di Daniele Martinelli
L’omino dei condoni edilizi mette a disposizione le sue ville per i terremotati dell’Aquila. Peccato che quella “vulcanica” in Sardegna l’abbia solo in comodato d’uso.
L’omino dei condoni, col paravento del gettito fiscale, ha legalizzato le baracche di sabbia. Ha normato capanne pericolanti con le indulgenze in esattoria. Spesso di sabbia a loro volta.
L’omino dei condoni sa che le case sconosciute al catasto, secondo stime approssimative, sono almeno 5 milioni, per la quasi totalità concentrate nel Sud.
L’omino dei condoni sa che nel Meridione ci sono intere città fantasma. Gli oltre 80 mila abitanti della sola Gela, che vivono in costruzioni abusive a norma di legge per l’80%, sono soltanto un esempio.
L’omino dei condoni sa che se l’epicentro di un nuovo sisma colpisse la Sicilia, La Basilicata o la Calabria, sarebbe quasi inevitabile una nuova ecatombe di vite umane. Stessa situazione se l’epicentro si verificasse lungo la penisola sorrentina o nel Sannio. Ci sono milioni di case e palazzi costruiti senza criteri di antisismicità e centinaia di centri storici che stanno in piedi con gli sputi.
L’omino dei 12 condoni nel solo 2003, ha fatto prima a togliere i divieti che a irrigidire i controlli e prodigarsi per diffondere politiche incentrate sulla legalità. Infatti, siccome l’omino dei condoni è illegale, ciò che è legale , qui in Italia, fa notizia. Come quella villetta gialla antisismica dell’Aquila che ha retto al sisma senza danni.
Tuttavia, ora che il disastro è fatto si è più vulnerabili al pericolo. Soltanto a Palermo sono già 200 i palazzi sotto esame. Ma anche ospedali, strade e ponti ritenuti a rischio, su cui si stanno facendo i test tecnici per provare la loro solidità. La Protezione civile sta avviando verifiche di stabilità sulle 4 mila scuole di tutta l´isola. Le stesse in cui ogni tanto muoiono gli studenti sotto il crollo dei controsoffitti.
La sismicità della parte peninsulare dell’Italia è nota sin dai tempi dell’impero romano. Il problema è rappresentato dalla placca africana che spinge verso nord. L’arco alpino italiano è testimonianza geografica visiva della contrazione milionaria operata dal continente africano sulla placca europea nel Mediterraneo, sull’Adria, e quindi sull’Italia. Perciò coi terremoti l’Italia ci deve e ci dovrà sempre convivere. Più che altre nazioni europee.
La presenza dei vulcani attivi ne rafforza il pericolo. Il terremoto di Salò del novembre 2004, ha avuto il suo epicentro in una zona prossima alle falde del Monte Baldo, un vulcano spento.
Tutto questo l’omino dei condoni lo sa, ma la sua condizione illegale non gli permette altro che cavalcare l’enfasi del momento. All’omino dei condoni non importa nulla della sicurezza dei suoi elettori. Lui, corruttore di giudici e di testimoni che è al governo per non andare in galera, ha come priorità il controllo delle televisioni, ridotte a megafoni delle sue balle e delle sue sfilate in elmetto per il puro piacere di rimanere in cima alla piramide lontano dai giudici.
L’omino dei condoni, coi i suoi servi a libro paga mascherati da deputati e ministri, è il responsabile morale e politico del disastro che ha causato i morti dell’Aquila. Durante questi suoi ultimi 15 anni pressoché ininterrotti di governo, non ha messo in campo nessuna politica di prevenzione, e nessuna messa in sicurezza degli edifici in barba ad ogni norma europea.
A che serve un governo se non a prodigarsi totalmente per gli interessi della collettività che rappresenta? 15 anni di interventi e di prevenzione, al posto di leggi sul falso in bilancio e lodi alfano, avrebbero portato a meno danni e meno morti per un sisma che in Giappone avrebbe fatto soltanto il solletico.
In un paese normale Michele Santoro avrebbe fatto discutere sui contenuti della sua trasmissione, degni di una democrazia, tale solo se basata sull’informazione libera. I morti e i piagnistei dei poveri disperati rimasti senza casa, sono il prodotto dell’irresponsabilità della classe dirigente, che solo approfondimenti e inchieste sulle politiche edilizie applicate negli ultimi anni, potrebbero svelarne la portata di responsabilità.
Anzi, 15 anni di informazione libera avrebbero contribuito a formare un’opinione più critica e consapevole, oltre che una classe dirigente più competente e anche responsabile.
Ma purtroppo con 15 anni di bugie e slogan comunisti a diretto controllo della Loggia P2, ci ritroviamo una plètora di fantocci e fi(li)ni ai piedi di un vecchio egocentrista impunito in un’Italia di baracche.
Confido in un esaustivo servizio di Report, nella speranza accenda nuovi barlumi di ragione fra il popolo italiota televisionaro preso per i fondelli. Lo stesso che paga tasse su tasse, e al quale oggi si chiede di nuovo l’obolo per i terremotati.
Mi spiace per chi piange ma io non contribuirò nemmeno con un euro in più a questa causa, figlia del menefreghismo, dell’ignavia e dell’eterno attendismo. Ne sto tirando fuori già troppi di soldi in questi anni, consapevole che finirò soltanto quando la crisi economica mi costringerà a chiudere i rubinetti. Sarà un giorno di gioia perché solo allora potrò sperare la fine di questo governo marcio di omini dei condoni e di puttane rifatte.
fonte: www.danielemartinelli.it