giovedì 26 maggio 2011

The day after the euro

Sultan (maggio 2011)

L'euro fu un matrimonio di passione contro il pessimismo della ragione. I padri fondatori addussero la speranza (illusione?) che le ovvie incompatibilità sarebbero state superate in corso d'opera. A chi diceva che l'area dell'euro non era fatta per avere una sola valuta (spesso economisti americani) si ribattè che parlavano per invidia o, peggio, per paura che l'euro avrebbe un giorno soppiantato il dollaro.

Qualcuno ha pensato che avere una moneta unica a supporto di una grande economia ci avrebbe messo al riparo da attacchi speculativi. Lasciatemi dire che si sbagliava o non aveva colto le infinite connessioni della finanza.
Se la moneta non è più in grado di distinguere i paesi, questi rimangono pur sempre paesi diversi, con caratteristiche specifiche non facilmente integrabili e vizi radicati che la moneta unica non è riuscita a modificare. Gli investitori si possono orientare sui bond, ad esempio vendendo quelli dei paesi a rischio e comprando quelli tedeschi.

Così dopo anni in cui i tassi hanno continuato a convergere, improvvisamente si sono divaricati e, di colpo, l'impensabile è affiorato.
Molti credereanno che abbandonare l'euro oggi sia impensabile, ma la storia è piena di eventi passati, in brevissimo tempo, dall'impensabile all'inevitabile. Tuttavia l'uscita dall'euro avrebbe ricadute costosissme per chiunque prendesse l'iniziativa e, a catena, su tutti gli altri.

La dinamica della caduta ha due facce, a seconda che a prendere l'iniziativa sia un paese forte (es. Germania) o uno in difficoltà (es. Grecia, Irlanda, Portogallo o... Italia), in ogni caso i costi sarebbero alti per tutti.

Se fosse la Germania a lasciare l'euro, la sua nuova valuta (nuovo marco?) si rinforzerebbe a vista d'occhio attirando capitali dal resto dell'euro zona, con corrispondente fuga dei capitali dal resto dell'area e con i prezzi per l'export in salita rapida, il motore portante dell'economia tedesca subirebbe una violenta frenata.
Pur attirando molti depositi la Germania dovrebbe svalutare gli enormi crediti che vanta, come esportatore, nei confronti dei paesi più deboli, creando certamente grossi problemi alle proprie banche.

Se invece fosse un paese debole a lasciare l'euro cosa succederebbe?
Facciamo l'esempio della Grecia*:
  • tutte le banche greche risulterebbero insolventi
  • il governo nazionalizzerebbe ogni banca del paese
  • al contempo bloccherebbe la possibilità di ritirare i propri soldi dalle stesse banche
  • per prevenire disordini di strada probabilmente dichiarerebbe lo stato di emergenza ed il coprifuoco, se fosse necessario anche la legge marziale
  • rinominerebbe tutto il suo debito in "nuove dracme" svalutandolo all'istante diciamo del 50%
  • nel giro di pochi giorni gli irlandesi uscirebbero, senza curarsi troppo, dai propri obblighi
  • i portoghesi probabilmente attenderebbero di vedere gli esiti del caos greco prima di decidere anche loro di dichiarare il default
  • a questo punto le banche tedesche e francesi, di fronte alle enormi perdite sui bond di governi periferici, violerebbero i requisiti di capitale e sarebbero chiamate a ricapitalizzare e la BCE
  • con la sue enorme esposizione nei confronti della grecia anche la banca centrale europea sarebbe costretta a dichiarare la bancarotta (ma poichè in quel momento sarà guidata da un italiano - Draghi - la cosa non risulterà nemmeno troppo stonata e si troverà subito il capro espiatorio), o più probabilmente a stampare nuova moneta a gran ritmo, con disappunto dei tedeschi
La dinamica della perdità di competitività è nota: comincia con una deflazione e termina con un aumento insoportabile dei tassi e del debito.
Prima dell'euro l'Italia era solita stimolare la propria competitività con ricorrenti e sonore svalutazioni; la moneta unica ha dato più valore agli stipendi ma ha minato questo meccanismo alla base. All'esterno ora i nostri prodotti appaiono costosi e il mercato risponde con un calo degli acquisti. Se la produzione non è richiesta il lavoro non è più necessario e l'effetto non tarda a vedersi anche sull'occupazione, visto l'alta flessibiltà del lavoro nel nostro paese (checchè ne dicano gli economisti). A questo punto punto anche i redditi si riducono e con essi anche il consumo interno con la conseguenza di una crescita stagnante quando va bene. I giornali dicono appunto che l'Italia cresce meno degli altri quando va bene ma va molto peggio quando va male.
Di solito il governo tenta di arginare la decrescita con massicce dose di spesa pubblica ed incentivi che si traducono in un deficit di bilancio e maggiore debito, come se il nostro paese non ne avesse già a sufficienza. Questo Tremonti lo sa benissimo ed ha tentato di limitare il danno tagliando ogni tipo di spesa, ma ciò non significa che la maggior parte degli investimenti fatti non sia comunque stata sprecata in progetti del tutto improduttivi (si pensi agli sprechi del quartier generale del G8 - "Il flop della Maddalena dal G8 all'abbandono", Repubblica 28 gennaio 2010).
Con il debito in crescita gli investitori, inizialmente contenti di finanziare il paese chiedono un tasso maggiore per sopportare il maggiore rischio. Ad un certo punto il maggiore tasso non sarà sufficiente e gli investitori chiederanno durate più brevi: non sono più disposti a finanziare per 10 anni. Questo è un segnale chiaro che la situazione diventa critica perchè il debito non si può ripagare ma va comunque rifinanziato ed il paese si trova a dovere rinegoziare il proprio debito a durate ravvicinate e a prezzi maggiori.
Voglio ricordare che anche i tassi sui mutui sono collegati a questi tassi in crescita.
I tassi in aumento quindi, riducono ulteriormente la crescita in un circolo vizioso.

A questo punto ci vorrebbe un cambio veramente competitivo per uscirne ma il paese è vincolato al cambio fisso dell'euro.... o no?

E quello che era impensabile fino al giorno prima, diventa improvvisamente inevitabile!
In questo caos generalizzato si fatica a pensare gli sviluppi continuino a rimanere completamente democratici.

La democrazia non può esistere come forma ultima di governo; resiste fino a quando la maggioranza impara che si può votare benefici a spese del tesoro. Da quel momento voterà per il candidato in grado di promettere più benefici per loro causando la caduta della democrazia sotto il peso dei debiti dovuti alla politica fiscale lassista. A questa seguirà prima una dittatura poi una monarchia.
http://en.wikipedia.org/wiki/Alexander_Fraser_Tytler

Non ci sono prove che l'abbia effettivamente detto lui, ma difficile non trovare stimolante la famosa frase attribuita allo scozzese Alexander Tytler (e chi ha dubbi chieda ai tedeschi).


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Ringrazio *Andrew Lilico, per il suo contributo sul The telegraph (24 maggio '11).

scritto da Sultan

lunedì 23 maggio 2011

FEDERPARCHI, TELETHON E LE SOLITE BUFALE SCIENTISTE

DI ALESSANDRA COLLA
Caos Scritto

L’altro giorno ho scritto a Federparchi per protestare contro il supporto dato a Telethon. Ne ho ricevuto in risposta la seguente mail:

Telethon ha come missione il finanziamento della ricerca scientifica che possa portare alla cura delle malattie genetiche. Contemporaneamente Telethon è contro ogni maltrattamento degli animali.

Grazie ai progressi della ricerca scientifica che mettono a disposizione dei ricercatori molteplici sistemi su cui testare l’efficacia delle terapie sperimentali (ad esempio cellule, tessuti), oggi solo una parte dei progetti finanziati richiede la sperimentazione su modelli animali. In questi casi, Telethon richiede ai ricercatori di utilizzare il minor numero possibile di animali e di applicare un rigido codice di comportamento che minimizzi la loro sofferenza.

Inoltre, Telethon vigila affinché si applichi la legislazione vigente in materia (in Italia è in vigore il Decreto legislativo 116 del 27 gennaio 1992, in attuazione della direttiva del Consiglio Europeo 86/609/CEE e affinché i ricercatori abbiano ottenuto l’autorizzazione dei comitati etici dei loro istituti. La sperimentazione sugli animali fatta secondo le leggi e le normative in vigore è tutt’altra cosa rispetto alla vivisezione, contro la quale anche Telethon si pronuncia in maniera forte.

Ma perché è necessario sperimentare sugli animali? La ricerca di una terapia per una malattia genetica è un percorso lungo e complesso che normalmente passa da una fase cosiddetta “di base” dove i ricercatori si concentrano su sistemi cellulari o addirittura molecolari per identificare i meccanismi che portano alla malattia e i modi per bloccarne l’insorgenza.

Una volta che si sono isolati dei sistemi (farmaci, geni, cellule) che bloccano il percorso della malattia nei sistemi di base, è spesso necessario, prima di somministrarli ai malati, controllarne l’efficacia e l’assenza di tossicità in un organismo complesso il più possibile simile all’uomo. Questo diminuisce considerevolmente il rischio di commettere errori di formulazione e di somministrazione.

Moltissimi passi avanti compiuti dalla medicina negli ultimi decenni, passi avanti che hanno guarito o alleviato le sofferenze di milioni di malati al mondo, non sarebbero stati possibili senza una motivata, attenta e accurata sperimentazione sugli animali.

A mia volta, ho risposto come segue:

Egregi signori,
comprendo benissimo che informarsi seriamente su argomenti tanto complessi come la ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione richiede tempo, pazienza e competenza; ma esibire come risposta le veline di una struttura che fa del supporto alla ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione la sua attività principale non è bello. Non è neanche serio e sa un po’ di presa per i fondelli, ne convenite?

Ora, poiché non tutti i firmatari di petizioni contro la ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione agiscono su basi di pura emotività o parlano a vanvera, ma fra loro figurano medici, biologi, etologi, giuristi, filosofi eccetera, mi corre l’obbligo di sottoporvi alcune considerazioni sulla validità e sull’eticità della ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione.

Voi/Telethon scrivete:

Dunque Telethon si occupa direttamente di finanziamenti, che serviranno poi a sostenere la ricerca. Insomma la mission di Telethon è chiedere soldi.

# Grazie ai progressi della ricerca scientifica che mettono a disposizione dei ricercatori molteplici sistemi su cui testare l’efficacia delle terapie sperimentali (ad esempio cellule, tessuti), oggi solo una parte dei progetti finanziati richiede la sperimentazione su modelli animali. In questi casi, Telethon richiede ai ricercatori di utilizzare il minor numero possibile di animali e di applicare un rigido codice di comportamento che minimizzi la loro sofferenza.

È molto bello che Telethon chieda ai ricercatori di “utilizzare il minor numero possibile di animali e di applicare un rigido codice di comportamento che minimizzi la loro sofferenza”. Il problema consiste nel fatto che una tale richiesta non ha nulla di vincolante o di cogente: richiedere un impegno in questo senso non comporta automaticamente l’accoglimento della richiesta.
In caso contrario, cioè nel caso in cui Telethon scoprisse che i progetti finanziati sono stati eseguiti senza tener conto delle sue richieste, ovvero con l’impiego di un cospicuo numero di animali da laboratorio senza riguardo alla loro sofferenza, che farebbe Telethon? Si farebbe ridare i soldi? Sconfesserebbe il progetto e i ricercatori? Esiste un protocollo etico/deontologico che preveda una simile possibilità?

# Inoltre, Telethon vigila affinché si applichi la legislazione vigente in materia (in Italia è in vigore il Decreto legislativo 116 del 27 gennaio 1992, in attuazione della direttiva del Consiglio Europeo 86/609/CEE e affinché i ricercatori abbiano ottenuto l’autorizzazione dei comitati etici dei loro istituti. La sperimentazione sugli animali fatta secondo le leggi e le normative in vigore è tutt’altra cosa rispetto alla vivisezione, contro la quale anche Telethon si pronuncia in maniera forte.

Telethon può vigilare quanto vuole, ma la legislazione vigente in materia è pressoché quotidianamente e ovunque disattesa, come provano le innumerevoli azioni intraprese (e relative denunce promosse) dalle associazioni cosiddette animaliste.
Quanto alla “autorizzazione dei comitati etici dei loro [cioè dei ricercatori] istituti”, è un po’ come se i carnefici della Santa Inquisizione avessero chiesto il permesso al papa…
La vera perla, però, è questa: “La sperimentazione sugli animali fatta secondo le leggi e le normative in vigore è tutt’altra cosa rispetto alla vivisezione, contro la quale anche Telethon si pronuncia in maniera forte”. Sul “Corriere della Sera” del 5 settembre 2010 leggiamo le seguenti parole di Silvio Garattini, leader indiscusso della ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione in Italia: «Secondo il farmacologo inoltre è retrogrado parlare di “vivisezione, parola utilizzata per creare sensazione nell’opinione pubblica. Questi studi restano fondamentali, non esistono vie alternative. Le simulazioni al computer e le colture cellulari non sono attendibili. Se oggi abbiamo cure contro leucemia, diabete o certi tumori, se abbiamo debellato alcune gravissime malattie lo dobbiamo ai test su specie viventi che al 98% coinvolgono i roditori e solo in minima parte specie più grandi”».

Secondo Garattini, dunque, l’impiego del termine “vivisezione” è retrogrado, ovvero serve soltanto a scuotere l’opinione pubblica. Ma anche se si cambiano i nomi, i significati restano: e il significato di “vivisezione” è esattamente quello di ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale.
Ma c’è un’altra cosa: Garattini dichiara che attualmente “i test su specie viventi … al 98% coinvolgono i roditori”. Ebbene, sul numero di “Le Scienze” (edizione italiana di “Scientific American”) del 4 dicembre 2009 è apparso il seguente articolo, che riporto integralmente:

Distrofia di Duchenne

Uomini e topi: una piccola, grande differenza

Due importanti caratteristiche di un gene chiave nello sviluppo della malattia sono presenti in quasi tutte le specie di mammiferi, uomo incluso, ma non nei topi e nei ratti

Uomini e topi hanno mostrato di avere differenze potenzialmente critiche, finora ignorate, in uno dei geni coinvolti nell’insorgenza della distrofia muscolare di Duchenne (DMD). A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori del King’s College di Londra che ne parlano in un articolo (Profound human/mouse differences in alpha-dystrobrevin isoforms: a novel syntrophin-binding site and promoter missing in mouse and rat) pubblicato sulla rivista “BMC Biology”.

In particolare hanno scoperto che due importanti caratteristiche di un gene chiave nella DMD sono presenti in quasi tutte le specie di mammiferi, uomo incluso, ma non nei topi e nei ratti. Questo risultato mette in questione il ricorso a questi animali come modello di riferimento per lo studio della malattia.

La scoperta è stata fatta da Roland Roberts e collaboratori nel corso sello studio della alfa-distrobrevina, una sotto-unità citoplasmatica del complesso proteico associato alla distrofina, che nella DMD è disfunzionale.

La DMD è una miopatia che provoca la perdita di massa muscolare in tutto il corpo, ma può essere anche associata a effetti neurologici che possono manifestarsi come cecità notturna, disturbi nella visione dei colori o difficoltà di apprendimento. La α-distrobrevina è espressa in modo particolarmente spiccato proprio a livello cerebrale.

“Due differenze precedentemente non notate (un interruttore genico, o promotore, e un nuovo sito di legame per la sintrofina) sono codificate dal gene per la α-distrobrevina di quasi tutti i tetrapodi, eccetto che nel topo. Riteniamo che questo riconoscimento tardivo di caratteristiche chiave di un gene che è intensamente studiato fin dalla sua scoperta 13 anni fa sia dovuto al predominio del topo quale modello animale per lo studio della DMD e alla specifica distruzione di queste parti del gene nel topo”, ha osservato Roberts.

Dal confronto con il genoma di altri roditori, risulta che questa semplificazione del gene per la alfa-distrobrevina nel topo e nel ratto si sia verificata fra i 30 e i 40 milioni di anni fa. ( gg)

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Ho sottolineato i punti che mi sembrano più rilevanti per un corretto approccio al problema della reale validità della ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o b>sperimentazione animale o vivisezione.

Ma andiamo avanti.

# Ma perché è necessario sperimentare sugli animali? La ricerca di una terapia per una malattia genetica è un percorso lungo e complesso che normalmente passa da una fase cosiddetta “di base” dove i ricercatori si concentrano su sistemi cellulari o addirittura molecolari per identificare i meccanismi che portano alla malattia e i modi per bloccarne l’insorgenza.
Una volta che si sono isolati dei sistemi (farmaci, geni, cellule) che bloccano il percorso della malattia nei sistemi di base, è spesso necessario, prima di somministrarli ai malati, controllarne l’efficacia e l’assenza di tossicità in un organismo complesso il più possibile simile all’uomo. Questo diminuisce considerevolmente il rischio di commettere errori di formulazione e di somministrazione.

È chiaro che, anche per quanto detto prima, i dubbi sulla reale efficacia dei metodi attuati dalla ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione sono destinati a sussistere. Non si capisce, infatti, perché chi sostiene la ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione sia solito affermare la profonda somiglianza fra uomo e animale quando c’è da considerare validi e/o attendibili i risultati della ricerca, salvo poi negare quella medesima somiglianza quando si richiami l’attenzione sulla sofferenza dell’animale utilizzato per la medesima ricerca o sul fallimento della stessa…

# Moltissimi passi avanti compiuti dalla medicina negli ultimi decenni, passi avanti che hanno guarito o alleviato le sofferenze di milioni di malati al mondo, non sarebbero stati possibili senza una motivata, attenta e accurata sperimentazione sugli animali.

Di tutti i ricatti emozionali messi in atto dai sostenitori della ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione, questo è veramente il più patetico, risibile e datato. Non voglio sprecarci neanche una parola, e rimando al “British Medical Journal”.

È tutto, egregi signori.

Io continuerò a boicottare Telethon, e di riflesso tutte le strutture e attività che la sostengono. Insieme a me, lo faranno molte altre persone in Italia e nel mondo.

Voi che farete?

Cordialmente

Alessandra Colla

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Fonte: http://www.alessandracolla.net/2011/05/18/federparchi-telethon-e-le-solite-bufale-scientiste/

venerdì 20 maggio 2011

Diretta streaming dalla Puerta del Sol - Madrid







Obama quiere cambios pero él no cambia

Néstor García Iturbe
La pupila insomne


El Premio Nobel de la Paz no deja de actuar como lo que es, el presidente del imperio, el defensor del hegemonismo, del robo a los recursos naturales de otros países y de la intromisión en los asuntos internos de otras naciones.

Como está iniciando su campaña electoral, el pasado viernes 13 de mayo visitó la ciudad de Miami, posiblemente para celebrar el asesinato de Osama Bin Laden con la mafia-gestapo miamense y mostrarle que él es un “tipo duro”, capaz de mandar a asesinar a cualquiera que se le ponga en el camino.

Aprovechó su estancia en la “ciudad de los lamentos” para que la estación WLTV, Univision 23, le permitiera trasladar sus criterios sobre las relaciones entre Estados Unidos y Cuba, lo que, según la emisora señaló, era “para amortiguar las perspectivas de una mejora rápida en las relaciones”.

Parece que este asunto de que mejoren las relaciones pone nerviosos a muchos, tanto en Miami como en Cuba. Son los que viven de que las relaciones no sean normales, pues se les acabaría la entrada de dinero para “luchar contra el régimen comunista” y tendrían que hacer algo que nunca han querido hacer, TRABAJAR PARA PODER VIVIR.

Según planteó el Premio Nobel de la Paz, todavía en Cuba no se han realizado “cambios reales” para que puedan establecerse “relaciones normales”, reconoce que se han efectuado “algunas conversaciones”, pero no ve que se estén efectuado en la isla “cambios reales”.

Según el maestro del CAMBIO, que por cierto ha realizado muy pocos de los que prometió en la pasada campaña electoral, “los presos políticos siguen detenidos y debían haber sido liberados hace mucho tiempo, nunca deberían haber sido detenidos”. Considero que es posible Obama se estuviera refiriendo a los presos políticos que están en la cárcel existente en la Base Naval estadounidense de Guantánamo, que siguen detenidos, no han sido presentados a juicio, han sido torturados y nunca deberían haber sido detenidos y menos en la forma que lo fueron, muchos de ellos secuestrados por la CIA.

Continuó diciendo el representante de los “campeones de la libertad”, que “la disidencia política todavía no es tolerada y el sistema económico es todavía demasiado limitado”. Ese es el mismo “discurso oficial” que pudiera haber pronunciado Bush o cualquiera de los que lo antecedieron, lo que demuestra que la política de Estados Unidos hacia Cuba no ha tenido CAMBIO, sigue teniendo como fundamento el tratar de destruir la Revolución cubana, no el tratar de coexistir con ella.

Después de esa frase dijo algo que merece la pena analizar profundamente. Claro que no le vamos a pedir a Mr. President que analice algo profundamente, para eso están los asesores, que le escriben estas declaraciones y él las repite sin pensar bien en lo que dice. Veamos lo que dijo:

“Castro llegó al poder antes que yo naciera y todavía está allí. Tiene básicamente el mismo sistema que el resto del mundo ha reconocido no funciona”

La Revolución Cubana tiene más de cincuenta años. Desde sus inicios ha sido blanco por parte de Estados Unidos, su enemigo cercano y gran potencia mundial, de agresiones, bloqueo, una invasión, actos de terrorismo, sabotajes, introducción de plagas y enfermedades, intentos de aislamiento político y económico, guerra mediática, intentos de asesinato de sus líderes, campañas propagandísticas para dañar su imagen internacional y otras acciones punitivas. ¡Y DICE USTED, SEÑOR OBAMA, QUE EL SISTEMA NO FUNCIONA!

Con la mitad de esas acciones el sistema capitalista existente en Estados Unidos hubiera volado en pedazos. Es más, cada cierto tiempo ha estado en peligro de colapsar, como lo estuvo en el 2009 que se requirieron 700,000 millones de dólares para salvarlo. EE:UU. posee una deuda externa de más de 3,000,000 de millones de dólares, una balanza comercial negativa ascendente a miles de millones de dólares. ¡SEÑOR OBAMA, QUÉ FUNCIONAMIENTO MÁS EFICIENTE EL DEL SISTEMA CAPITALISTA!

Nuestro sistema ha tenido dificultades. Con las que ustedes han creado teníamos bastante. Otras fueron creadas por nuestra inexperiencia y errores. Cuando lo hemos entendido oportuno hemos realizado cambios, como los que se proyectan ahora en la economía, todo para tratar de lograr un sistema más eficiente, con mayores beneficios para el pueblo, dentro de los parámetros de un sistema socialista, que ha demostrado su fortaleza, entre otras cosas, al sobrevivir a las agresiones que su país ha dirigido contra el nuestro, DESDE ANTES DE QUE USTED NACIERA.

Sobre la última campaña difamatoria organizada por la CIA y sus compinches, relacionada con la muerte en Cuba de una persona vinculada a grupos financiados por Estados Unidos, los asesores de Obama no lo cuidaron lo suficiente. Ignoraron todo lo planteado por médicos y familiares del fallecido, que descartaban todo tipo de violencia policial y reconocían los verdaderos motivos de la muerte debido a las enfermedades que padecía.

El promotor de la opresión y el régimen policiaco que se está implantando en Estados Unidos, el que ha visto como la policía estadounidense apalea a manifestantes y personas que protestan, planteó que “Ha habido miles de personas que han sufrido como consecuencia de la opresión del régimen cubano.” Dijo además que su política de las relaciones “pueblo a pueblo” se realiza para tratar de llevar más prosperidad y libertad al pueblo cubano.

Una vez más el señor Obama se equivoca. Sus esfuerzos por introducir e incrementar la subversión político ideológica en Cuba, con su instrumento de la mal llamada política “pueblo a pueblo”, que por los propósitos que tiene debería llamarse “ignore al gobierno revolucionario”, no prospera.

Sigue sin entender nada, en especial sin entender a Cuba. Nuestra disposición a conversar, se ha planteado varias veces. Es en igualdad de condiciones, sin injerencia en los asuntos internos, en un clima de respeto mutuo, aceptándonos ambos tal y como somos. Nosotros tampoco le vamos a pedir que abandone el sistema capitalista para sentarnos a conversar.

Fuente: http://lapupilainsomne.wordpress.com/2011/05/16/obama-quiere-cambios-pero-el-no-cambia/

mercoledì 4 maggio 2011

Ci vogliono ammalati e cattivi

La salute non rende: è la malattia che dà sostentamento ad una massa sconfinata di persone
Franco Libero Manco

Franco Libero Manco – tratto da www.luigiboschi.it

Succede abbastanza spesso che nel presente la scienza medica sostenga principi che ieri ha condannato, ed è probabile che oggi osteggi ciò che domani finirà col sostenere.

Il dr. William Harey (1587-1828) fu chiamato volgare ciarlatano quando scoperse i veri fondamenti della circolazione del sangue.
Il dr. Franz Joseph Gall (1758-1828) subì ogni sorta di malignità quando scoperse il ruolo del cervello come potenza mentale.
Il dr. Ignaz Philip Semmelweis (1818-1865) quando accusò la frequente morte delle puerpere causa delle mani sporche dei medici fu radiato dall'Albo.

Un tempo si pensava che più salassi potevano essere la risoluzione di quasi tutti i problemi, adesso sono ritenuti praticamente privi di efficacia terapeutica.
La margarina era considerata più sana del burro, ora la ricerca dice il contrario.
Le uova erano state messe al bando per l'alto contenuto di colesterolo, oggi la ricerca le ha riabilitate e le considera un alimento sano.
L'alcol era considerato nocivo per la salute, oggi si ritiene che il vino rosso, faccia bene al cuore e che l'alcol in genere abbia effetti benefici sulla salute se consumato con moderazione.
Il cioccolato e tutti i cibi grassi erano considerati la causa dell'acne, oggi la ricerca dice che non hanno alcuna relazione con l'acne.
I medici sostenevano che per i neonati il latte di formula fosse più salutare del latte materno: è stato provato che è vero il contrario.
Si raccomandava di bere latte per alleviare i dolori dell'ulcera gastrica, oggi si sconsiglia e si ritiene che aggravi l'ulcera.
La scienza medica affermava che la dieta non era assolutamente correlata con l'insorgere di disturbi e patologie, oggi, al contrario, si dice che ha un'enorme importanza nella prevenzione come nell'insorgenza delle patologie.
La scienza medica sosteneva che l'asportazione chirurgica delle tonsille e dell'appendicite avesse effetti benefici sulla salute, oggi la teoria è stata ribaltata.
Ai bambini affetti da forme asmatiche si raccomandava di frequentare le piscine coperte, perché l'umidità alleviava i sintomi della malattia, oggi la ricerca suggerisce che il cloro contenuto nell'aria di questi ambienti aggrava l'asma.

Migliaia di farmaci approvati dalla FDA perché le prove scientifiche ne confermavano la validità terapeutica oltre l'innocuità per la salute, sono stati ritirati dal mercato perché si è scoperto che non servivano né a curare né a prevenire le malattie ma che avevano effetti pericolosi per la salute delle persone.

I farmaci che si assumono sono determinanti per farci ammalare. Ogni farmaco genera nuovi disturbi per i quali sarà prodotto un nuovo farmaco per curare i disturbi del primo e così via. Spendiamo per la salute più di quanto si sia mai speso, oggi prendiamo farmaci più di quanti ne prendessimo in passato, eppure siamo più malati di prima.

La scienza medica ha inequivocabilmente fallito il suo obiettivo di curare e prevenire le malattie. Infatti, rispetto al passato un maggior numero di persone soffre di influenze, raffreddori, asma, emicrania, dolori articolari e cervicali, stanchezza cronica, di insonnia, di depressione, ansia, di affezioni dermatologiche, di allergie, di reflusso gastroesofageo, ulcere, gastriti, disturbi della sfera sessuale e d'infertilità, di diabete, di cancro, di sclerosi multipla, distrofia muscolare... Un maggior numero di donne oggi accusa sindromi premestruali più frequenti, o disturbi dovuti alla menopausa; sono aumentati gli uomini con problema alla prostata, molti più bambini dimostrano disturbi dell'attenzione e iperattività.

Eppure oggi la gente va dal medico più che in passato, si sottopone ad esami diagnostici, a cure mediche, terapie farmacologiche, esami diagnostici, esami del sangue, radiografie, ecografie, TAC, assume farmaci, subisce interventi chirurgici; eppure oggi si ammalano più persone di quanto accadesse prima.

La guerra contro il cancro è perduta. La percentuale di americani che oggi muoiono di cancro è la stessa del 1950. Dal 1971 si sono spesi più di 200 miliardi di dollari nel tentativo di curare e prevenire il cancro, ma la probabilità di ammalarsi oggi è più alta di quanto sia mai stata nella storia e la probabilità di morirne è la stessa del 1950. Gli americani spendono più di 2.000 miliardi di dollari l'anno per la salute, tuttavia la mortalità infantile in America è superiore a quella di altri 20 paesi industrializzati. Gli americani consumano da soli più della metà dei farmaci prodotti nel mondo e la loro aspettativa di vita è al trentesimo posto.

Sul mercato ci sono più di 200.000 farmaci e i medici nel tentativo di curare circa 35.000 sintomi, compilano oltre 3 miliardi di ricette l'anno. I vincitori di questo sistema sono le società farmaceutiche e le aziende del settore sanitario. I profitti dell'industria farmaceutica hanno raggiunto cifre inimmaginabili. L'industria della sanità è la più lucrativa del mondo.

Rispetto al passato un maggior numero di persone segue una dieta, acquista prodotti dietetici, pratica regolarmente attività fisica. Tuttavia cresce il numero di individui in soprappeso: quasi il 70% degli americani ne soffrono. La battaglia è stata vinta dalle aziende che vendono prodotti dietetici, pillole dimagranti e articoli correlati.

Certo servono farmaci e chirurgia. La scienza medica ha ottenuto ottimi risultati nella terapia sintomatica che però ha due difetti: innesca altri disturbi (che in seguito andranno curati) e non cura quasi mai la causa dei sintomi e quando non si cura la causa il problema è solo rimandato. Ci sono però le situazioni di emergenza di vario genere in cui le medicine e gli interventi chirurgici possono salvare la vita: ma medicine e interventi non sono la soluzione del problema.

Perché tutto questo? Semplicemente per denaro, per il vile maledetto denaro. Alle industrie chimico-famaceutiche importa poco della salute delle persone: a loro interessa fare soldi. I rimedi ci sarebbero ma vengono nascosti, ostacolati, soppressi. Un esempio per tutti: che cosa succederebbe se per ipotesi si scoprisse il rimedio per guarire dal cancro al costo di pochi centesimi? Condannerebbe a morte l'American Cancer Society e tutte le società farmaceutiche che vendono prodotti per la terapia del cancro. Non servirebbe più raccogliere fondi per la ricerca. Gli istituti oncologici di tutto il mondo chiuderebbero i battenti; centinaia di migliaia di persone resterebbero senza lavoro; grandi aziende fallirebbero dalla sera alla mattina e miliardi di dollari non affluirebbero più nelle tasche di chi controlla l'industria del cancro. Identico concetto vale per le automobili che utilizzano come carburante la benzina e che invece potrebbero funzionare ad acqua, ad energia solare ecc.

L'industria della salute non ha interesse a curare, se lo facesse firmerebbe la propria condanna a morte. Il suo obiettivo è assicurarsi che la gente si ammali e che sempre più persone abbiano bisogno di cure mediche e il guadagno è di 1.300 miliardi di dollari l'anno. Il numero delle associazioni coinvolte nell'industria della salute è enorme. L'industria del farmaco versa miliardi di dollari alle scuole di Medicina affinché i suoi prodotti vengano citati nei testi di studio. Non vedrete mai una casa farmaceutica promuovere un rimedio naturale: perché i rimedi naturali non si possono brevettare. Tutta la ricerca farmacologia è finanziata dall'industria che dimostra l'efficacia ed i benefici del farmaco, anche se la realtà dimostra il contrario. Negli ultimi dieci anni la FDA ha approvato almeno 9 farmaci che hanno procurato effetti collaterali mortali. Jerry Lewis Telethon ha raccolto più di un miliardo di dollari per la distrofia muscolare, adesso i malati di distrofia muscolare sono più numerosi di prima.

Identico discorso vale per gli altri grandi organismi che vivono sulla malattia e sulla devianza umana. Immaginiamo che i componenti l'umanità diventino, come coi speriamo, sani in salute, giusti e leali gli uni verso gli altri. Di colpo crollerebbe il sistema politico-economico-tecnologico della società moderna. Sarebbe un cataclisma di dimensioni apocalittiche. L'industria delle armi, che nel mondo dà lavoro a 60 milioni di persone, dovrebbe chiudere i battenti o cambiare prodotto. Gli eserciti sparirebbero, la Polizia, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, i tribunali, le città giudiziarie se non abolite del tutto sarebbero notevolmente ridotte; gli ospedali, le cliniche, gli istituti di ricerca, gli operatori sanitari e tutti gli organismi con cui interagiscono a che servirebbero?

Ma noi sappiamo che un cambiamento della coscienza e dell'intelligenza umana non avverrà mai in modo così repentino, cambierà con la maturazione e l'evoluzione integrale del popolo e quindi si avrà sempre la possibilità di convertire ciò che oggi fa gli interessi solo di alcuni a danno di molti.

Spunti tratti dal libro "Vogliono farci ammalare" di Kevin Trudeau, Oscar Mondadori

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Prof. B. F. Barker (New York Medical College): "I vaccini somministrati per il morbillo, scarlattina e simili, ammazzano e danneggiano più soggetti di quanti non ne ammazzino le malattie stesse".

Prof. William Tully (Connecticut Medical College): "Nelle epidemie di polmonite tifoide le cure mediche causarono morti a raffica. La gente se ne accorse e non prese più quelle medicine le morti cessarono".

Prof. John Mason Good: "Le cure mediche hanno distrutto più vite che guerre, pestilenze e carestie messe assieme".

Dr. James Johnson (editore della Medical-Chirurgical Review): "Se non ci fosse alcun medico e alcun chimico e alcun farmacista sulla faccia della terra, ci sarebbe molta più salute e molti meno morti per malattia".

Il prof. Rollo Russell, nel suo saggio "Notes on the of Cancer" scrive: "Ho rilevato che su 25 nazioni con popolazione prevalentemente carnivora 19 presentano un'alta percentuale di cancro e soltanto una presenta una percentuale bassa, mentre su 35 nazioni ad alimentazione prevalentemente vegetariana nessuna presenta una percentuale notevole di cancro:

Il British Medical Journal nel 1994 ha pubblicato i risultati di uno studio condotto da Margaret Thorogood della Scuola di Igiene e Medicina Tropicale di Londra, su 5.000 consumatori abituali di carne, il cui stato di salute è stato messo a confronto con quello di 6.000 vegetariani. Si è constatato che nei vegetariani esiste il 40% in meno di possibilità di contrarre cancro rispetto ai carnivori

http://www.disinformazione.it/ammalati_e_cattivi.htm