martedì 30 dicembre 2008

Terrorismo o resistenza?

Ciò che dovrebbe essere intollerabile per ogni persona che afferma di essere democratica, è che proprio dalle “democrazie”, inspiegabilmente, nascono gli eserciti più potenti, i più grandi traffici di armi, le guerre con le più risibili motivazioni, la pretesa di avere l’esclusivo diritto alle armi atomiche, le guerre per procura, le minacce e gli embarghi a chi non si sottomette.

Ma non basta.

Chi si ribella alle prepotenze viene immediatamente etichettato “terrorista” con la codarda complicità dei giornalisti che non perdono una sola occasione per usare questo termine, con la tecnica collaudata che una bugia ripetuta molte volte diventa verità.

Vorrei pacatamente argomentare su questo punto, senza essere definito amico dei terroristi, anche perchè è dimostrato dai fatti che definire terrorismo un fenomeno di cui non si ricostruisce puntigliosamente e verosimilmente il perché e le sue cause, non ci fa capire se esso è la risposta a torti subiti, e quindi legittima resistenza con i soli mezzi a disposizione, oppure è un atto unilaterale di chi offende per primo, e per primo scaglia la pietra.

In ogni atto della nostra civiltà giuridica si cerca di stabilire con accuratezza chi è l’aggredito e chi l’aggressore, e la legittima difesa è contemplata, ma per eventi immensamente più importanti vi è la sistematica e deliberata omissione di informare sulle cause scatenanti di un atto terroristico, come se la “Storia” cominciasse solo in quel momento.

Credo sia utile, a proposito di terrorismo, fare un esempio un po’ più lontano nel tempo, ma che ha dentro di se tutte le classiche componenti che lo rendono illuminante per i nostri giorni.
Nel primo dopoguerra (2° guerra mondiale), la democratica Francia di De Gaulle, con un atto inaudito per una democrazia, decise che l’Algeria gli serviva come orto e per il suo gas naturale, e, allestita una forza di occupazione, se la prese, e dichiarò unilateralmente che era territorio francese. Dopo 8 anni di “terrorismo”, nel 1962, i francesi furono cacciati e il potere andò al Fronte di liberazione nazionale (FLN). Ma se un giovane francese avesse in quegli anni letto la stampa o visto la Tv avrebbe sicuramente visto sanguinari terroristi algerini che mettevano bombe tra gli innocenti civili francesi che si radunavano nei bar o nei ristoranti, senza capire molto del perché ciò avvenisse.

Terrorista è qualifica da attribuire a chiunque, singolo o entità maggiore, che procura terrore con le armi e l’esercito francese in Algeria, anche se esercito regolare e mandato da una “democrazia”, non solo fu terrorista perché uccise e torturò con il fine spregevole di rubare la terra ad altri, ma generò una risposta “terrorista” che solo dopo parecchio tempo fu chiamata resistenza al prezzo di decine di migliaia di morti.

Oggi non si vuole ammettere a nessun costo che il terrorismo è originato dalle prepotenze colonialiste che, soprattutto nell’area mediorientale, sono state perpretate per secoli dagli inglesi, fino all’appoggio anglo-americano alla costituzione e all’armamento dello Stato di Israele, fino alla guerra per procura mossa all’Iran 25 anni fa dall’agente americano Sadam Hussein riempito di armi dagli Usa (con un milione di morti), continuando con l’embargo di merci e medicinali dopo la 1° guerra del golfo a cura di Bush padre (500.000 bambini irakeni morti senza medicine secondo l’Unicef), con la politica di totale appoggio ad Israele contro il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato.

La continua, asfissiante, ingerenza anglo-americana nei fatti mediorientali, la presenza militare con decine di basi in quell’area, la pretesa di imporre regimi favorevoli agli interessi economici occidentali con la scusa della libertà e della democrazia, sono all’origine della iniziativa terroristica e proprio New York e Londra sono state colpite duramente.

Un’altra menzogna spudorata avvallata dalla “libera stampa” occidentale è quella della minaccia islamica al mondo, dello scontro fra civiltà, e del fatto che i paesi occidentali sono invasi dalla immigrazione.
Cominciamo dalla prima: fortunatamente per l’Occidente, un miliardo e trecento milioni di islamici non sono uniti né compatti al loro interno e non possiedono la benché minima possibilità di invadere l’occidente, come dimostra il fatto dell’esistenza di Israele che, con soli quattro milioni di cittadini, mette sotto tutti i paesi arabi confinanti, figuriamoci se possono invadere l’America!

Si da il caso, invece, che vi sono eserciti occidentali in Iraq e in Afghanistan, Israele concorda mesi prima il bombardamento di Beirut con gli Usa, si impone ai paesi produttori di commerciare il petrolio in dollari, si minaccia l’Iran di bombardare i suoi siti atomici.

Quanto all’immigrazione di matrice islamica, credo anche io che sia un problema, non viviamo più noi e vivono male anche loro, ma penso che l’Europa apra le porte all’immigrazione non per buon cuore, ma per i suoi interessi, e che se volesse fermarla non si farebbe certo scrupoli e i modi ci sono.

Sono convinto che se non la smettiamo di dire falsità sul terrorismo, e ammettiamo che i bombardamenti di Beirut con bombe a frammentazione e gli omicidi mirati di Israele sono esattamente terroristici quanto i kamikaze palestinesi o gli hezbollah sciiti, e che da questa spirale di violenza si esce solo se chi per primo l’ ha provocata si ritira e riconosce i suoi torti. Non si può chiedere con legittimità all’Iran di rinunciare a diventare una potenza nucleare se non si chiede contemporaneamente ad Israele di rinunciare al suo arsenale atomico con cui minaccia apertamente e in segreto i suoi avversari.

Anche in questo l’Occidente fa errori madornali appoggiando sanzioni all’Iran che ha diritto alla sua sovranità in campo nucleare, mentre ci sarebbe una occasione storica per proporre il disarmo nucleare globale, senza lasciare più a nessuno il potere occulto o palese di minacciare la rappresaglia atomica. Se veramente l’Occidente perseguisse come dice la democrazia e la pace, e non la sua egemonia, non avrebbe alcun dubbio a proporre una risoluzione del genere e sono sicuro che gli arsenali nucleari di tutti finirebbero nella spazzatura. E in questa situazione risulta assordante il silenzio della Chiesa cattolica che non mette il disarmo nucleare globale al centro del suo impegno, forse ancora affaticata dall’enorme impegno profuso per far fallire il comunismo o occupata a tutelare i feti surgelati.

Lo scenario che si presenterà in futuro, se non la si smette con le prepotenze colonialiste, è molto fosco, anche perchè nel mondo islamico non si tollerano più gli occidentali in genere, e le ferite aperte in Iraq, Palestina, Libano, Afghanistan aumentano odio e propositi di riscossa o di vendetta. Molto importante sarà in futuro come si muoveranno i due grandi e potenti confinanti del medio oriente, Russia e Cina, che hanno forte interesse che nella loro area geopolitica, l’Eurasia appunto, si sviluppi la già iniziata rete di oleodotti e gasdotti e la integrazione economica con le emergenti India e Pakistan, per la cui realizzazione sarebbe fondamentale la PACE e la fine delle ingerenze della triade Usa-Israele-Inghilterra. Per adesso tacciono, ma una sola parola di Russia e Cina insieme, (che ricordo pochi mesi fa hanno fatto manovre militari congiunte nella zona sud dei loro paesi, sul mar del Giappone) peserebbe come un macigno, perchè il rifornimento energetico, a mezzo tubo, garantito dal gas e dal petrolio mediorientale è vitale per lo sviluppo di tutta l’area.

Sappiamo con certezza che un polo eurasiatico, libero di svilupparsi in pace, costituirebbe ben presto un polo economico e politico della “massa critica” da far finire per sempre l’egemonia occidentale sul mondo, e ciò sarebbe un bene enorme per l’umanità, ma proprio perché sarebbe un fatto storico con pochi precedenti (la fine dell’impero romano e la fine dell’impero inglese) ne avvertiamo l’enorme pericolosità per la pace mondiale, ma anche l’ineluttabilità.

Comunque le guerre ora aperte in Iraq, Palestina,Libano, Afghanistan e quelle future possibili contro Siria e Iran, sono ormai guerre contro i popoli e, come dimostra la resistenza palestinese ed Hezbollah, non potranno mai essere vinte. La scena, vista in Tv, dell’accorrere delle donne cristiano-maronite sulle macerie dei quartieri sciiti di Beirut, per aiutare i profughi a rientrare, e sentire le loro parole che dicevano che i combattenti musulmani (loro antichi nemici) erano stati gli unici a difendere il loro Stato, e che essi fanno parte integrante del Libano, fa capire come andranno le cose e che sarebbe saggio e lungimirante per vecchi e nuovi colonialisti fare le valigie.

Dal mio personale punto di vista, dato che Usa-Israele praticano e riconoscono il solo linguaggio della forza, invece di mandare per un tempo illimitato un contingente europeo, avrei usato questa massa di denaro per dotare l’esercito libanese di mezzi pari a quelli israeliani, e questo sarebbe l’unico modo per dissuadere Israele dalle sue “passeggiate” sulle terre altrui, visto che dovrebbe pagare gli stessi prezzi che ha imposto alla popolazione civile di Beirut.

Finisco con una dichiarazione di un “pericoloso terrorista” John Kerry, ex candidato democratico alla Casa Bianca: sotto Bush l’America vive in un mondo molto più pericoloso di prima, l’Afghanistan sta riscivolando nel caos, il Pakistan è ad un soffio dal diventare uno stato radicale con l’atomica, l’Iran sta per avere il suo arsenale nucleare, mentre l’Iraq è il centro di reclutamento del terrore (Corriere della Sera del 6 settembre 2006). In Italia, invece, il massimo della critica agli Usa viene dalla signora Bertinotti, che dichiara ai giornali: “basta con l’antiamericanismo!”, svelando l’abisso di servilismo e di subordinazione della nostra sinistra ai padroni del mondo.

di Paolo De Gregorio

PALESTINESI CARNE DA MACELLO

Scritto il 2008-12-28
Gaza - Infopal, domenica 28 dicembre.


Il bilancio attuale della mattanza israeliana è di 300 morti e 1000 feriti, di cui 180 sono gravissimi. I raid aerei contro la Striscia sono 100.

Ore 11. La mattanza israeliana contro la Striscia di Gaza assediata continua senza sosta. E' giunta da poco la notizia della distruzione del Quartier generale provvisorio del governatorato di Rafah (quello originale è stato abbattuto ieri).

Il gigante che ammazza il bambino...

La radio israeliana ha reso noto che il governo israeliano ha deciso di richiamare alle armi circa 6500 soldati riservisti da inviare nella Striscia di Gaza, in preparazione di un'invasione totale e di operazioni militari "di lunga durata".

Sabato 27 dicembre rimarrà nella memoria dei palestinesi, degli arabi e del mondo che ha ancora un barlume di umanità e coscienza come il Giorno più sanguinario della storia della Palestina degli ultimi 41 anni.

Le forze israeliane si sono macchiate di crimini di guerra contro 290 persone, fatte a pezzi.


Il bilancio dei feriti è altissimo: 900, molti dei quali versano in gravissime condizioni e sono a rischio di morte imminente.

Ai familiari delle vittime spetta il compito orrendo di riconoscere i propri cari fatti a pezzi.

Ieri, oltre un centinaio di F16 made in Usa hanno eseguito attacchi aerei in contemporanea su diversi obiettivi della Striscia: palazzine piene di civili, caserme e quartier generale della polizia, bambini che uscivano da scuola, passanti, moschee.

"Colpite le basi del terrorismo", titolano i nostri media questa mattina, offrendo una mano al carnefice di centinaia di innocenti e mostrando, ancora una volta, tragicamente, che l'informazione italiana è imbavagliata.

Proprio un gran coraggio sta mostrando Israele, stato sionista basato sull'Apartheid, super-armato e protetto dal Gran Fratello internazionale, massacrando inermi cittadini. Il coraggio mostrato dai barbari durante le loro scorribande contro città e villaggi medioevali.

La mattanza va avanti.

Proseguono, dunque, per il secondo giorno consecutivo i bombardamenti israeliani contro la Striscia di Gaza assediata, il direttore del servizio di pronto soccorso del ministero della Salute di Gaza, Mu'awiya Hasanen, questa mattina ha confermato al corrispondente di Infopal.it che il numero dei morti ha superato i 290, e che i feriti sono 900, di cui 120 molto gravi.

Hasanen ha confermato anche che la maggior parte delle vittime sono civili, donne e bambini.


All’alba di oggi, i micidiali aerei da combattimento israeliani hanno bombardato la sede del canale satellitare al-Aqsa, per impedire che le scene dei loro massacri vengano trasmessi al mondo.

Alle ore 9,00, gli aerei hanno bombardato una postazione della polizia nel quartiere ash-Shujaiyah, a est della città di Gaza, radendola al suolo e provocando diverse vittime.

Hanno poi distrutto un'altra postazione della polizia marittima, e una postazione della sicurezza nazionale, a est di Rafah, nel sud della Striscia.
E' stato colpito e distrutto anche un deposito di medicinali, sempre a Rafah: un palestinese è stato ucciso e altri 3 feriti. Bombardata pure, e con diversi missili, la stanza che ospita la sicurezza dell’ospedale ash-Shifa e la moschea annessa, con un bilancio di un morto e 7 feriti.

L'aviazione da guera israeliana ha continuato a bombardare la Striscia di Gaza: è stato colpito un palazzo civile a Jabalia, a nord; una fabbrica di materie plastiche a Khan Yunes; la casa della famiglia Hamid nella via Jaffa, a est della città di Gaza; un gruppo di resistenti; diverse aree aperte, in particolare intorno a Beit Hanoun e a nord della Striscia; vetture che trasportavano carburante, nel quartiere al-Jenenah, nella città di Rafah.

Molti incendi si sono sprigionati a causa delle bombe.

Parallelamente ai micidiali bombardamenti, l’occupazione israeliana ha cercato di terrorizzare gli abitanti di Gaza: decine di cittadini hanno ricevuto chiamate da parte dell’esercito israeliano che li informava che le loro case sarebbero state colpite.


Odore di morte. Ieri, nell'ospedale Ash-Shifa di Gaza, i cadaveri accumulati sul pavimento diffondevano odore di morte. Cadaveri mutilati, fatti a pezzi, con teste staccate dai corpi. Le camere mortuarie non riuscivano a contenere tutte le vittime. In un angolo, scrive in un reportage da Gaza Belal Badwan, inviato speciale per Gulf News, un uomo teneva ciò che restava di suo figlio di 7 anni in una scatola di cartone: l'ospedale non aveva più lenzuola dove avvolgerlo.
Un altro padre guardava scioccato suo figlio, giovane poliziotto, decapitato dalle bombe d'Israele mentre partecipava alla cerimonia del diploma della scuola di polizia.

Un altro gridava: "Qualunque cosa Israele ci farà, non ci sconfiggerà, non indebolirà il nostro potere".

I medici di Gaza confermano che la maggioranza delle vittime degli attacchi sono civili, molti dei quali fatti a pezzi, decapitati.

Le scene di orrore ricordano a molti un altro efferato crimine israeliano: il massacro delle libanesi Sabra e Shatila, nel 1982, realizzato con la collaborazione delle milizie falangiste libanesi.

Crimini rimasti impuniti, per lo stato più barbaro del Vicino e Medio Oriente
, ma con la propaganda mediatico-politica più forte del mondo e con una tecnologia militare tra le più micidiali del pianeta.

Le false verità dei grandi media

di Marco Pizzuti

Tutte le più “autorevoli” fonti “d’informazione” ci hanno raccontato che in questi giorni l’esercito israeliano è stato costretto a reagire con una nuova offensiva militare di “rappresaglia” alle provocazioni di Hamas. Pertanto si può stare tranquilli, lo scopo delle operazioni belliche ancora in corso è solo quello di uccidere i terroristi per riportare l’ordine in Palestina..Dicono.. Strano però che i missili lanciati su Hamas abbiano centrato anche donne e bambini perpetrando la solita strage d’innocenti. Strano che il Mossad israeliano, ovvero l’agenzia d’intelligence più potente e prestigiosa del mondo fatichi così tanto ad individuare ed eliminare senza vittime civili i covi degli estremisti di Hamas, un’organizzazione composta da quattro straccioni disorganizzati e malamente addestrati. Ed è davvero molto strano poi che l’artiglieria israeliana sappia invece esattamente dove mirare, raggiungendo i suoi obiettivi tra strade affollate di disgraziati e palazzine gremite di abitanti che non sanno più dove rifugiarsi. Per colpire questi inafferabili terroristi insomma, i servizi segreti più temuti del globo hanno fallito il loro compito e così il governo israeliano deve, “suo malgrado”, ricorrere al classico bombardamento a tappeto contro la popolazione civile inerme. La colpa quindi non sarebbe delle bombe israeliane ma dei crudeli uomini di Hamas che usano i civili palestinesi come fossero scudi umani…

Strano poi che nessuno degli strapagati giornalisti dei grandi media che raccontano alla gente i fatti nel mondo si prenda mai la briga di spiegare cosa sono le operazioni false flag, quante volte si è scoperto il loro utilizzo dall’intelligence israeliano e che razza d’interesse avrebbe mai il popolo palestinese a provocare la reazione armata dei suoi spietati e temibili vicini. Forse i palestinesi sono tutti dei pazzi masochisti così idioti da non avere ancora capito che il loro potente avversario gioca al gatto con il topo? A chi giova veramente il terrorismo di Hamas e quello arabo in generale? al popolo palestinese o ai falchi sionisti dell’elite finanziaria internazionale che ambiscono ad espansioni territoriali d’Israele e all’instaurazione di un nuovo ordine mondiale da fondare con il pretesto del terrorismo? E se anche volessimo credere che dietro il terorismo arabo non c’è nussuna complicità o istigazione dei servizi segreti, possono delle azioni terroristiche compiute da un gruppo di fanatici legittimare rappresaglie sull’intera popolazione civile? Ed inoltre, è davvero possibile ritenere giusto impedire la fuga dei palestinesi più disperati che vogliono mettere in salvo se stessi e la loro famiglia dall’ennesima strage annunciata?

La fazione di Hamas venne democraticamente eletta durante le elezioni politiche del gennaio 2006 con 76 seggi su 132 ma ciò non dimostra affatto che al suo interno non vi siano agenti provocatori infiltrati come è già successo molte volte in passato. Ed in ogni caso non dovrebbero mai essere confuse le responsabilità di un governo con quelle del suo popolo, salvo il caso in cui ciò non torni utile come pretesto, ovviamente…

Quello che segue è un’interessante articolo di Maurizio Blondet su una delle precedenti azioni false flag compiute dall’intelligence israeliana:

Il 27 giugno 1976, un gruppo di palestinesi del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina e di terroristi tedeschi della banda Baader Meinhof si impadronirono del volo Air France da Parigi a Tel Aviv e lo dirottarono per poi farlo atterrare nell’aeroporto di Entebbe, in Uganda, dove comandava il sanguinario dittatore Idi Amin. Dopo giorni di ansia, con un centinaio di passeggeri in ostaggio dei terroristi, nella notte tra il 3 e 4 luglio un commando dell’esercito israeliano (in gran parte del reparto speciale Sayeret Maktal e del Mossad), con un’operazione brillantissima, atterrarono non visti su degli Hercules, attaccarono a sorpresa e uccisero i terroristi liberando i passeggeri, senza dimenticare, al momento di andarsene, di distruggere tutti i caccia ugandesi a terra nell’aeroporto.
Un’operazione eroica, passata come tale nell’epica israeliana.
Ora si apprende da fonte certissima - e lo rivela il britannico Telegraph - che il dirottamento è stato fatto sì da palestinesi, ma su istigazione del servizio di sicurezza israeliano Shin Beth. (1)
La fonte certissima si chiamava David Colvin, che allora era il primo segretario dell’ambasciata britannica a Parigi.
Egli seppe da una sua fonte, già tre giorni dopo il dirottamento, del coinvolgimento israeliano, e ne fece rapporto Londra, in un memorandum riservato conservato negli Archivi Nazionali e solo oggi, dopo 30 anni, declassificato.
Nel rapporto, il diplomatico Colvin spiegava che il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (PFLP), un movimento nato da poco e subito messosi in contrasto con l’OLP (Organizzazione di Liberazione della Palestina) di Arafat «aveva attratto ogni sorta di elementi folli, alcuni dei quali ‘piantati’ lì dagli israeliani».
E che il dirottamento aveva lo scopo di macchiare la reputazione di Arafat, la cui popolarità in Europa cresceva, e per impedire un riavvicinamento tra Arafat e Washington.
Scriveva Colvin: «Il loro incubo [degli israeliani] è assistere all’imposizione in Medio Oriente di una Pax Americana che andrebbe a vantaggio dell’OLP (che guadagnerebbe rispettabilità internazionale e forse il diritto di instaurare uno Stato nei territori) e a svantaggio del Fronte del Rifiuto (2), che perderebbe ogni ragion d’essere, e Israele sarebbe obbligata ad evacuare i territori occupati. Da qui la poco santa alleanza nel dirottamento».

Il rapporto Colvin fu archiviato senza commento.
Ma il Foreign Office prese nota che anche un giornalista del Liverpool Post, Leo Murray, aveva riferito che il PFLP stava progettando una serie di attentati spettacolari per troncare i contatti, che stavano avendo luogo, tra l’OLP e il suo capo Arafat e gli USA.
E un funzionario annotava: «se, come sostiene la fonte di Murray, lo scopo del dirottamento di Entebbe era di prevenire lo sviluppo delle relazioni tra Arafat e l’Occidente, ciò spiega perché Arafat ha recentemente avvicinato i francesi al [l'ambasciata del] Cairo avvertendoci di ulteriori futuri attentati».
Il fatto risale a trent’anni fa.
Ma ci dice che Israele è perfettamente capace di organizzare attentati con morti e feriti e farli apparire «islamici», manipolando qualche pazzo palestinese.
Forse altri decenni occorreranno per capire la verità nascosta in eventi tragici come l’attentato palestinese alle Olimpiadi di Monaco nel 1972 (con brillante, eroica operazione di massacro dei corpi speciali israeliani), e del dirottamento della «Achille Lauro» del 1982, che decise - tra l’altro il destino di Craxi, che urtò gli americani alla caccia dei terroristi.
Ma, naturalmente, il pensiero corre al mega-attentato di «Al Qaeda» dell’11 settembre 2001, anch’esso così utile alla politica israeliana, consentendo agli eletti di rigettare le trattative di Oslo proclamando che Arafat era, come «Al Qaeda», un terrorista.
E qui, proprio l’11 settembre, emerge un nuovo indizio che va messo in relazione con la vecchia storia di Entebbe.

Come abbiamo detto, a liberare i passeggeri fu il corpo speciale Sayeret Maktal.
Ebbene: un membro del Sayeret Maktal si trovava su uno dei quattro aerei dirottati, il famoso Volo 11 dell’American Airlines, quello da cui decine di passeggeri telefonarono a parenti e centralinisti, raccontando ciò che stava avvenendo a bordo, e infine si coalizzarono (tale la versione ufficiale) per sopraffare i dirottatori, facendo cadere l’aereo in Pennsylvania.
Alcune telefonate, apparentemente delle hostess dello sciagurato Volo 11, dissero che un passeggero arabo (poi identificato con Satam Al Sukami), si era alzato dal suo sedile e aveva sparato e ucciso un passeggero del sedile davanti al suo, identificato come Daniel Lewin, di anni 31.
Pochi giorni dopo, il 17 settembre, il quotidiano Haaretz rivelò che Daniel Lewin era stato un ufficiale del Sayeret Maktal, descritto «come il corpo speciale di maggior successo dell’esercito israeliano» nonché «una unità capace di penetrazione profonda, che ha operato assassinii mirati, furto di intelligence straniera e distruzione di armi nucleari straniere».
Daniel Lewin era uno dei due israeliani che risultano presenti sul volo AA 11, e defunti nel crash.
Il fatto è che Lewin, a 31 anni, non era più in servizio: era apparentemente un fortunato imprenditore, fondatore di una ditta di computer, la israeliana Akamai.
I suoi contatti con il Sayeret Maktal erano stati tenuti deliberatamente segreti, prima della rivelazione di Haaretz.
C’è abbastanza per esprimere qualche sospetto.
Un paio di hostess telefonano dal volo (cosa praticamente impossibile all’epoca) e raccontano che Daniel Lewin è stato ucciso: è una «testimonianza cortissima», che tiene il luogo di prova, essendo prove concrete del tutto mancanti, e i corpi del Volo 11 ridotti a pezzetti.
Dunque l’agente del Sayeret Maktal è ufficialmente morto.
Ufficialissimamente trapassatissimo.
O forse vive ed opera sotto altro nome?
Nella condizione ideale per un agente segreto addetto alla «penetrazione profonda» di ambienti islamici, di essere ormai inesistente per l’anagrafe?
E ancora: c’entra qualcosa il Sayeret Maktal con l’organizzazione dell’attentato di «Al Qaeda», che una serie nutrita di altri indizi indicano come un «false flag», come abbiamo appreso essere c’entrato nel dirottamento di Entebbe?

Basterà ricordare che le identità dei 19 dirottatori arabi, immediatamente diffuse dall’FBI, risultarono poi false: parecchie erano state «rubate» ai legittimi proprietari, studenti e piloti di Paesi musulmani, che si fecero vivi con le autorità e dimostrarono che non c’entravano niente.
Rubare identità per «false flag attacks» è una specialità dello Shin Beth.
Altro indizio: la Federal Aviation Administration e l’American Airlines corressero la versione telefonata dalle hostess (o da chi per loro), dicendo che Daniel Lewin non era stato ucciso con una pistola, ma «probabilmente pugnalato» (eh sì, perché nella versione ufficiale i dirottatori islamici erano saliti a bordo con taglierini ed armi bianche).
Infine, l’ultimo segnale sospetto: nel «September 11 Memorial Website» della CNN, che reca i nomi di tutte le vittime del tragico attentato, il nome di Daniel Lewin non appare.

Maurizio Blondet

Fonte: http://www.effedieffe.com/rx.php?id=2038%20&chiave=La

lunedì 29 dicembre 2008

10 GUERRE,10 MENZOGNE MEDIATICHE

Piccolo inventario della disinformazione

di Michel Collon – www.michelcollon.info

19/05/2008

Contro Venezuela ed Ecuador, Bush recupera la strategia delle “armi di distruzione di massa”.

Tutte le guerre devono essere precedute da una grande menzogna mediatica. Attualmente, Bush minaccia Venezuela ed Ecuador. Domani l’Iran? E dopo? A chi toccherà in quel momento.

Con il presidente Uribe, narcotrafficante e sterminatore di indios (quattro milioni di emarginati) nel ruolo di marionetta. Uribe pretende di aver trovato nell’indistruttibile computer di Raul Reyes (FARC) le prove dell’appoggio di Chavez al “terrorismo” e alla militarizzazione della regione.

Periodici come Le Monde fanno eco a questa campagna di propaganda per la prossima guerra di Bush. Ricordiamo semplicemente quante volte gli stessi Stati Uniti e gli stessi mezzi di comunicazione ci hanno già manipolato. “Ci giustificano” ogni grande guerra con ciò che più tardi (troppo tardi) apparirà come un’informazione falsa. Un rapido inventario…

1. Vietnam (1964-1975):

Menzogna mediatica: il 2 e il 3 agosto il Vietnam del Nord ha attaccato due imbarcazioni statunitensi nel Golfo del Tonchino.
Ciò che abbiamo saputo in seguito: l’attacco non è mai esistito. E’ stato un’invenzione della Casa Bianca.
Obiettivo reale: impedire l’indipendenza del Vietnam e mantenere la dominazione statunitense sulla regione.
Conseguenze: milioni di vittime, malformazioni genetiche (agente arancio), enormi problemi sociali.

2. Granada (1983):

Menzogna mediatica: si accusa la piccola isola dei Caraibi di costruire una base militare sovietica e di mettere in pericolo la vita di medici statunitensi.
Ciò che abbiamo saputo in seguito: totalmente falso. Il presidente Reagan ha costruito il pretesto da cima a fondo.
Obiettivo reale: impedire le riforme sociali e democratiche del Primo Ministro Bishop (che è stato assassinato).
Conseguenze: repressione brutale e ristabilimento dell’influenza di Washington.

3. Panama (1989):

Menzogna mediatica: l’invasione aveva come pretesto la cattura del presidente Noriega per traffico di droga.
Ciò che abbiamo saputo in seguito: Noriega era un prodotto della CIA ma reclamava la sovranità del canale al momento della cessazione della concessione agli USA. Intollerabile per gli Stati Uniti.
Obiettivo reale: conservare il controllo statunitense su questa via di comunicazione strategica.
Conseguenze: i bombardamenti statunitensi hanno ucciso tra i 2.000 e i 4.000 civili, ignorati dai mezzi di comunicazione.

4. Iraq (1991):

Menzogna mediatica: gli iracheni hanno rubato le incubatrici del reparto maternità di Kuwait City.
Ciò che abbiamo saputo in seguito: invenzione totale di un’agenzia pubblicitaria pagata dall’emiro del Kuwait, Hill & Knowlton.
Obiettivo reale: impedire che il Medio Oriente resistesse ad Israele e riuscisse a rendersi indipendente dagli USA.
Conseguenze: innumerevoli vittime della guerra e dopo un vasto embargo anche sui medicinali.

5. Somalia (1993):

Menzogna mediatica: Kouchner “sale sulla scena” come eroe di un intervento umanitario.
Ciò che abbiamo saputo in seguito: quattro società statunitensi avevano comperato un quarto del sottosuolo somalo, ricco di petrolio.
Obiettivo reale: controllare una regione militarmente strategica.
Conseguenze: non riuscendo a controllarla, gli Stati Uniti sottoporranno la regione ad un caos interminabile.

6. Bosnia:

Menzogna mediatica: l’impresa statunitense Ruder Finn e Bernard Kouchner mettono in scena presunti campi serbi di sterminio.
Ciò che abbiamo saputo in seguito: Ruder Finn e Kouchner mentivano. Erano campi di prigionieri per scambi. Il presidente musulmano Izetbegovic lo ha riconosciuto.
Obiettivo reale: spezzare la Jugoslavia, troppo a sinistra, eliminare il suo sistema sociale, sottomettere la zona alle multinazionali, e controllare il Danubio e le rotte strategiche dei Balcani.
Conseguenze: quattro anni di una guerra atroce per tutte le nazionalità (musulmani, serbi, croati), provocata da Berlino e prolungata da Washington.

7. Jugoslavia (1999):

Menzogna mediatica: i serbi attuano un genocidio degli albanesi del Kosovo.
Ciò che abbiamo saputo in seguito: invenzione pura e semplice della NATO, come ha riconosciuto Jamie Shea, il suo portavoce ufficiale.
Obiettivo reale: imporre il dominio della NATO sui Balcani, e la sua trasformazione in polizia del mondo. Installazione di una base militare statunitense nel Kosovo.
Conseguenze: duemila vittime dei bombardamenti della NATO. Pulizia etnica del Kosovo da parte dell’UCK, protetta dalla NATO.

8. Afghanistan (2001)

Menzogna mediatica: Bush pretende di vendicare l’11 settembre e di catturare Bin Laden.
Ciò che abbiamo saputo in seguito: non esiste alcuna prova dell’esistenza della rete (Al Qaeda, ndt). In ogni caso, i talebani avevano proposto di estradare Bin Laden.
Obiettivo reale: controllare militarmente il centro strategico dell’Asia, costruire un oleodotto che permetta il controllo della fornitura energetica del sud dell’Asia.
Conseguenze: una vasta occupazione e un grande incremento della produzione e del traffico di oppio.

9. Iraq (2003):

Menzogna mediatica: Saddam era in possesso di pericolose armi di distruzione di massa, ha affermato Colin Powell all’ONU, prove alla mano.
Ciò che abbiamo saputo in seguito: la Casa Bianca ha ordinato ai suoi servizi di falsificare o fabbricare le prove (affare Libby).
Obiettivo reale: controllare tutto il petrolio e ricattare i suoi rivali: Europa, Giappone, Cina…
Conseguenze: l’Iraq sprofondato nella crudeltà, le donne condannate alla sottomissione e all’oscurantismo.

10. Venezuela-Ecuador (2008?):

Menzogna mediatica: Chavez appoggia il terrorismo, importa armi, è un dittatore (però, il pretesto definitivo non è stato ancora scelto).
Ciò che già sappiamo: si sono sperimentate varie menzogne mediatiche: Chavez spara contro il suo popolo, Chavez è antisemita, Chavez è militarista… E la demonizzazione continua.
Obiettivo reale: le multinazionali statunitensi vogliono il controllo del petrolio e delle altre risorse di tutta l’America Latina. Hanno paura della liberazione sociale e democratica del continente.
Conseguenze: Washington sta scatenando una guerra globale contro il continente: colpi di Stato, sabotaggi economici, ricatti, installazione di basi militari vicino alle ricchezze naturali.

In sintesi, tutte le guerre vanno precedute e “giustificate” con un grande menzogna mediatica. E il nostro inventario è ben lontano dalla completezza!

Per impedire le guerre è imprescindibile smascherare queste menzogne mediatiche quanto prima e nel modo più ampio possibile. Grazie per la diffusione di questo testo e, se possibile, della sua traduzione (comunicandoci questa traduzione). Nella guerra dell’informazione la vera forza è nostra!

Sulle menzogne mediatiche:

Attualmente molti pretesti per le guerre e menzogne mediatiche sono emersi alla luce. Altri, al contrario, continuano a circolare. Ad esempio, sulla Bosnia e la Jugoslavia esponiamo le prove della disinformazione nei libri Poker menteur e Monopoli.

Un resumen en nuestros dos test-médias.
Debate público con Jamie Shea, portavoz de la OTAN (en DVD) :nessa.kovic@skynet.be
Sobre las mentiras mediáticas con respecto a Venezuela y Colombia :
Washington y Bogotá contra Hugo Chávez, Salim Lamrani ¿«Chávez narcotraficante» ? Washington orquestó la satanización, ¿antes de atacar?
USAID en Bolivia y Venezuela: la subversión silenciosa, Eva Golinger. El tra bajo silenzioso de la CIA en Bolivia y Venezuela
Los pies de Greta Garbo, Thierry Deronne. Las mentiras de Le Monde con respecto a Venezuela
Portrait du présidente Uribe, Hernando Calvo Ospina.
Bruit de bottes et rideau de fumée en Amérique latine , Jean-Luc Mélenchon
Misère du journalisme face au Venezuela , entrevista de Maurice Lemoine
Chavez – Juan Carlos : les phrases censurées par Le Monde et autres médias européens , Romain Migus
Texto original en francés :http ://www.michelcollon.info/articles.php ?dateaccess=2008-05-16%2013 :39 :26&log=articles

Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

NWO CONTROLLATO DAI GESUITI

Gesuiti sono gli effettivi Controllori spirituali del NWO.

L'ex vescovo Gerard Bouffard del Guatemala ha affermato che il Vaticano è “il reale controllore spirituale” degli Illuminati e del Nuovo Ordine Mondiale, mentre i Gesuiti, tramite il Papa Nero, il generale padre Peter Hans Kolvenbach, controllano in modo effettivo la gerarchia vaticana e la Chiesa Cattolica Romana.

Il vescovo Bouffard, che ha lasciato la Chiesa ed ora è un Cristiano Rinato che vive in Canada, ha fondato la sua conclusione dopo aver lavorato sei anni come sacerdote in Vaticano, incaricato del compito di trasmettere la corrispondenza giornaliera e riservata tra il Papa ed i dirigenti dell'Ordine dei Gesuiti, che risiede in Borgo Santo Spirito n° 5, nei pressi della piazza di San Pietro. “Si, l'uomo conosciuto come il Papa Nero controlla tutte le più importanti decisioni prese dal Papa e questi a sua volta controlla gli Illuminati,” ha dichiarato il vescovo Bouffard la settimana scorsa nel corso dello spettacolo svolto alla radio di Greg Szymanski, denominato “Il giornale investigativo”, presso www.gcnlive.com, ove gli archivi delle sorprendenti dichiarazioni possono essere ascoltati nella loro interezza.

“So che questo è vero, dal momento che ho lavorato per anni in Vaticano ed ho viaggiato con Papa Giovanni Paolo II. Il Papa prende i suoi ordini di marcia dal Papa Nero, mentre i Gesuiti sono anche i leader del Nuovo Ordine Mondiale, con il compito di infiltrare le altre religioni ed i governi del mondo, allo scopo di realizzare un governo mondiale unico fascista ed una religione mondiale unica, basata su Satanismo e Lucifero.”

“Le persone non possono immaginare quanto male e quanta distruzione i Gesuiti hanno causato e causeranno, mentre contemporaneamente usano la perfetta copertura di nascondersi dietro tuniche nere e di professare di essere uomini di Dio.”

La conoscenza di prima mano da parte del vescovo Bouffard del male che aleggia all'interno della gerarchia del Vaticano e particolarmente entro l'Ordine dei Gesuiti conferma la testimonianza di altri ricercatori, compreso Bill Hughes, autore degli sconvolgenti libri “Il nemico non mascherato” ed “I terroristi segreti”, come pure il preminente ricercatore sull'Ordine dei Gesuiti Eric Jon Phelps, autore di “Assassini vaticani”.

Oltre a dipingere un cupo ritratto del Papa Nero in Roma, il vescovo Bouffard rivela che il potere malefico dei Gesuiti si estende da un capo all'altro del mondo, inclusa una solida infiltrazione del governo Usa, del Consiglio delle Relazioni Estere (CFR) e delle maggiori organizzazioni religiose.

Il vescovo Buffard proclama che i Gesuiti agiscono come perfetti camaleonti, assumendo l'identità' di Protestanti, Mormoni, Battisti e Giudei, con l'intenzione di causare il tracollo degli Usa così come di portare la nazione sotto una religione mondiale unica, fondata in Gerusalemme e sotto il controllo del loro leader, Lucifero.

“Io so di prima mano che il Vaticano controlla e monitora ogni cosa in Israele, con l'intenzione di distruggere i Giudei,” ha affermato il vescovo Bouffard, aggiungendo che l'autentico proposito dell'Ordine dei Gesuiti è quello di orchestrare e controllare tutti i leader del mondo, allo scopo di provocare un più importante conflitto esteso al mondo intero, che alla fine distruggerà gli Usa, il Medio Oriente ed Israele.

“Essi distruggono ogni cosa dall'interno e vogliono provocare la distruzione pure della stessa Chiesa Cattolica, allo scopo di inaugurare una religione mondiale unica basata sul Satanismo. Ciò si vede anche nel modo in cui i sacerdoti svolgono i servizi religiosi nella Messa, in effetti venerando i morti (1). Inoltre segni di Satanismo si riscontrano in molti simboli esteriori, consuetudini e paramenti esibiti dalla Chiesa.”

Dopo aver prestato servizio in Roma, il vescovo Bouffard fu impiegato in Africa ed in Guatemala, salendo ad una posizione di potere all'interno della Chiesa. Comunque, insieme a questo potere religioso, sopravvenne l'affiliazione e la registrazione come Frammassone, e divenne membro massonico del 37.mo grado, un qualcosa che si suppone disapprovato nella Chiesa Cattolica Romana, dal momento che, secondo il Diritto canonico, l'appartenenza ad una Loggia massonica comporta l'immediata scomunica.

Secondo il vescovo Bouffard la Frammassoneria viene usata dalla Chiesa per realizzare i suoi piani segreti, perché molti altri sacerdoti di alto livello, ossia vescovi, cardinali e persino papi, si sono iscritti a società' segrete insieme ad altri in posizioni di potere in altre religioni e governi, la maggioranza di loro lavorando insieme per favorire la malefica agenda degli Illuminati.

E le sue dichiarazioni sostengono i rapporti che affiorarono sui giornali italiani e francesi nei primi anni '80, che recavano notizia di più di 150 sacerdoti di alto rango iscritti alla Frammassoneria, compresa la Loggia massonica P2, e ad altre società segrete. “Alla fine rinacqui come cristiano e denunciai la Chiesa Cattolica,” ha affermato il vescovo Bouffard, che ora è un Cristiano praticante e segue la parola di Dio tramite la Bibbia.

“Dobbiamo sempre pregare per i nostri dirigenti, denunciando apertamente il male e smascherando i Gesuiti per quello che realmente sono.” Dopo aver lasciato la Chiesa, il vescovo Bouffard fece anche ammenda e chiese perdono all'ex sacerdote gesuita, padre Alberto Rivera. Padre Rivera fu uno dei pochi sacerdoti gesuiti con il coraggio di smascherare i malefici scopi della Società di Gesù, facendo un passo avanti per proclamare in che modo lavorasse, essendo uno degli infiltrati dell'Ordine dei Gesuiti in Usa, con il compito di penetrare nelle chiese Protestanti e Battiste, con l'intento di distruggerle dall'interno.

“Quando ero vescovo ed ancora fedele alla Chiesa, una volta scrissi una lettera, denunciando padre Rivera e proponendo la sua morte,” ha dichiarato il vescovo Bouffard. “Quando compresi la verità', cercai padre Rivera e chiesi il suo perdono. Diventammo buoni amici ed io so che diceva la verità. Era un uomo onesto, che, per giunta, trovò Dio.” “Io so che i Gesuiti hanno cercato di alterare la verità, affermando che egli non era mai stato sacerdote e distruggendo ogni documentazione che lo attestasse. Hanno cercato di fare lo stesso a me, ma padre Rivera proclamava la verità senza dubbi. Conosco queste vicende come testimone e sono anche stato con lui molte settimane prima della sua morte. Soffriva terribilmente dopo essere stato avvelenato con acido. Come ho già detto, non potete immaginare la sofferenza e la distruzione che sono state causate e saranno causate dai Gesuiti.”

In un articolo intitolato “Alberto: il grande trambusto”, uno scrittore sconosciuto, che seguiva la carriera del vescovo Bouffard e la sua connessione con padre Rivera, scrisse quanto segue, compresa la difficoltà da parte del Vaticano nel cercare di censurare le accuse sia di Rivera che di Bouffard: “A quel punto subentra la avvalorante testimonianza fornita da padre Gerard Bouffard. Egli era un vescovo di alto rango nato nel Quebec, Canada. Salì dai più bassi livelli del suo ordine sino a diventare assistente per molti anni di Papi quali Paolo VI e Giovanni Paolo II. Si convertì al protestantesimo e proclama di essere stato l'uomo che ricevette l'ordine di eliminare Rivera. In un documentario denominato “Svelare il mistero posto dietro i simboli cattolici”, Bouffard mostra una lussuosa penna placcata in oro 18 carati, che contiene uno speciale inchiostro che scompare, con cui le autorità del Sacro Uffizio firmano i documenti al massimo livello di segretezza.

Bouffard proclama: “Con questa penna che ho in mano ho firmato l'ordine di uccidere il Dr. Rivera”. Considerevole e drammatica storia di cappa e spada ! La sua precedente posizione di alto profilo lo renderebbe facile bersaglio di discredito... Tuttavia il silenzio è assordante.”
“Il Vaticano ha anche i suoi propri problemi di credibilità con cui lottare. Da un contesto storico la proclamazione di Alberto di essere stato un gesuita che lavorava in segreto per distruggere le chiese protestanti non e' tanto inverosimile quanto potrebbe sembrare.

I Gesuiti furono creati nel 1541 da Ignazio De Loyola per quel preciso proposito (sebbene, naturalmente, alcuni Gesuiti neghino ciò). Essi si sono impegnati in innumerevoli sporchi imbrogli, assassinii e congiure traditrici durante il periodo del loro maggiore successo e potere.”

L'Ufficio della Inquisizione fu un risultato della loro missione, che portò alla tortura e/o uccisione di milioni di persone innocenti per “eresia”. Quel dipartimento da allora è stato rinominato “Il Santo Uffizio”, ma i Gesuiti non si sono mai preoccupati per un cambio di nome. Quanto i loro obiettivi siano cambiati con il passare del tempo è anche incerto. Né l'organizzazione è molto trasparente e neanche serve gli interessi del Papa. Le cattive reputazioni non vengono facilmente dimenticate.

“Se la storia di Alberto fosse solo una montatura, sarebbe tuttavia un brillante brano di narrativa, con sbalorditiva coerenza. Esistono certamente altre cospirazioni che siano state escogitate, che sono egualmente vivide ed intricate. La congiura per l'assassinio di JFK e quella degli UFO / Majestic 12 (2) vengono per prime alla mente. Ma queste cospirazioni furono ideate e perfezionate da centinaia di persone nell'arco di un lungo periodo di tempo, quindi assemblate e rifinite, fino al punto in cui formassero una narrazione plausibile. Dopo circa venti anni di “apporti pubblici” e revisioni, viene adottata una versione semi “ufficiale”.

Se qualche specifica parte di essa viene dimostrata falsa, la versione si modifica in una forma leggermente differente, privata delle parti confutate.” Alberto non aveva nessuna di queste risorse. La sua storia personale provenne da lui solamente. Essa non fu revisionata e rifinita per decenni dalla commissione, prima che Chick la pubblicasse. Al contrario essa fu pubblicata nella sua interezza e solo allora arricchita con volumi addizionali (cinque più i fumetti), aggiungendo nomi e date, ma senza ritrattazioni.

Se in effetti “avesse inventato tutto ciò”, allora egli certamente meriterebbe un premio per genio letterario. Specialmente quanto più i suoi personali intrecci biografici sono connessi (sorvolare, Barone von Munchausen ?). Dopo venti anni di indagini tutte le risorse del Papa non sono riuscite a “provare” che la denuncia di Alberto fosse un falso. Naturalmente neanche Alberto riuscì a “provare” le sue accuse contro il Vaticano. Così, al meglio, la contesa è ancora un pareggio. Forse futuri sviluppi frutteranno qualche evento drammatico. Ma non fateci affidamento.

Probabilmente non sapremo mai se Alberto fosse realmente quel personaggio che proclamava di essere, a meno che il Papa faccia un passo chiaro e netto, e lo confessi. (E ciò presenta circa le stesse probabilità di avvenire quanto quelle che un disco volante atterri sul prato della Casa Bianca). Esso, comunque, è precisamente delizioso nutrimento per la meditazione, e molto più terrificante di ogni trailer trasmesso riguardante X-files.

Per leggere una difesa di Alberto dal sito Chick, vai a: http://www.chick.com/reading/books/199/0199cont.asp

Nel corso della storia l'Ordine dei Gesuiti è stato collegato a guerra e genocidio, venendo formalmente bandito da molte nazioni, comprese Francia ed Inghilterra. Mentre i ricercatori proclamano che i Gesuiti sono i concreti controllori spirituali del Nuovo Ordine Mondiale, lo scrittore Phelps ha anche reclamato il bando dell'Ordine da questa nazione. Comunque, con più di 28 università maggiori da costa a costa, l'Ordine ha costituito qui una forte base di appoggio politico e finanziario, compreso il controllo segreto del CFR ed il controllo di molte banche, come la “Bank of America” ed il “Federal Reserve banking system”, rendendo l'appello di Phelps per il bando una impresa difficile, se non addirittura proibitiva.

Data articolo: gennaio 2008 Traduzione di: Francesco Caselli (25 Settembre 2006)

LA STORIA SEGRETA E IL NUOVO ORDINE MONDIALE

Taluni autori denunciano, sempre con maggiore insistenza, che è in atto una cospirazione superpolitica, "religiosa" o satanica che coinvolge l'alta finanza, le massonerie e l'integralismo islamico. I fili della storia, asseriscono questi studiosi, si tirano proprio nelle logge massoniche e nei consigli di amministrazione delle multinazionali e delle grandi banche. La Rivoluzione francese fu una congiura massonica .., la Rivoluzione bolscevica fu una congiura giudaico-massonica. .. Lo stesso "Times" (10 marzo 1920) confermò .. che la rivoluzione bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta principalmente dall'alta finanza ebraica ..", [per non parlare del] fatto che, non affatto casualmente, il governo fosse costituito principalmente da massoni ..
.. L'ex presidente americano George Bush è un 33° grado della Massoneria di Rito Scozzese, lo ha rivelato Giuliano Di Bernardo, Gran Maestro della Massoneria italiana, al quotidiano "La Stampa" (23 marzo 1990). Bush sarebbe stato iniziato, nel 1943, alla setta "Skull and Bones" (Teschio e Ossa) dell'Università di Yale, fondata nel 1832. George Bush ha diretto anche la CIA. .. Anche suo padre Prescott sarebbe stato membro della setta "Skull and Bones". [Dunque perchè mai l'attuale presidente degli USA, Bush junior, dovrebbe sottrarsi alla tradizione di famiglia? ndJB] Di essa farebbero parte le più potenti famiglie degli Stati Uniti. .. la "Skull and Bones" è collegata al movimento New Age e ad essa, asserisce ancora Sutton, non sono estranei aspetti satanisti. .. nel 1917, essa diresse, tra l'altro, quel centro finanziario denominato "120 Brodway", finanziatore del bolscevismo in Russia e del nazismo in Germania ..
È poi noto che l'ex presidente George Bush è esponente di rilievo della sinarchia internazionale, figura di spicco del C.F.R, della Trilaterale, della potente Pilgrims Society oltre che della Skull and Bones. .. Bush è inoltre un W.A.S.P. (White Anglo-Saxon Protestant), ovvero un americano convinto che la sua origine razziale e le sue convinzioni religiose lo pongano al di sopra degli altri uomini. Scrive Blondet che "secondo Sutton, lo storico della Skull and Bones, .. il fine ultimo che gli affiliati alla società segreta di Yale s'impegnano a perseguire [è il Nuovo Ordine Mondiale]... A questo i membri dell'Ordine s'impegnerebbero a giungere attraverso la gestione di conflitti artificialmente generati, come quello tra nazismo e comunismo.. ..gli iniziati sarebbero dei tardi seguaci di Hegel, votati a far progredire il mondo attraverso opposizioni, tesi e antitesi, per poi comporle in una sintesi superiore. [Nota che] uno dei motti delle insegne della Massoneria [è proprio]: Ordo ab Chao, l'Ordine (nasce) dal Caos".
.. Bill Clinton .. venne ammesso nel super elitario ‘Rhodes Group', una società superiore dell'area del POTERE affine alla ‘Skull and Bones", come scrisse l''Economist' inglese nel suo numero del 25 dicembre 1992. .. Clinton appartiene anche al C.F.R. [come N.M.Butler, la cui citazione apre questa pagina - ndJB], alla Commissione Trilaterale e al Bilderberg..". Clinton ha portato con sé Les Aspin (CFR) che, tra l'altro, ha firmato la "Dichiarazione di Interdipendenza", che è, in sostanza, - una mozione del Congresso che nel 1962, proponeva di cancellare dalla Costituzione ogni dichiarazione di sovranità nazionale, in quanto ostacolo all'instaurazione di un 'Nuovo Ordine Mondiale'". "Il Rhodes Group .. nacque nel 1891 per iniziativa di Lord Cecil Rhodes, ricchissimo personaggio legato ai Rothschild .. intorno all'idea-guida di organizzare una federazione mondiale di cui U.S.A. e Impero britannico sarebbero stati il centro propulsore. Il mezzo per attuarla consisteva in una selezione elitaria dei quadri protagonisti degli ambienti universitari, politici, finanziari. Attorno a questo nucleo iniziale permeato delle idee mondialiste e socialiste della Fabian Society, sorsero i gruppi della Round Table che a loro volta, nel 1919, diedero vita ai due odierni pilastri del potere mondialista, cioè gli Istituti Affari Internazionali britannico (R.I.I.A.) e americano (C.F.R.). Il Rhodes Group, al pari della Skull and Bones, controlla il C.F.R., (che a sua volta controlla la Trilaterale) [..e il cerchio di Clinton si chiude! ndJB]
.. Ritornando al progetto del Nuovo Ordine Mondiale, già il 17 febbraio del 1950 il banchiere James Warburg, alla Commissione Esteri del Senato, era stato fin troppo chiaro quando aveva affermato: "Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale, o col consenso o con la forza". Anche con le stragi. Il Palazzo Federale "Alfred P. Murrah" ad Oklahoma, U.S.A. [è stato] fatto saltare in aria da una tremenda esplosione, il 19 aprile del 1995. Le vittime furono 168. .. Ted Gunderson, ex dirigente dell'FBI, al contrario di quanto vuol far credere il Dipartimento di Giustizia Americano e cioè che si è trattato di "una singola semplice bomba fertilizzante", ha affermato che: "la bomba era un congegno elettroidrodinamico a combustibile gassoso (bomba barometrica), che non è possibile sia stata costruita da McVeigh... la bomba utilizzata era un sofisticato congegno A-neutronico, usato dall'esercito americano...". Sam Cohen, padre della bomba neutronica, il 28 giugno dello stesso anno, al telegiornale della KFOR-TV ha dichiarato: "Non mi interessa quanto fertilizzante e gasolio hanno usato, non sarebbe mai stato sufficiente. Cariche di demolizione, piazzate sulle colonne chiave, hanno fatto lo sporco lavoro".
Antefatto: non è stato molto pubblicizzato che, "il 28 marzo 1994, l'Assemblea Legislativa dello Stato dell'Oklaoma passò una risoluzione che colpiva quello che veniva percepito come un programma di governo mondiale. Fu il primo e forse il solo Stato ad approvare tale legislazione". ..
Risoluzione N. 1047:
Una risoluzione in relazione alle forze militari degli Stati Uniti e alle Nazioni Unite; si presenta una petizione al Congresso affinché cessi determinate attività concernenti le Nazioni Unite...
Considerato che non c'è appoggio popolare per l'instaurazione di un "nuovo ordine mondiale" o di una sovranità mondiale di qualsiasi tipo, sia sotto le Nazioni Unite o sotto qualsivoglia organismo mondiale in qualsiasi forma di governo globale;
Considerato che un governo globale significherebbe la distruzione della nostra Costituzione e la corruzione dello spirito della Dichiarazione di Indipendenza della nostra libertà e del nostro sistema di vita.
...sia deliberato dalla Camera dei Rappresentanti della seconda Sessione della 44ma legislatura dell'Oklaoma:
Che al Congresso degli Stati Uniti sia con la presente rammentato di:
(...). Cessare ogni supporto per l'instaurazione di un "nuovo ordine mondiale" o qualsiasi altra forma di governo globale.
Che al Congresso degli Stati Uniti è con la presente rammentato di astenersi dal prendere qualsiasi ulteriore iniziativa verso la fusione economica o politica degli Stati Uniti in un organismo mondiale o qualsiasi altra forma di governo mondiale. (Fonte: Newsgroup alt. conspiracy, via Pegasus computer networks, Australia)
.. Franklin Delano Roosvelt, presidente americano e 33° del Rito Scozzese, nonché appartenente alla Pilgrim Society e al C.F.R., il governo-ombra americano, affermò: "In politica nulla accade a caso. Ogni qualvolta sopravviene un avvenimento si può star certi che esso era stato previsto per svolgersi in quel modo". Quindi una oscura oligarchia, tira le fila di fantocci, solo apparentemente, alla ribalta della scena politica. [Esempio italiano: Il "piano di rinascita democratica" sequestrato a Maria Grazia Gelli nel Luglio 1982, che rappresenta la "carta programmatica per l'Italia" della P2, e' divenuto il programma di Silvio Berlusconi, in gran parte attuato.]
.. Serge Hutin racconta, a tal proposito, quanto accadde ad uno scrittore inglese che sotto lo pseudonimo di Robert Payne pubblicò a Londra, nel 1951, un'opera intitolata "Zero. The story of terrorism". Payne cercò di dimostrare che la strategia del terrore ha abili registi dietro le quinte dei governi apparenti. All'uscita della pubblicazione si verificarono tutta una serie di "coincidenze" molto strane. Tutte la copie del libro furono acquistate da misteriosi personaggi prima ancora che venisse messo in vendita. I giornali ignorarono l'opera nonostante il carattere sensazionale delle rivelazioni in essa contenute. La casa editrice Wingate, una delle più importanti di Londra fallì improvvisamente. Robert Payne morì qualche mese dopo in circostanze a dir poco misteriose. Hutin osserva "La sola spiegazione possibile era che l'autore avesse scoperto l'esistenza, a livello mondiale, di governanti occulti...".
["Crisi, disastro, miracolo", un saggio del 1989 di] Michel Albert .. presidente delle Assurances Générales de France, una delle grandi entità finanziarie che hanno promosso il Mercato Unico Europeo [fa una] prognosi sulla fine degli Stati nazionali che rivela un'analisi sicuramente elaborata negli uffici-studi della Trilaterale, e un progetto di ingegneria sociale. .."L'Europa ‘92 lancia il Mercato Unico all'assalto degli Stati nazionali. Li smantellerà". Come? Con "l'anarchia che risulterà" da "un mercato libero e senza frontiere in una società plurinazionale che non riesce a prendere decisioni comuni". A questo "disastro" pianificato, l'oligarchia spera seguirà il "miracolo": gli Stati nazionali devastati invocheranno "una moneta comune, una Banca centrale europea e un bilancio comunitario".
.. David Rockefeller "credendo di parlare a orecchie fidate, nel ‘91... ha ammesso: 1) che una cospirazione esiste ‘da quaranta anni'; 2) che essa ha lo scopo di instaurare nel segreto ‘un governo mondiale' e ‘la sovranità nazionale' dei banchieri .."
Di Giuseppe Cosco

GAZA: LA STRAGE DI HANUKKAH

DI MIGUEL MARTINEZ
Kelebek


Quello che stanno facendo a Gaza, la ciliegia rosso sangue sulla torta dopo due anni di embargo e bombardamenti, lo sapete tutti.

Sabato scorso era una delle festività più sacre del calendario ebraico - lo Shabbat di Hanukkah. Per poter compiere la strage di Gaza, Ehud Barak ha dovuto chiedere una dispensa speciale dai rabbini. Non so perché sia stata scelta una data così particolare, per un attacco preparato da ben sei mesi, come rivela Haaretz. Lo stesso nome dell’operazione, Piombo fuso, si riferisce ai dreidel o dadi con cui i bambini giocano a Hanukkah, e che il poeta sionista H.N. Bialik invitava a costruire usando il "piombo fuso".
La strage di Hanukkah è stata preparata da due gesti: la promessa di riaprire, in parte, il valico di Eretz, che doveva servire per ingannare i palestinesi; e un attacco contro 36 organizzazioni islamiche in Cisgiordania.
Le organizzazioni colpite non erano militari, ma sociali: mentre gli uomini del regime golpista di Abu Mazen pensano a costruirsi ville con gli aiuti europei, Hamas in Cisgiordania continua a organizzare i servizi sociali, nonostante una raffica di arresti.
A seguire "Gaza" di José Saramago.
Distruggere questa rete di servizi sociali serve sia a togliere consensi a Hamas, che a rendere ancora più miserabile la vita dei nativi palestinesi e promuoverne così l’emigrazione.
Così, i soldati israeliani sono entrati in tutte le piccole isole della cosiddetta autonomia palestinese in Cisgiordania, dove hanno sequestrato autobus, bloccato centri commerciali e chiuso una scuola per ragazze e un’associazione che distribuisce cibo ai poveri. Hanno anche chiuso un centro medico a Nablus, impossessandosi dei computer, del denaro e dei mobili. Dice Haaretz


"Le istituzioni vicine a Hamas che sono state colpite finora comprendono scuole, centri medici, centri di beneficienza e persino mense popolari e orfanatrofi. Decine di associazioni sono state chiuse e il cibo sequestrato".

Il cibo degli orfanotrofi sequestrato…
A volte, l’immensità di quello che stanno facendo ai nativi palestinesi si coglie meglio attraverso piccole cose come questa.
Non riesco a visualizzare un palazzo che viene giù, con i miei figli dentro.

"I parenti cercano tra i cadaveri e i feriti, per seppellire presto i morti. Una madre i cui tre bambini sono stati uccisi, e che giacciono l’uno sopra l’altro, nell’obitorio, grida, urla di nuovo e poi tace."

Oppure il padre che deve portarsi a casa il cadavere del bambino di sette anni in una scatola di cartone, perché all’obitorio hanno finito le lenzuola
Ma riesco - appena - a immaginarmi cosa voglia dire vivere per tre anni sotto l’impatto del boom sonico: in ore sempre diverse, ma preferibilmente in piena notte, i jet israeliani che sorvolano Gaza simulano, superando il muro del suono, il rumore di tremende esplosioni - un rumore talmente forte da far abortire le donne o da far saltare le vene nel naso, rompere i vetri o far crollare tetti.
Tre anni fa, per un errore tecnico, quello che è la vita quotidiana dei nativi palestinesi diventò per un unico attimo un incubo anche dei dominatori:

"L’esercito fu costretto a chiedere scusa quando un boom sonico fu udito per centinaia di chilometri dentro Israele la scorsa settimana. Il quotidiano Maariv lo descrisse come "il suono di un pesante bombardamento. Il rumore che scosse i cieli israeliani è stato spaventoso. Migliaia di cittadini sono saltati fuori dai loro letti, colti dal panico, e molti di loro hanno telefonato preoccupati alla polizia e ai vigili del fuoco. Le centrali telefoniche di Tel Aviv e dei distretti centrali ricevettero tante chiamate che non riuscirono più a funzionare."

Il governo israeliano ha avuto la delicatezza di mandare il ministro degli esteri al Cairo, la capitale dei suoi complici nell’embargo a Gaza, per avvisare Hosni Mubarak della prossima strage.
Nella foto a sinistra, potete vedere due volti felici: quello del ministro degli esteri israeliano e quello del ministro degli esteri egiziano.
E a destra, una bambina palestinese che non ride.

livni-abulghaith
palestinian_girl

Fonte: http://kelebek.splinder.com/
Link
28.12.2008
GAZA

DI JOSE SARAMAGO

La sigla ONU, lo sanno tutti, significa Organizzazione delle Nazioni Unite, vale a dire, alla luce dei fatti, niente o troppo poco. Possono affermarlo i palestinesi, le cui scorte alimentari stanno finendo, o sono già finite, perché così ha imposto l’assedio israeliano, deciso evidentemente per condannare alla fame le 750 mila persone registrate come rifugiati. Manca già il pane, sta per finire la farina, l’olio, le lenticchie e lo zucchero stanno per seguire lo stesso destino. Dal 9 dicembre i camion dell’agenzia delle Nazioni Unite, carichi di cibo, attendono che l’esercito israeliano permetta loro di entrare nella Striscia di Gaza, autorizzazione che verrà ancora una volta negata o rimandata fino all’ultima disperazione e l’ultima esasperazione dei palestinesi affamati. Nazioni Unite? Unite? Contando sulla complicità o la vigliaccheria internazionali, Israele si prende gioco delle raccomandazioni, delle decisioni e delle proteste e fa ciò che vuole, quando e come vuole. È arrivato al punto di proibire l’ingresso di libri e strumenti musicali, come se si trattasse di prodotti che possono mettere in pericolo la sicurezza di Israele. Se il ridicolo uccidesse, non resterebbero in piedi un solo politico né un solo soldato israeliano, specialisti in crudeltà, addottorati in disprezzo, persone che guardano al mondo dall’alto della insolenza che sta alla base della loro educazione. Comprendiamo meglio il loro dio biblico ora che conosciamo i suoi seguaci. Jehova, o Yahvé, o come lo si chiami, è un dio vendicativo e feroce che gli israeliani mantengono permanentemente attuale.

Fonte: http://caderno.josesaramago.org/
Link
22.12.2008

Fonte edizione italiana: www.comedonchisciotte.org
Traduzione per Tlaxcala di Manuela Vittorelli

domenica 28 dicembre 2008

Geometria del Male, di Sigismondo Panvini

Geometria del male. Di Sigismondo Panvini, Edizioni Il Punto di Incontro.

Consigliamo la lettura di un libro interessantissimo. Un romanzo che, però, non è un romanzo. Geometria del male, di Sigismondo Panvini.
Alcuni dei pezzi più significativi per invogliarvi alla lettura.
Weishaupt (il fondatore degli illuminati) elaborò nel 1770 "Il nuovo testamento di Satana” e nel 1773 insieme a Mayer Amschel Rotschild mise a punto il piano per instaurare il Novus ordo Seculorum, una nuova era luciferina.
L’organizzazione aveva una struttura piramidale e diversi gradi di iniziazione. Uno degli aspetti più innovativi era l’aggiunta di tre gradi inferiori a cui potevano accedere un gran numero di adepti che in realtà non venivano iniziati ai veri misteri della setta. L’apertura della società alla gente comune permise di influenzare la società in tutte le sue componenti.
Weishaupt reclutò anche le donne.

Pag. 48: Il rito egiziano, di cui Cagliostro era divenuto Gran Cofto, doveva la sua ispirazione ai testi dell’egiziano Ermete Trismegisto, che recuperati, tradotti in arabo e commentati avevano aperto le porte allo straordinario pensiero sufi, le cui correnti germinarono nell’Asia centrale e vennero da lì diffuse in tutto il mondo. Il Gran Cofto aveva come sigillo un serpente con una mela in bocca, ritto sulla coda a formare una S, trafitto da parte a parte da una freccia che formava una I. Il monogramma SI significa Superieur Inconnu (superiore sconosciuto) (da notare che il simbolo è identico a quello del dollaro: NDR).

Cagliostro negherà la "Scienza della storia" di GB Vico, opponendo una teoria che interpretava, invece, la storia come una sorta di eventi intellegibili solo a chi fosse capace di compiere un percorso spirituale per penetrare con gli occhi della mente spazi infiniti.

In breve gli illuminati assunsero il controllo di tutti gli ordini più importanti sino a creare una rete di società segrete. Il loro progetto era di creare la divisione delle masse attraverso la politica, l’economia, la religione, l’etnia; corrompere i politici, scegliere i governanti tra i più servili e sottomessi; avere il controllo dell’istruzione per indirizzare i giovani; controllare la stampa; abituare le masse a vivere delle apparenze per soddisfare solo il loro piacere (pag. 50).
Pag. 54: Secondo Von Hund, prima di salire sulla pira De Molay (l’ultimo maestro templare) aveva nominato il suo successore. Ciò testimonia che l’organizzazione templare era sopravvissuta per sette secoli dal rogo di Jacques de Molay, diventando da Ordine dell’Antica Confraternita dei Rosacroce, fondato in Scozia da Roberto Bruce, a ordine della Stretta osservanza Templare, diffusosi in Francia, Germania e Italia, fino alla Massoneria, all’ordine dei cavalieri eletti Cohen, al Martinismo dove, nella più assoluta segretezza, avevano continuato a essere consacrati Milites Christi, per l’espletamento della difficile missione tradere lucem.
55: Clinton era stato preparato dall’elitario Rhodes Group a diventare presidente fin dalla giovinezza.
66: La democrazia, rispecchiando i modelli geometrici diagrammatici tanto cari al collegio invisibile e alla Royal Society, è una vera e propria geometria del male. Ecco spiegato perché, nei ritratti delle alte gerarchie massoniche, la Bibbia, insieme al compasso e alla squadra, è sempre bene in evidenza. La Bibbia è il codice della massoneria, che deve essere interpretato come un percorso a ritroso dell’intera storia umana, che comincia da Mosè e si conclude con la creazione, preceduta da un tragico diluvio.
72: Il processo ai Templari ha assodato che in seno all’ordine vi era un disegno di unificazione del mondo con un nuovo ordinamento sociale.
86: A Guglielmo III si deve la nascita della Banca d’Inghilterra, seconda tappa dello sviluppo del sistema bancario globale, condizione necessaria per portare pochissimi uomini al controllo totale dell’umanità.
Fu proprio il carattere internazionale delle banche dei Rothschild, che conferì loro dei vantaggi unici sulle banche nazionali e sui governi. I legislatori e i parlamenti nazionali avrebbero potuto, e dovuto, limitare questi vantaggi, ma non lo fecero.
Questa situazione è rimasta inalterata per quanto riguarda le banche internazionali dei nostri tempi, e costituisce la spinta verso un governo mondiale.
101: Pochissimi uomini sono riusciti a dominare per intero il mondo attraverso il controllo delle banche e delle attività produttive. Si tratta di una semplice causalità o di una lunga strategia pazientemente perseguita attraverso secoli e millenni?

I superiori Incogniti ,seguendo un protocollo segreto stavano semplicemente trasformando (negli USA) un controllo palese in uno occulto, molto più penetrante ed efficace. Mentre l’impero di sua maestà veniva smantellato, essi istituirono nelle ex colonie una rete di società segrete, attraverso cui potevano manovrare l’economia e la politica avviando un controllo sempre più invasivo e capillare del genere umano.
Il consolidamento del loro potere è stato reso possibile grazie alla mafia e alle organizzazioni criminali, da loro direttamente o indirettamente controllate, le quali hanno esteso la loro rete ponendo sotto tutela settori obliqui della società, le cosiddette zone grigie dell’economia (prostituzione, traffici illeciti, gioco d’azzardo). Con la complice indifferenza dei poteri legali e istituzionali le banche sono diventate essenziali per la loro strategia di potere, in quanto la gestione delle grandi masse finanziarie che provenivano da quegli ambiti veniva affidata al sistema bancario.
Ciò ha messo i superiori Incogniti nella condizione di manipolare le istituzioni democratiche, che avevano provveduto a sostituire le antiche monarchie. La produzione legislativa veniva facilmente orientata inserendo ai vertici politici e di governo uomini asserviti ai loro biechi disegni.
121: Il fatturato globale delle organizzazioni malavitose oggi supera di gran lunga il PIL di tutte le nazioni dell’Africa e dell’America latina messe insieme.

Gli illuminati, i Superiori Incogniti, chiamateli come volete, sono coloro che hanno rivestito da sempre posizioni di vertice assoluto nel mondo. Costoro sono pochissimi e appartengono ad alcune delle più antiche e ricche famiglie del mondo, la cui caratteristica è quella di rimanere nascosti agli occhi del grande pubblico.
Il loro albero genealogico va indietro di migliaia di anni; sono molto attenti a mantenere il loro legame di sangue, di generazione in generazione senza interromperlo mai, per nessuna ragione, arrivando persino a uccidere chi della loro stirpe dovesse mai trasgredire un simile imperativo.
Il loro potere risiede nell’economia. Controllano tutte le banche Internazionali, il settore petrolifero e tutti i più potenti settori industriali e commerciali ma, soprattutto, comandano direttamente e indirettamente, attraverso uomini da loro indicati, la maggior parte dei governi occidentali e degli organismi internazionali (primo tra tutti l’ONU, la Banca mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, l’Unione Europea). In realtà il loro vero obiettivo è quello di formare un’organizzazione che possa attivamente contribuire ai disegni per la costituzione di un nuovo ordine mondiale, e di un governo mondiale entro la fatidica data del 2012.

…..

William Cooper, un anziano sottufficiale dei Servizi Segreti della marina statunitense, nel suo libro "Behold a pale horse" parla del pensiero e della strategia adottati dal comitato politico del gruppo Bilderberg, basandosi su un documento programmatico del maggio 1979 in possesso dei Servizi di informazione della Marina Statunitense e da lui ritrovato nel 1986, dal titolo quanto mai significativo: “Armi silenziose per delle guerre tranquille”, un vero manuale per soggiogare il mondo intero attraverso il controllo dell’economia. Il documento richiama i documenti scritti da Weishaupt e Rotschild.
Le banche, da sempre strettamente legate a spregiudicati affaristi, hanno da sempre finanziato traffici illeciti, contrabbando, speculazioni essendo unicamente interessate agli immensi profitti che gli investimenti possono fruttare.
La speculazione finanziaria, il traffico di armi, di organi umani, di materiale tossico e radioattivo, la prostituzione, il commercio di droga perciò sono divenute il principale canale di impiego finanziario di grandi banche mondiali e persino di governi: essi avrebbero addirittura il compito di riciclare e ripulire gli immensi profitti che da tali attività derivano,
125: La Trilaterale ha collocato i suoi uomini nei settori al vertice dei governi occidentali per realizzare i suoi programmi. Tra di essi in Italia figurano Romano Prodi, Carlo Azeglio Ciampi, Mario Monti, Renato Ruggiero ex direttore generale del WTO ed ex ministro degli esteri del governo Berlusconi e lo stesso Silvio Berlusconi, ex Presidente del Consiglio, Ottaviano del Turco, ex segretario nazionale CGIL, ex Presidente della commissione nazionale antimafia ed ex Ministro delle finanze; Giuseppe Gazzoni Frascara, ex presidente Industrie Alimentari, Arrigo levi, giornalista del Corriere della Sera e politico, Sergio Romano, ex ambasciatore ed editorialista, Margherita Boniver, Carlo De Benedetti, Giorgio la Malfa, Giorgio De Michelis, Giorgio Benvenuto. E altri….
Nei tempi antichi gli uomini del denaro vivevano ai bordi della società, mal sopportati per le loro ruberie e per le loro usure. A partire dalle grandi rivoluzioni Americana e Francese essi hanno rialzato la testa, acquisito potere, condizionato progressivamente tutto e tutti, rimanendo sempre dietro le quinte a manovrare fili.
E’ emblematico, in tal senso, il favore che la Trilaterale ha sempre accordato alla sinistra italiana dalla metà degli anni 70 fino all’appoggio fornito dal governo Prodi.
Si tratta di una grande congiura ordita contro il mondo, l’antica cospirazione sinarchica, riciclata in versione moderna che ha come fine quello di impadronirsi del governo del mondo.
Quello che dobbiamo fare è capire il perché…
Qui finisce la prima parte del libro. La seconda è più difficile e richiede un minimo di conoscenze di esoterismo, altrimenti risulta incomprensibile.
Buona lettura.
******
PS. Splendido, nel libro, è la descrizione di come il successo delle imprese di Garibaldi dipese dalla massoneria, altrimenti 1000 uomini non avrebbero mai potuto raggiungere il risultato che fu effettivamente conseguito.

Della stessa casa editrice consigliamo anche: La congiura degli illuminati, di Renè Chandelle.

Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com/

venerdì 26 dicembre 2008

Requiem natalizio

Si sta chiudendo un anno che probabilmente ricorderemo come l’ultimo della “belle epoque” tecnologica. Il futuro ci riserva una disastrosa crisi economica, un governo di piduisti presidenzialisti che si fa beffe degli italiani per assecondare il solito presenzialista, un dolo alfano che ha guastato i principi basilari di civile convivenza, una ingiusta che annienterà ciò che rimane del ceto medio e basso, ci terremo tutte le costose province e metteremo la sinistra fra i soprammobili di casa. La osserveremo nelle rughe rifatte di Alba SiParietti, che in vista della menopausa crede di fare un favore a Veltroni annunciando l’intenzione di candidarsi nel defunto partito democratico assieme alla stagionata Sabrina Ferilli, quest’ultima ospite del tg3 di Bianca Berlinguer per farsi presentare “orgogoliosa di stare a sinistra”. Entrambe a sponsorizzare Silvio Berlusconi preoccupato di non potersi più divertire con gli alleati calati nella parte di oppositori, ma di dover fare i conti con un un’opposizione vera.

Quella del partito di Antonio Di Pietro che non ha bisogno di infierire sul cadavere del Pd morto dissanguato. Finito con un colpo di questione morale che ha ucciso pure la sua sopravvivenza. Prova ne è la squallida disperazione di Mario Giordano e dei suoi sottoposti del Giornale della famiglia Berlusconi, traditi anche dall’ultima arma, quella della fantasia, che con lodevole talento hanno talmente fiaccato da non riservare più nemmeno uno straccio di sorpresa sotto l’albero.
Già, perché l’invenzione non sostituisce la realtà. In mancanza di qualcosa di penalmente rilevante sul conto dell’ex pm non rimane altro che morire nell’ossessione di ripetere il nulla, riempendo le pagine dell’house organ con fotografie fumose incorniciate da didascalie false e tendenziose.
La regia delle bugie e della confusione che hanno sfigurato il quotidiano di Indro Montanelli è curata da un gruppo di macellai travestiti da giornalisti, che stanno ingoiando di traverso il capitone natalizio attanagliati dal bisogno di fomentare idiozie. Ben consci di sparare con un caricatore vuoto.

Ben consci della realtà con la quale dovrà fare i conti il loro editore corruttore: crisi, disoccupazione, credibilità internazionale sotto i piedi e pericolo di tumulti popolari che potrebbero segnare la fine anticipata del suo regno. Forse in piazzale Loreto, travestito da Babbo Natale appeso per le caviglie.
Sarebbe un Natale diverso, degno di tanti auguri.

di Daniele Martinelli

mercoledì 24 dicembre 2008

Onorevole Scilipoti "NON sono sicuri nemmeno i vaccini"

(06/12/2008) - "Il nostro mondo sta cadendo a pezzi. Adesso non sono sicuri nemmeno i vaccini", così l'onorevole Domenico Scilipoti dell'Italia dei Valori, in merito al problema vaccini."Alcuni studi effettuati dall’Associazione Universo Bambino di Bari riguardanti le vaccinazioni effettuate sui bambini hanno dimostrato che in alcuni vaccini vi sono delle sostanze eterologhe che possono provocare patologie gravi. Molti vaccini sono preparati senza alcuna norma di sicurezza – prosegue Scilipoti – infatti contengono mercurio ed alluminio, sostanze altamente tossiche che permangono all'interno dell'organismo anche dopo decenni. Oltre a causare gravi malattie ai cittadini, questi vaccini, sono diventati esclusivamente uno spreco di denaro pubblico utile ad alimentare le casse ed i fatturati di alcune case farmaceutiche e laboratori. Non si può permettere che questo accada – conclude il parlamentare dipietrista - soprattutto perchè a rimetterci sono i cittadini non solo economicamente ma anche con la propria salute. Bisogna intervenire in merito alla questione per accertare le violazioni in tema di vaccini che provocano conseguenze negative e nuociono gravemente alla salute".Grazie a G.P.Vanoli che a quell'onorevole ha inviato tutto il materiale sui vaccini e sulle amalgami, l'ha presa sul serio e pare stia proponendo una interrogazione parlamentare.

martedì 23 dicembre 2008

Multinazionali criminali, LA COCA COLA (1ª puntata)

Sono milioni le persone che bevono la Coca Cola, nel mondo.
Questa bibita analcolica, inventata poco più di cent’anni fa negli Stati Uniti, è diventata nel tempo la più conosciuta, la più pubblicizzata e la più comprata in tutto il pianeta.
In qualsiasi città andiate, dall’Europa all’Asia, dall’Oceania all’Africa, troverete il famoso logo bianco in campo rosso.
Ma se è vero che tutti la conoscono, probabilmente non tutti sanno che dietro la sua produzione ci sono gravi ingiustizie, e che i dirigenti della Coca Cola company (multinazionale che fattura ogni anno 22miliardi di dollari), devono rispondere di atti criminali quali “violazione dei diritti umani”.

Cosa combina la Coca Cola nel mondo?
Andiamo per ordine.

COLOMBIA.
Paese dell’America latina confinante a nord con lo stato di Panama, con il Venezuela ad est, con Ecuador e Perù ad ovest, con il Brasile a sud.

Qui, da oltre quarant’anni si combatte una guerra civile fra le FARC (forze armate rivoluzionarie colombiane), e l’esercito.
Si tratta di una guerriglia fatta di attentati, agguati, da entrambe le parti. In questo clima di grande confusione e violenza le persone che si battono in modo pacifico per i diritti umani e che portano avanti lotte sociali pacifiche (come per esempio i sindacalisti) vengono travolte nella mischia: pensate che sono oltre tremila i sindacalisti uccisi in Colombia dal 1991 ad oggi, da bande paramilitari che agiscono impunemente, cioè con la copertura del governo.

Il governo colombiano infatti, con la scusa della guerra contro i ribelli delle FARC (che vengono definiti terroristi), ha instaurato nel paese un clima di repressione che coinvolge anche quelli che con la guerriglia non c’entrano nulla, e che portano però avanti richieste di MAGGIORE GIUSTIZIA, MAGGIORE SICUREZZA SUL POSTO DI LAVORO, MAGGIORI STIPENDI.

(bisogna sapere che i lavoratori in Colombia, siano essi braccianti o operai, sono mal pagati e sfruttati, senza diritti sindacali).

Il massacro di sindacalisti in Colombia quindi, che viene giustificato dal governo come
l’effetto della “guerra al terrorismo”, non è altro che una gigantesca repressione ai danni di chi cerca di ottenere maggiori diritti.

E la Coca cola, cosa c’entra in tutto ciò?

C’entra eccome! Il sindacato del settore agroalimentare colombiano (SINALTRAINAL) denuncia da anni l’uccisione di lavoratori della COCA COLA ad opera di bande paramilitari . Questi lavoratori ammazzati, sono tutti sindacalisti che chiedono migliori stipendi e migliori condizioni di lavoro ai loro dirigenti, nelle industrie di imbottigliamento della “magica” bevanda gassosa.

E’ evidente che s’è trattato di una feroce repressione.

I morti ammazzati finora sono 8, oltre alla lunga serie di minacce ed intimidazioni che sono state fatte a centinaia di altri lavoratori, del tipo: se ti iscrivi al sindacato t’ammazziamo, oppure torture, sequestro di familiari, incendio della casa eccetera.

Insomma, la Coca Cola è accusata in Colombia di approfittare del clima di guerra e repressione già esistente da tempo, per far uccidere impunemente i personaggi “scomodi” che lavorano nelle sue industrie e per terrorizzare chiunque “osi” iscriversi al sindacato.

Il SINALTRAINAL, il sindacato, è riuscito a portare la Coca Cola company in tribunale, alla corte
federale di Miami, dove il giudice ha affermato che ci sono abbastanza prove per portare avanti il processo.
Ha inoltre lanciato una campagna di boicottaggio internazionale chiedendo ad ogni persona di ogni paese di non comprare prodotti della Coca Cola.

La campagna di boicottaggio si allarga ogni anno di più, ed è stata persino intrapresa da alcune istituzioni che hanno rifiutato lo sponsor della Coca Cola in alcune manifestazioni pubbliche come concerti ed eventi sportivi.
Altro evento importante è la decisione di alcune amministrazioni
locali come il municipio XI di Roma, il comune di Fiano Romano, Empoli e altri, di escludere i prodotti della Coca Cola dai distributori automatici delle proprie strutture pubbliche.


Anche negli Usa , patria della Coca Cola, il più grande ateneo privato (la New York University), ritirerà la bevanda dai distributori automatici e dalle mense, e presto anche altri poli minori seguiranno la stessa via.

A cosa serve il boicottaggio?
E’ l’unica forma di protesta che i consumatori possono portare avanti contro le grandi marche.
E se questa protesta è massiccia ed è accompagnata da una rivendicazione politica (del tipo: se non migliorate le condizioni dei lavoratori io non vi compro), queste grandi aziende possono essere costrette a rivedere le loro posizioni. E’ sufficiente che una multinazionale subisca una perdita del 5% del totale nelle entrate, perché vada in difficoltà.

INDIA.
Grande paese dell’Asia meridionale, uno dei più popolati del mondo,
con oltre un miliardo di abitanti.

Qui la Coca Cola è accusata di aver provocato, con i suoi impianti di imbottigliamento, l’abbassamento delle falde acquifere in determinate zone. Va detto al riguardo, che per fare un litro di coca cola ci vogliono ben 9 litri d’acqua. La quantità di acqua prelevata è quindi enorme.
Nel Kerala, una regione dell’India, le popolazioni locali si sono trovate coi pozzi asciutti e con l’impossibilità di dissetarsi ed irrigare i campi perché le falde sono state praticamente prosciugate dalle industrie di imbottigliamento della Cola.
.
Di fronte alle forti proteste che le comunità locali hanno portato avanti, al boicottaggio dei suoi prodotti, e davanti alla sentenza di un tribunale indiano (il quale ha ribadito che l’acqua è un bene di tutti e non può essere oggetto di proprietà privata) la multinaziona-
le è stata costretta a chiudere alcuni impianti ed ha visto diminuire le sue entrate in India del 18%.

A inizio agosto 2006 inoltre, ben quattro stati indiani hanno vietato la vendita di Coca Cola perchè alcune analisi condotte sulle bibite hanno trovato tracce di diserbanti, dannosi alla salute. Questi pesticidi erano probabilmente contenuti nell’acqua di falda che la compagnia statunitense ha “succhiato” dal territorio.

ALTRI DATI SULLA COCA COLA.

Nel 2000 è stata costretta a risarcire 2200 lavoratori afroamericani per discriminazioni razziali nelle assunzioni e nelle produzioni.

L’uso di alluminio per la produzione delle lattine di Coca Cola ha un impatto ambientale enorme, sia nei luoghi di estrazione che, in seguito, quando la lattina diventa “rifiuto”.

Denunce di intimidazioni ai danni di lavoratori iscritti al sindacato sono arrivate anche da lavoratori della coca cola in Turchia, Guatemala, Pakistan, Russia.

FONTI DELL’ARTICOLO:
www.nococacola.info
www.sinaltrainal.org
www.indiaresource.org

[Una piccola nota: multinazionali sono tutte quelle imprese che controllano almeno una filiale all’estero. Ce ne sono di piccole (come le imprese italiane che aprono filiali in Romania, dove la manodopera costa meno) e di enormi, come la Coca Cola o la Mc Donald’s. Queste ultime hanno un fatturato in dollari ben superiore al PIL di certi paesi poveri del globo. Queste enormi aziende possono arrivare ad essere dei micro-stati all’interno di paesi poveri, dove esse sfruttano la carenza di diritti umani e di protezione dell’ambiente per avere profitto. Spesso inoltre, prendono le risorse naturali di questi paesi e le portano via, nei loro ricchi paesi d’origine, lasciando agli abitanti di quei luoghi solo le briciole. E’importante denunciare quando una multinazionale, così come uno stato, compie ingiustizie ai danni della gente.]

-Lorenzo Pasqualini-