martedì 30 settembre 2008

Obbligazioni & vaselina

di Eugenio Benetazzo

Lo avevo già predetto nel Maggio del 2006, il miglior investimento per gli anni a venire sarebbe stato l'acquisto di azioni di società che producono vaselina, perchè ve ne sarebbe stata una fortissima richiesta nel successivo biennio. Andate a rileggervi quello spiritoso redazionale per capire perchè adesso la vaselina è ampiamente richiesta dai piccoli risparmiatori italiani. Iniziamo con lo svegliare tutte quelle persone che dormono nell'innocente torpore accompagnato dalle affermazioni rassicuranti delle nostre autorità istituzionali che non sanno più come tranquillizzare il pubblico risparmiatore italiano. Secondo autorevoli, quanto discutibili, fonti mediatiche, l'attuale crisi finanziaria (la peggiore di sempre) non contagerà più di tanto il vecchio continente ed il nostro paese: questo perchè le banche italiane ed europee non sono avventate e spudorate come quelle statunitensi che adesso si scontrano con il mostro che loro stesse hanno creato (il profitto indiscriminato). Infatti le banche italiane, per fare un esempio, non hanno erogato mutui al 100 % a persone che non hanno un reddito certo come in America, e nemmeno hanno cartolarizzato posizioni di debito ipotecario quando si sono rese conto che anche in Italia si stava verificando una sistematica incapacità di onorare i propri debiti nel lungo termine in seguito al progressivo rialzo dei tassi di interesse.

Secondo le fonti istituzionali, a farla grande, forse saranno state un paio di banche nel nostro paese ad aver erogato mutui ad intervento integrale, gonfiando le perizie di valutazione degli immobili pur di rendere congrua la rata del mutuo con il reddito mensile percepito e riuscire così a fare budget. Di cosa vi stupite! Ormai si cerca all'inverosimile di nascondere anche quello che è stato palese agli occhi di tutti per numerosi anni pur di evitare una crisi di fiducia da parte del sistema. Crisi che molto presto si riverserà anche sulle tasche di ignari risparmiatori che avevano investito in prodotti a capitale protetto e rendimento garantito, come le polizze index linked o le obbligazioni strutturate, nella speranza di almeno riprendersi l'integralità del proprio conferimento qualora i mercati avessero subito perdite o fossero state colpite da un andamento sfavorevole rispetto a quello pronosticato. E a questo punto si apre un vaso di pandora: infatti adesso si profilano rischi non indifferenti che vanno dall'impossibilità di smobilizzare la propria posizione fino alla perdita anche totale di quanto investito, nonostante la garanzia del capitale.

Prima di proseguire oltre è opportuno spiegare che cosa sono e come sono costruiti questi prodotti di investimento, in parte strumenti finanziari ed in parte assicurativi. Sostanzialmente, per semplificare al massimo, una obbligazione strutturata rappresenta l'unione di due strumenti finanziari a se stanti: una obbligazione tradizionale (emessa da un emittente con rating elevato) ed un prodotto finanziario derivato (come ad esempio, un'opzione su un indice di borsa). Quanto sopra esposto possiamo avallarlo anche per una polizza index linked (il cui capitale assicurato dipende dal valore di un indice azionario o di un altro valore di riferimento). Passiamo adesso a descrivere le operazioni finanziarie che effettua la banca che vi ha proposto l'obbligazione strutturata di turno: supponiamo che abbiate conferito 100.000 euro. Con questo importo viene sottoscritto l'obbligazione tradizionale che fa da sottostante alla polizza index linked, una obbligazione diciamo emessa da una primaria banca internazionale il cui rating è indiscusso. Questa obbligazione paga una cedola annuale del 4 % pari a 4.000 euro annui di interesse. La vostra banca a questo punto anticipa di tasca propria i 4.000 euro che percepirà alla fine dell'anno e li investe in prodotti finanziari sofisticati, come le opzioni su un indice di borsa, confidando in un rialzo di quell'indice per gli anni successivi. Il vantaggio di investire acquistando opzioni è duplice: infatti se il tal indice si muove al rialzo come si prevedeva, i 4.000 euro investiti potrebbero anche raddoppiare o triplicare, nel caso in cui invece questo non si verifichi, ovvero l'indice di riferimento scende piuttosto che salire, i 4.000 euro svaniscono in quanto il valore delle opzioni sugli indici si riduce a zero.

Con questa architettura è possibile pertanto investire anche su mercati molto volatili come gli indici azionari, mantenendo comunque la garanzia sul capitale in caso di andamenti avversi alle proprie aspettative, infatti trascorso un anno la vostra banca incassa l'interesse dell'obbligazione che ha per voi sottoscritto e copre la perdita dei 4.000 euro anticipati per effettuare la speculazione sull'indice di borsa. Naturalmente si può verificare che l'andamento degli indici si manifesti secondo le proiezioni ed analisi della vostra banca: in questo caso l'interesse percepito su base annua dalla vostra obbligazione strutturata o dalla vostra polizza index linked diventa significativa, anche oltre il 10%. Per come vi è stato descritto il tutto potete capire che volendo ognuno si potrebbe costruire da solo la propria obbligazione strutturata acquistando un titolo obbligazionario di first standing come il Bund (titolo di stato tedesco con scadenza decennale). E qui ora arriviamo al cuore di quanto vi voglio svelare con questo redazionale: le tecniche di marketing per vendere questi prodotti spingono molto sulle caratteristiche esplicite del prodotto ovvero il capitale protetto ed il rendimento garantito.

Tuttavia in pochi, temo, si soffermino a leggere quanto riportato nelle offerte di sottoscrizione o nei documenti di sintesi di queste obbligazioni strutturate o di queste polizze unit linked. Alle voci "Rischio Emittente" o "Garanzie" quasi tutti i modelli riportano la stessa frase di rito ovvero "il contraente assume il rischio di credito connesso all'insolvenza degli emittenti del portafoglio finanziario strutturato: pertanto, esiste la possibilità che il contraente ottenga, al momento del rimborso, un ammontare inferiore al capitale nominale". Questa clausola viene riportata molto spesso anche in grassetto, per far capire a chi sottoscrive il prodotto che la famosa frase fatta "capitale protetto e rendimento garantito" vale solo in teoria, infatti qualora l'emittente andasse in default o fallisse, il proprio capitale andrebbe a gonfiare le fila di penose vicende finanziarie stile Argentina o Cirio.

Sappiate che in quest'ultima settimana molti prodotti a capitale protetto (obbligazioni strutturate o polizze index linked) si sono polverizzati in quanto avevano come sottostante una obbligazione tradizionale di Lehman Brothers !

Inutile raccontarvi di quante banche italiane ora facciano a gara a ritirare la raccolta per la tal obbligazione strutturata di turno sapendo benissimo il marcio del sistema ed i rischi per chi le sottoscrive. Chi invece avesse sottoscritto in passato prodotti di questa fattezza è vivamente invitato ad informarsi quanto prima sulla consistenza del sottostante della propria polizza od obbligazione strutturata (per conoscere chi è l'emittente che dovrebbe garantire loro almeno il capitale versato), e qualora fosse ormai troppo tardi, di procurarsi una abbondante confezione di vaselina con relativo applicatore per sopportare con maggior serenità il dolore che avvertiranno dall'ennesima sodomia finanziaria.

lunedì 29 settembre 2008

COMPAGNI DI MERENDE

Una compagnia di giro incombe sui cieli d'Alitalia. Brandendo un cannone che ha sovrimpressa la parola d'ordine della cordata, «italianità», minaccia di abbattere la nostra flotta. Berlusconi ha arruolato 16 capitani, sottotenenti e marescialli - coraggiosi si fa per dire, dato che dall'inizio sognano solo di imboscarsi per poi ritirarsi in buonordine. Ma la delega più importante il Cavaliere l'ha affidata ai giornali e alle tv di complemento. In un mondo dove una notizia esiste solo se lo decidono i media, e se non esiste se la inventano, Berlusconi non si accontenta di dettar legge sulla metà delle reti e dei giornali, di cui è padrone, e a colpi di egemonia si fa largo fino in via Solferino (patria del Corriere ), straborda a Saxa Rubra (la corazzata Rai, non esclusa l'ammiraglia Tg1) e arriva fino a piazza Barberini (voi non lo sapete, è qui che viene elaborato il Riformista -pensiero). I compagni di merenda hanno un obiettivo chiaro: colpire a morte la Cgil, causa di tutti i mali. L'arma usata è, per ora, l'Alitalia e i suoi 18.500 ostaggi, usati come proiettili da spedire contro Guglielmo Epifani e il suo quartier generale. E' colpa del segretario della Cgil se il più improbabile e odioso dei piani per liberarsi della compagnia di bandiera è fallito. Domani potrebbe essere ancora Epifani il killer, da mettere alla gogna, di un altrettanto improbabile accordo con la Federmeccanica che pretende dai sindacati subalternità e complicità e dai lavoratori braccia, cervello e sangue - prendi tre e paghi uno. Direttori ed editorialisti non pretendono da Epifani il consenso sull'operazione truffaldina di Berlusconi, si accontentano di una firma, insomma che si adegui. Se poi Epifani risponde: trattiamo ancora, cerchiamo un'intesa condivisa, ma ottiene un secco rifiuto da chi vuole comandare e non trattare, i cannoni si posizionano e sparano ad alzo zero contro di lui. I compagni di merenda sognano un campo di battaglia in cui siano gli stessi lavoratori a colpire a morte la Cgil. A questo scopo intervistano quinte colonne e agitano una seconda «marcia dei 40 mila» arruolando piloti e dissidenti: purtroppo per loro, riescono ad armarne non più di un'ottantina. Quel che non si accetta della «resistenza» di Epifani è l'idea che senza il consenso dei piloti e degli assistenti di volo, cioè di chi consente ai nostri aerei di alzarsi in cielo, qualsiasi accordo sarebbe carta straccia, destinato al fallimento. Ma cosa volete che capisca di queste «sottigliezze», chi ha in testa un modello autoritario e centralista delle relazioni sindacali, ma anche sociali, politiche, umane? Arruolare Epifani nelle fila dell'«estremismo», come fa il vicedirettore del Corriere ed ex sindacalista (della Uilm, frazione di sinistra), Dario Di Vico, vuol dire ignorare la sofferenza con cui il segretario della Cgil, a differenza dei suoi colleghi di Cisl e Uil, sceglie di non adeguarsi, cioè di non accettare quel che non è accettabile dai lavoratori e dal suo stesso sindacato e di non firmare a nome di chi non rappresenta. La democrazia non è un fatto di metodo, è sostanza.

Loris Campetti

sabato 27 settembre 2008

Bottiglie di plastica? Cancro prostatico

Il bisfenolo A è una sostanza ampiamente usata per le bottiglie in plastica, il sottile film interno alle scatolette di cibi conservati, le tettarelle per lattanti e le confezioni alimentati.
Se ne producono annualmente 2,8 milioni di tonnellate.
A quanto pare, già si sapeva che questa sostanza contaminava gli alimenti con cui veniva a contatto, ed era sospettata di alterare gli ormoni sessuali umani.
Ma ora uno studio ha scoperto che è collegata col cancro alla prostata.
In particolare, l'assunzione nella dieta umana di quantità piccole ma costanti di bisfenolo è particolarmente pericoloso nelle donne in gravidanza, alterando in modo cruciale, ma invisibile, lo sviluppo dei neonati.

La sostanza provoca infatti alterazioni microscopiche nella prostata del feto, che non sono riscontrabili alla nascita.
Gli effetti si fanno sentire con gli anni, nella terza età, con ipertrofia delle prostata e tumore.
Le alterazioni possono causare anche malformazioni dell'uretra.
In Italia si registrano ogni anno 11 mila nuovi casi di cancro prostatico, e 6.300 morti per questa patologia: è la seconda causa di morte per cancro negli uomini, dopo il cancro al polmone.
Il 60% dei casi è concentrato nel nord del Paese, evidentemente più «avanzato» e quindi più esposto al bisfenolo.

Nell'ancor più «avanzata» Gran Bretagna, che ha una popolazione pari a quella italiana, i casi nuovi di cancro alla prostata sono 27 mila all'anno.
Il fatto è che il bisfenolo è un estrogeno-simile, che «mima» l'ormone femminile.
Piccolissime quantità di questa plastica bastano dunque, nella vita fetale, a scombinare il sistema genitale dei maschi.
La scoperta è dovuta all'equipe del professor Frederick vom Saal, che lavora all'Università del Missouri.
Il gruppo ha somministrato a topine gravide piccolissime quantità di bisfenolo-A, mentre ad altre cavie è stato somministrato in pari quantità dell'estradiolo, l'ormone usato nella pillola contraccettiva.

Il test mirava a verificare se certi danni alla prostata del neonato avvenivano quando la madre, prendendo la pillola, restava accidentalmente incinta. Invece la prova ha dimostrato che entrambe le sostanze alteravano la prostata: e in quantità minime, molto minori di quelle che gli esseri umani ingeriscono bevendo dalle bottiglie di plastica.
E gli italiani sono i massimi consumatori mondiali di acqua cosiddetta minerale: 184 litri a testa, per una spesa di circa 500 euro all'anno a famiglia (i tedeschi non arrivano a 145 litri ). Spesso quest'acqua proclamata «minerale» viene dall'acquedotto comunale; ed è di sicuro peggiore, perché contenuta in bottiglie quasi sempre di plastica.

Maurizio Blondet

venerdì 26 settembre 2008

Crack bancari: crisi del Sistema o fallimento controllato?

di Marcello Pamio

Quello che purtroppo (o per fortuna?) era stato previsto da anni si sta verificando.
Il Sistema Economico sta letteralmente crollando sotto il peso di debiti, speculazioni, investimenti forsennati e satanici, oppure è arrivato l’occasione e la possibilità di destare le nostre coscienze?
Importantissime banche come Citigroup, Bear Stearns, Lehman Brothers e Merrill Lynch, tanto per citare solo qualcuna, hanno fatto un triste epilogo. La Lehman è fallita e ha già chiesto l’amministrazione controllata (ex articolo 11), la Merrill Lynch è invece stata salvata, o per meglio dire, acquistata dalla Bank of Amerika.

Richard Fuld, il padre-padrone della Lehman (quarta banca d’affari statunitense) esce da questo crack in piedi: “dal 1993 fino al 2007 ha conseguito tra stipendi, bonus, stock options la meravigliosa cifra di 466 milioni di dollari”[1]. Cifra questa di tutto rispetto, ma non completa, perché bisogna sommare la buona uscita di 22 milioni di dollari, maturata prima del fallimento bancario! Non male, vero?
Dall’altra parte Stanley O’Neal, ex numero uno di Merrill Lynch lascia il suo prestigioso ufficio con una pensione da 161 milioni di dollari[2], e questo dopo aver creato una voragine da 40 miliardi di dollari.
Il mega boss della Citigroup, Chuck Prince, si è intascato invece 68 milioni di dollari, e l’ex presidente di Bear Stearns, Jimmy Cayne soli 60 milioni di dollari.[3]

La cosa interessante e che si ripete ogni qualvolta una azienda crolla e/o fallisce, i manager escono sempre a testa alta e con le tasche piene di denaro. Denaro dei contribuenti
Per esempio la Lehman ha creato un buco nero di oltre 639 miliardi di dollari, il maggiore crac della storia economica americana (oltre dieci volte il già gigantesco buco della Enron), e nonostante questo Richard Fuld esce con decine di milioni di dollari.
Questo dovrebbe farci riflettere…

Ecco l’elenco dei più grandi crac della storia moderna:
1) Lehman Brothers (639 miliardi)
2) Worldcom (103,9 miliardi)
3) Enron (63,4 miliardi)
4) Conseco (61,4 miliardi)
5) Texano (35,9 miliardi)
6) Financial Corp. of America (33,9 miliardi)
7) Refco (33,3 miliardi)
8) IndyMac Bancorp (32,7 miliardi)
9) Global Crossing (30,2 miliardi)
10) Calpine (27,2 miliardi).

La questione importante però è un’altra.
Le banche che chiudono i battenti sono il segnale che il Sistema sta crollando o invece anche queste rientrano in manovre occulte da parte di coloro che operano dietro le quinte?

Osservando gli azionisti di Lehman Brothers risultano delle cose molto interessanti:
AXA (9.46%);
FMR Corporation (5.69%);
Citigroup (4.5%);
Barclays Plc (3.92%);
State Street Corporation (3.1%);
Morgan Stanley (3.1%);
Mellon Financial (1.9%);
Vanguard Group (1.9%);
Deutsche Bank AG (1.4%), ecc.

Vediamo gli azionisti di Merrill Lynch:
FMR Corporation (4.8 %);
Barclays Plc (3.5%);
Janus Capital Corp. (2.9%);
Citigroup (2.6%);
AXA (2.40%);
State Street Corporation (0.12%), ecc.

Tutti questi azionisti si possono scremare ulteriormente perché per esempio State Street Corp. è controllata dal gruppo Barclays (quindi Rothschild) della City di Londra.
In pratica le due banche crollate (Lynch e Brothers ma anche tutte le altre) appartengono a quei due gruppi che controllano realmente l'economia planetaria: il ramo statunitense dei Rockefeller e quello europeo dei Rothschild: le due ali dello stesso avvoltoio (o aquila calva del Grande Sigillo statunitense).

Nomi di casate storiche ebraiche che si possono citate solo nei libri e/o articoli sul complottismo ma sono invece tabù nella carta stampata o in televisione. Chissà come mai…
Quindi il crollo di grosse banche potrebbe rientrare nel cosiddetto “fallimento controllato”.
Per quale motivo lascerebbero fallire delle proprie aziende?

Lo sfruttamento del Mercato avviene spesso attraverso le cosiddette “Branch” (rami, derivazioni), che vengono create ad hoc per raggiungere determinati obiettivi. Questo ovviamente fino all’esaurimento.
Quando il mercato è stato spolpato ed è divenuto sterile, si chiude la filiale, creata per tale scopo, e gli utili vengono spartiti tra di loro.[4]
Il buco lasciato? Non ci sono problemi: paga Pantalone, cioè il cittadino suddito!

La Lehman Brothers ha dichiarato fallimento, come una qualsiasi azienda che non vuole pagare i suoi creditori.[5] Più semplice di così: quasi 700 miliardi di dollari di debito che sarà rimpinguato dal Governo (con la tipografia ufficiale Federal Reserve) e quindi dai sudditi.
La Merrill Lynch, Fannie Mae e Freddie Mac (le due società con un portafoglio di circa 6000 miliardi di dollari in mutui ipotecari) e le altre idem.
Questo “fallimento controllato” però non riguarda i grossi Imperi che stanno dietro le quinte, ma le “Branch”, cioè i rami collegati, che come in botanica si possono potare quando diventano marci e inutili.

In pratica bruciano i soldi nostri per poi ributtarsi nella mischia come lupi assatanati alla ricerca di nuovi mercati da sbranare.
Dall’altra parte, grazie a questi crash controllati, possono far legiferare ai loro camerieri (politici) leggi che stringono ulteriormente le libertà individuali di tutti noi, e che non sarebbero mai passate altrimenti.
Certamente faranno saltare altre banche d’affari, d’investimento, assicurazioni, società mutualistiche (la prossima sarà AIG, American Internationale Group, la più grande società di assicurazioni del mondo, anche se verrà salvata in extremis dal governo): 1929 docet.
Di una cosa però in tutto questo scenario i Burattinai non hanno tenuto conto: tale crisi sistemica dei mercati e delle finanze, pur se controllata, avrà sempre la funzione pedagogica di far prendere coscienza a molte persone di tutto questo Sistema e anche delle possibili soluzioni.

Coscienza che il Sistema è in metastasi e che non potrà quindi avere una vita lunga con le cure allopatiche odierne: iniezioni di liquidità, stampa di moneta, chirurgia bancaria, ecc.
Coscienza che il denaro è un mezzo e non un fine, e che possiamo acquistare (merci e prodotti) SOLO perché NOI lo accettiamo (il denaro).
Un pezzo di carta, un foglietto, uno “Sconto che cammina”, uno Scec, per fare solo dei piccoli esempi, hanno lo stesso valore del denaro: basta accettarli!
La vera guarigione avverrà nel momento in cui si passerà da un Sistema luciferico centrato nel dio denaro e nel potere dell’uomo sull’uomo, ad un Sistema dove invece è l’Uomo al centro e il collante l’Unione e la Solidarietà.

I Grandi Manipolatori possono far crollare decine di banche, piazzare l’esercito nelle città, installare videocamere e microfoni ovunque (cose che stanno realizzando), mettere in ginocchio milioni di persone, far esplodere la bolla immobiliare, ma non possono proprio far nulla a livello di Coscienza Individuale.
Su questo terreno i Rothschild, Rockefeller e tutti gli altri possono solo stare a guardare…(e con invidia).

fonte: disinformazione.it

giovedì 25 settembre 2008

L'educazione del senso del movimento e del ritmo

Il senso del movimento
"Nell'infanzia e nell'adolescenza poter esplicare un sano e continuativo movimento ha come effetto quello di predisporre il bambino, il piccolo uomo in divenire a sviluppare nel proseguo della vita la libertà nell'anima
Questa affermazione di Rudolf Steiner è stata da lui espressa quando, trattando la teoria dei dodici sensi ha parlato del senso del movimento.

Il senso del movimento appartiene assieme al senso della vita, al senso del tatto, al senso dell'equilibrio a quel gruppo di sensi che svolgono una fondamentale azione soprattutto nel primo periodo di vita che va dalla nascita alla seconda dentizione.
Fin dalla nascita una corrente di movimenti involontari compenetra e vivifica il piccolo corpo del bambino durante gli stati di veglia.
In questo mare di movimenti vivono disciolti suoni e pensieri che la Saggezza Cosmica ha deposto amorevolmente nei muscoli e nel sangue del corpo fisico infantile in attesa che l'Io, nel proseguo della vita, li organizzi e li finalizzi.

Il movimento è il mezzo tramite il quale l'essere umano può manifestare le tre più importanti funzioni che lo caratterizzano:
il Camminare o l'andare per il mondo, il Parlare, il Pensare.

Non bisogna però dimenticare che la prima poderosa visione dell'azione dell'Io può essere osservata in relazione alla conquista della stazione eretta, nella quale si evidenzia l'acquisito equilibrio fra terra e cielo da parte del bambino.
Essa è il presupposto fondamentale per poter imparare a camminare, ad andare per il mondo.

All’inizio della vita la possibilità di relazionarsi con il mondo esterno, tramite il dono della parola nonché la possibilità di relazionarsi con il Mondo Spirituale e cioè la capacità di pensare, è totalmente intessuta da e nel movimento.
In questo processo mano a mano che lo scheletro e l'apparato muscolare si sviluppano, avviene il passaggio dal puro movimento istintivo che il bambino compie nella culla, alla possibilità di muoversi sempre più nel mondo esterno ed infine ad un movimento sempre più cosciente che porta all’individuazione di una meta realizzabile.

Nel primo momento si manifesta l’azione del corpo eterico, nel secondo l’azione del corpo astrale, nell’ultimo l’organizzazione dell’Io.

movimento eterico > istintivo

movimento astrale > l’andare per il mondo

movimento dell’azione dell’Io > individuazione di una meta

Nel primo settennio comunque predominante rimarrà il movimento eterico che darà poi la propria impronta e colorazione a tutta la vita del bambino.
Il movimento eterico di questo primo periodo di vita si esprime in maniera istintiva e spontanea, sempre che non sorgano impedimenti dall'esterno, come ad esempio misure educative errate o malattie fisiche, che impediscano la libera espressione del movimento soprattutto nel primo anno e mezzo di vita.

Tenendo conto di quest’ ultimo presupposto, l'azione educativa si esplica senza tanta fatica da parte degli educatori quando permettono al bambino, semplicemente, di muoversi senza ostacoli, in modo libero ma sempre guidato.
Il mezzo migliore per far fonte a questa sua esigenza sarà principalmente il gioco.
Il bambino, tramite il gioco, comincerà ad educare il suo mondo dei sentimenti negli inevitabili incontri-scontri con la realtà circostante, così come educherà il mondo del pensiero coltivando e ampliando giorno dopo giorno la sua fantasia creatrice.
La libertà di movimento durante il periodo infantile creerà poi, quando il bambino sarà divenuto giovane uomo e poi adulto, l'innata predisposizione alla libertà interiore: alla libertà nell'anima.

gioco > fantasia creatrice > libertà interiore

mondo dei sentimenti mondo del pensiero libertà nell'anima.

Il movimento corporeo verso il mondo esterno, ovvero il compiere esperienze, ha una ripercussione verso il mondo interno.
L'armonioso ed equilibrato sviluppo del Volere, dal quale poi si emanciperanno le altre due forze dell'anima il Sentire ed il Pensare, dipenderanno in maniera decisiva dall’elaborazione delle esperienze che il bambino avrà compiuto grazie all’amorevole aiuto dell’educatore.
Si può senz’altro affermare:

Il movimento è la base fondamentale per l’educazione del bambino.

Naturalmente per movimento non viene inteso il porre il bambino davanti alla televisione, ai videogiochi o a tutti quei giocattoli tecnologici che gli permettono di muovere, parzialmente e unilateralmente, soltanto una parte minima del suo corpo.
Oltre al movimento che il gioco libero gli potrà procurare, il bambino avrà la possibilità di muoversi anche imitando gli adulti tramite l'esempio che essi potranno offrirgli quotidianamente con i loro comportamenti e atteggiamenti.

Come nella situazione precedente, anche in quest'ultimo caso, senza dover escogitare nulla di particolare, sarà sufficiente per gli educatori avere un comportamento sereno, equilibrato e soprattutto morale.
In questo modo il bambino seguendo ed imitando l’esempio degli educatori inizierà a formare giorno dopo giorno il proprio mondo interiore.
Questo è il miglior modello di educazione per il primo periodo di vita dell’uomo in divenire.

Il ritmo temporale e spaziale nel bambino
Anche il ritmo appartiene ad una forma del tutto peculiare di movimento.
Esistono due generi di ritmi.

Il primo è un ritmo naturale interno che nel bambino si svolge entro i confini della sua pelle e cioè, ad esempio, il ritmo cardio-respiratorio, quello digestivo e così via.
Il secondo è un ritmo che viene dato dall’esterno.

Quest’ultimo è composto da tutta una serie di ritmi necessari alla vita del bambino stabiliti dagli adulti che lo circondano.
I più importanti ritmi determinati dall’ambiente esterno, interconnessi tra loro, sono quelli riguardanti l'alimentazione e il sonno.
E’ molto importante che gli educatori sappiano che si può agire in maniera benefica e influente sulla salute dei ritmi naturali interni del bambino curando questi due ritmi dati dall’esterno, in modo particolare, proprio nel primo periodo di vita.

A questi ultimi poi andranno ad aggiungersi altri ritmi nel tempo, che copriranno tutto l’arco della giornata quali, ad esempio, le varie attività familiari ed esterne.
Nel primo periodo di vita, tutte le attività verranno stabilite dai genitori secondo orari precisi fino al momento in cui il bambino inizierà l'asilo.
Quando sarà divenuto più grandicello subentreranno altri ritmi ancora.

Come già accennato, anche il ritmo rientra nell'ambito del movimento, giacché un’azione diventa ritmica quando essa si ripete nel tempo.
E’ importante sottolineare come i ritmi possono diventare anche spaziali quando lavorano in ambito organico.
Da questo punto di vista perciò si può affermare che i ritmi interni, essendo organici, si possono definire di natura spaziale, mentre i ritmi che vengono dall’esterno rimangono della loro natura temporale.

I secondi, quelli temporali, agiscono in modo diretto su quelli spaziali, organici.
Nel primissimo periodo di vita, poiché il corpo fisico è ancora in formazione, i ritmi più importanti in assoluto per il bambino sono quelli spaziali.

I ritmi temporali si devono perciò mettere totalmente al servizio di quelli spaziali.
Nel periodo successivo poi, quando ad esempio è iniziata la seconda dentizione, una parte dei ritmi temporali si possono emancipare da quelli spaziali e agire più a livello animico poiché, con le scuole elementari, inizia la configurazione della vita animica non più strettamente collegata allo sviluppo del corpo fisico.
In altre parole i ritmi temporali esterni, quali alimentazione e sonno, aiutano il bambino a mantenere la corretta dinamica e salute dei ritmi interni, quali la respirazione, la digestione, la crescita e così via che, a loro volta, permetteranno la libera e sana manifestazione del movimento nello spazio.

E’ evidente come, ad esempio, un bambino con problemi respiratori o digestivi vive una situazione di malessere che gli impedisce la sana attività motoria.
Aldilà di malattie fisiche invalidanti quando anche a causa di errori educativi si impedisce ai bambini di usufruire dei benefici effetti del movimento, si possono creare in essi, uomini in divenire, serie difficoltà per poter divenire uomini liberi nell'anima.
Dal momento della nascita e per tutto il periodo scolastico gli educatori hanno una grande responsabilità: essi debbono sostenere l’educazione del bambino fino a quando, una volta divenuto giovane uomo sarà in grado di iniziare la propria autoeducazione.

Gli educatori devono avere coscienza che la vita del bambino dovrà strutturarsi e formarsi sull’educazione da essi impartita, avendo coscienza che la loro azione educativa sarà importantissima per il proseguo della esistenza del bambino una volta divenuto adulto.
Quando sarà arrivato il momento dell’autoeducazione, ovverossia la maggiore età, la massima responsabilità degli educatori è terminata e sulle fondamenta educative ricevute, il giovane uomo potrà iniziare il difficile cammino per diventare un uomo sempre più libero.
Ma questo dipenderà soltanto da lui.....

Giovanni Peccarisio

mercoledì 24 settembre 2008

Le origini della psichiatria

Fino alla metà dell'800, la pratica che è divenuta nota come "psichiatria" fu responsabile solo di rinchiudere le persone mentalmente malate. I pazienti venivano trattati come animali e ci si occupava di essi con la forza bruta. Nei manicomi dominavano le punizioni fisiche crudeli.
I ricoverati venivano rinchiusi in gabbie, armadi e stalle per animali, incatenati e frustati. Lo psichiatra Lee Coleman, autore di Regno dell'Errore, afferma che le radici della psichiatria si basano sul controllo e sul potere: "Qualunque cosa fosse stata fatta per rendere più gestibile questa persona sarebbe stato chiamato semplicemente un trattamento. E la triste realtà è che molti di questi cosiddetti trattamenti erano sostanzialmente torture".

Tra il 1600 ed il 1700, i ricoverati nell'infame manicomio londinese chiamato "Bedlam" venivano incatenati, picchiati, avvelenati con cibo avariato e sottoposti con regolarità a salassi. Gli unici beneficiari di questo trattamento furono i custodi del manicomio che intascarono delle fortune esibendo le vittime come animali da circo a chiunque pagasse per entrare.
Nel 1684, in Inghilterra, il dottor Thomas Willis scrisse un testo sulla malattia mentale sostenendo che: "Sono necessari disciplina, minacce, catene e percosse... Nulla è veramente più necessario e più efficace per la guarigione di queste persone che costringerle al rispetto e ad aver timore dell'intimidazione".

Nel 1700 ed il 1800 i pazienti venivano incatenati nudi ai muri, picchiati con verghe e frustati per ottenere obbedienza. Il direttore del manicomio francese Philippe Pinel abolì l'uso delle catene nell'Istituto Salpêtrière di Parigi nel 1793. Tuttavia al loro posto creò le camicie di forza ed usava minacciare con la punizione di '10 forti frustate" per i pazienti che si comportavano male.
Nel 1808 il tedesco Johann Christian Reil coniò il termine “psichiatria". La parola letteralmente significa "guarire l'anima", dal greco "psyche". Eppure Reil già nel 1803 giunse alla conclusione che la causa dei disturbi mentali era nel cervello e non nell'anima, causa mai provata. Fu un fautore della punizione, dell'intimidazione, dei rumori forti, delle frustate e dell'oppio come trattamento, descrivendo i suoi sistemi una "tortura non dannosa". Per chi soffriva di “fissazione sulla purezza del sesso femminile", Reil raccomandava come cura per la sua fissazione "una prostituta".

Benjamin Rush, il "padre della psichiatria americana", pubblicò il primo manuale sulla psichiatria nel 1812. La masturbazione e il troppo sangue nel cervello furono considerate la causa della pazzia. La cura consisteva nella cauterizzazione del midollo spinale, dei genitali o nell' immobilizzare le parti intime del paziente nel gesso per prevenire la masturbazione.


(foto 1)

Benjamin Rush (padre della psichiatria americana) progettò la sedia tranquillante (foto 1) per immobilizzare la vittima e tenerla in uno stato di disagio e di dolore. La sua invenzione derivava dalla "sedia della strega", usata per estorcere confessioni da persone accusate di stregoneria
Oltre alla sedia tranquillante (foto 1) vi furono le sedie girevoli che causavano capogiri, nausea, vomito e a volte emorragia. Lo psichiatra francese Jean-Martin Charcot usò il compressore ovarico (2) per comprimere la zona ovarica per calmare le donne isteriche e la camicia forza è sempre stata un prodotto dei manicomi.


Logo ufficiale dell'Associazione Psichiatri Americani (APA) con Benjamin Rush

I trattamenti raccomandati da Rush includevano:

- Lasciar cadere le vittime chiuse in una cassa in una vasca d'acqua basandosi sulla teoria che "se il paziente fosse quasi affogato e poi riportato in vita, avrebbe lasciato la malattia alle spalle".

- Produrre vesciche alle caviglie per far allontanare il sangue dalla "testa surriscaldata".

- Far dissanguare il paziente fino a fargli perdere “quattro quinti del sangue" per diminuire così il "flusso eccessivo" di sangue al cervello.

Verso il 1890 gli psichiatri, cercando di emulare i progressi medici del tempo, condussero esperimenti sempre più strani nella ricerca di nuove cure, per esempio iniettavano ai pazienti estratti di organi sessuali e ghiandole animali. L’estratto della tiroide di pecora (la ghiandola che influenza la crescita e l'energia) era un trattamento comune che provocò febbre, perdita di peso ed una riduzione di globuli rossi.
Negli anni '20, il professore austriaco di psichiatria Julius Wagner-Jauregg iniettò il virus della malaria nei suoi pazienti, asserendo che la febbre risultante li avrebbe aiutati a recuperare la loro sanità mentale. A Wagner-Jauregg nel 1927 fu conferito il Premio Nobel per la medicina per questa scoperta.
Queste sono le inquietanti parole di Rush: “Il terrore agisce in maniera forte sul corpo attraverso la mente e dovrebbe essere impiegato nella cura della pazzia".

Qual è il vero piano della psichiatria
Jan Eastgate - PSICHIATRIA

Che cos'ha fatto la psichiatria per venire etichettata "Un'industria di morte"?
Troverai la risposta in queste pagine e nel documentario: “Psichiatria: un'industria di morte”. E una risposta che racchiude duecento anni di storia della psichiatria ed il grave impatto che ha avuto sulla società odierna. Poco è cambiato dall'inizio, quando gli psichiatri incatenavano, frustavano, facevano patire la fame e torturavano i loro pazienti. Allora, come ora, la meta era rendere docile l'individuo, non la cura della pazzia. I trattamenti brutali che la psichiatria ha creato e che tuttora usa (elettroshock, psicochirurgia e psicofarmaci) ne sono la prova. Quando la psichiatria è uscita dagli ospedali psichiatrici per diffondersi nella società, i risultati sono stati davvero disastrosi. La moderna psichiatria è motivata dalla missione di "andare dietro ai soldi", per citare le parole dell'attuale presidente dell'Associazione Psichiatrica Americana; sei così testimone di un'industria corrotta, motivata dal profitto, che lascia dietro di sé morte e distruzione.

Parole dure, ma basate su fatti nudi e crudi. Fatti che devi conoscere. Considera che:

- La psichiatria monopolizza la salute mentale internazionale ed ogni anno richiede migliaia di miliardi di dollari dai governi per i suoi servizi.

- Le assicurazioni, solo negli Stati Uniti, pagano 69 miliardi di dollari all'anno per la salute mentale.

- I costi per i servizi psichiatrici superano quelli della medicina di quasi il 200%.

- Il totale delle vendite di psicofarmaci nel mondo è nell'ordine di 76 miliardi di dollari l'anno. E cosa stanno ottenendo i governi e le società in cambio?

- Gli psichiatri hanno ammesso che non hanno la cura per un singolo disturbo mentale.

- Non sanno l'effetto dei trattamenti sui pazient7

- In base ad uno studio fatto sui pazienti ricoverati, i trattamenti psichiatrici hanno un tasso di fallimento pari al 99%.

- Negli ultimi 40 anni il numero dei morti per trattamenti psichiatrici è stato quasi il doppio degli americani uccisi durante tutte le guerre combattute dal 1776 ad oggi dagli Stati Uniti.

- Più di 20 milioni di bambini in tutto il mondo fanno uso di psicofarmaci che causano violenza, psicosi, allucinazioni, omicidi, colpi apoplettici, diabete, attacchi cardiaci e morte per presunti disordini la cui esistenza non è mai stata provata scientificamente.

- Gli antidepressivi, "medicine miracolose", sono così largamente prescritti che più di 150 milioni di persone in tutto il mondo hanno assunto farmaci SSRI (Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina).

- Questi farmaci sono sotto osservazione dalle agenzie del farmaco in tutto il mondo perché possono generare violenza e impulsi suicidi in chi li assume.

- In America il numero di persone di 65 anni sottoposte ad elettroshock è superiore di tre volte

- mezzo a quelli di 64 anni. Perché? Perché l'assicurazione statale sulla salute è disponibile all'età di 65 anni.

- Nel 2005, la Food and Drug Administration (FDA) ha reso noti i gravi danni dell'elettroshock (pazienti con gravi bruciature, donne che hanno abortito e addirittura morte).

- Mentre quasi metà degli anziani che ha ricevuto ECT è morta nell'arco di due anni, l'ECT sta continuando a venir praticato in tutto il mondo, uccidendo qualcosa come 10.000 persone. Più di due terzi delle vittime sono donne.

Se la psichiatria è così distruttiva come ha fatto ad integrarsi in questo modo nella società?
Nel 1940 lo psichiatra inglese John Rawling Rees, il cofondatore della World Federation for Mental Health (WFMH), durante una riunione del Consiglio Nazionale dell'Igiene Mentale del Regno Unito disse: "La vita pubblica, la politica e l'industria dovrebbero essere sotto la sfera d'influenza [della psichiatria]... abbiamo sferrato un attacco ad alcune professioni. Le due più facili più facili, naturalmente, sono l'insegnamento e la Chiesa ; le due più difficili sono la legge e la medicina...."

Nel 1945, un momento di grande scompiglio, incertezza e sgomento, lo psichiatra canadese e cofondatore del WFMH, G. Brock Chisholm, dichiarò: “Per arrivare a governare il mondo bisogna rimuovere dalle menti l'individualismo, il rispetto delle tradizioni familiari, il patriottismo nazionale e i suoi dogmi religiosi".
Queste parole, i progetti distruttivi di Chisholm, Rees e della WFMH, sono state le solide fondamenta della moderna psichiatria.
A dispetto di migliaia di miliardi di dollari investiti nelle sue ricerche per la cura della malattia mentale, la psichiatria non cura né migliora niente. Al contrario, gli psichiatri rovinano la vita e minano la società con grandi costi. Qualcosa può e deve essere fatto in merito a questa professione. Solo passando all'azione possiamo sperare di creare un futuro più luminoso per la società ed i nostri bambini.

Tratto dalla pubblicazione PSICHIATRIA a cura del CCDU
fonte disinformazione.it

martedì 23 settembre 2008

A proposito di calcio e ordine pubblico...

"Disagi e incidenti provocati intenzionalmente?"

Il caporedattore del "Ballesterer FM Radio" Reinhard Krennhuber era in viaggio con gli ultras del Napoli verso Roma e concede allo standard.at un'intervista raccontando di scene assurde. Un'altra versione dei fatti.

I media raccontano di come atti di violenza all'inizio del campionato di serie A abbiano di nuovo danneggiato l’immagine del calcio italiano.
Da fonti di agenzia di stampa si apprende di come 1500 Ultras Napoletani abbiano assaltato un treno alla stazione di Napoli costringendo a scendere 300 passeggeri.
Inoltre avrebbero ferito quattro controllori di Trenitalia e danneggiato e saccheggiato le carrozze.
All'arrivo a Roma Termini avrebbero acceso bombe carta e usato gas lacrimogeni mentre erano scortati dalle forze dell’ordine ai bus verso lo stadio.
Trenitalia parla di danni attorno ai 500.000 Euro.

Reinhard Krennhuber, caporedattore della rivista calcistica "Ballesterer fm", accompagnato dal collega Jakob Rosenberg, ha viaggiato insieme agli Ultras Napoletani in trasferta verso Roma e prende posizione in un'intervista al derStandard.at sui fatti accaduti.
"Ballesterer fm" ne parlerà in un articolo che uscirà il 7 ottobre sulla crisi nel calcio italiano, raccontando in particolare i fatti della partita Roma-Napoli.

derStandard.at:
Lei e stato un testimone oculare dei fatti successi alla stazione di Napoli, ci racconta cosa in realtà è successo?

Krennhuber:
Innanzitutto non si può assolutamente parlare di Ultras Napoletani che abbiano minacciato e fatto scendere dal treno 300 passeggeri, poi degli attacchi ai controllori di Trenitalia non ne abbiamo preso atto.
Il treno sarebbe dovuto partire alle 09:24. Poco dopo le 11 i dipendenti di Trenitalia sono passati sui treni per consigliare ai passeggeri non tifosi del napoli e senza intenzione di andare a Roma di lasciare il treno e di prenderne un altro, cosa che hanno fatto tutti.
Alla fine si parte alle 12:30 in un treno strapieno e sovraffollato.
All’arrivo a Roma la partita era già iniziata; siamo entrati all' Olimpico al 52° minuto di gioco, una vergogna pensando che la maggior parte degli ultras aveva pagato sia il biglietto del treno che il biglietto di entrata all'Olimpico per 28 Euro.
Abbiamo assistito alla demolizione dei bagni ma non si arriverebbe comunque mai alla cifra che Trenitalia ha comunicato ufficialmente, e poi qualcuno mi dica cosa ci sarebbe da saccheggiare in un treno...il tutto si sottrae alla mia immaginazione, come la notizia che gli ultras avrebbero usato gas lacrimogeni alla stazione Termini.

derStandard.at:
C'è statao qualche momento in cui avete avuto paura che potesse succedere qualcosa?

Krennhuber:
Non abbiamo avute paure create dagli ultras napoletani, non hanno attaccato le forze dell’ordine nè alla stazione nè allo stadio, anche perchè sapevano cosa ci fosse in gioco.
L’unico momento di tensione è stato quando dopo la partita sono entrate le forze dell’ordine nei bus per picchiare a caso chiunque si trovasse sulla loro via, il tutto con la scusa che queste persone avrebbero ostacolato la partenza dei bus.
La cosa più assurda e che questi bus sono partiti poi dopo un'ora e mezza!
Ci hanno trattenuto dentro lo stadio per 4 ore senza la possibilità di acquistare acqua o cibo. La promessa di ricevere acqua non è mai stata mantenuta!

derStandard.at:
Il Ministero degli Interni italiano vorrebbe emettere un divieto di trasferta ai tifosi napoletani e vorrebbe far giocare a porte chiuse il Napoli sanzionando anche la società con una multa.
Lei pensa che questi provvedimenti servano a qualcosa?

Krennhuber:
No, trovo il divieto alle trasferte e le porte chiuse un provvedimento molto esagerato.
La maggior parte dei tifosi napoletani non ha commesso nessun reato durante la trasferta.
Le accuse che gli incidenti siano stati pianificati e orchestrati dai fans o addirittura dalla camorra mi sembrano totalmente assurde, un'invenzione.
Al contrario non riesco a smettere di pensare che il tutto, cioè il ritardo e diversi maltrattamenti, siano stati studiati di proposito come per avere una reazione da parte dei tifosi per provocare una reazione ed emanare poi i provvedimenti che adesso vogliono far passare.

derStandard.at:
Il capo della polizia Antonio Manganelli parla di risultati positivi ottenuti dallo Stato contro la violenza negli stadi. Afferma che dopo la morte del ispettore Raciti a Catania nel 2007 ci sono meno incidenti e scontri.
Racconta poi di come la sicurezza negli stadi sia stata migliorata e come questo abbia di nuovo attirato le famiglie con i bambini a frequentare di nuovo lo stadio.
Sono fatti reali o solo belle parole?

Krennhuber:
Gli standard di sicurezza sono stati sicuramente migliorati ma si tratta solamente di qualche cancello e qualche tornello in più all’entrata.
Gli stadi italiani sono ancora nelle stesse desolanti condizioni di prima, non è cambiato niente all’interno.
A parte questo lo Stato italiano usa solamente la via della repressione, non hanno alcuna intenzione di spendere soldi o lavorare insieme ai tifosi per un programma con essi.
Poi trovo la deposizione di Manganelli molto cinica, pensando che nel novembre 2007 veniva ucciso Gabriele Sandri da un colpo di pistola esploso da un agente della polizia.
Inoltre non riesco a vedere l'incremento delle visite allo stadio da parte di famiglie.
A Roma nel settore ospiti ho notato tra le 3600 persone due che erano sopra i 50 anni e cinque o sei donne, cosa che non mi stupisce affatto visto il trattamento a volte disumano che subiscono i tifosi.

derStandard.at:
Lei a che conclusioni arriva dopo il weekend passato?

Krennhuber:
In futuro crederò ancora meno di prima alle notizie di scontri provenienti dall’Italia.
C'è una discrepanza enorme tra quello che abbiamo vissuto quel giorno e cosa hanno riportato i media il giorno seguente.
Per tutta la giornata non abbiamo incontrato un collega giornalista.
I media non hanno fatto alcuna ricerca sul posto, si fanno dare i servizi già pronti dall'ufficio stampa delle autorità.
E in quei servizi la versione dei tifosi non viene presa in considerazione o solo minimamente.
Raiuno è l’unica emittente che ha fatto parlare anche tifosi e gente comune, e non solo politici e vari esponenti delle autorità su fatti.
E quella gente comune e i tifosi raccontano analoghe storie come la nostra vissuta lo scorso weekend."

(Thomas Hirner, derStandard.at, 5. September 2008)

fonte: Oliviero Beha

lunedì 22 settembre 2008

Il lupo e il gregge

Finite le sospirate vacanze estive, la maggior parte degli italiani è tornata al lavoro. Estate invece meno "vacanziera", anzi piuttosto movimentata, quella dell'Arcidiocesi di Salerno, retta da un vescovo che è un vero e proprio esempio di virtù: monsignor Gerardo Pierro.

I problemi, a Salerno, sono cominciati più o meno due mesi fa, quando un ragazzino sedicenne rivela ai genitori di essere stato abusato da un sacerdote della parrocchia. I genitori fanno partire due denunce, una presso la procura, una in Vaticano. La procura inizia a svolgere le indagini del caso, mentre la diocesi cerca di stendere il solito velo di silenzio sulla vicenda.

Più o meno contemporaneamente, al seminario di Pontecagnano, una cittadina che è la "prosecuzione" di Salerno lungo la costa tirrenica, il vicerettore, don Carlo Magna, inoltra a Roma una relazione sulle anomalie della struttura: anomalie tra le quali anche alcune vicende di carattere sessuale. Don Carlo, infatti, ha raccolto alcune confidenze da parte di alcuni seminaristi e ha deciso di informare il Vaticano. E, per una volta, il Vaticano scatta, inviando immediatamente gli "ispettori" al seminario di Pontecagnano. Inevitabilmente, si comincia a parlarne.

E, nell'attesa che si compia l'iter giudiziario, vengono presi alcuni interessanti provvedimenti:
- il sacerdote accusato di abusi sessuali viene spostato in un'altra parrocchia (guarda caso!) senza che sia preso alcun provvedimento nei suoi confronti, sicchè conserva tutte le funzioni parrocchiali, restando anche a contatto con i bambini della nuova parrocchia, senza ovviamente che le famiglie sappiano nulla di lui e delle indagini a suo carico;
- il vicerettore, don Carlo Magna, che ha denunciato gli abusi all'interno del seminario di Pontecagnano, è stato rimosso dall'incarico e allontanato.
Entrambi i provvedimenti, ovviamente, passano per la diocesi, di cui è responsabile il vescovo Pierro. E' naturale dunque avere un briciolo di curiosità, sul suo conto.
Non è neppure necessario scavare, per la verità, basta grattare appena appena la superficie della tonaca e viene fuori un ritratto sorprendente. Sua Eccellenza è un bell'uomo sulla settantina, originario di Mercato San Severino, che ha fatto il seminario proprio a Salerno ed è stato ordinato sacerdote nel 1957. E' stato per oltre vent'anni parroco della chiesa di S. Nicola di Bari in Coperchia di Pellezzano, e nell'81 è stato nominato vescovo di Tursi-Lagonegro. Dopo sei anni, viene nominato vescovo di Avellino e, finalmente, nel 1992 succede a monsignor Grimaldi come Arcivescovo Metropolita di Salerno - Campagna - Acerno.

Un'ottimo curriculum, non c'è che dire, se non fosse intaccato da quell'avviso di garanzia ricevuto a luglio di quest'anno. Un avviso di garanzia per truffa ai danni dello stato e abusivismo edilizio. E qui la faccenda merita un approfondimento ed un po' di pazienza, perchè parte da lontano, dal dopoguerra, quando sul litorale salernitano viene creato il Villaggio San Giuseppe, un centro per i ragazzi più poveri, gli orfani e gli svantaggiati: una sala mensa, il biliardino, insomma, un po' di dignità ai ragazzi e ai bambini che, più di tutti, avevano subito i danni della guerra. Iniziativa encomiabile. Poi, qualche anno fa, la trasformazione. Anzi, più che una trasformazione, una vera e propria trasfigurazione, perchè il villaggio per i poveri orfanelli, il Villaggio San Giuseppe, diventa l'Angellara Home, albergo che oggi vale circa 10 milioni di euro, con 40 camere, spiaggia privata,attrezzata, campi da tennis e piscine (sì, al plurale, due per adulti e una per bambini) in costruzione. Una specie di miracolo compiuto in parte con i fondi dell'otto per mille e in parte con i finanziamenti pubblici della regione Campania, consegnati personalmente da Antonio Bassolino, che ha inaugurato in pompa magna il primo lotto dei lavori. Ovviamente la Curia ha ceduto la struttura ad un'associazione privata a titolo gratutito, ma l'amministratore della struttura resta un sacerdote, monsignor Comincio Lanzara, anche lui indagato. Ma non solo lui.

Del resto, Sua Eccellenza non finisce ora per la prima volta sotto gli occhi della magistratura. Nel 2000 un'indagine per appropriazione indebita, poi archiviata: "l’oggetto dell’inchiesta era una raccolta privata di danaro a fini speculativi. Investimenti in borsa, acquisto di valuta estera. Promotore il rappresentante dell’epoca dell’istituto per il sostentamento del clero, don Generoso Santoro. Lo stesso che in questi giorni è tornato davanti ai giudici per altri soldi, centinaia di migliaia di euro, racimolati da singoli investitori e poi un po’ (forse) svaniti. Il vescovo dice di non sapere".

Monsignor Pierro, in ogni caso, non è mai stato troppo ascetico e lontano dai beni terreni. Come non ricordare quella foto, circolata su tutti i giornali, in cui appariva ritratto in ginocchio sull'altare della cattedrale di Salerno, mentre esibiva il Rolex d'oro ricevuto in dono dal cardinal Martini?
Da almeno cinque anni il Vaticano e la Procura di Salerno arrancano dietro alle numerosissime denunce e agli esposti, fino al momento in cui scattano i provvedimenti: avvisi di garanzia, sequestro della struttura dell'Angellara Home, e infine sequestro di una parte dei fondi dell'otto per mille destinati alla diocesi salernitana.
Il progetto aveva beneficiato di circa due milioni e mezzo di euro erogati dalla regione Campania attraverso quattro finanziamenti, di cui due andati a buon fine. Così, per la prima volta in Italia, l'otto per mille finisce sotto sequestro per disposizione del tribunale. Un provvedimento al quale la Curia non ha reagito per nulla bene.

L¹arcidiocesi ha inviato una lettera a tutti i sacerdoti della zona. Si accusa la magistratura di aver bloccato i fondi destinati ai poveri: «Purtroppo il magistrato ha sequestrato tutti i fondi a disposizione e quindi gli assegni sono bloccati». Non potranno essere distribuite le somme che servivano per «sacerdoti anziani, ammalati, bisognosi di cure cui non possono provvedere con risorse personali e familiari, la mensa dei poveri e l¹assistenza degli extracomunitari». Ma non è proprio la verità. Anzi, non lo è per nulla: la somma sequestrata non fa parte delle cifre destinate ad opere caritatevoli, in modo da non pregiudicare l’attività della Curia in favore delle fasce deboli della popolazione. Si tratta di denaro stanziato per lavori di piccola manutenzione sull'edilizia ecclesiastica.
Sequestrato anche un conto bancario, intestato alla curia salernitana sul quale erano depositati 192 mila euro. Il 28 luglio scorso, infine, venne eseguito un altro sequestro di un milione e 200 mila euro, somma depositata su alcuni conti correnti bancari nella disponibilità della Curia di Salerno. In tutto, un valore pari ai finanziamenti ricevuti dalla regione.

In tutto questo, un ragazzino denuncia abusi sessuali e altrettanti abusi sono denunciati all'interno del seminario diocesano. E' stato messo un lupo a guardia delle pecore.


fonte: Vania Lucia Gaito

venerdì 19 settembre 2008

COME IL PRESIDENTE NAPOLITANO CALPESTA LA COSTITUZIONE ITALIANA (Parte 2 di 2)

Nel discorso di fine anno, il Presidente Napolitano utilizzò un tipo di comunicazione falsa e ipocrita. Egli dichiarò:
"Ho visitato istituti di ricerca e di formazione, che possono ben vantare il titolo di centri di eccellenza, questi sono fatti e sono motivi di fiducia nell'avvenire dell'Italia. Il problema sta nel come valorizzare e incoraggiare dovunque nel paese questo dinamismo, nel come trasmettere questi impulsi all'intero sistema Italia, puntando sull'innovazione e sul merito. Privilegiando fortemente l'istruzione, così da giungere via via ad un più alto tasso di crescita, a una crescita più sostenuta e generale in cui sia pienamente coinvolto il mezzogiorno".(4)

Che istituti di ricerca ha visitato il presidente? L'Istituto Nazionale di Ricerca (CNR) è un luogo in cui ben 2500 persone, su settemila, sono precarie e percepiscono uno stipendio da fame. Ovviamente, i ricercatori più brillanti vanno a lavorare all'estero. Questa non è certo una situazione eccellente.
Napolitano vuol far credere, parlando di "innovazione e merito", di essere così tanto rimbambito o ingenuo da non sapere che in Italia attualmente esiste un sistema clientelare e corrotto, sorretto dai partiti.
Inoltre, Napolitano fa intendere il luogo comune che il mezzogiorno non sia "dinamico" a sufficienza, facendo credere che se il Sud Italia non si è ancora sviluppato economicamente è per motivi da imputare ai suoi abitanti. Questo è storicamente errato, poiché il sistema, già dopo l'Unità d'Italia, ha favorito una serie di pregiudizi negativi verso i meridionali, per nascondere lo sfruttamento del Sud a favore del Nord. Oggi esistono diversi impedimenti allo sviluppo del Sud (mafia, corruzione, clientelismo dei partiti, ecc.), come molti italiani sanno.
Il presidente disse anche di essere scosso "dall'orribile rogo di Torino", ma non ebbe il coraggio nemmeno di citare il nome della società responsabile del crimine. Egli rimase nel vago, com'è tipico della propaganda.
Napolitano parlò di "interesse generale", senza considerare l'usurpazione del potere da parte di un ristretto gruppo di persone, e come queste persone impediscano, con tutti i mezzi possibili, che la politica si occupi davvero dell'interesse generale.
Parlando della guerra in Afghanistan, Napolitano, nel discorso di fine anno, utilizzò parole come "missioni", "pace e sicurezza internazionale", "aggressività del terrorismo", e "militari... che affrontano l'estremo rischio". Le sue parole ricordano la propaganda delle autorità statunitensi. Nessun cenno alle migliaia di morti afghani (a questi morti non sarà mai dedicato nemmeno un minuto di silenzio), né ai mutilati dalle bombe americane, né a come l'Afghanistan è stato trasformato in un paese produttore di droga e controllato da gruppi mafiosi a servizio di Washington.
Napolitano definisce le autorità statunitensi il "maggiore storico alleato", come si trattasse di persone rispettabili e di un'alleanza di cui essere fieri.
Il presidente ha anche detto che i soldati italiani all'estero conducono una "missione" nello "spirito della Costituzione Repubblicana". A meno che non sia gravemente affetto da qualche forma di imbecillismo, egli sa benissimo che la nostra Costituzione "ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" (Art. 11). Dire che andare ad uccidere afghani, sotto comando di chi ha distrutto il paese, sia in armonia con la Costituzione, equivale a dire l'assurdità che la nostra Costituzione contempli una "pace" a suon di bombe. Mistificare fatti che costano la vita, tutti i giorni, a centinaia di persone (e non soltanto in Afghanistan), significa diventare complici di chi si macchia di crimini contro l'umanità.

In questi e altri fatti risulta evidente che Napolitano non è il presidente degli italiani ma del gruppo dominante (ma lo paghiamo noi e soltanto nel 2006 abbiamo pagato ben 217 milioni di euro solo per la presidenza della Repubblica), che serve con fedeltà e devozione, non risparmiando a nessuno le conseguenze di un mancato rispetto dei valori democratici.
I suoi discorsi non sono finalizzati a migliorare il paese o ad auspicare nuove soluzioni ai problemi, ma sono soltanto propaganda della peggiore specie. Tanto bieca quanto ammantata da un ributtante paternalismo, finalizzato a renderci sudditi di un potere spietato, che non esita a torturare, mutilare o uccidere persone inermi.

Rendiamoci conto che se egli è così zelante nel sostenere persone che praticano crimini orrendi, lo sarebbe anche nel caso in cui le vittime da torturare, mutilare o uccidere fossero italiane e non irachene o afgane.
La questione è dunque da ritenere assai più grave del dover constatare semplici farneticazioni di un vecchio.
Quel vecchio, anche se non ha poteri concreti, dovrebbe rappresentare l’unità della nazione e il rispetto delle leggi fondamentali del paese.
Per concludere, si potrebbe fare un appello agli italiani: fate rispettare la Costituzione alle autorità attuali, e se non la rispetteranno rifiutate di continuare a votare persone che già sapete essere corrotte.
Il modo migliore per rispettare la Costituzione è cacciare tutti gli attuali personaggi dagli scranni delle istituzioni, Napolitano compreso. (fine)

giovedì 18 settembre 2008

COME IL PRESIDENTE NAPOLITANO CALPESTA LA COSTITUZIONE ITALIANA (Parte 1 di 2)

di Antonella Randazzo

Molte volte abbiamo sentito l’attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano esortare gli italiani a rispettare la Costituzione.
Mi chiedo quale possa essere il significato o lo scopo di tali appelli, dato che la maggior parte degli italiani è fiera della Costituzione, e non ha mostrato alcuna bizzarria anticostituzionale.
Analizzando i fatti, c’è da chiedersi se i continui appelli sono fatti allo scopo di convincerci che lo stesso Napolitano sia rispettoso dei principi della nostra Costituzione.
Le “bizzarrie” anticostituzionali e le stridenti contraddizioni fra quello che dicono e quello che fanno le nostre autorità sono ormai sotto gli occhi di tutti.
In particolare, Napolitano, che nella teoria osanna la Costituzione, nei fatti la calpesta in vari modi, per omissione o con atti espliciti.
L’esempio più lampante è quello relativo al sostegno al “Nuovo Ordine Mondiale”, ossia ad un potere straniero su un paese che sulla base della Costituzione dovrebbe essere libero e democratico.
Il nostro presidente, come molti sanno, ha svelato chiaramente la sua posizione a favore del Nuovo Ordine Mondiale nel novembre del 2007. Nel suo discorso ufficiale fatto in occasione della festa delle forze armate, egli ha chiesto "un concreto impegno per... contribuire alla costruzione di un Nuovo Ordine Mondiale". Sarebbe come chiedere ai cittadini di andare contenti e saltellanti verso una terribile prigione.

Inoltre, Napolitano si guarda bene dal difende la sovranità del popolo e i diritti dei cittadini italiani sanciti dalla Costituzione.
Ad esempio, egli non ha mai difeso i diritti dei cittadini di Vicenza, che rifiutano gli arsenali statunitensi protesi a fomentare nuove guerre. L’allora presidente del Consiglio Romano Prodi, il 16 gennaio 2007, da Bucarest annunciò che è "doveroso mantenere gli impegni con gli alleati", dimenticando che il primo impegno dovrebbe essere quello preso con i cittadini, che si aspettano che si governi nell'interesse della popolazione e non per favorire il bellicismo americano.
Il governo Prodi, con queste parole, e contro la volontà popolare, approvava la nuova base militare al Dal Molin, che nasce dall'idea criminale di "guerra preventiva", ossia per attuare aggressioni contro i popoli del Medio Oriente.

Il dissenso degli italiani alle guerre preventive è pressoché totale, e la mobilitazione popolare contro la nuova base militare a Vicenza è molto forte ad oggi.
Eppure, avete mai sentito un discorso, o anche una sola frase di Napolitano a difesa del diritto territoriale dei cittadini vicentini? Io no.

In altri casi Napolitano ha addirittura parlato contro i cittadini.
Specie negli ultimi anni, i telegiornali hanno mostrato cumuli di spazzatura, parlando di "emergenza rifiuti" in Campania, ma si sono guardati bene dallo spiegare come mai le società preposte alla raccolta dei rifiuti non hanno fatto il loro dovere, e perché le autorità non sono intervenute adeguatamente.
La situazione dei rifiuti in Campania è peggiorata dall’estate del 2006, periodo in cui sono iniziate le proteste contro la costruzione di discariche e inceneritori sul territorio campano. I rifiuti non sono più stati ritirati, fino ad arrivare ad accumulare 7000 tonnellate al giorno di immondizia sparsa per la Campania. La situazione d'"emergenza" è servita a fare incassare a "subcommissari" e "consulenti" di vario genere almeno 9 milioni di euro, per "Consulenze di esperti", fatte dal 2000 al 2005. Si trattava sostanzialmente di pagamenti clientelari a sostenitori politici di destra e sinistra. Altro caos fu creato fra gli impiegati pubblici, che furono messi nelle condizioni di non svolgere il loro lavoro, mentre il servizio veniva affidato a società private, che avrebbero dovuto organizzare la raccolta differenziata, ma incassavano denaro senza adempiere alle loro funzioni. (1)
Dopo aver creato la situazione di "emergenza", le autorità hanno usato tale situazione per invocare "interventi speciali", in deroga ad ogni minimo principio di rispetto dell'ambiente e della salute. Si leggeva nel decreto: "Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attuare un quadro di adeguate iniziative volte al definitivo superamento dell'emergenza nel settore dei rifiuti in atto nel territorio della regione Campania... Ravvisata l'esigenza di disporre per legge l'individuazione e la realizzazione delle discariche necessarie per lo smaltimento dei rifiuti a fronte dell'impossibilità di provvedervi in via amministrativa... Tenuto conto della grave situazione in atto nel territorio della regione Campania in materia di rifiuti, al fine di consentire anche l'espletamento delle attività di presidio dei siti da destinare a discarica... sono attivati i siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento... In deroga all'articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i comuni della regione Campania adottano immediatamente le iniziative urgenti per assicurare che, a decorrere dal 1° gennaio 2008 e per un periodo di cinque anni, ai fini della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, siano applicate misure tariffarie per garantire complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti".

Con questo decreto, le autorità mostrarono un comportamento autoritario e antidemocratico, arrogandosi poteri illimitati (cioè che non possono essere limitati dalla sovranità popolare), come avveniva durante il fascismo. Come ai tempi del fascismo, le vittime diventavano colpevoli (e dovevano pagare), come fece capire Napolitano che, anziché spiegare la verità dei fatti, si scagliò contro i napoletani, rimproverandoli per gli "assurdi atti di vandalismo". Chissà come si sarebbe comportato lui, se fosse stato costretto a pagare bollette salate e a tenere sotto la finestra cumuli di spazzatura fatiscente.

Il governo, con la complicità delle autorità locali, per dare profitti enormi alla Fibe, società del gruppo Impregilo accusata di collusione con la camorra, fece in modo che la raccolta differenziata dei rifiuti subisse gravi sabotaggi, e che venisse creata una situazione sconcertante, esponendo i cittadini ad una condizione invivibile e con gravi pericoli per la salute. L'obiettivo era quello di poter ricattare i cittadini dicendo: "se non volete questa condizione disastrosa dovete accettare tutto quello che vogliamo imporvi. Cioè, gli inceneritori e la riapertura delle discariche dove vogliamo noi".
Il presidente della repubblica Napolitano e il commissario straordinario Bertolaso si prestarono alla sceneggiata, che avrebbe dovuto rendere i cittadini campani più docili nell'accettare gli inceneritori. In altre parole, si trattava di costringere ad accettare, con l'arma della disperazione, una soluzione proposta come "male minore", ma che in realtà è la peggiore, in quanto saccheggia le casse pubbliche a favore di alcuni imprenditori, e devasta l'ambiente e la salute dei cittadini.(2)
Giorgio Napolitano, Guido Bertolaso, Antonio Bassolino e altre autorità hanno recitato la loro parte invocando "Soluzione in dieci giorni" e "basta ritardi". In realtà si trattava di imporre l'apertura delle discariche, senza tener conto dell'opposizione dei cittadini. Mentre Napolitano avvertiva: "Lo Stato faccia sentire la sua autorità. Servono decisioni indispensabili: basta ritardi", Romano Prodi redarguiva: "Il governo ha preso le sue decisioni, adesso bisogna metterle in atto con assoluta fermezza".(3)
Questo significava mettere davanti a tutto gli interessi delle società camorristiche e fregarsene della salute e dei diritti dei cittadini, calpestando i diritti garantiti dalla Costituzione.
Oggi l’attuale governo “risolve” i problemi a colpi di manganello e schierando l’esercito, eppure Napolitano tace.
Non una parola contro la grave corruzione delle istituzioni, non una parola a favore delle voci dei cittadini che chiedono proprio il rispetto dei principi costituzionali.

mercoledì 17 settembre 2008

La generazione perduta nella scuola di Mariastella Gelmini

Bocciata pure da Umberto Bossi sul maestro unico alle elementari, Mariastella Gelmini oramai è costretta a dire la verità secondo la sua massima: “la scuola è al collasso quindi dobbiamo tagliare”. Tagliare per la scuola uguale eutanasia, che dirà il santo padre che vive a Roma? Lei risponde -con rara sfrontatezza- che non è detto che a meno fondi corrisponda meno qualità. Certo…

Di sicuro, finché la protegge San Giulio Tremonti, sta in una botte di ferro. Soprattutto se taglia 87.000 posti di lavoro in un colpo solo facendoli passare per fannulloni. Eppure tutti piangono per 3-4.000 tagli in Alitalia…

Bossi è solo l’ultimo a criticare la ministra, in un crescendo di obiezioni a un progetto di dissoluzione della scuola pubblica dove è chiaro che il taglio di risorse è fine a se stesso. Per rispondere alle critiche gli uffici propaganda del Minculpop oramai giocano la carta vittimista: “criticate la Gelmini perché è una donna giovane e carina. Se era un uomo non vi sareste permessi”. Insomma siamo già a “la sventurata rispose” e veramente criticavamo anche Letizia Moratti, Fabio Mussi, Giuseppe Fioroni e prima di loro Luigi Berlinguer con la sciagura del 3+2.

In realtà se la ministra dilettante allo sbaraglio non sa più che dire, barlumi di verità emergono. Per esempio chi la manda -il divo Giulio II- ha le idee talmente chiare che probabilmente presto le farà inviare a casa di una generazione di giovani insegnanti (quelli nati tra il 1977-78 e l’82-83) una raccomandata per ribadire per iscritto quello che già dice tutti i giorni a voce: “per voi nella scuola non ci sarà mai posto, anche se siete preparatissimi, anche se siete abilitati, anche se siete meglio di chi vi sta davanti, non perdete più tempo e soprattutto non fatecene perdere”. Perché? Perché ci interessa solo risparmiare e quegli 87.000 da tagliare siete soprattutto voi che tanto non vi difende nessuno. E perché, alla faccia del merito, dobbiamo mettere dentro i precari storici, anche le capre, perché sennò i sindacati nel loro piccolo s’incazzano.

Quindi una generazione intera, casualmente proprio quella della Ministra (ma lei dice che è colpa del ‘68, bla, bla, bla) salterà un giro e svernerà in altre peggiori forme di precarietà. Colpevole di cosa? Al massimo di aver fatto la SSIS, la prima scuola di preparazione alla docenza nella storia del paese, la prima a prevedere il tirocinio, mortalmente invisa ai sindacati, a partire dalla onnipotente CISL (ma la CGIL non scherza) perché i ragazzi che ne escono levano il posto ai precari storici.

La Gelmini dice meritocrazia una parola ogni tre, ma voi capirete che col merito tutto questo non ha nulla a che vedere. Anzi a dirla tutta: con la storia degli esami più facili andati a fare a Reggio Calabria la Gelmini è indegna di parlare di merito. E’ un cattivo esempio per milioni di studenti e non ha l’autorità neanche per dire di non copiare. Ma tanto…

Chissà se si può fare di saltare a piè pari una generazione intera. Forse no, speriamo di no, ma nella sostanza è quello che stanno facendo.

Intanto, siccome il gioco delle tre carte lo puoi fare per un po’, ma poi ti scoprono, la Gelmini fa balenare l’arma segreta: il ritorno del concorso pubblico. Grande è la confusione nella sua testolina. Il concorso pubblico, giova ricordare, è l’opposto di quanto previsto dalla bozza Aprea (quella che in sostanza privatizza la scuola pubblica), che parla di chiamata diretta da parte dei presidi e che la stessa Gelmini ha sempre venduto come la soluzione di tutti i problemi.

Fino a ieri chiamata diretta uguale massimo della libertà e dell’efficienza contro concorso pubblico uguale massimo dello statalismo e dell’inefficienza. Oggi d’improvviso il concorso ci vuole, meglio così. Ovviamente non subito, anche se nella scuola italiana basta buttarlo lì che immediatamente germogliano i bignami senza neanche annaffiare. Attenzione: nella testa della Gelmini il concorso ci vorrà tra sei o sette anni facendo decantare la situazione per quando una nuova generazione, che oggi appena si immatricola all’Università, si affaccerà al mondo del lavoro. Diciamo nel 2015? Campa cavallo, ma per allora i precari storici saranno dentro e la generazione perduta (’77-’83?) sarà fuori per sempre. Missione compiuta, direbbe George Bush.

E invece no, meritocrate Gelmini: questo concorso pubblico facciamolo subito. Si può fare nel giro d’un anno mettendo su di un piano di parità neo-abilitati e precari storici. Pensiamolo come una grande prova di azzeramento dove verificare le competenze di tutti e selezionare chi davvero è degno della cattedra. Vediamo chi ha più filo da tessere e chi invece insegna facendo solo danni.

E visto che devi tagliare facciamo pure che chi non vince sto concorso non insegna più. Senza concorso non gli si dà più neanche una supplenza. Perché su una cosa la Gelmini ha ragione, pur essendo lei strumentale e demagogica: dopo anni di esami facili, di promozioni regalate e titoli dove il migliore è uguale al peggiore, di sforzo zero per prendere 30 o 110 e lode, perché tanto è tutto piatto, perché gli studenti sono clienti da soddisfare, in Italia quella del merito è una vera emergenza nazionale.

fonte: www.gennarocarotenuto.it


martedì 16 settembre 2008

Addio Richard Wright

LONDRA - I Pink Floyd dicono addio a un altro pezzo della loro storia. Richard Wright, storico tastierista della band britannica è morto "dopo una breve lotta contro il cancro". A dare l'annuncio è stato un portavoce della famiglia che non ha aggiunto ulteriori particolari e ha chiesto il rispetto della privacy.

Additivi e aromi: l’altra faccia dell’alimentazione

La prestigiosa rivista medico-scientifica “Lancet”, lancia l’allarme: “Gli additivi aumentano l’iperattività e deficit di attenzione nei bambini
Chiedo scusa: ma dove sta la notizia?

Dico questo perché nel nostro piccolo, anche noi, come altri siti, riviste o libri (certamente non ufficiali e quindi senza alcun valore) denunciamo da anni additivi e aromi chimici di sintesi contenuti negli alimenti, in quanto estremamente pericolosi per la salute!
Non è la prima volta che se ne parla. Già negli anni ’70 alcune ricerche ipotizzavano che alcuni coloranti fossero legati all’iperattività”, dice Paolo Aureli, Direttore del Centro nazionale per Qualità e il Rischio alimentare dell’Istituto Superiore di Sanità italiano.

Già, non è certo la prima volta, e c’è pure dell’altro: la pericolosità degli additivi non riguarda solo la presunta iperattività infantile, che aumenta in presenza di sostanze chimiche, ma tocca numerosi aspetti della vita umana infantile e adulta. Ricordo che esistono studi seri, ovviamente poco pubblicizzati, che dimostrano come bambini autistici hanno avuto un notevole miglioramento della loro condizione, eliminando totalmente gli additivi dall’alimentazione!
E’ un fatto noto che la chimica ingerita, è tanto più pericolosa quanto più delicate sono le condizioni del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario. Bambini estremamente sensibili, come gli autistici, o quelli che soffrono di un disturbo comportamentale, manifestano maggiormente la tossicità degli additivi rispetto un bambino che non ha apparentemente nulla di particolare.

La pubblicazione della ricerca, finanziata dall’agenzia britannica per la sicurezza alimentare, Food Standard Agency, secondo la quale l’assunzione di alimenti contenenti additivi chimici (in particolare coloranti) è causa di un aumento dei livelli di iperattività nei bambini di età compresa tra i 3 e i 9 anni, per tanto non è una novità, ma semmai la conferma che in molti avevano visto giusto!
Oggi, dove sono finiti coloro che anni fa, screditavano e ridicolizzavano gli avvertimenti dati sull’argomento? Forse si sono nascosti da qualche parte? o peggio ancora, riciclati come esperti di alimentazione naturale?

Ma vediamo nel dettaglio com’è avvenuta questa recente sperimentazione.
Un gruppo di 297 bambini - una parte di questi affetti da disturbi del comportamento - sono stati divisi in due gruppi separati (153 e 144). A tutti i bambini è stato dato da bere succo di frutta, ma alcuni avevano succo addizionato con un mix di additivi-E, altri invece solo succo.
Risultato: i bambini che hanno assunto sostanze le chimiche di sintesi (additivi-E), erano più rumorosi, perdevano concentrazione, maggiormente impulsivi, rispetto a quelli che avevano bevuto il succo puro (indipendentemente se avevano o meno problemi di comportamento)!
Per questo motivo i ricercatori, consigliano ai genitori di non far consumare ai propri figli i seguenti coloranti: E102, E124, E122, E110 e il sodio benzoato E211.

Noi invece continuiamo a ribadire e sottolineare la pericolosità di quasi tutti gli additivi/aromi che vengono introdotti nei non-cibi.
Se un alimento è vivo, sano e buono NON ha bisogno di alcuna sostanza addizionata, perché il suo gusto è dato dalla Natura: non sarà bello esteticamente, ma la cosa importante è l’apporto nutrizionale!
Se un cibo invece è morto (come tutti quelli prodotti a livello industriale), non ha alcun gusto perché le materie prime sono poche e di scarsa qualità (molto spesso liofilizzate), ha bisogno per essere venduto di un sostegno nel gusto e nell’estetica: aromi - costruiti in laboratorio - che ingannano il cervello dando un gusto accettabile in bocca, e additivi per renderli più belli alla vista e al tatto!

L'aroma di un cibo può essere all'origine del novanta per cento del suo sapore!
Oggi gli scienziati pensano che noi esseri umani abbiamo acquisito il senso del gusto per evitare di rimanere avvelenati (le piante commestibili hanno un gusto dolce, quelle velenose amaro). Il cibo dovrebbe aiutarci a distinguere il cibo adatto da quello che non lo è. Le nostre papille gustative possono individuare una mezza dozzina di sapori base: dolce, acido, amaro, salato, aspro e unami (sapore scoperto dai giapponesi: gusto ricco e corposo che ha origine dagli aminoacidi di cibi come crostacei, funghi, patate e alghe).
Le papille però sono un mezzo di riconoscimento molto limitato se paragonato all'olfatto, che può percepire migliaia di aromi chimici diversi!
Il naso umano è più sensibile di qualsiasi strumento inventato finora. Un naso può distinguere aromi presenti in quantità di poche parti per trilione, cioè lo 0,000000000003 percento.
Non c'è dubbio che quindi il sapore sia prima di tutto l'odore dei gas rilasciati dalle sostanze chimiche che vi siete appena messi in bocca

Ecco perché lo scopo degli aromatisti in camice bianco, quelli che lavorano nelle aziende plurimiliardarie dedite alla costruzione in laboratorio di aromi, come la sconosciuta ma potentissima I.F.F., International Flavors & Fragrances (senza il suo 'lavori di sintesi', gli hamburger non saprebbero di affumicato, i milk-shake di fragola, il dentifricio di mela, ecc. ecc.) è quello di azzeccare il gusto giusto!
Una volta azzeccato
l'aroma, va verificata però la "sensazione" che produce in bocca. Per questo si ricorre alla "reologia", una branca della fisica che studia il flusso e la deformazione dei materiali. Delle 'bocche meccaniche', in grado di elaborare dati provenienti da svariate sonde, misurano le proprietà reologiche di un cibo: scorrimento, punto di rottura, densità, croccantezza, masticabilità, viscosità, grumosità, gommosità, duttilità, scivolosità, levigatezza, sofficità, umidità, succosità, spalmabilità, elasticità e adesività.
E abbiamo il coraggio di chiamarlo cibo?

Vi serve un esempio concreto? Il tipico aroma artificiale di fragola (che purtroppo per noi troviamo in tutti i composti di fragole: yogurt, dolci, marmellate, ecc. che hanno nell'etichetta la scritta aromi): contiene questi ingredienti: amil-acetato, amil-butirato, amil-valerato, anetolo, anisil-formato, benzil-acetato, benzile-isobutirato, acido butirrico, cinnamil-isobutirato, cinnamil-valerato, olio essenziale di cognac, díacetíle, dipropil-chetone, etil-acetato, etil-amilchetone, etil-butirato, etil-cinnamato, etil-eptanoato, etil-eptilato, etil-Iactato, etil-metilfenilglucidato, etil-nitrato, etil-propionato, etil-valerato, eliotropina, idrossifreniP2-butanone (soluzione al dieci percento in alcol), alfa-ionone, isobutil-antranilato, isobutil-butirato, olio essenziale di limone, maltolo, 4metilacetofenone, metil-antranilato, metil-benzoato ' metil-cinnamato, carbonato di metil-eptina, metil-naftil_chetone, metilsalicìlato, olio essenziale di menta, olio essenziale dì neroli, nerolina, neril-isobutirato, burro di giaggiolo, alcol fenetilico, etere di rum, gamma-undecalactone, vanillina e solvente.
Può bastare? Non vi descrivo il processo vero e proprio di fabbricazione, e soprattutto i solventi che vengono utilizzati!

Lo scotto da pagare infatti non ha prezzo, perché questi ‘sostegni’ risultano essere molto pericolosi per la salute: il famoso rovescio della medaglia!
Ad eccezione di pochissimi additivi (un esempio per tutti l’acido ascorbico o vitamina C, la cui sigla è E300), è vivamente sconsigliato, soprattutto per i bambini, utilizzare cibi o bevande contenenti additivi, aromi e altre porcherie chimiche!

In commercio l’alternativa c’è, basta volerlo.
Ovviamente tutto dipende da quanta importanza diamo al cibo che mangiamo, perché se vediamo gli alimenti come un qualcosa da ingoiare quando si ha fame, e basta, allora tutte queste parole non servono a nulla.
Così facendo però continueremo a trovare gli scaffali dei supermercati pieni di cibo-spazzatura industriale!
Al contrario, se crediamo che “siamo fatti di ciò che mangiamo”, allora è ovvia l’importanza di una dieta sana, composta da cibi vivi, naturali e pieni di sostanze utili all’organismo (fitonutrienti).
Se cambiamo gli acquisti prediligendo cibi sani a spazzatura industriale, vedrete sempre meno chimica negli scaffali, questo perché le multinazionali (tranne in alcune rare eccezioni) sono costrette, pena il fallimento, a seguire le scelte dei consumatori.

Ecco in sintesi questi additivi!
I coloranti (sigle da E100 a E199), sono sostanze chimiche che servono per rendere il cibo esteticamente più bello allo sguardo.
I conservanti (sigle da E200 a E299) servono, lo dice il nome stesso, a rendere duraturo nel tempo (da qualche giorno a qualche anno!) un alimento.
Gli antiossidanti e regolatori di acidità (sigle da E300 a E399) servono a impedire l’ossidazione.
Gli addensanti, emulsionanti, gelificanti e stabilizzanti (sigle da E400 a E499) migliorano anch’essi le caratteristiche del cibo.
Infine gli esaltatori di sapidità (sigle da E600 a E699), tra cui il pericolosissimo glutammato monosodico (E620) rendono un cibo morto e privo di gusto, buono e appetitoso. Con l’eccitotossina chiamata glutammato monosodico, per esempio (fungendo da recettore neurale), è possibile mangiare con estremo piacere una suola di scarpe!
Negli additivi vari, cioè quelli che vanno da E900 a E999, rientrano gli edulcoranti di sintesi, cioè i dolcificanti, tra cui la sostanza più pericolosa in commercio: l’aspartame (E951).
Ma non finisce qui, perché gli additivi continuano da E1000 a E1999.

Quello che si può notare dal numero spropositato di queste sigle, per noi incomprensibili, è che siamo totalmente circondati da alimenti pregni di composti chimici di sintesi - cioè di derivazione petrolifera - di cui non si conoscono gli effetti collaterali sulla salute pubblica nel medio e lungo periodo! Ma neppure nel breve.
Ogni tanto viene pubblicata una ricerca che conferma la tossicità e/o pericolosità di una o più sostanze. Ma possiamo noi attendere che siano i responsabili della salute (sempre più spesso nella busta paga delle lobbies agroalimentari) a dirci se un additivo è cancerogeno, teratogeno (provoca malformazioni nei feti), oppure no?
Potrebbe accadere - come infatti accade - che ce lo dicano dopo decenni di utilizzo!

Impariamo allora ad usare il nostro cervello in maniera indipendente (dal tubo catodico, e dagli esperti della salute pubblica), e soprattutto a pensare fino in fondo.
Impariamo insomma a diventare i veri e unici artefici della nostra salute.
Per tanto diciamo NO a questa situazione di fatto, iniziando a comprendere l’importanza della nutrizione e prendendo coscienza del potere che abbiamo noi come consumatori.

Nome e categoria                    Codice  Giudizio
------------ COLORANTI ------------ -------------

Curcumina E 100 | A
Lattoflavina (Vitamina B2)          E 101  | C
Tartrazina                          E 102  | A
Giallo di chinolina                 E 104  | C
Giallo arancio S                    E 110  | A
Cocciniglia                         E 120  | C
Azorubina                           E 122  | A
Amaranto                            E 123  | E
Rosso cocciniglia A                 E 124  | C
Eritrosina                          E 127  | E
Blu patent V                        E 131  | A
Indigotina                          E 132  | C
Clorofilla                          E 140  | C
Verde acido brillante BS            E 142  | C
Caramello                           E 150  | A
Nero Brillante BN                   E 151  | A
Carotene alfa, beta gamma           E 160a | A
Annatto)                            E 160b | A
Capsanthin)                         E 160c | A
(Lycopene)                          E 160d | A
(Beta-apo-8-carotenal)              E 160e | A
(Ethil ester of beta-apo-8-car.)    E 
160f

| A
Xantofille                          E 161a | A
[Bixin]                             E 161b | A
[Cryptoxanthin]                     E 161c | A
[Rubixanthin]                       E 161d | A
[Violoxanthin]                      E 161e | A
[Rhodoxanthin]                      E 
161f

| A
(Canthaxanthin) E 161g | A

Rosso di barbabietola - Betanina E 162 | A
Antociani - Antocianine             E 163  | A
Pigmento rosso                      E 180  | C
----------- CONSERVANTI ----------- -------------

Acido sorbico E 200 | A
Sorbato di sodio                    E 201  | A
Sorbato di potassio                 E 202  | A
Sorbato di calcio                   E 203  | A
Acido benzoico                      E 210  | C
Benzoato di sodio                   E 211  | C
Benzoato di potassio                E 212  | C
Benzoato di calcio                  E 213  | C
Paraidrossibenzoato di etile,...    E 214  | C
| (Sodium salt)                     E 215  | C
| (Propybaraben)                    E 216  | C
| (Propy-14Hydroxybenzoate)         E 217  | C
| (Methylparaben)                   E 218  | C
| (Methy-14Hydroxybenzoate)         E 219  | C
Anidride solforosa                  E 220  | E
Sodio solfito                       E 221  | E
Bisolfito di sodio                  E 222  | E
Metabisolfito di sodio              E 223  | E
Metabisolfito di potassio           E 224  | E
Solfito di calcio                   E 226  | E
Bisolfito di calcio                 E 227  | E
Potassio solfito acido              E 228  | E
Difenile                            E 230  | C
Ortofenil fenolo                    E 231  | C
Ortofenil fenato di sodio           E 232  | C
Tiabendazolo                        E 233  | C
Esametilen tetramina                E 239  | E
Aldeide formica              E 240  | E
Nitrito di potassio                 E 249  | E
Nitrito di sodio                    E 250  | E
Nitrato di sodio                    E 251  | E
Nitrato di potassio                 E 252  | E
Acido acetico                       E 260  | A
| propionico                        E 261  | A
| (Sodium acetate/diacetate)        E 262  | A
|                                   E 263  | A
---------- ANTIOSSIDANTI ---------- -------------

Acido L-ascorbico (Vitamina C) E 300 | A
Sodio ascorbato                     E 301  | A
Calcio ascorbato                    E 302  | A
Acido diacetil L-ascorbico          E 303  | A
Palmitato di ascorbile              E 304  | C
Tocoferolo, naturale (Vitamina E)   E 306  | A
Tocoferolo, di sintesi              E 307  | A
|                                   E 308  | A
|                                   E 309  | A
Gallati (Propyl gallate)            E 310  | C
| (Octyl gallate)                   E 311  | C
| (Dodecyl gallate)                 E 312  | C
BHA Butil idrossi anisolo           E 320  | E
BHT Butil idrossi toluolo           E 321  | E
Lecitina di soia                    E 322  | A
------ Regolatori di acidita' ----- -------------

Lattato di sodio E 325 | A
Lattato di potassio                 E 326  | A
Lattato di calcio                   E 327  | A
Acido citrico                       E 330  | A
| (Sodium citrate)                  E 331  | A
| (Potassium citrate)               E 332  | A
| (Calcium citrate)                 E 333  | A
Acido L-tartarico                   E 334  | A
| (Sodium tartrates)                E 335  | A
| (Potassium Tartrates)             E 336  | A
| (Sodium potassium tartrate)       E 337  | A
Acido ortofosforico                 E 338  | E
[Sodium dihydrogen ortophosphate]   E 339a | E
[Disodium hydrogen orthophosphate]  E 339b | E
[Trisodium orthophosphate]          E 339c | E
(Potassium orthophosphate)          E 340a | E
[Dipotassium hydrogen orthophosph.] E 340b | E
[Tripotassium orthophosphate]       E 340c | E
[Calcium tetrahydrogen diorthophosp.E 341a | E
[Calcium hydrogen orthophosphate]   E 341b | E
[Tricalcium diorthophosphate]       E 341c | E
----- Addensanti, Emulsionanti ----

---- Gelificanti, Stabilizzanti --- -------------

Acido alginico E 400 | A
| (Sodium alginate)                 E 401  | A
| (Potassium alginate)              E 402  | A
| (Ammonium alginate)               E 403  | A
| (Calcium alginate)                E 404  | A
| (Propylene glycol alginate)       E 405  | A
Agar-agar                           E 406  | C
Carragenine                         E 407  | C
Farina di semi di carrubbe          E 410  | A
Farina di semi di guar              E 412  | A
Gomma adragante                     E 413  | C
Gomma arabica                       E 414  | C
-------- Additivi vari ------------ -------------
Pectina E 440 | A
Polifosfati                         E 450  | E
---- ESALTATORI DI SAPIDITA' ------ -------------
Glutammato monosodico E 620 | E
Maltolo                             E 636  | C
Etilmaltolo                         E 637  | C
legenda Nell'articolo viene usato un colore per esprimere un giudizio sugli additivi.
A = Prodotto non tossico e senza alcun pericolo per la salute. - Colore di sfondo: Verde
C = Attenzione! Prodotto sospetto che puo' essere leggermente tossico. - Colore di sfondo: Arancione
E = Pericoloso! La sostanza puo', in forti dosi, essere - per effetto cumulativo e nel corso degli anni – eventualmente responsabile di disturbi e malattie gravi. - Colore di sfondo: Rosso


Pubblicato dalla rivista “Altroconsumo”, nr. 17 1990, pag. 20-24
fonte disinformazione.it
Marcello Pamio