DA NON PERDERE!)

Questa è un'intervista che non si può commentare.
Beppe Grillo.

Intervista a Gioacchino Genchi:

"Io svolgo l'attività di consulente tecnico per conto dell'autorità giudiziaria da oltre vent'anni, lavoro nato quasi per caso quando con l'avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero la possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste figure.
Per cui per l'accertamento della verità, nel processo penale, accertamento della verità significa anche a favore dell'indagato o dell'imputato, il Pubblico Ministero non ha limiti nella scelta delle professionalità di cui si deve avvalere. Io ho fatto questa attività all'interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Abbiamo svolto importanti attività con Arnaldo La Barbera, con Giovanni Falcone poi sulle stragi. Quando si è reso necessario realizzare un contributo esterno per il Pubblico Ministero, contenuto forse scevro da influenze del potere esecutivo, mi riferisco a indagini su colletti bianchi, magistrati, su eccellenti personalità della politica, il Pubblico Ministero ha preferito evitare che organi della politica e del potere esecutivo potessero incidere in quelle che erano le scelte della pubblica amministrazione presso la quale i vari soggetti operavano.
Nel fare questo ho fatto una scelta deontologica, cioè di rinunciare alla carriera, allo stipendio, per dedicare tutto il mio lavoro al servizio della magistratura. Questa scelta, anziché essere apprezzata è stata utilizzata dai miei detrattori che fino a ieri mi hanno attaccato in parlamento, al contrario.

Il ministro Brunetta non poteva non riferire che la concessione dell'aspettativa non retribuita che io avevo chiesto era perfettamente regolare, è stata vagliati da vari organi dello Stato, dal Ministero dell'Interno, dal Ministero della Funzione pubblica e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri di Berlusconi, la stessa che mi ha attaccato in maniera così violenta e così assurda dicendo le fandonie che hanno fatto ridere gli italiani perché tutto questo can can che si muove nei miei confronti, questo pericolo nazionale, cioè una persona che da vent'anni lavora con i giudici e i Pubblici Ministeri nei processi di mafia, di stragi, di omicidi, di mafia e politica più importanti che si sono celebrati in Italia, rappresenta un pericolo.

Forse per loro! Per tutti quelli che mi hanno attaccato perché poi la cosa simpatica (è chiaro che ora sto zitto, non posso parlare sono legato al segreto) ma mi scompiscio dalle risate perché tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da Farina a Luca Fazzo a Lionello Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa Ruotolo, sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando. Questo è l'assurdo!

Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da Rutelli a Martelli, Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che comunque sono entrate nell'ottica della mia attività. Martelli nei computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di Saladino usciva dalle intercettazioni di Saladino, Mastella per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha fatto il comunicato, cose da ridere! Tra l'altro questi non hanno nemmeno la decenza di far apparire un'altra persona.

No, compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno titolo nell'indagine. Questo è assurdo. Io continuo a ridere perché il popolo italiano che vede questo grande intercettatore, che avrebbe intercettato tutti gli italiani, ma che cosa andavo ad intercettare agli italiani? Per farmi sentire dire che non riescono ad arrivare alla fine del mese? Per sentir dire che i figli hanno perso il posto di lavoro o che sono disoccupati? Che c'è una crisi economica? Ma perché mai dovrei andare ad intercettare gli italiani? Ma quali sono questi italiani che hanno paura di Gioacchino Genchi?

Quelli che hanno paura di Gioacchino Genchi sono quelli che hanno la coscienza sporca, e quelli che hanno la coscienza sporca sono quelli che mi hanno attaccato. E con questo attacco hanno dimostrato di valere i sospetti che io avevo su di loro. Anzi, più di quelli di cui io stesso mi ero accorto, perché devo essere sincero, probabilmente io avevo sottovalutato il ruolo di Rutelli nell'inchiesta Why not.

Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si è comportato come si è comportato. Quando ci sarà la resa della verità chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati... chiariremo tutto! Dalla prima all'ultima cosa. Questa è un'ulteriore scusa perché loro dovevano abolire le intercettazioni, dovevano togliere ai magistrati la possibilità di svolgere delle intercettazioni considerati i risultati che c'erano stati, Vallettopoli, Saccà, la Rai eccetera, la procura di Roma immediatamente senza problemi però apre il procedimento nei confronti del dottor Genchi su cui non ha nessuna competenza a indagare, perché la procura di Roma c'entra come i cavoli a merenda. C'entra perché l'ex procuratore generale di Catanzaro ormai fortunatamente ex, ha utilizzato questi tabulati come la foglia di fico per coprire tutte le sue malefatte e poi le ha utilizzate come paracadute per non utilizzarle a Catanzaro, dove probabilmente il nuovo procuratore generale avrebbe immediatamente mandato a Salerno.
Perché in quei tabulati c'è la prova della loro responsabilità penale. Non della mia. Quindi, non li manda a Salerno che era competente, non li manda al procuratore della Repubblica di Catanzaro che avrebbe potuto conoscere quei tabulati e quello che c'era, non li manda al procuratore della Repubblica di Palermo dove io ho svolto tutta la mia attività ma li manda a Roma che non c'entra niente.

Quindi si va a paracadutare questi tabulati sbagliando l'atterraggio perché in una procura che non ci azzecca nulla. Perché tra l'altro in quei tabulati c'erano delle inquisizioni che riguardavano magistrati della procura della Repubblica di Roma! Su cui stavamo indagando. Ora la procura di Roma indaga su di me e sui magistrati della procura della Repubblica di Roma. Si è ripetuto lo scenario che accadde tra Salerno e Catanzaro e si è ripetuto lo scenario che era già accaduto tra Milano e Brescia all'epoca delle indagini su Di Pietro. Con la sola differenza che all'epoca si chiamava Gico l'organo che fece quelle attività, adesso si chiamano Ros, ma sostanzialmente non è cambiato nulla.

In ultima analisi dico che io sono comunque fiducioso nella giustizia. Hanno cercato di mettermi tutti contro, hanno cercato di dire ad esempio, nel momento in cui c'era un rapporto di collaborazione con la procura di Milano anche fra De Magistris e la procura di Milano, un'amicizia personale fra De Magistris e Spataro, che siano stati acquisiti i tabulati di Spataro. Assurdo! Non è mai esistita un'ipotesi del genere. Nemmeno per idea! Come si fa a togliere a De Magistris l'appoggio della magistratura associata? Diciamo che ha preso i tabulati di Spataro. Come si fa a mettere il Csm contro De Magistris? Diciamo che ha preso i tabulati di Mancino.

Adesso i Ros dicono che nei tabulati che io ho preso ci sono, non so quante utenze del Consiglio superiore della magistratura. Non abbiamo acquisito tabulati del Csm, sono i signori magistrati di cui abbiamo acquisito alcuni tabulati, quelli sì, tra cui alcuni della procura nazionale antimafia ben precisi, due, solo due, che hanno contatti col Csm.

Ha inquisito il Quirinale! Ma quando mai? Se però qualcuno del Quirinale ha chiamato o è stato chiamato dai soggetti di cui ci siamo occupati validamente, bisogna vedere chi dal Quirinale chi ha avuto contatti con queste persone, ma io non ho acquisito i tabulati del Quirinale. A parte che se fosse stato fatto sarebbe stata attività assolutamente legittima perché, sia chiaro, le indagini in Italia non si possono fare soltanto nei confronti dei tossici e magari che siano pure extracomunitari, oppure quelli che sbarcano a Lampedusa nei confronti dei quali è possibile fare di tutto, compresa la creazione dei lager.

La legge è uguale per tutti. Tutti siamo sottoposti alla legge! Perché sia chiaro. Questo lo devono capire. Nel momento in cui a questi signori li si osa sfiorare solo da lontano, con la punta di una piuma, questi signori si ribellano e distruggono le persone che hanno solo il coraggio di fare il proprio lavoro.
Gli italiani questo l'hanno capito. E hanno capito che questo dottor Genchi di cui hanno detto tutte le cose peggiori di questo mondo... e io adesso pubblicherò tutti i miei lavori, dal primo sino all'ultimo pubblicherò tutte le sentenze della Corte di Cassazione, delle Corti d'Appello, delle Corti di Assise, dei tribunali che hanno inflitto centinaia e centinaia di anni di carcere col mio lavoro.
Ma le sentenze di cui io sono più orgoglioso non sono le sentenze di condanna, ma sono le sentenze di assoluzione! Sono quelle persone ingiustamente accusate anche per lavori fatti dal Ros che sono state assolte grazie al mio lavoro e che rischiavano l'ergastolo! E che erano in carcere. Persone che erano in carcere perché avevano pure sbagliato l'intestatario di una scheda telefonica. E adesso questi signori vengono ad accusare me di avere fatto lo stesso lavoro che loro... ma non esiste completamente!
Tutte queste fandonie e la serie di stupidaggini che sono state perpetrate addirittura in un organismo che è il Copasir! Che si deve occupare dei servizi di vigilanza sulla sicurezza, non sui consulenti e sui magistrati che svolgono la loro attività sui servizi di sicurezza! Noi abbiamo trovato delle collusioni di appartenenti ai servizi di sicurezza, con delle imprese che lavorano per i servizi di sicurezza, che lavorano nel campo delle intercettazioni, che costruiscono caserme con appalti dati a trattativa privata per milioni di euro, noi stavamo lavorando su quello! Stavamo lavorando su quello e ci hanno bloccato perché avevano le mani in pasta tutti loro! Questa è la verità.

Questa è la verità e adesso mi hanno pure dato l'opportunità di dirla perché essendo indagato io non sono più legato al segreto perché mi devo difendere! Mi devo difendere con una procura che non ci azzecca nulla con la competenza, la procura di Roma, mi difenderò alla procura di Roma.

Però sicuramente la verità verrà a galla! E non ci vogliono né archivi né dati perché sono tre o quattro cose molto semplici. Le intercettazioni di Saladino utili saranno una decina, quando fu intercettato prima che De Magistris iniziasse le indagini, ma sono chiarissime! E l'attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D'Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D'Amelio numero diciannove dov'è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l'ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata."

Obama, la crisi e il nuovo ordine mondiale

di Maurizio d’Orlando

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L’abisso della crisi economica spinge molti a proporre il governo di un organismo mondiale per l’economia, ma anche per la politica. Il dominio della finanza è assicurato anche dal nuovo gabinetto di Barack Obama, costituito da persone fra i responsabili della crisi. Intanto nessuno rivendica il potere al popolo di battere moneta. La democrazia è uccisa dalla finanza.
Milano (AsiaNews) – Un nuovo ordine mondiale, da tempo programmato, sta per essere reso “inevitabile”. Molti politici ed economisti si affrettano a dire che ciò comporterà gravi sacrifici, ma ad ogni persona “ragionevole” è evidente che si tratta di sofferenze e disagi del tutto “necessari”.
Catalizzatore di questa riformulazione del pianeta è la crisi economica di cui siamo vittime. Questa crisi a fuoco lento, da immobiliare, bancaria e finanziaria, sta ormai toccando l’industria, l’agricoltura e tutta l’economia; dall’epicentro statunitense sta raggiungendo in vari gradi tutto il mondo. Il timore di reazioni a catena su possibili sconvolgimenti economici politici e sociali, la paura di anarchia in ogni campo, forniranno lo strumento necessario per attuare questo nuovo ordine, che i più vedranno come l’unico esito possibile. In tal modo, dovranno essere riformulati il governo; il direttorio mondiale della finanza, dell’economia e della fiscalità; quello dell’ordine pubblico, del sistema penale, della regolamentazione dei rapporti privati dentro e fuori l’ambito familiare; della sovranità di ciascun popolo, della possibilità stessa di esprimere opinioni difformi dal pensiero unico relativista: tutto ciò sarà considerato l’unica soluzione di fatto disponibile ed auspicabile.
Il nuovo ordine e il G 20
Fino a pochi decenni fa, tale nuovo ordine mondiale sarebbe stato considerato con orrore, un incubo, l’anticamera di una dittatura planetaria. Invece, d’ora in poi i capi delle nazioni saranno lodati per aver dato prova, in un momento difficile, di senso del bene comune per tutti i popoli della terra e di interesse verso tutti gli strati sociali. Beninteso, questo è quanto ci verrà detto - temiamo molto presto - a ben più chiare lettere di quanto oggi possiamo intuire. Del resto, già da tempo, si parla della necessità di “regole”, di una nuova Bretton Woods. L’occasione più probabile in cui ci verrà fornito il nome della medicina “miracolosa” sarà forse la prossima riunione dei vertici politici ed istituzionali del G 20, in programma a Washington il 15 novembre. La “medicina” sarebbe una banca centrale mondiale che regolamenti la moneta unica di riferimento ed i rapporti di questa con le sotto-denominazioni locali del sistema.
Al G 20, dopo una breve lezioncina ed una frettolosa diagnosi sulle difficoltà attuali – “è tutta colpa di quegli scriteriati liberisti di Bush” - la cura per sanare la terribile crisi ci verrà impartita proprio dai maggiori responsabili di questa stessa crisi. Basta vedere chi ha maggiormente finanziato la più dispendiosa campagna elettorale per la presidenza dell’ex superpotenza americana (oltre un miliardo di dollari, in un momento di pesante recessione). Come sempre e come è ovvio, chi aveva interesse ha giocato su entrambi i tavoli per ogni evenienza; ma alla fine, come sappiamo, ha prevalso Barack Obama, anche in termini di spese: quasi il doppio in termini assoluti di quelle del candidato repubblicano. Oltre ai soliti settori - il mondo dello spettacolo e del’informazione, quello universitario e dell’istruzione, dell’informatica e di internet - i contributi per il nuovo presidente sono venuti in particolare dai fondi speculativi (“hedge funds”); dagli studi legali [anch’essi traggono risorse dalle complesse alchimie dei contratti di finanza creativa]; dai fondi di “private equity”(1). Per non cambiare nulla, occorreva che all’apparenza cambiasse tutto. In fondo, anzi in superficie, è bastato poco: il colore un po’ più scuro della pelle del nuovo presidente. Per il resto, il governo del nuovo presidente è composto, dai “soliti” responsabili, di fatto irresponsabili. Guardiamo ai nomi in lizza per il ministero del Tesoro: Larry Summers, Tim Geithner e Robert Rubin. Sono tutti ultra-liberisti, persone che hanno sempre sostenuto la necessità di svincolare la finanza da ogni regola, dei nemici della legge Glass-Steagall(2).
Essi sono coloro che, nel girotondo d’incarichi per i membri del clan – al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Mondiale, nei governi del presidente Clinton, sotto l’ala di Alan Greenspan e di Ben Shalom Bernanke, o addirittura al vertice della Federal Reserve Bank di New York (Geithner) – hanno di fatto pilotato tutti gli sviluppi precedenti e successivi all’emergere della crisi odierna.
I volti vecchi del governo di Obama
Come capo di gabinetto, Obama ha scelto Emanuel Rahm, che vanta una carriera a cavallo tra la politica e le grandi case finanziarie di Wall Street. Nel suo caso c’è pure dell’altro. Non solo il padre di Rahm era membro dell’Irgun(3), ma lui stesso ha anche la cittadinanza israeliana, ha combattuto per Israele, è il referente per le forze armate israeliane ed ha patrocinato lo scorso 4 giugno la candidatura di Obama ai vertici dell’AIPAC(4) – l’organizzazione sionista americana finanziata anche dallo Stato di Israele e coinvolta in alcuni recenti casi di spionaggio. In Israele hanno commentato: “[Rahm ] è il nostro uomo alla Casa Bianca”. Questa osservazione ci porta a considerare che forse la scelta tra i due candidati non era equivalente. A lungo in altalena nei sondaggi, dopo un’apparente prodigiosa rimonta, lo schieramento repubblicano, rafforzato nelle propensioni degli elettori dalla vicenda della Georgia, è iniziato a precipitare in modo definitivo da quando il presidente Bush, a fine agosto, ha negato la fornitura di aerei-cisterna necessari all’aviazione israeliana per un’incursione a lungo raggio(5), rifiutando con ciò l’avallo del governo americano ad un attacco contro l’Iran. Pochi giorni dopo anche le quotazioni delle materie prime ed in primo luogo del petrolio, su cui le grandi banche d’affari avevano pesantemente scommesso per compensare le perdite sui mutui immobiliari, hanno iniziato a sgonfiarsi per poi precipitare con le borse di tutto il mondo a partire dai primi di settembre(6).
La democrazia e la moneta
Da tutte queste premesse è chiaro che la presidenza Obama non porterà cambiamenti di rotta nella gestione della crisi finanziaria; al contrario rafforzerà la tendenza a proteggere le grandi istituzioni ed industrie a scapito delle piccole imprese e del cittadino medio che gli ha dato il voto. Soprattutto è anche chiaro che nel G 20 di Washington non verrà per nulla scalfita la questione centrale dell’attuale crisi finanziaria ed economica – e delle tante altre precedenti crisi della modernità e della postmodernità – cioè la sovranità e legittimità di sistema. Nel mondo a noi contemporaneo, l’unico regime considerato pienamente legittimo, in termini di potere politico ed economico, è quello democratico. Per la diffusione della democrazia nel mondo sono state combattute molte guerre ed in democrazia, per definizione, sovrano è il popolo. Se, però, una democrazia evoluta e complessa come quella americana può essere pilotata – nel senso che all’elettore è lasciata l’illusione di scegliere mentre in realtà è il marketing politico che, come nei supermercati, guida gli orientamenti – da chi dispone di grandi risorse monetarie, non si può più affermare che la legittimità del sistema sta nel consenso popolare. Questo può essere comprato e, dunque, nella disponibilità stessa di moneta si fonda il consenso ed il potere in democrazia. Non si tratta certo di considerazioni nuove, ma il punto cruciale è che l’emissione della moneta è di per se stessa un atto sovrano, nel senso che la circolazione della moneta è imposta per legge: un creditore non può rifiutare un pagamento in moneta avente corso legale e pretendere invece una diversa prestazione a suo piacimento (oro, argento, o altro), se non l’ha concordato prima. Chi controlla l’emissione della moneta, mediante regole scritte ad hoc, può favorire chi conviene o è più gradito(7).
Il paradosso della moderna democrazia è che il popolo sovrano – nei suoi supposti rappresentanti, i parlamenti, i capi di Stato e di governo – non ha di fatto e di diritto alcun potere all’interno della Fed (ma anche della Bce, la Banca centrale europea) – in riferimento ad un atto sovrano di primaria importanza. A tutela pubblica e per evitare le intromissioni della politica, l’emissione della moneta è stata privatizzata e sottratta al controllo pubblico. Il Sovrano, nei suoi rappresentanti, è inaffidabile e quindi in concreto non è sovrano. Non tutti sanno infatti che la Fed è un organismo di diritto privato così come ad esempio la Banca d’Italia e molte altre banche centrali nel mondo. È così dagli albori del parlamentarismo, da poco dopo la “Glorious Revolution” nel 1688(8).

Riferimenti:

[1] Vedi ad es. Hedge Funds: Long-Term Contribution Trends | OpenSecrets; Lawyers / Law Firms: Long-Term Contribution Trends | OpenSecrets; http://www.opensecrets.org/news/2008/11/obamas-pick-for-chief-of-staff.html)
[2] La legge Glass-Steagall imponeva la separazione tra l’attività bancaria e quella finanziaria. La legge era stata introdotta nel 1933 per prevenire la possibilità che si riproducessero le condizioni che portarono al crollo di borsa nel 1929 ed alla successiva depressione degli anni Trenta. L’abolizione della Glass-Steagall fu decisa nel 1999 dal governo del presidente Clinton. La finanza “creativa”, causa dei disastri finanziari odierni, è stata resa perciò possibile da un provvedimento non di un’amministrazione del partito repubblicano ma di quello democratico.
[3] Organizzazione sionista che tra le due guerre mondiali organizzava attentati cruenti per combattere il mandato sulla Palestina affidato dalla Società delle nazioni, antecedente dell’ONU, all’Impero britannico e per arrivare così a costituire su di essa lo Stato di Israele.
[4] Obama’s AIPAC Speech, Rahm’s Endorsement | The New York Observer
[5] a) Zionist Organization of America - Press Releases - ZOA Critical Of Bush Administration Decision To Deny Refueling Aircraft To Israel ; b) ‘US rejects Barak’s Boeing 767 request’ | Iran news | Jerusalem Post
[6] Futures chart - Oil price chart
[7] Ad esempio solo alle società elencate nella “Primary Dealers list” (storicamente non più di venti nomi, quelli più citati nelle recenti cronache finanziarie) è consentito l’accesso alle transazioni ed alle aste della Fed per i titoli di Stato emessi per importi miliardari. Primary Dealer List - Federal Reserve Bank of New York
[8] Anche nel moderno parlamentarismo vi è un forte intreccio tra finanza e politica. Le recenti “rivoluzioni arancioni” nell’Est europeo, sostenute dal finanziere George Soros, si ispirano infatti proprio al precedente storico della “Glorious Revolution”. Il parlamentarismo si era infatti imposto in Gran Bretagna con la “Glorious Revolution” spodestando il cattolico Giacomo II Stuart. Non bisogna però confondere parlamentarismo e costituzionalismo. Giacomo II era Sovrano legittimo e costituzionale perché aveva riconosciuto il potere legislativo del parlamento. Guglielmo d’Orange con un esercito di mercenari olandesi e tedeschi, finanziato dai banchieri di Amsterdam aveva invaso e conquistato l’Inghilterra. ed aveva spodestato Giacomo II. Per sdebitarsi, l’Orange - che fu detto il Re dei banchieri - pochi anni dopo ha concesso il monopolio dell’emissione di moneta avente valore legale a dei privati che costituirono la Bank of England e la Bank of Scotland. Con un capitale di due milioni di sterline oro la Bank of England, da un lato era impegnata a concedere per pari importo un prestito che fruttava un interesse. Dall’altro lato poteva emettere certificati aurei, cioè moneta a quell’epoca, sempre per il medesimo importo. In un certo senso avevano raddoppiato il capitale. L’esercito orangista non dové combattere perché Guglielmo d’Orange ottenne l’aiuto di alcuni influenti notabili che, invece di affrontare l’invasore sul campo, si accordarono con lui e tradirono il loro legittimo sovrano. Il principale di costoro fu il capostipite dei Churchill.

Da: www.asianews.it

LA CACCIATA DEGLI AMBASCIATORI

Di Antonella Randazzo





Negli anni Settanta e Ottanta dello scorso secolo, i mass media parlavano spesso dell’America Latina, di solito in riferimento a colpi di Stato, a Desaparecidos o a Cuba. Oggi sembra scomparsa dalle cronache, come se non succedesse mai nulla di importante. Eppure in alcuni paesi del Sud America, come il Venezuela e la Bolivia stanno accadendo cose relativamente importanti.
I presidenti di questi due paesi, rispettivamente Hugo Chávez e Evo Morales, vengono spesso dileggiati dai mass media statunitensi, e talvolta (per quel poco che se ne parla) anche da noi. Si offre un’immagine ambigua, strana, negativa di questi presidenti. Addirittura nei documenti ufficiali le autorità statunitensi definiscono Chávez “fascista” (senti chi parla!).
Ma anche se si possono trovare errori nell’operato di queste persone (nessuno è perfetto), né Chávez né Morales hanno mai aggredito paesi stranieri, né fanno guerre o impongono dittature a diversi paesi per il controllo delle risorse e per la sottomissione dei popoli, come fanno le autorità statunitensi.
Occorre considerare che sia il Venezuela che la Bolivia, come molti altri paesi del mondo, subiscono controlli da parte degli Usa, nel tentativo di limitare i poteri delle autorità locali, e per impedire che altri paesi del Sud America, seguendo il loro esempio, riescano a rafforzarsi a tal punto da sfuggire al controllo.
I falchi degli Usa stanno col fiato sul collo a tutte le autorità sudamericane, con la differenza che alcune possono manovrarle completamente ed altre no. Quelle che non riescono a manovrare sono le stesse che vengono disprezzate attraverso i media e fatte passare per “dittatori”.

Il noto scrittore Luis Sepúlveda spiega quello che sta accadendo in Venezuela e in Bolivia:
“Finalmente, dopo un Salvator Allende, un presidente latinoamericano (si riferisce a Chávez) osa trattare gli statunitensi con decisione. Ciò che gli Usa fanno in Bolivia, promuovendo il separatismo e le azioni violente nell’Oriente del paese, ricorda molto ciò che fecero in Cile per destabilizzare il governo di Allende, tra il 1970 e il 1973… Gli Usa sono sempre vissuti, cresciuti e sopravvissuti in guerra: non conoscono altra normalità che la guerra. E’ quindi necessario provocare la Russia con lo scudo antimissili in Polonia e Repubblica Ceca, con l’ampliamento della Nato alla Georgia e, infine, provocando l’America Latina. L’imperialismo Usa è molto più reale di quanto lo sia la retorica della timida sinistra europea ed è pericolosissimo, perché una bestia ferita è una bestia che si rialzerà solo se riuscirà ad inventare conflitti o guerre sporche… Morales è stato eletto democraticamente. E’ l’unico rappresentante della democrazia boliviana… coloro che gridano “morte agli indios!” sono quella minoranza di discendenti europei che hanno sempre sfruttato il popolo. In Bolivia l’85% della popolazione è indigena, povera e mantenuta arretrata da secoli: Morales è il presidente di quella maggioranza… oggi lo Stato boliviano deve soffocare la sedizione e i razzisti che, con la complicità degli Usa, tentano di sabotare un governo che vuole ridare dignità al suo popolo… Obama è il volto gentile dello stesso impero, della stessa idea di supremazia… sarà credibile solo quando dirà: ‘non vogliamo essere temuti, ma vogliamo essere rispettati’. Ma dire questo significherebbe negare il cuore dell’idea imperialista che ogni yankee deve avere se vuole partecipare alla politica”. (1)

I paesi sudamericani, sempre più spesso, non seguono i diktat di Washington. Ad esempio, i rapporti commerciali fra il Venezuela e l’Iran sono splendidi. I leader dei due Paesi si sono incontrati diverse volte per mettere a punto importanti progetti. Sul mercato venezuelano sono stati lanciati alcuni modelli di auto costruite in collaborazione con l’Iran. Ad un reparto di cadetti delle Forze Armate venezuelane sono state consegnate autovetture costruite da Venirauto, la fabbrica irano-venezuelana inaugurata da Mahmoud Ahmadinejad e Hugo Chávez. Anche nel comparto energetico esistono forti legami fra i due paesi. Sia Teheran che Caracas intendono rafforzare il loro peso all’interno dell’OPEC, e per questo Caracas sta portando avanti esplorazioni nel sottosuolo, in cui potrebbero essere trovati miliardi di barili di greggio, che incrementeranno le riserve venezuelane. Gli accordi venezuelani con Teheran prevedono la creazione di una compagnia mista, per implementare infrastrutture petrolifere e trasportare il greggio.

Nel settembre dello scorso anno, il presidente boliviano Morales ha definito l’ambasciatore statunitense Philip Goldberg “persona non gradita” e lo ha espulso, scoprendo il suo ruolo nei tentativi di destabilizzare il paese indebolendo il suo governo.
Il piano consisteva nel pagare persone per manifestare e chiedere “autonomia” oppure la restituzione dell'aliquota, derivante dalla vendita di gas, che il governo ha scelto di versare in un fondo pensione per aiutare gli anziani indigenti.
Molti di questi manifestanti si mascherano il volto, e commettono atti di vandalismo, distruggono strutture istituzionali, lanciano bombe molotov e inneggiano alla morte di Morales. Alcuni di essi hanno commesso un vero e proprio atto terroristico, attaccando il gasdotto che trasporta il gas verso il Brasile e l'Argentina, danneggiando la società statale Ypfb.

Dopo questi fatti, Chávez ha voluto esprimere solidarietà al presidente boliviano attuando l’espulsione dell’ambasciatore statunitense in Venezuela. Per tutta risposta, le autorità Usa hanno espulso l'ambasciatore venezuelano a Washington, Bernardo Alvarez.
Chávez aveva accompagnato l’espulsione con le parole: “Gli Usa devono portare rispetto ai paesi latinoamericani. Questo chiediamo, che sia portato rispetto. E fino a quando non cambierà il governo Usa l'ambasciatore non potrà rientrare”. (2)

Si sa che le vendette delle autorità Usa non si limitano all’espulsione di un diplomatico, e dunque, dal settembre dello scorso anno, sono ritornati i tentativi di spodestare Chávez attraverso la pianificazione di un colpo di Stato. Ma non siamo più negli anni Settanta e Ottanta, oggi le autorità dell’America Latina sono preparate a tutto, e non sottovalutano nessuno yankee inviperito dalla perdita del controllo sui loro paesi. Sia Morales che Chávez sono riusciti a sventare più di un golpe, grazie all’appoggio della popolazione e di gran parte del governo, e alla consapevolezza della realtà.
Il presidente venezuelano non usa eufemismi quando si tratta di definire l’avversario: la frase “Ya basta de tanta mierda de ustedes, yanquis de mierda”, non necessita di traduzione. Se possibile, ancora più eloquente è la frase: “Non siamo disposti a morire come Bolivar, a Santa Maria, o Allende, alla Moneda... Se l'oligarchia o i lacché diretti, finanziati e armati dall'impero abbattono uno qualsiasi dei nostri governi, avremo luce verde per iniziare qualunque tipo di operazione che restituisca il potere al popolo in questi paesi fratelli". (3)

Anche altri presidenti di paesi dell’America Latina, come Inácio Lula da Silva, sono solidali nel non accettare governi golpisti, sostenendo i legittimi governi.
Il presidente dell’Ecuador Rafael Correa si sarebbe avvicinato alle idee bolivariane, facendo approvare una Costituzione all’avanguardia. Con le nuove leggi, viene rispettato il diritto all’emigrazione, viene riformato il settore sociale ed economico, e vengono riconosciute le unioni omosessuali.
Anche in Bolivia ha trionfato un nuova Costituzione, che rispetta i diritti delle popolazioni autoctone, che comprendono la stragrande maggioranza della popolazione. L’obiettivo principale è quello di utilizzare le royalties sul gas per migliorare la condizione dei poveri.
Anche Chávez ha vinto da recente il referendum costituzionale, potendo così modificare la Costituzione.
Alcuni intellettuali avanzano critiche sostenendo che una politica del genere potrebbe rischiare di riproporre il “mito della personalità”, mostrando questi presidenti come eroi carismatici, capaci di azioni grandiose proprio in virtù della loro forte personalità. D'altronde, occorre anche confrontarsi con i fatti e valutare se è auspicabile avere fantocci al soldo di Washington oppure forti personalità che aiutano i più deboli e offrono un assetto più umano. Da quando è al governo Chávez il paese ha vissuto un notevole sviluppo, ad esempio, gli indici di povertà sono scesi dal 50% al 30%, e la disoccupazione si sarebbe dimezzata (dati del CEPAL, l'istituto di studi economici delle Nazioni Unite). Ovviamente, nessun pupillo di Washington avrebbe mai fatto altrettanto.

Questi presidenti sono del tutto consapevoli del significato delle guerre attuali, e per questo non sostengono né le autorità Usa, né l’operato dei governi israeliani. Secondo Chávez, Israele è il "braccio assassino" degli Stati Uniti e la guerra contro i palestinesi potrebbe cessare se Barack Obama lo volesse.
Il genocidio dei palestinesi sarebbe dunque voluto da Washington e sostenuto dalle autorità europee.
Finora Obama non avrebbe dato segni chiari di voler cambiare la situazione in Medio Oriente, e Chávez ha commentato: "anche se Obama sarà peggiore del presidente uscente, a noi non importa perché noi siamo liberi". (4)
Il presidente venezuelano ha condannato l’invasione di Gaza e le relative operazioni belliche costate la vita a molti civili. Ha anche espulso l’ambasciatore israeliano dal Venezuela, e inviato aiuti alla popolazione palestinese. La sua netta posizione a difesa dei diritti dei palestinesi gli è costata l’accusa di “antisemitismo”, fattagli attraverso il quotidiano israeliano Haaretz.
L’accusa di antisemitismo è diventata l’asso nella manica per zittire chi denuncia i crimini delle autorità israeliane.
Certo è meglio essere accusati ingiustamente di antisemitismo che essere complici di massacri.

Dunque, mentre i leader europei sono sempre più corrotti e sottomessi all’oligarchia finanziaria imperante, i presidenti dell’America Latina, stanchi di un imperialismo secolare, cercano supporto reciproco e appoggio da parte di altre potenze, come la Russia, per poter governare senza l’oppressione del vecchio colonizzatore. Cambiare si può, se si vuole.



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NOTE

1) Intervista a Luis Sepúlveda, Epolis Milano, 16 settembre 2008.
2) http://www.peacereporter.it/dettaglio_articolo.php?idart=12181
3) http://achtungbanditen.splinder.com
4) Fonte: AdnKronos/Dpa, 17 gennaio 2009.

venerdì 27 febbraio 2009

Le castronerie atomiche di Berlusconi

di Jacopo Fo

La denuncia arriva da Ecodem, associazione nazionale degli ambientalisti del Partito Democratico, secondo cui i numeri paventati dal governo sul beneficio dell’energia nucleare sono completamente sballati.
Prima falsita’: le scorie. Non e’ vero che il nucleare di nuova generazione produce meno scorie. Le quattro nuove centrali nucleari da 1,6 GW a tecnologia francese consumeranno infatti oltre 30 tonnellate di uranio arricchito all’anno che inevitabilmente generano rifiuti radioattivi.
Seconda falsita’: la quota di produzione. E’ stato affermato che gli impianti produrranno a regime il 25% del consumo nazionale, ma la cifra e’ esagerata.
Quattro centrali potranno al massimo produrre 45 TWh di energia che oggi rappresentano circa il 13% del consumo nazionale.
Terza falsita’: “Non e’ assolutamente vero che l’Italia importa una grande quantita’ di energia elettrica dall’estero, per lo piu’ dal nucleare francese. Importiamo solo il 12,5% dell’energia e il dato interessante e’ che ben l’80% di quell’energia e’ prodotta da fonti rinnovabili, e non dal l’atomo”.
Quarta e ultima falsita’: la spesa. Occorrono 20 miliardi di euro per quattro centrali, 5 per ogni impianto. In Finlandia, dove stanno costruendo una centrale a tecnologia francese, i costi finali sono raddoppiati rispetto ai preventivi.
(Fonte: Ansa Ambiente)

Nel video uno spot contro la reintroduzione dell’energia nucleare in Italia.

Tratto da : http://www.jacopofo.com

I TERRORISTI AL SERVIZIO DEI PAESI OCCIDENTALI

DI NAFEEZ M. AHMED

The Cutting Edge

Mi è capitato tra le mani un articolo pubblicato da Kristin Aalen, una storica corrispondente dello Stavanger Aftenbladet (Stavanger Evening News), un quotidiano nazionale norvegese; l’articolo, pubblicato di recente, riguarda le operazioni segrete dell’Occidente che hanno sponsorizzato Al-Qaeda sin dalla fine della guerra fredda…basato quasi per intero sulle mie ricerche esposte in "The War on Truth: 9/11, Disinformation and the Anatomy of Terrorism" ("La guerra alla verità: 9/11, disinformazione e l’anatomia del terrorismo", ndt).
L’articolo, intitolato"Terrorists Working for Western Countries" ["I terroristi al servizio dei paesi occidentali", ndt] (24.11.08), fornisce addirittura una lista analitica paese per paese, completa di un planisfero geo-politico che illustra l’ampiezza di tali operazioni. Questo articolo, tratto da un giornale tra i principali in Europa, riassume molto efficacemente la forza della mia ricerca riguardo a questo argomento così sgradito. Un peccato che la stampa britannica sia così reticente riguardo a questo genere di questioni.
Ci sono alcune cose da puntualizzare: Kristin a volte semplifica eccessivamente le mie spiegazioni geo-politiche e questo può causare seri malintesi, ad esempio nella sua interpretazione della mia analisi dell’appoggio del Pentagono ai militanti di Al-Qaeda nei Balcani. Lei riporta che ONU e NATO aiutarono i musulmani bosniaci provocando i serbi, in modo da impedire la pace. Questa è una versione esagerata di quanto espngo più in dettaglio nel mio "The London Bombings: An Independent Inquiry". I serbi furono, di fatto, spinti ad agire impunemente, e l’afflusso di militanti mujahideen in Bosnia per opera della Agenzia di Intelligence della Difesa degli Stati Uniti ha, come era prevedibile, aggravato la crisi. A seguito dei bombardamenti aerei NATO (del tutto inefficaci) e dell’accellerazione nella disgregazione della Yugoslavia, Stati Uniti, ONU e NATO decisero di non reagire ai genocidi commessi dai serbi nei confronti dei musulmani bosniaci, come quello di Srebrencia.
Comunque, quella che segue è una traduzione essenziale dell’articolo.
I terroristi al servizio dei paesi occidentali
Ci è stato detto che i paesi occidentali avrebbero fatto tutto il possibile per sradicare al-Qaeda con la cosiddetta “Guerra al terrorismo”, ma l’intelligence occidentale ha sempre usato i terroristi per eseguire un gran numero di lavori sporchi in altri paesi, sin dagli anni ‘90.
Di Kirstin Aalen
24 novembre 2008
Durante la Guerra Fredda gli Stati Uniti erano occupati a indebolire l’influenza dell’unione Sovietica in Afghanistan. La CIA cooperava con l’intelligence Pakistana e dell’Arabia Saudita a supporto della lotta dei mujahedin -soldati della guerriglia musulmana- contro i comunisti.
Migliaia di jihadisti (i soldati della "guerra santa") vennero addestrati nei campi di addestramento di Bin Laden fino alla fine degli anni ‘80. Questi soldati venivano da paesi arabi di medio-oriente e nord-africa ed erano chiamati Arabi-Afghani. Nel 1988, fu fondata Al-Qaeda.
Quindi?
I sovietici rinunciano all’Afghanistan nel 1989. Gli uomini di Bin Laden combattono i due anni di guerra civile che seguono. A questo punto contro chi avrebbero dovuto scagliare la loro “guerra santa” i jihadisti? I regimi da cui provengono non avrebbero tollerato guerriglieri fondamentalisti nei loro territori.
L’intelligence occidentale vide un’opportunità. Documenti provano quanto in special modo Inglesi e Statunitensi sfruttarono la brutalità di Al-Qaeda. “L’obiettivo era quello di destabilizzare regioni in cui il potere anglo-statunitense voleva assicurarsi il controllo sulle risorse di petrolio e gas”, dice l’inglese Nafeez Mosaddeq Ahmed, esperto di terrorismo che ha scritto molti libri sempre su questo argomento.
Infiltrazioni
Nel 1991 tre militari statunitensi arrivano in Azerbaijan e organizzano l’infiltrazione di più di 2000 mujahedin. La tattica consiste nel creare ribellioni e rimuovere l’influenza russa. Bin Laden stabilisce un ufficio di Al-Qaeda a Baku, come base per le azioni terroristiche nei territori musulmani adiacenti alla Russia. Dopo due anni di sommosse, il presidente democraticamente eletto viene deposto nel giugno 1993 e il corrotto Alijev prende il potere. A questo punto le compagnie petrolifere occidentali e saudite possono assicurarsi contratti lucrativi, e la costruzione del condotto petrolifero Baku-Tbilisi-Ceyhan può iniziare, senza tenere in considerazione la Russia.
In seguito
Nel 1992 inizia la guerra in Bosnia. Un documento giornalistico olandese ufficiale, firmato dal Professor Cees Wiebes dell’Università di Amsterdam denuncia l’infiltrazione segreta da parte del Pentagono di migliaia di soldati di Al-Qaeda in Bosnia, apparentemente di supporto ai musulmani bosniaci. Ovviamente la presenza di questi delinquenti non fa altro che provocare i Serbi in maniera tale da rendere impossibile ogni soluzione pacifica. NATO e Stati Uniti supportano i musulmani bosniaci con i bombardamenti aerei.
Nel 1996 l’Esercito di Liberazione del Kosovo viene addestrato da un membro di rango elevato di Al-Qaeda lungo il confine albanese, con la collaborazione di esperti militari inglesi e statunitensi.
Macedonia
Nel 2001 i jihadisti irrompono in Macedonia, adesso sotto le false spoglie della fazione nazionalista sorella, la National Liberation Army (NLA), segretamente sponsorizzata per anni da NATO e Stati Uniti, come rivelato dai media tedeschi e olandesi.
L’intelligence macedone ha addirittura riferito che Al-Qaeda stava addestrando l’NLA nella regione Kumanovo-Lipkovo. Questa informazione fu fatta pervenire alla CIA e al Consiglio Nazionale di Sicurezza degli Stati Uniti.
Libia
Nel 1997, l’agente anti-terrorismo britannico dell’MI5 David Shayler rivela la devoluzione di 100.000 Sterline da parte dell’Intelligence britannica nel 1995-96 a beneficio della rete libica di Al-Qaeda per pianificare e attuare l’assassinio del capo di stato, il Colonnello Mohammar Gaddafi.
Ahmed elenca le altre aree in cui le operazioni segrete occidentali hanno usato la collaborazione dei terroristi di Al-Qaeda: Algeria, Egitto, Cecenia (vedi grafico) e addirittura le Filippine. Il suo elaborato mostra come le attività dei gruppi terroristici islamici addestrati, finanziati, armati e forniti di combattenti da Al-Qaeda, siano sempre state sponsorizzate dall’alleanza anglo-statunitense. “Sia direttamente, che per supporto indiretto tramite intermediari. L’obiettivo principale è sempre stato assicurarsi il controllo sulle materie prime, in special modo gas e petrolio”, dice Nafeez Mosaddeq Ahmed.
Kosovo 1996-99:
L’Esercito di Liberazione del Kosovo (KLA) fu finanziato da Bin Laden e dal traffico di eroina dall’Afganistan. Molti soldati mercenari furono addestrati nei campi terroristi in Afghanistan. Secondo l’Interpol, il leader di un’unità del KLA era probabilmente Mohammed Al-Zawahiri, un veterano di Al-Qaeda, fratello di Ayman al-Zawahiri, braccio destro di Bin Laden.
ADDESTRAMENTO: dal 1998 il KLA viene addestrato e armato anche dalla NATO. Esperti britannici e statunitensi danno il loro supporto per l’addestramento a Tropoje in Albania.
OBIETTIVO: Gran Bretagna e Stati Uniti usano il KLA per destabilizzare il Kosovo e incrementare le ostilità etniche. L’intento è quello di guadagnare il controllo delle terre che consentono il passaggio del condotto petrolifero via Bulgaria, Macedonia e Albania, escludendo Russia e Iran.
NELLA LISTA: Questo avvenne indipendentemente dal fatto che il KLA nel 1998 fu incluso nella lista delle organizzazioni terroristiche.
ALGERIA 1992-99:
GIA: All’inizio degli anni ‘90 emerge il Gruppo Islamico Armato (GIA), forte in Algeria e con stretti legami con Osama Bin Laden in Sudan. Le atrocità commesse durante gli anni ‘90 in Algeria causano 150.000 vittime tra i civili.
RIVELAZIONI: Nel 1997 viene rivelato che i massacri fu attuato in collaborazione tra la GIA e i servizi militari e di intelligence algerini. I regimi occidentali negano la connessione, ma numerosi informatori ritengono di essere al corrente di tale connessione.
VENDITE: il Sunday Times e Reuters riferiscono la vendita di armi da parte della Gran Bretagna all’Algeria nel 2000. Le forze armate staunitensi e algerine stringono i rapporti nel 1999.
BOSNIA 1992-95:
SHOCK: 10.000 brutali mujahedin e combattenti di Al-Qaeda vengono usati a sostegno dei musulmani bosniaci contro i serbi bosniaci.
PENTAGONO: uno studio ufficiale olandese riporta nel 2002 come il Pentagono lasciò che i jihadisti islamici combattessero per i musulmani bosniaci.
PASSAPORTO BOSNIACO: Nel 1993 Osama Bin Laden è in possesso di passaporto bosniaco e si presenta a incontri a Zagabria, in Croazia, per i leaders arabo-afghani che stanno facendo da emissari di Al-Qaeda in Bosnia.
OVEST: Stati Uniti e Gran Bretagna supportano il presidente nazionalista di destra Alija Izetbegovic con attività complementari e combattono le politiche multi-etniche del popolare rivale Fikret Adbic, leader dei musulmani bosniaci. Questo dà il via alla frammentazione della Yugoslavia, a cui contribuirono i bombardieri NATO e statunitensi.
CECENIA 2000:
RUSSIA: nel 1999, cooperazione cecena chiave con operatori degli alti ranghi di Al-Qaeda a proposito degli attacchi nel Caucaso.
USA: entro l’estate del 2000, aziende private di sicurezza americane armano i ceceni infiltrati in Al-Qaeda e i loro alleati islamici per creare disordini nella regione e causare la “guerra santa” contro la Russia con l’intento da parte degli statunitensi di ditruggere un condotto petrolifero russo.
AZERBAIGIAN 1991-93:
AGENTI: tre agenti delle forze armate statunitensi infiltrano almeno 2.000 combattenti di Al-Qaeda dall’Afganistan a Baku, in Azerbaijan. L’Al-Qaeda di Bin Laden stabilisce un suo ufficio in città, come base terroristica per diverse aree.
ATTIVITA’: combattenti professionisti creano ribellione per ridurre l’influenza russa nel paese. Il presidente eletto Albufas Eltsjibej fugge nel giugno ‘93. Prende il suo posto Heidar Alijev. Numerose delle principali compagnie petrolifere supportano il golpe.
OBIETTIVI: il Punto Base britannico guida il consorzio delle compagnie petrolifere occidentali e saudite che garantirebbero un contratto che consenta il passaggio del condotto da Baku attraverso la Georgia fino a Ceyhan in Turchia, evitando il controllo russo.
LIBIA 1995-97:
Nel 1997, l’agente anti-terrorismo britannico MI5 David Shayler rivela che l’agenzia di intelligence MI6 britannica ha pagato, nel 1995-96, 100.000 Sterline alla rete di Al-Qaeda in Libia per ottenere l’assassinio da parte dei terroristi del capo di stato libico. L’operazione fallisce, vengono uccisi 6 libici innocenti nella macchina sbagliata. Il governo britannico nega il suo coinvolgimento, ma due esperti dell’intelligence francese documentano che l’MI6 assunse il più fidato degli uomini di Bin Laden, Anas al-Libya, per la sua trama omicida. La stessa persona che compare tra la lista dei massimi ricercati per gli attacchi alle ambasciate statunitensi in Africa nel 1998.
MACEDONIA 2001:
GUERRIGLIA: i soldati del KLA formano l’NLA in Macedonia. Al tempo, gli insorgenti furono circondati dalle forze di sicurezza macedoni, ma furono salvati da NATO e Stati Uniti, nonostante i rispettivi portavoce continuino a negare. Nel giugno 2002 la notizia trapela tramite i media tedeschi e olandesi.
DENUNCIA: I macedoni denunciano a CIA e Consiglio Nazionale Sicurezza il fatto che Al-Qaeda avesse addestrato l’NLA nella regione. L’unica reazione è una risposta educata da parte dell’intelligence statunitense.
EGITTO 1997:
Durante la prima metà del novembre 1997 la CIA manda un uomo chiamato Abu-Umar Al-Amriki al fedele alleato di Osama bin Laden, Ayman al-Zawahiri, a Peshawar, in Pakistan. Un patto era stato suggellato tra il leader terrorista egiziano e la CIA: Al-Zawahiri avrebbe ricevuto 50 milioni di dollari statunitensi per assicurare, in cambio, che le forze statunitensi in Bosnia-Herzegovina non fossero attaccate dai mujahedin islamici. L’egiziano sarebbe stato in grado, a sua volta, di usare il denaro per “dominare sull’Egitto”. Alcune settimane dopo, nel settembre 1997 ci fu l’attentato terroristico al Luxor, da parte della Al-Jihad, organizzazione di Al-Zawahiri.
MOHAMMED ALI:
Fu agente doppiogiochista, per Al-Qaeda da una parte e per CIA/FBI dall’altra. Fu mandato nel 1984 da Al-Zawahiri perché si infiltrasse nella CIA. Si arruolò nell’esercito statunitense e lavorò allo Special Warfare Center di Fort Bragg, dove rubò un manuale di tecniche di combattimento. Era tra gli altri terroristi che attaccarono il World Trade Center di New York nel 1993, ma non venne condannato. Noto anche col nome di Abu-Umar Al-Amriki (americano). Venne mandato dalla CIA nel 1997 come intermediario per trattare con Al-Zawahiri.
Osama bin Laden:
Visse in Afghanistan tra il 1984 e il 1989 e fu uno dei teorici al vertice di Al-Qaeda.
Visse in Arabia Saudita tra il 1989 e il 1991, ma le sue aspre critiche alle autorità gli costano l’esilio.
Tra il 1992 e il 1996, diresse Al-Qaida da Khartoum in Sudan.
Dal 1996 tornò in Afghanistan, dove stabilì una stretta colleborazione col governo talebano al potere, fino all’invasione statunitense dell’ottobre 2001.
FINANZIAMENTI: Bin Laden ha sempre finanziato Al-Qaeda in parte con i soldi della sua famiglia benestante, e in parte tramite azioni di found-raising, ma quando nel 1994 perse la sua cittadinanza saudita e i suoi conti in banca vennero bloccati dalla dinastia Bin Laden, non poté più supportare così generosamente i suoi jihadisti.
MUJAHEDIN: diversi gruppi di mujahedin (combattenti per la guerriglia musulmana) furono supportati da Stati Uniti, Arabia Saudita e Pakistan, tra gli altri, per lottare contro l’URSS in Afghanistan (1979-89). Quando Osama Bin Laden era in Arabia Saudita, costruì il centro di Tora Bora con l’aiuto dell’intelligence pakistana (ISI). Qui poté, ispirato dal teorico Jihadista palestinese Abdullah Azzam e supportato dall’egiziano Ayman Al-Zawahiri, reclutare e addestrare combattenti per la Jihad (“guerra santa”). Venne istituito un al-Kifah Center (ufficio di supporto) per i jihadisti operanti a Peshawar, in Pakistan. Numerosi altri simili centri di assistenza vennero stabiliti sia negli Stati Uniti che in Europa.
Al-Qaeda:
In arabo, abbreviazione per “database”. Venne creata nel maggio 1988 da Osama Bin Laden, assieme ai suoi più fidati colleghi.
FORMAZIONE: Al-Qaeda offrì nel suo primo anno addestramento a 10.000 - 20.000 volontari in diversi campi distribuiti tra Afghanistan e Pakistan. Alcuni arabo-afgani davano lezioni di tecniche di combattimento e uso di armi e esplosivi, oltre che di formazione ideologica.
BIBLIOGRAFIA
"Azerbaijan throws raw recruits Into Battle" by Steve Levine, Washington Post 21/4-1994;
"Fortune hunters Lured U.S. into volatile Region "by Dan Morgan and David B. Ottaway, Washington Post, 4/10-1998;
" U.S. Supported al-Qaeda cells during Balkan Wars "; Isabel Vincent, National Post, 16/3-2002.
"Bin Laden linked to Albanian drug gangs" by Colin Brown, Independent, 21/10-2001;
"America Used Islamist to Arm the Bosnian Muslims: The Screbenica Report Reveals the Pentagon’s Role in a Dirty War," Richard J. Aldrich, Guardian , 22/4-2002.
"The Kosovo Liberation Army: Does Clinton Policy Support Group with Terror, Drug Ties? From "Terrorists" to "partners" by Larry E. Craig, United States Senate Rebublican Policy Committee 31/3-1999.
"European Intelligence: The U.S. betrayed us in Macedonia" by Christopher Deliso, Randolph Bourne Institute, 22/6-2002.
"Do not Shoot the Messenger" by David Shayler, the Observer 27/8-2000.
Titolo originale: "Norwegian Daily: Terrorists Working for Western Countries"
Fonte: http://nafeez.blogspot.com
Link
21.01.2009
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RAMONA RUGGERI

giovedì 26 febbraio 2009

Il Crack più grande deve ancora avvenire

Di Marco Milioni

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Per la prima volta durante la mia esperienza professionale ho avuto paura di scrivere una notizia che mi arrivava da fonte attendibile ma riservata. Paura per le eventuali conseguenze giudiziarie. Paura,
soprattutto, per ciò che stavo scrivendo. La cosa è capitata il 12 febbraio quando ho avuto una dritta terribile sulle conclusioni cui due giorni prima a Brussel era arrivato il vertice dei ministri economici della Unione Europea (Ecofin). Le banche della Ue detengono nei loro bilanci almeno 18 trilioni di di euro di titoli tossici.

Una cifra immane che è inferiore di poco alla metà del prodotto interno del mondo nel 2007, circa 42 trilioni di euro. Per fortuna a dare l’annuncio ci ha pensato il magazine elettronico Il Sussidiario con un
bell’approfondimento di Mauro Bottarelli. Ad ogni modo qualla cifra incredibile è contenuta in una relazione che doveva rimanere riservata ma che invece ha cominciato a circolare fra gli addetti ai lavori,
nonché su alcuni media europei: in Italia come al solito c’è il silenzio assoluto. O quanto meno alla notizia non è stato dato il giusto risalto. Rimane però il dato che è impressionante. Come è possibile che i bilanci delle banche del Vecchio Continente detengano da soli debiti potenziali pari a metà, o quasi, del Pil mondiale? Io ho un brutto presentimento. Quella che tutti chiamano crisi potrebbe essere una manovra pensata da anni dai big della finanza che viene avallata da tutte le leadership politiche quantomeno occidentali.
Durante gli anni passati le banche centrali hanno stampato una grande quantità di moneta praticamente dal nulla immettendo liquidità a iosa. Poi molti soggetti tra privati, fondi di investimento e banche hanno
acquistato strumenti finanziari patacca che hanno avuto l’effetto di costruire un gigantesco buco di carta che globalmente si aggira a 15 volte il Pil del mondo. Con lo spettro del fallimento delle banche che hanno in pancia questi titoli patacca si chiede ora agli stati di ripianare l’indebitamento delle banche sia direttamente sia indirettamente. E che cosa sono questi titoli spazzatura? Null’altro che titoli di debito virtuali grazie ai quali i banchieri debitori si trasformano per legge in creditori, mentre ai correntisti accade il contrario (leggi l’approfondimento). Gli stati, grazie a govenanti compiacenti, per assecondare questa logica debbono indebitarsi a loro volta e così il gioco è fatto. Per coloro che hanno architettato il sistema arriva la possibilità di legare a filo doppio i cittadini di mezzo mondo tramite il cappio di un debito pubblico colossale generato
ad arte. Sì perché nessuno dice che quando gli stati si accolleranno i debiti delle bad bank (le banche create a posta per custodire i titoli tossici) ci sarà qualcuno che quei soldi li incasserà. Come?
Sotto forma di titoli di stato principalmente. Quindi ci sarà qualcuno, e la politica si rifiuta di dirci chi, che sarà proprietario di stock di debito pubblico talmente grandi da possedere virtualmente porzioni
intere degli stati che si sono indebitati per salvare le banche. A questo punto le soluzioni vere all’orizzonte non sono molte. Anzitutto si deve permettere alle autorità tributarie di andare a guardare in ogni singolo archivio dei paradisi fiscali per sapere chi ha rifilato cosa a chi e chi è titolare di un certo credito o debito. I dati vanno resi pubblici. Allo stesso modo bisogna permettere alle autorità tributarie e alla magistratura di aprire gli archivi segreti delle società di clearing (ricordate l’affaire Clearstream?). Si tratta di società che custodiscono la movimentazione della quasi totalità del denaro scambiato nel mondo fra grandi soggetti economici; movimentazione che avviene solo in formato elettronico. Anche in questo caso lo spostamento di ogni singolo cent deve diventare di dominio pubblico. Fatto questo la gran parte di questi debiti va
azzerata per legge. Come? Risalendo alla fonte di chi ha concesso strumentalmente crediti giustapposta perché questi non fossero esigibili. So che si arriverebbe così al santuario dei santuari dei signori delle banche centrali, ma chi se ne frega. Loro sono pochi. Noi tanti. Contemporaneamente i governanti devono elaborare strumenti di legge adeguati che permettano di colpire i responsabili di quella che si annuncia come una delle più grandi frodi della storia. Se ciò non avviene bisognerà ribellarsi anche ai politici. Perché trovo
fastidioso essere ridotto in schiavitù a causa dell’ingordigia di qualche intoccabile i cui avi trecento anni fa non erano altro che volgari bottegai. Vero Rothschild? Vero Rockefeller? Vero Du Pont?
Vero Warburg? Vero Lazard? Vero Greenspan? Vero Goldman? Vero Morgan?
Poi c’è un altro piccolo dettaglio. È bene che le banche centrali siano completamente nazionalizzate a costo zero e con esse tutti i profitti da signoraggio acquisiti almeno durante gli ultimi 50 anni.
Poi si potrà ragionare, prima no.

Fonte: http://www.stampalibera.com

mercoledì 25 febbraio 2009

ATTENTATO NUCLEARE - OPERAZIONE BLACKJACK DEL TELEGRAPH



FONTE: INFORMAZIONE SCORRETTA (BLOG)

Wow, l'amico di maria de filippi ha vinto sanremo mentre al bano è uscito subito.

Adesso che abbiamo esaurito la rassegna stampa dell'edizione di oggi dei media allineati, parliamo di cose rilevanti, come qualcuno che racconta un auto attentato nucleare sul suolo americano con colpo di stato e dittatura.

Non stiamo parlando dei soliti siti "complottisti".

Da qualche tempo il sito del Telegraph sta pubblicando a puntate una storia molto interessante che inizia proprio con un attentato terroristico nucleare a londra e in 6 città americane.



Abbiamo rimontato e tradotto per voi le prime 5 puntate. Le trovate qui sotto.

Specifica il Telegraph che i personaggi, gli eventi e i luoghi sono interamente di fantasia , diremmo in italiano che ogni riferimento a personaggi, eventi e luoghi esistenti è totalmente casuale.

Già.

La storia è ambientata ai giorni nostri, in particolare la prima esplosione si verifica il 21 giugno. Non a caso non si sceglie mai un giorno qualsiasi ma un giorno ben preciso - in questo caso il solstizio d'estate.

La storia parte, narra, dicevamo, di terrorismo, di crisi economica negli USA, di un attacco terroristico nucleare.

Subito dopo le bombe: una guerra agli stati “canaglia”, la fine degli USA fusi con Canada e Messico nella nuova Unione del Nord America sotto una nuova bandiera, una nuova moneta che assomiglia molto al famigerato - che caso - Amero, una nuova costituzione e soprattutto un nuovo presidente non eletto di stanza nella nuova capitale: Denver, guarda caso.

Si prosegue con i primi atti del nuovo governo: la sospensione delle libertà civili, l'introduzione una card di identificazione per il commercio, un chip impiantato alla popolazione, controllo dell’informazione. E se l'attentato fosse stato un attacco false flag* nucleare con colpo di stato, se i terroristi in realtà non esistessero, ci suggerisce il Telegraph?

Dopotutto al giorno d'oggi sembra che non ci voglia molto a smarrire qualche bomba nucleare. Perfino a Los Alamos, il principale laboratorio nucleare americano, spariscono 80 computer alla volta, mentre i server del medesimo laboratorio vengono bucati dai soliti maledetti nemici gialli...

Allo stesso modo, il fantomatico bin laden, che cambia volto ad ogni apparizione televisiva (qui in italiano, andate al punto 9) sembra ormai tanto credibile quanto un ridicolo raggruppamento di islamici e cristiani apocalittici.

Date allora un occhio all’Operazione Blackjack.

Sul Telegraph, mica sul corriere.
Oppure qui sotto, rimontata e tradotta da noi.




[comunicazione di servizio: le slide sono troppo lente? cliccate sulla freccina qui in evidenza per avanzare a comando]





Potete seguire le prossime puntate direttamente sulla sezione del Telegraph o su Informazione Scorretta.


Cosa ne pensano gli informatissimi lettori?
I vostri commenti sono i benvenuti.

Saluti felici

Felice Capretta



* se non sapete cos’e’ un attacco false flag non dovreste essere qui, e potete tornare a leggere il corriere. Ok, ok, potete iniziare da qui oppure da qui.
Fonte: http://informazionescorretta.blogspot.com/
Link: http://informazionescorretta.blogspot.com/2009/02/attentato-nucleare-operazione-blackjack.html
22.02.2009

I murales dell'aeroporto di Denver

Il nuovo aeroporto di Denver venne costruito nel 1995.
Fu un’opera dispendiosa ed ambiziosa, con i suoi 137 chilometri quadrati di superficie e gli oltre 4 miliardi e mezzo di dollari necessari per la sua costruzione.
La sua collocazione non fu tra le più felici, essendo il sito prescelto particolarmente ventoso, circostanza che spesso ha portato alla soppressione ed alla deviazione di diversi voli.
Gran parte del complesso rimane inoltre inutilizzato.
Denver era dotata all’epoca di un aeroporto perfettamente funzionale, provvisto tra le altre cose di un numero maggiore di piste di atterraggio del suo illustre successore.
Anche la pianta dell’aeroporto è particolarmente curiosa, avendo come schema di base una croce uncinata, o svastica.


All’ingresso principale una pietra di marmo commemorativa reca il simbolo massonico della squadra e del compasso.


Queste sono solo alcune delle stranezze che rendono singolare tale complesso, ma il vero interesse risiede nel suo interno, in particolar modo in una serie di opere che avrebbero il compito di decorare le varie sale.
L’opera, composta dall’artista Leo Tanguma ha per titolo
"The Children of the World Dream of Peace", e vorrebbe rappresentare le devastazioni delle guerre e la speranza in un futuro di pace e fratellanza.
In verità tali dipinti appaiono alquanto inquietanti, e tale sensazione pervade molti dei visitatori che si ritrovano di fronte ad essi.
La composizione consiste di quattro parti.
Nella prima scena ha luogo una strana cerimonia.


Adagiate in tre bare vi sono tre figure femminili, una nativa americana, una bambina dai caratteri occidentali ed una donna di colore, circondate da sei bambini e diversi animali.
Alle spalle del gruppo vi è una città in fiamme, e scene di desolazione e distruzione.
La bambina bionda della bara porta cucita sul vestito una stella di David, e tiene tra le mani una Bibbia cristiana.



Rappresenta la tradizione giudeo cristiana occidentale, così come le altre due donne raffigurano rispettivamente la tradizione africana e quella americana pre coloniale.
Alle spalle delle bare una bambina regge una tavoletta in cui è raffigurato il tramonto del quinto sole secondo gli insegnamenti dei Maya, il momento in cui tra sconvolgimenti planetari avverrà il passaggio di era, evento che i Maya avevano previsto per il 2012.



Nella seconda scena compare un personaggio dalle fattezze inquietanti, una sorta di soldato deforme che uccide una colomba bianca, e si impone tra scenari di devastazione, delimitati da una donna che tiene tra le braccia un figlio morto e dei bambini che riposano su delle macerie.


Nella terza parte dell’opera lo scenario cambia.
Bambini in festa rappresentanti tutti i popoli del mondo portano le armi al centro della scena, dove un bimbo dalle fattezze ariane e vestito alla tedesca le distrugge.


Il soldato della scena precedente giace ora senza vita sovrastato dal gruppo dei bambini.
Particolare interessante, il bimbo tedesco addetto alla distruzione delle armi mostra un decisamente curioso pugno di ferro.



Infine, nell’ultima scena i bambini accorrono circondati da numerosi animali al cospetto di un guru-santone, che celebra un rito sacro a simboleggiare la nuova era che ha inizio.


Come si è visto, nelle intenzioni dei committenti il gruppo di questi murales vorrebbe rappresentare la distruzione portata dalle guerre e la speranza di un mondo migliore che si rispecchia nella innocenza dei bambini, nel disarmo e in una nuova spiritualità.
Chi si interessa allo studio delle tematiche care ai propagatori del cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale” riconosce tutta la simbologia da tempo propagandata dai fautori del nuovo mondo, descritta qui in modo esplicito ed alquanto angosciante.
Il nuovo ordine mondiale è un progetto a lungo cullato dalle elite del potere, e consiste essenzialmente in un mondo “unificato” in cui una casta di esperti illuminati si prende la responsabilità di guidare con saggezza una popolazione che ha superato le antiche divisioni nazionali.

Un mondo in cui ai “problemi globali” si danno soluzioni “globali”.
Le Nazioni Unite sono dalla loro creazione la testa di ponte di questo progetto, progetto a cui tengono in particolar modo diversi ordini esoterici, come la massoneria, senza farne mistero.
La pace così raggiunta però sarà il risultato di un' epoca di duri sconvolgimenti, di prove che l’umanità dovrà affrontare prima di conoscere un’era di pace e rinnovata spiritualità.
Il disarmo degli stati nazionali rimane un passaggio necessario per il raggiungimento di tale obiettivo.
Tutti questi aspetti vengono ripresi nell’opera dell’aeroporto di Denver, ed è anche significativo il fatto che sia il bimbo tedesco ad occuparsi dell’eliminazione delle armi.

Non si può infatti non collegare questo fatto curioso con l’origine teutonica della più importante società segreta rivoluzionaria del settecento, quegli Illuminati di Baviera che ispirarono alcuni tra gli ordini iniziatici contemporanei più influenti, a cominciare dalla celebre Skull and Bones statunitense.
Il pugno di ferro ricorda con grande chiarezza di intenti il modo in cui questa elite vorrà mantenere il suo ordine in questa nuova era.
La spiritualità New Age infine che traspare nella scena finale è parte fondamentale dell’intero progetto, una contro spiritualità che tutt’ora pervade i piani alti del potere.
I murales dell’aeroporto di Denver descrivono quindi in maniera palese il progetto di questo Nuovo Ordine, e le modalità in cui verrà raggiunto.
Un libro aperto, leggibile da chiunque abbia col tempo familiarizzato con il linguaggio che questa elite ama usare.



per approfondire: The Denver airport
Airport Scenes

Il mito del colesterolo

Tratto dalla dispensa "Siamo sempre più malati" di Marcello Pamio
ORDINA

Nel 1953 Ancel Keys, un ricercatore dell'Università del Minnesota, ha pubblicato un lavoro che sarebbe diventato il mito fondante della teoria sul colesterolo. In quello studio Keys ha inserito un diagramma basato sui dati di 6 diversi paesi del mondo in cui era riscontrabile una relazione evidente tra il consumo di grassi e la mortalità dovuta a cardiopatie coronariche.
La prestigiosa rivista «Lancet» ha immediatamente commentato che «la curva tracciata non lascia dubbi sul fatto che esista un rapporto tra la percentuale di grassi negli alimenti consumati e il rischio di morte a causa di una cardiopatia coronarica».
Tale diagramma però si basa su un errore grossolano.
Non è un vero e proprio errore, ma è la classica strategia messa in atto da chi vuole ottenere un certo risultato piuttosto che un altro. Keys ha infatti preso in considerazione soltanto i dati provenienti da 6 paesi del mondo, pur avendo a disposizione le cifre relative a 22 paesi.
Perché si è limitato a 6 e non ha usato tutti i dati che aveva? La risposta è scontata: se avesse utilizzato i dati completi, il rapporto tra il consumo di grassi e la morte per arresto cardiaco si sarebbe dimostrato inesistente e inconsistente!
Per esempio «negli Stati Uniti la mortalità dovuta a cardiopatie coronariche era 3 volte più alta che in Norvegia, anche se in entrambi i paesi il consumo di grassi era all'incirca lo stesso».
Milioni di persone sono state “ingannate” da uno studio decisamente fazioso.

Vendere la paura del colesterolo
L’ipercolesterolemia, era quasi sconosciuta 30 anni fa, ma nel giro di pochissimo tempo è salita al primo posto tra i timori per la propria salute di decine di milioni di persone in tutto il mondo.
Nel 1987 la Merck lancia la prima statina (un farmaco che abbassa il livello di colesterolo nel sangue): il Mevacor.
La cosa interessante è che questo farmaco era omologato non solo per livelli alti di colesterolo, ma anche per livelli bassi, cioè poteva essere prescritto anche a persone sane: un mercato potenzialmente sconfinato!
Si è speso più per i farmaci anticolesterolo che per ogni altro genere di medicinale con obbligo di ricetta medica.
Oggi i farmaci anticolesterolo generano introiti di oltre 25 miliardi di dollari all'anno per i loro produttori: la tedesca Bayer, l’anglo-svedese AstraZeneca e le americane Pfizer e Merck, tanto per citare le più potenti e ricche.

La creazione dei nuovi malati
Un comitato dell'Associazione Americana di cardiologia afferma che occorre controllare regolarmente la colesterolemia già nei bambini di cinque anni, anzi sarebbe bene che un medico verificasse se nei neonati sussistano rischi di malattie cardiache.
Non appena i bambini sono in grado di consumare cibi solidi, è bene dar loro alimenti poveri di colesterolo e far controllare la pressione sanguigna a partire dai 3 anni di età: parola di cardiologo!
Proprio l'associazione federale dei cardiologi tedeschi, insieme alle aziende Becel (margarina), Pfizer (statine) e Roche Diagnostics (strumenti per gli esami), organizzano regolarmente delle “iniziative per la salute”, il cui obiettivo è di convincere le persone a farsi misurare il tasso di colesterolo nel sangue. Il messaggio che si vuole far passare è che una colesterolemia elevata rappresenta «uno dei più frequenti fattori di rischio» per le malattie cardiocircolatorie, sapendo bene che tanti più esami del sangue vengono eseguiti dalla popolazione tanto maggiore sarà il numero di nuovi malati.

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Infiammazioni e/o microlesioni arteriose
Cosa provoca le microlesioni e le infiammazioni alle arterie?

1) Il latte pastorizzato e omogeneizzato certamente rientra tra le sostanze più dannose per il nostro sistema circolatorio.
Da una parte il latte, come tutte le proteine animali, contribuisce all’acidificazione del terreno biologico che porta a sottrarre calcio dalle ossa (vedi osteoporosi), dall’altra i processi industriali che subisce per la commercializzazione lo rendono inadatto all’alimentazione umana.
Ma il colpo finale alla circolazione è dato dall’omogeneizzazione, che consiste in una centrifugazione del latte ad altissima velocità. Questa tecnica industriale frantuma i globuli di grasso (il tutto solo per evitare l’affioramento della panna) creando degli aggregati molecolari così minuti, che una volta ingeriti, possono provocare delle microlesioni all’interno delle arterie, oltre ad ammassarsi nell’apparato digerente, ostacolare la digestione e causare reflusso, obesità, allergie e stipsi.
La cicatrizzazione di queste microlesioni nelle arterie, permette al colesterolo “cattivo” (LDL) di fissarsi sulle pareti (placche ateromatose) e questa è una delle maggiori cause di arteriosclerosi e cardiopatie (ictus, infarto, ecc.).

2) Gli oli idrogenati, detti grassi “trans” sono tossici e aggrediscono le pareti arteriose provocando problemi seri alla salute: danneggiano tra l’altro il fegato, la milza, l’intestino, i reni e la cistifellea.
Sono presenti in quasi tutti i cibi industriali confezionati, per cui è necessario ricorrere agli alimenti biologici e/o biodinamici, che almeno sono più controllati e non hanno necessità, essendo buoni e vitali, di additivi, aromi e altre sostanze chimiche dannose e acidificanti.

3) Il cloro e i suoi derivati aggiunti all’acqua del rubinetto per disinfettarla sterilizzano anche il terreno biologico, cioè il nostro organismo, lesionando le arterie.
Il cloro è un gas velenoso e molto irritante che crea microlesioni e infiammazioni nelle arterie.
Un altro grosso problema dell’acqua potabile è il fluoro.
Ufficialmente i fluoruri sono considerati “contaminanti” dalla Environmental Protection Agency (l’Agenzia governativa statunitense per la protezione ambientale) e possono contenere sostanze tossiche come il piombo, berillio, mercurio, cadmio e arsenico.[1] Secondo il dottor Dean Burk del National Cancer Center: “il fluoruro causa ulteriori decessi per cancro e li provoca più velocemente di qualsiasi altra sostanza chimica”.[2]
Il fluoruro di sodio, utilizzato come veleno per topi[3], è contenuto nei dentifrici che troviamo nei supermercati, come prevenzione della carie!

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Le statine
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Gli effetti collaterali delle statine
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Il falso problema del colesterolo
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Cosa possiamo fare?
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martedì 24 febbraio 2009

LA MEDICINA UFFICIALE NON e' una SCIENZA !

Ecco cosa afferma il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al progresso della scienza è il monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali si crea una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi per la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi accademici, le royalities per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la sua posizione dominante di successo evitando per quanto possibile che altre idee, altre soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti" venivano fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto escludendoli dal circuito scientifico e mediatico che conta. Viene incoraggiata la raccolta di dati, una massa di dati sempre crescente, mentre scoraggiata è la loro elaborazione critica".
Tratto da: http://www.dissensomedico.it


Legami segreti tra organizzazioni di pazienti e compagnie farmaceutiche:

Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il quotidiano statunitense The Philadelphia Inquirer ha pubblicato un'inchiesta sui legami quasi mai dichiarati di sei organizzazioni non-profit, che affermano di agire nell'interesse dei pazienti di altrettante malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni dalle industrie farmaceutiche.

EMEA ha legami con l'Industria Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006 - "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea, l'agenzia europea del farmaco, non dipende dall'amministrazione comunitaria della sanità ma da quella dell'industria. Un distinzione che dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza delle lobby è grandissima". L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu' le mani dai bambini", Comitato sui disagi dell'infanzia che raggruppa quasi cento associazioni di volontariato e promozione sociale. "Continuano a trattare i bambini come fossero, dal punto di vista metabolico, degli adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare ai bambini farmaci pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte, che richiede prudenza nella somministrazione anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti - come le stragi nelle scuole causate da ragazzi in cura antidepressiva - ma che non è stata usata".
Fonte: DIRE

Le case farmaceutiche non sono obbligate a pubblicare TUTTI i risultati delle loro ricerche....- Gen. 2009
«Dalle sperimentazioni risulta che il risultato complessivo della nuova generazione di antidepressivi è sotto la soglia consigliata dei criteri clinicamente significativi», scrivono gli scienziati. Kirsch sottolinea, inoltre, la necessità di cambiare il sistema attuale, che permette alle case farmaceutiche di non pubblicare una parte dei dati delle loro sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -. Rende difficile determinare se i farmaci funzionino. Le case farmaceutiche dovrebbero essere obbligate, quando commercializzano un nuovo prodotto, a pubblicare tutti i dati». Stavolta, per accedere alle informazioni, gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News

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Terapie mai validate dall’applicazione del metodo scientifico e del controllo sperimentale dei dati utilizzate di routine su persone ignare con grave danno alla salute di noi tutti e grandi guadagni per le lobby mediche e le multinazionali farmaceutiche . By Odarroc - Tuesday June 08, 2004

Nel 1978, l'Office of Technology Asessment (l'Organismo del Congresso Americano per la valutazione e l'approvazione delle tecnologie), ha pubblicato un importante studio sulla medicina scientifica, le cui conclusioni sono che dall'80 al 90% delle terapie e dei protocolli utilizzati non erano provati da studi clinici controllati, cioè venivano ampiamente utilizzati pur non essendo dimostrati scientificamente.
Nel 1985 la National Academy of Science riprende lo studio e giunge alle stesse conclusioni.
Occorre riflettere che questi dati vengono da un organismo ufficiale del congresso USA, una nazione in cui sia governo che congresso sono sempre stati fortemente influenzati dalle lobby delle multinazionali farmaceutiche al punto da trovarsi negli anni 90 un presidente (Bush padre) che era pure presidente della casa farmaceutica Lilly.
I dati sopra esposti significano che nell’80% dei casi in cui vi affidate ad un medico, ad uno specialista, le terapie farmacologiche e/o chirurgiche che egli vi propone non hanno nessun fondamento scientifico, o quanto meno, pur avendo una loro logica, non sono state sottoposte ad una seria sperimentazione per verificare se esse recano danno oppure beneficio.

Volete alcuni esempi ?
La tonsillectomia che 30 anni fa veniva praticata a quasi tutti i bambini non appena avessero un raffreddore, era stata praticata su basi scientifiche? No era solo praticata sulla base di un’infondata presunzione, ossia che le tonsille (organo legato al sistema immunitario) fosse inutili e che andavano tolte non solo al primo sintomo di infiammazione ma addirittura in maniera preventiva. Altri tempi ?
L’ “illustre” oncologo Veronesi suggerisce l’asportazione del seno alle donne che hanno un particolare marker genetico che potrebbe predisporle al tumore del seno.
L’uso della chirurgia come rimedio utilizzato a tutto spiano per problemi alla schiena, ulcere, ernie, tumori, appendiciti, nonché in certi periodi persino per le cosiddette “malattie mentali” evita di affrontare la causa del disturbo di cui soffriamo, non risolve il problema alla radice, si limita a togliere momentaneamente i sintomi più appariscenti, indebolisce l’organismo. Credete forse che un simile approccio sia stato prima valutato e ponderato attentamente con uno studio statistico mirante a scoprire i benefici e gli eventuali danni di queste tecniche chirurgiche ? No, assolutamente no, prova ne è ad esempio che la chirurgia cardiaca (stiamo parlando di by pass e simili) è spesso inutile come mostrano le statistiche pubblicate sulle riviste mediche specialistiche e raccolte da “Jill Sanders” nel suo libro “Il cuore senza chirurgia”.
E che succede dopo che le statistiche mostrano l’inutilità e/o la dannosità di certe tecniche ?
Semplice, si continuano ad utilizzare, sia per ignoranza e pregiudizio che per interesse economico (i chirurghi in particolare ricevono stipendi altissimi, se si dimostrasse che la loro opera è inutile e dannosa dovrebbero dare addio alla professione e allo stipendio).
Quale ragionamento scientifico sta dietro questa chirurgia invasiva? Quale studio seguito da un lungo follow-up (analisi dello stato di salute dei pazienti a distanza di svariati anni dalla terapia) sul gruppo dei pazienti e sul gruppo di controllo ? Dove come e quando è stata pubblicata la ricerca che ha permesso di dire con scientifica precisione che è conveniente per la salute dell’organismo umano togliere tonsille e appendice al primo sintomo di un’infiammazione, fosse pure passeggera ? Che è conveniente per la salute umana togliere l’appendice se si opera all’addome per un qualsiasi altro motivo, anche se l’appendice non si è mai infiammata ?
La risposta è semplice quanto sconcertante:

LA RICERCA SCIENTIFICA NON C’ È, NON È MAI STATA ESEGUITA, LA TERAPIA È STATA MESSA IN ATTO ANCHE IN ASSENZA DI PROVE SCIENTIFICHE, IL METODO SCIENTIFICO NON E’ STATO UTILIZZATO.
ALLA FACCIA DELLA SCIENZA !


E quando poi si sono accorti di avere sbagliato ? Quando troppa gente si è lamentata per una chirurgia inutilmente invasiva cosa credete che sia successo, che sia stata smascherato l’errore metodologico di fondo ?
No, la medicina ha ammesso, spesso più implicitamente che esplicitamente, i suoi errori (facendo in tal caso più o meno come la chiesa) e si è andato avanti. Sostituendo alle operazioni di un tipo quelle di un altro. Sempre inutili in molti casi senza che si facessero seri esami statistici.

Non ci credete? Bene, allora ecco tre esempi correlati da dati scientifici (quei dati che i mass media evitano accuratamente di mostrare) sull’inutilità di certa chirurgia contemporanea.
Il dottor Arthur Caplan, direttore del programma di bioetica dell’Università del Minnesota analizzando le percentuali dei pazienti morti e di quelli sopravvissuti nell’arco di un decennio dopo un trapianto cardiaco è analoga alle cifre dei corrispondenti decessi e delle sopravvivenze relative ai malati di identiche cardiopatie (malattie del cuore) non sottoposti a trapianto [La stampa, 8-1-1988.]. Per chi non capisse come mai tale tecnica non sia così utile come ci suggerisce la propaganda ufficiale ricordo che chi riceve un organo estraneo è costretto , per evitar eil rigetto, ad assumere farmaci che inibiscono il funzionamento del sistema immunitario, quello che ci difende non solo dalle infezioni, ma persino dalla proliferazione di tessuti tumorali.
Cito quindi ancora che Il professor Israel Penn del dipartimento di chirurgia del centro medico universitario di Cincinnati, Ohio, riferisce che al Cincinnati Transplant Tumor Registry sono state segnalate 2817 patologie maligne in 2635 trapiantati (perfino due tumori a persona in certi casi).
Da notare che l’incidenza del sarcoma di Kaposi è 400-500 volte maggiore rispetto ai non trapiantati, e aumenta ulteriormente se si usa ciclosporina [Medical Tribune, 2-5-1987]. La ciclosporina è il farmaco anti-rigetto attualmente più utilizzato.
Cosa credete che sia successo dopo la pubblicazione di questi dati ? Che qualcuno abbia fermato la chirurgia dei trapianti al cuore in quanto inutile ? Che qualcuno si sia rivoltato dicendo che non era possibile spendere miliardi per terapie altamente tecnologiche che non garantivano la necessaria ricaduta in termini di guarigione dei pazienti ?
Assolutamente no, le cose sono andate avanti nonostante i palesi insuccessi.
Ma questa è solo una parte del problema.
La cosa fondamentale da chiedersi è: come mai si è scoperto l’inutilità dei trapianti cardiaci solo dopo svariati anni che tale terapia si era diffusa a livello mondiale ? Come mai non sono stati indicati, sin dalle prime sperimentazioni della nuova terapia, due distinti gruppi di persone, quello di persone sottoposte al trapianto e quello di persone in cura con altre terapie, come mai non si è previsto sin dall’inizio il confronto scientifico fra chi è stato sottoposto alla terapia e chi no ?
Se la medicina andasse avanti seguendo il metodo scientifico, un’analisi statistica e scientifica di questo tipo sarebbe stata posta in atto subito, e invece non lo si è fatto.
Sarò banale, sarò ripetitivo però è necessario ripetere, ribadire il concetto fondamentale che anche in questo caso

LA RICERCA SCIENTIFICA NON E’ MAI STATA ESEGUITA, LA TERAPIA E’ STATA MESSA IN ATTO ANCHE IN ASSENZA DI PROVE SCIENTIFICHE, IL METODO SCIENTIFICO NON E’ STATO UTILIZZATO
.
E pensate a quante volte si sentono i “dottoroni” dire in TV o asserire dalle pagine dei quotidiani che “l’efficacia delle medicine alternative non è stata provata scientificamente”. Se non ci fossero dei risvolti altamente tragici per la salute delle persone, ci sarebbe di che sbellicarsi dalle risate: il bue che dice cornuto all’asino.

Sempre a riguardo dei trapianti cito un’altra ricerca scientifica. Neurochirurghi giapponesi hanno salvato 14 pazienti su 20 con ematoma subdurale acuto associato a danno cerebrale diffuso e 6 su 12 con ischemia cerebrale da arresto cardiaco da 30 a 47 minuti, riportandoli a normale vita quotidiana, con pieno ristabilimento della capacità di comunicazione verbale [Yoshio Watanabe MD; Cardiac Transplantation: “Flaws in the logic oh the proponents”, JPN Heart Journal Sep 1997, Hayashi N, MD Brain Hypothermia therapy JPN Medical Journal July 6 1995].
Le condizioni sopra riportate sono tali da generare una diagnosi di “morte cerebrale”, come dire che le persone attualmente vive dopo la sperimentazione medica sopra menzionata, erano legalmente morte (secondo le leggi della maggior parte delle nazioni mondiali, basti pensare che in Italia un arresto cardiaco di 20 minuti equivale dal punto di vista legale alla morte.) quando tale terapia è stata loro applicata.
Cosa dovremmo dire allora, che sono risorte ? O forse molto più semplicemente che non erano mai morte e che la cosiddetta “morte cerebrale” non ha valenza scientifica ?
Anche se non volessimo spingerci fino a tanto dovremmo in ogni caso considerare che dopo simili ricerche la medicina dovrebbe riconsiderare le sue tesi e dire “abbiamo sbagliato nel definire i criteri di accertamento per la morte cerebrale, sono molte di più di quanto credevamo le persone che si possono risvegliare dal coma”.
Se la medicina moderna fosse scientifica, o anche semplicemente onesta e morale, un simile studio sarebbe stato ripreso dalle èquipe di rianimazione di tutto il mondo civilizzato per salvare la vita delle persone in coma. Invece no, è stato nascosto, dimenticato, sepolto, colpevolmente ignorato, perché rischiava di mettere fine alla pratica degli espianti e quindi alla fiorente industria del trapianto che garantisce introiti miliardari a chirurghi di grido, industrie farmaceutiche e aziende di trasporti per organi “donati” (il nostro attuale ministro della salute che indice le “giornate della donazione” prima di far parte del governo gestiva una di tali aziende, ma il conflitto d’interessi nel campo medico non interessa nessun politico e nessun giornalista a quanto pare).
ANCORA UNA VOLTA IL METODO SCIENTIFICO E’ STATO SCONFITTO, e CENTINAIA DI PERSONE NEGLI ULTIMI 10 ANNI SONO MORTE “DONANDO” I PROPRI ORGANI SEBBENE ESISTESSERO I MEZZI PER FARLE USCIRE DAL COMA.
Altre informazioni su
http://www.laleva.cc - http://www.ilvirusinventato.it - http://www.antipredazione.org - http://www.antipsichiatria.it
http://digilander.libero.it/scienzamarcia/index.htm

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Importante: ….pur segnalando in questo Portale Guida alla Salute Naturale le gravi anomalie (anche criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle Lobbies farmaceutiche e dei loro “agenti-rappresentanti” inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere per Giustizia delle parole per gratificare e ringraziare quei centinaia di migliaia di medici (quelli in buona fede) che, malgrado le interferenze degli interessi di quelle Lobbies, incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono e che con i progressi delle apparecchiature tecnologiche per la diagnostica e delle tecniche interventive, stanno facendo notevoli progressi e raggiungono per essi risultati ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma la terapeutica indicata dalla direzione della Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS (che e' legata alle linee guida di dette Lobbies), non segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di benessere per i malati.

Se questi bravi medici che operano giornalmente sul campo, conoscessero anche la Medicina Naturale, potrebbero migliorare e di molto le loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per tutti i malati

tratto da: http://www.mednat.org/