La religione ha trasformato il sesso in un punto focale per l'esplosione di sensi di colpa di proporzioni atomiche.
L'istituzione del matrimonio rappresenta il fulcro di questa spiegazione, ma non ne è assolutamente l'unica ragione.
Il matrimonio istituzionalizza la separazione.
Lui è mio, lei è mia.
Io sposo te, perciò tu mi appartieni.
E' questa la realtà espressa o taciuta del matrimonio e delle relazioni in generale. E' il mezzo attraverso il quale la gente, in senso figurato, compra alcuni titoli di sicurezza ed esprime quella che è una versione disperatamente limitata dell'"amore".
Comprano le favole che parlano di giorni di nozze, dove tutti vissero felice e contenti.
La maggior parte dei matrimoni non si fonda sull'amore, ma sul possesso e sul controllo. Solo una ristretta minoranza di matrimoni soddisfa i partner. Magari loro non ri rendono conto del perchè si sentono vuoti e insoddisfatti, ma il motivo è che il loro vero potenziale a espandersi e creare viene soppresso da questa prigione istituzionalizzata.
Il solo pensare di lasciar perdere tutto presenta conseguenze troppo grosse per la maggior parte delle persone ed è questa l'unica ragione per cui il tasso di divorzio, già in rapida ascesa, non è ancora un'onda di marea.
Lo sarà presto.
Non sto dicendo che non sia giusto vivere con qualcuno verso il quale si prova grande affetto, persino amore, o che non ci dovrebbe essere una qualche forma di impegno reciproco pubblicamente sottoscritto, se è questo il desiderio della coppia.
Sto dicendo che istituzionalizzare quell'impegno, farci entrare la chiesa e lo stato e fissare delle sanzioni per chi vuole successivamente tirarsi indietro è decisamente ridicolo.
Come si può, trasformare un rapporto umano in qualcosa regolato dallo stato?
Come si può pretendere che all'età di 20 e 25 anni ci si leghi a un'altra persona per il resto della vita?
Chi sa cosa li aspetta o come i due cambieranno nei loro atteggiamenti di fronte alla vita e a loro stessi?
Tutta questa idea è folle.
Eppure è questa la presa in giro dell'amore e delle relazioni che la religione impone alla stirpe umana da migliaia di anni.
Si pensa sia meglio soffrire le proprie pene e rimanere sposato piuttosto che dire che si è cambiato e che è ora di muoversi in altre direzioni.
Tratto da “Io sono Me Stesso, Io sono Libero“ di David Icke