I vantaggi dei soggetti affetti da psicopatia sono molteplici in un sistema basato sull’inganno: essi infatti sono capaci di mentire e di recitare ruoli anche opposti rispetto alla loro vera realtà. Le loro abilità nel dire la cosa giusta e nel far credere il contrario di ciò che è risultano eccellenti. Essi sanno manipolare le persone, in modo tale da indurle a fare ciò che vogliono. Il talento consiste nella furbizia e nel vuoto di coscienza, che permettono loro di commettere azioni truffaldine o criminali senza avere alcun rimorso. Queste persone sono fredde, calcolatrici, capaci di qualsiasi cosa per il potere, prive di autentiche emozioni e di valori morali.
Molti psicopatici sono dotati di grande carisma, a tal punto da fare proseliti e avere i propri estimatori.
Attraverso la paura, e l’inclinazione umana a delegare le responsabilità, alcuni di essi riescono a dominare nei settori chiave, facendo credere cose diverse rispetto alla realtà, in modo tale da non essere spodestati.
Lo psicologo Andrew M. Lobaczewski ha dedicato il libro “Political Ponerology” (Ponerologia politica) a questo argomento, in cui spiega il motivo per cui oggi personaggi affetti da psico-sociopatia si trovano ai vertici del potere in molti settori importanti. La sindrome sociopatica si riferisce ai casi di persone (presenti in minime percentuali in ogni società) che desiderano soddisfare ogni loro desiderio anche danneggiando gli altri, e non hanno alcuno scrupolo di coscienza. Lo psicopatico è un sociopatico con un Ego molto forte e un carattere disturbato, che lo porta a considerarsi superiore agli altri, e dunque in diritto di prevalere con qualsiasi mezzo. Queste persone sanno utilizzare i mezzi più ignominiosi, come il mentire, il vivere da parassiti sottraendo quello che appartiene agli altri, l’irresponsabilità o veri e propri comportamenti delinquenziali.
Non si tratta di persone “matte”, esse sanno riconoscere quello che è giusto e quello che non lo è e possono essere dotate di intelligenza anche elevata. Non sono psicotiche, poiché hanno una rappresentazione chiara della realtà. Il punto è che queste persone non posseggono un’emotività che possa consentire di agire in modo pro-sociale.
Le persone affette da socio-psicopatia possono raggiungere livelli di crudeltà e di cinismo così alti da apparire ontologicamente “diverse” dalle persone comuni. Tanto per fare qualche esempio, queste persone possono comandare agli eserciti l’uso di sostanze chimiche altamente nocive, pur sapendo che migliaia di persone innocenti moriranno. Oppure possono organizzare guerre o altre operazioni in cui si verificheranno distruzioni immani. Possiamo considerare ogni atto criminale di vasta portata un evento pianificato da personaggi affetti da socio-psicopatia, che hanno preso il potere grazie alla paura o alla credulità dei popoli.
Nessuna persona equilibrata potrebbe preparare con assoluto cinismo un massacro di civili inermi. La madre che piange il figlio morto in guerra non gioisce all’idea che anche una madre “nemica” sta piangendo il suo. La guerra è disumana, ed è voluta e propagandata da persone umane che non sono del tutto umane nei sentimenti.
Secondo diversi scienziati queste persone sarebbero diverse anche dal punto di vista biologico: avrebbero il Corpo Calloso (lembo di fibre nervose che connette i due emisferi cerebrali) più esteso, impedendo una comunicazione normale fra i due emisferi cerebrali. In questo contesto non è possibile approfondire questo aspetto, ma occorre dire che i contatti fra i due emisferi permettono l’equilibrio fra razionalità e sensibilità, fra emozioni e logica.
La parola “Ponerologia” deriva dalla parola greca "poneros", che significa “male”. La Ponerologia politica è dunque il settore in cui si indaga sul male che un gruppo di persone disturbate commette a danno di tutta la società. Spiega Lobaczewski che alcune idee promosse da personaggi socio-psicopatici al potere sono: “Il nostro governo non ci farebbe mai del male; il nostro governo ha nel cuore i nostri migliori interessi; nessun presidente potrebbe sfuggire a questo; il principio della legge è ancora al lavoro in America; il fascismo non potrebbe attecchire qui; il governo degli Stati Uniti non può avere orchestrato gli attacchi dell'11/9; se l'11/9 fosse stato orchestrato dal governo degli Stati Uniti, troppa gente dovrebbe essere coinvolta per mantenere ciò segreto”.
Facendo credere che le istituzioni agiscano sempre per l’interesse di tutta la comunità si vuole attribuire un intento “protettivo” alle autorità, anche quando è evidente che così non è.
Le autorità socio-psicopatiche non desiderano soltanto il potere e la ricchezza, esse provano godimento nel togliere agli altri, nell’ingannare, nel danneggiare e nel manipolare. Con freddezza affettiva calcolano i vantaggi e gli svantaggi di un determinato comportamento, e scelgono di agire spesso nel disprezzo della vita e dei diritti umani, senza provare alcun rimorso. Un’altra caratteristica delle persone socio-psicopatiche è l’ossessione per il comportamento ritualistico, e per questo, come molti sanno, gli attuali personaggi al potere praticano culti di tipo massonico-satanico (a questo proposito vedi http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/09/autorita-criminali-e-culti-misterici_08.html).
La loro bravura nell’apparire l’opposto di quello che sono permette loro di usurpare la fiducia delle persone comuni, e di raccogliere ampi consensi nelle campagne elettorali o in altre occasioni.
In alcuni casi essi possono riuscire a condizionare uomini psicologicamente normali fino ad indurli a commettere crimini di varia entità. La differenza sta nel fatto che le persone comuni che diventano criminali sono controllate dalle autorità socio-psicopatiche, e non commetterebbero crimini se seguissero la loro natura. Questo ovviamente non significa che siano da considerare irresponsabili: un crimine rimane un crimine anche se si commette per “obbedienza”.
Un altro studioso che ha cercato di comprendere questo fenomeno già negli anni Cinquanta è Alex Comfort, che nel suo libro "Potere e delinquenza” sostiene che “La civiltà può essere difesa, o sviluppata, solo se esiste una capacità di resistenza individuale, solo se esistono individui che diventano responsabili attraverso la disobbedienza (al gruppo di socio-psicopatici)”.
Dunque, un gruppo di poche centinaia di persone affette da patologie psichiche può esercitare un potere globale perché i popoli sono presi dalla paura, sono disposti ad accettare un assetto ingiusto, o sono assai creduloni riguardo alla propaganda del gruppo egemone. In ogni caso, rimane il fatto che in ogni momento i popoli potrebbero rifiutare l’assetto e organizzarsi con libertà, responsabilità e coraggio.
Cosa si può fare per sottrarsi ai meccanismi di innesco della paura e per non cadere nelle trappole dei socio-psicopatici?
Occorre tener presente che anche le autorità socio-psicopatiche hanno alcune paure, che sono assai diverse rispetto alle persone comuni. La loro paura più grande è quella di essere scoperti e visti per quello che sono realmente.
Hanno una paura tremenda delle persone comuni, perché le percepiscono come superiori moralmente e civilmente a loro, e per questo si prodigano a manipolare la loro vita emotiva e le loro opinioni, in modo tale da renderli simili a loro stessi nel cinismo e nella superficialità, ma emotivamente sottomessi.
I loro punti deboli sono diversi: sono terribilmente ansiosi quando un essere umano acquisisce consapevolezza delle sue emozioni e di come il sistema vorrebbe manipolarlo. Quando le persone riescono a fare un lavoro su se stesse per diventare immuni al loro plagio, il loro sistema truffaldino non è più efficace, e questo li fa andare nel panico, li rende ossessionati dal bisogno di controllo. Se la maggior parte delle persone ricercasse la verità oltre le loro menzogne, se lavorasse sulle proprie emozioni per impedire l’accrescimento della paura e dell’insicurezza, e se molti comprendessero che le autorità attuali non sono persone equilibrate (anziché deridere chi lo dice), probabilmente le cose cambierebbero.
Non si potrà certo rimanere per sempre un gregge di pecore impaurite che continuano ad appoggiarsi ad autorità criminali, che promettono “nuove speranze” e “tempi migliori”, ma di fatto agiscono come sempre hanno fatto. Come osserva lo scrittore Clinton Callahan: “Se la gente si sedesse rifiutandosi di sollevare neanche una mano anche ad un unico ordine dello psicopatico del giorno, se la gente si rifiutasse di pagare le tasse, se i soldati si rifiutassero di combattere… l'intero sistema si frantumerebbe in una stridente battuta d'arresto. Il vero cambiamento avviene nel momento in cui una persona viene a conoscenza della psicopatia in tutti i suoi freddi dettagli. Da questa nuova consapevolezza, il mondo assumerà un aspetto diverso, e azioni integralmente nuove potranno essere intraprese. Il distinguere tra qualità umane e psicopatiche dà inizio al fondamento della responsabilità sulla quale abbiamo una reale possibilità di creare una cultura sostenibile”.(2)
Senza paura, e prendendosi le proprie responsabilità si può creare un mondo senza guerre, in cui assumeranno ruoli autorevoli soltanto persone equilibrate e sagge, in cui le risorse verranno equamente distribuite e in cui le truffe politiche e gli inganni mediatici saranno un triste ricordo del passato. Utopia? Certo, finché prevarrà la paura.
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NOTE
1) Articolo di Kevin Barrett, “ Twilight of the Psychopaths”, http://www.agoracosmopolitan.com/home/Frontpage/2008/01/02/02073.html
2) Clinton Callahan, Dissent Mag/Segni del Tempo, 12 maggio 2008.