Il governo ecuadoriano presieduto da Rafael Correa ha dichiarato una moratoria unilaterale di 30 giorni sul pagamento del debito estero illegittimo che tuttora strangola il paese. Nel 2005 il Banco centrale dell’Ecuador aveva calcolato che per un debito contratto a partire dal 1976 di 10 miliardi di dollari l’Ecuador aveva già restituito ai creditori 31.4 miliardi di dollari e continuava a stare al punto di partenza, continuando ad essere indebitato per più di 10 miliardi.L’annuncio è stato dato dalla ministra delle Finanze María Elsa Viteri. Nei prossimi 30 giorni l’Ecuador non pagherà 30.47 milioni di dollari di interessi sul debito a pagarsi nel 2015. Lo stesso era avvenuto tre mesi fa con 30.6 milioni di dollari di interessi sul debito da pagarsi nel 2012.
Se da parte degli organismi internazionali il passo compiuto da Quito è considerato l’inizio dell’ingresso dell’Ecuador in una situazione di default, con conseguente sospensione di erogazione di altri futuri prestiti sia pubblici che privati, per il governo di Rafael Correa è la conseguenza di un’azione politica a non pagare più per debiti illegittimi e illegali che sommano al momento la favolosa cifra di 10 miliardi di dollari.
E’ una decisione grave che espone il paese a ricatti da parte degli organismi internazionale ma è anche un passaggio obbligato per la riparazione storica dei danni patiti dal popolo ecuadoriano e verso il ristabilimento della sovranità nazionale violata dal fondomonetarismo e dalla dollarizzazione.Per Correa è una scelta obbligata che dà la misura della gravità della situazione in un paese dollarizzato, e il presidente ha dichiarato: “Questa decisione mi ha levato il sonno per molto tempo e ho pregato dio per prendere la decisione giusta. Possono farci causa, processi, embarghi. Ci sono rischi enormi in questa decisione e ci sono avvoltoi sia stranieri che locali, dei veri mostri che per questa decisione tenteranno di schiacciare il paese e dare una dimostrazione a tutti gli altri paesi schiacciati da debiti illegittimi che non c’è altro da fare che pagare”.
Per il Ministro Ricardo Patiño, “l’Ecuador è preparato a fronteggiare una vera e propria guerra economia dichiarata dagli organismi internazionali e dal sistema finanziario ma quella che dobbiamo realizzare è una riparazione storica nei confronti del popolo ecuadoriano”.Varie commissioni nazionali e internazionali si sono espresse nel giudicare illegittimo il debito estero dell’Ecuador. Per il CAIC, la commissione di controllo sul debito, il debito estero dell’Ecuador è passato da 214 milioni appena nel 1970, all’inizio dell’epoca fondo monetarista a 17.400 nel 2007. Tuttavia non solo il debito è stato ripagato già tre volte a tassi usurai senza estinguersi ma è stato “uno strumento usato dai creditori per saccheggiare le risorse del paese e sottometterne le politiche alla volontà degli organismi internazionali utilizzando il loro credito per governarne la politica a propri fini”.Oggi l’Ecuador è il primo paese che sceglie di non pagare per il debito estero invece di non essere in condizione di default, come avvenne per l’Argentina nel 2001 che ancora oggi è trattato come un paria e ottiene credito internazionale solo dal Venezuela.
Gennaro Carotenuto(16 dicembre 2008)